L'ho citato per esempio ma qui non voglio parlare di questo, è un argomento diverso. Nonostante il Neanderthal e il Sapiens condividano buona parte del dna ci sono differenze fondamentali che porta la scienza a dubitare se il Sapiens sia la specie evoluta del Neanderthal. Ho semplicemente detto che studiamo l'evoluzione dell'uomo come che sia la cosa più vera del mondo quando il primo ad avere dubbi è stato proprio....
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Qualcuno invece di citarli i libri dovrebbe leggerli. Per rimanere ancora un po su questo tema vorrei consigliare questo libro che tratta di ritrovamenti archeologici particolari
http://tracce.orizzonteassoluto.com/ebook%20nr.10%20E.Schievenin%20D.Marin%20DUE%20MILIONI%20DI%20ANNI%20RUBATI.pdf
Per ritornare in tema vi consiglio invece questa splendida esperienza premorte
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j...JaxghTu4liRtbHj9wBn54Qg&bvm=bv.71778758,d.ZGU
Innanzitutto è da dire che la teoria dell'evoluzione è una teoria scientifica che, secondo i dettami "popperiani", è falsificabile e "predittiva" e quindi controllabile :sisilui:
Il meccanismo tramite il quale l'evoluzione "procede" non implica alcun finalismo, alcuna teleologia, alcuna causa :asd:
L'esempio "classico" è quello del collo delle giraffe: a differenza di ciò che sosteneva Lamarck (il famoso principio dell'uso e del non uso degli organi), Darwin mostrò che solo per CASO alcuni individui nascono con caratteri che li rendono più adatti all'ambiente in cui vivono e quindi più favoriti dalla selezione naturale.
In sostanza le giraffe non allungano il collo perché vogliono raggiungere i rami più alti delle acacie :asd:
Avere il collo lungo è scomodo in talune circostanze: ad es. le giraffe, per abbeverarsi, sono costrette a divaricare le zampe anteriori :sisilui:
Il fatto stesso, però, che proprio tale carattere (il collo lungo) si sia "affermato" implica che i vantaggi superano gli svantaggi, ai fini di un migliore adattamento ambientale.
Quindi gli elementi fondamentali dell'evoluzionismo sono due: le mutazioni (casuali) e la selezione naturale dell'ambiente, conseguenza NECESSARIA dell'interazione tra ambiente e organismi.
Caso e necessità, dunque, per parafrasare il libro di Monod :asd:
Da questa visione rimarrà ovviamente esclusa qualsiasi concezione teleologica: neanche la specie umana potrà essere considerata come "finalità" dell'evoluzione :sisi:
L'evoluzione dell'uomo, in particolare, non è stata lineare e progressiva, ci sono ancora parecchi "vicoli ciechi": attualmente si conoscono una decina di specie del genere Homo ma molte altre potrebbero essersi estinte senza lasciare discendenti.
E' vero che siamo gli unici uomini sul pianeta ma è accaduto solo per caso, perché abbiamo vinto, con la nostra forza "evolutiva", sui neandertaliani in Europa e forse sugli Erectus in Asia :asd:
Per quanto riguarda le lacune nel darwinismo, esse hanno a che fare con alcuni meccanismi che sono alla base della VARIABILITA' dei caratteri (fenotipi) e della loro trasmissione ereditaria.
Tali lacune sono state colmate grazie allo sviluppo della genetica mendeliana e della teoria dei cromosomi, il che ha permesso di inglobare la teoria darwiniana e la nascente genetica in un unico "corpus", denominato neodarwinismo.
Attualmente la genetica delle popolazioni permette di comprendere meglio come il patrimonio genetico di una determinata popolazione si trasmette da una generazione ad un'altra.
Grazie dell'attenzione e saluti a tutti ;)