Perché non inquinare?

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Quindi l'utopia si scontra con la realtà e io sono un realista. La differenziata fatta dal cittadino non cambia una virgola nella gestione ambientale, perché i rifiuti differenziati poi costa troppo smaltirli correttamente e si trovano alternative.

Per essere realista ti dovresti basare sui fatti. La prima questione è che la differenziata permette di smaltire correttamente i rifiuti riducendo la dispersione in ambiente in modo da potere essere riciclati riducendo il consumo energetico. Quindi ha decisamente un effetto sull'ambiente diretto, ma è anche conveniente perché i materiali recuperati possono essere venduti. I comuni dove le tasse sui rifiuti sono più basse sono quelli dove si differenzia e si ricicla di più.
La seconda questione è che quando si smaltisce il rifiuto in modo indifferenziato in discarica non è che questa modalità sia più economica ma i costi diventano esternalità negative, costi sociali che impattano tutto la società. È come dire che conveniente scaricare liquami chimici non trattati in un fiume chi lo fa risparmia ma pagano tutti quelli a valle in modo diverso.
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Il succo era che possiamo spendere cifre ad almeno 9 zeri nelle bombe perché non possiamo farlo per inquinare meno, da donare alla ricerca. Così come limitare certi paese. Appena scendi dal albero rispondi pure.

Qui al solito chi non ha capito nulla sei tu...ma ormai non mi stupisce...

Il perché lo ripeto sono questioni diverse. Anzi il fatto di dover spendere molto in certi settori come la difesa ti impedisce di farlo in altri perché drena risorse.E comunque non è solo un problema di ricerca, ma di policy, regolamentazioni, di modifica di processi, di cultura, di mercato etc è problema quello ambientale multidimensionale e complesso.
 
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Per essere realista ti dovresti basare sui fatti.
E i fatti sono che la raccolta differenziata del singolo cittadino non va a impattare di una virgola contro i veri rifiuti inquinanti, scarichi industriali, e così via.
Ma ripeto, io sono più che d'accordo a farlo come scelta morale, infatti lo faccio. Semplicemente, non si pensi che questo salvi il pianeta. Non è così, poi oh se ci se ne vuole convincere, liberissimi di sentirsi paladini dell'ecologia per aver messo la plastica in un cassonetto a sè che poi verrà comunque incenerito insieme al resto dell'indifferenziata... Ancora meglio il RAEE, ci fanno pagare (come azienda) per essere abilitati a scaricare i RAEE all'isola ecologica, ci rompono i cosiddetti con registri e quant'altro, le ditte di smaltimento ci recuperano una buona quantità di soldi recuperando rame e altri componenti, e tutto il resto se ne va e tanti saluti
 
Certo perché i rifiuti urbani sono fatti di rose e non costituiscono una parte importante dell' inquinamento che produce l'uomo. Io ti farei fare un giretto a Malagrotta.
Ma come ci arrivate a ste scemenze...e li chiamate anche fatti!

Poi si torna sempre al caro vecchio "benaltrismo" che serve a giustificare tutti i peggiori comportamenti. Lo vogliamo capire che è un problema complesso legato a qualsiasi attività antropica che non si risolve sottovalutando selettivamente quello che appare scomodo?
 
Ma ripeto, io sono più che d'accordo a farlo come scelta morale, infatti lo faccio. Semplicemente, non si pensi che questo salvi il pianeta.
E in parte hai ragione. Se solo una persona fa la differenziata, senza dirlo a nessuno, non serve proprio a nulla. Ma se la percentuale di chi lo fa diventa alta, e chi la fa si batte per fare cambiare l’opinione pubblica delle masse, le cose iniziano a cambiare. Ci vuole qualcuno che inizi, qualcuno che si batta. Anche Rosa Parks stanca della giornata di lavoro quando rifiutò di cedere il suo posto sul autobus a una persona bianca non immaginò certo che quel suo gesto avesse potuto cambiare le cose. Nemmeno Martin Luther King quando lesse il suo discorso “ho fatto un sogno”. In altre parole, chi non fa nulla non ottiene nulla, e non otterrà mai nulla. Come te, anche io faccio la differenziata, come te so benissimo che il mio è solo un piccolo gesto. E mi incazzo quando apro il bidone per buttare via le bottiglie di vetro e lo trovo pieno invece di altre schifezze. Ma essendo una raccolta condominiale (cinque palazzi, ognuno con 40 appartamenti) non sto zitto, parlo con i vicini, scrivo agli amministratori, ai bulletin board, partecipo alle riunioni sollevando il problema. E ovviamente dò il mio supporto a organizzazioni ambientalistiche che so dalla loro storia siano state capaci di cambiare le cose, vado alle loro conferenze, parlo con gli organizzatori, prendo in considerazione i loro suggerimenti sui politici da votare.
Insomma, concordo con te che molte situazioni per cambiarle sia una utopia, ma non in questo caso. Le cose sono cambiate drasticamente negli ultimi cinquanta anni, occorre avere una visione più globale, guardare al di fuori del nostro orticello. Tieni anche presente che chi NON vuole che le cose cambiano, perché hanno interesse a riguardo, fanno sempre la voce grosse e sono loro i primi ad asserire che lo sforzo personale sia inutile. E per farlo sono anche disposti a raccontare menzogne, è sempre successo.
 
E in parte hai ragione. Se solo una persona fa la differenziata, senza dirlo a nessuno, non serve proprio a nulla. Ma se la percentuale di chi lo fa diventa alta, e chi la fa si batte per fare cambiare l’opinione pubblica delle masse, le cose iniziano a cambiare. Ci vuole qualcuno che inizi, qualcuno che si batta. Anche Rosa Parks stanca della giornata di lavoro quando rifiutò di cedere il suo posto sul autobus a una persona bianca non immaginò certo che quel suo gesto avesse potuto cambiare le cose. Nemmeno Martin Luther King quando lesse il suo discorso “ho fatto un sogno”. In altre parole, chi non fa nulla non ottiene nulla, e non otterrà mai nulla. Come te, anche io faccio la differenziata, come te so benissimo che il mio è solo un piccolo gesto. E mi incazzo quando apro il bidone per buttare via le bottiglie di vetro e lo trovo pieno invece di altre schifezze. Ma essendo una raccolta condominiale (cinque palazzi, ognuno con 40 appartamenti) non sto zitto, parlo con i vicini, scrivo agli amministratori, ai bulletin board, partecipo alle riunioni sollevando il problema. E ovviamente dò il mio supporto a organizzazioni ambientalistiche che so dalla loro storia siano state capaci di cambiare le cose, vado alle loro conferenze, parlo con gli organizzatori, prendo in considerazione i loro suggerimenti sui politici da votare.
Insomma, concordo con te che molte situazioni per cambiarle sia una utopia, ma non in questo caso. Le cose sono cambiate drasticamente negli ultimi cinquanta anni, occorre avere una visione più globale, guardare al di fuori del nostro orticello. Tieni anche presente che chi NON vuole che le cose cambiano, perché hanno interesse a riguardo, fanno sempre la voce grosse e sono loro i primi ad asserire che lo sforzo personale sia inutile. E per farlo sono anche disposti a raccontare menzogne, è sempre successo.
Da me la differenziata la fanno porta a porta in sacchi trasparenti...se sbagli a differenziare non te la ritirano. Il comune ha poi un ottimo servizio di isola ecologica per tutti gli altri materiali. All' inizio è stato un chock soprattutto per i più anziani abituati al saccone nero dell indifferenziato ma a distanza di anni posso dire di estremamente soddisfatto del servizio. Anche gli spettacoli indegni dei cumuli di spazzatura nella campagna sono spariti visto che c'è un modo semplice e legale di conferire i rifiuti ingombranti. Non sono mai stato più contento di pagare una tassa per un servizio che funziona. Tutto il servizio è stato messo su da un giovane sindaco neoeletto che con un po' di buona volontà ha riorganizzato il servizio di nettezza urbana dopo gli sfaceli dei sindaci che lo hanno preceduto e che avevano portato al fallimento la società che si occupava dei rifiuti che li conferiva semplicemente in discarica.
 
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Da me la differenziata la fanno porta a porta in sacchi trasparenti...se sbagli a differenziare non te la ritirano. All' inizio è stato un chock soprattutto per i più anziani abituati al saccone nero dell indifferenziato ma a distanza di anni posso dire di estremamente soddisfatto del servizio. Non sono mai stato più contento di pagare una tassa per un servizio che funziona

Nel mio paese l'indifferenziata è ancora nel sacco nero.
Nel paese vicino al mio usano però altri tipi di sacchi: soprattutto sono tutti sacchi "chippati" (penso con un chip RFID), quindi se butti cose che non devi buttare, sanno chi sei.

La differenziata la si fa da anni qui, almeno 15. So che in altre parti d'Italia non la si fa, o la si fa non in modo capillare.

Riprendo il primo post:

Abbiamo paesi come la Cina, l'India, il Giappone, la Russia e America che sono nella top come inquinamento. Noi siamo niente come Europa in confronto.

Guarda che questo è proprio il ragionamento che si fa nei confronti di paesi come Cina e India, poichè sono in via di espansione. Noi mondo occidentale sono 50 anni che inquiniamo e sfruttiamo risorse fossili; ora non si può dire a India e Cina di passare al green come stiamo provando a fare noi, dopo 50 anni (almeno) che sfruttiamo il carbone (e tutto il resto) per di fatto arricchirci.
Per questo motivo hanno limiti diversi questi paesi, rispetto ai nostri.

Prendiamo per esempio l'Olanda in considerazione, usano biciclete dovunque e nel paese e hanno la precedenza assoluta dovunque. Le.piste ciclabili hanno la priorità rispetto la stratta e ci sono dovunque. Che salvano se altre nazioni non hanno limiti? In Europa se ne escono con cose anti inquinamento quando nel mondo si fa come si vuole. Qualsiasi nostra mossa viene vanificata.

"Be the change you want to see in the world".

Non si può non fare una cosa solo perchè gli altri ancora non la stanno facendo. Per altro è anche sicuro che, nel nostro caso ad esempio (Italia), non si possa eliminare il carbone e tutto ciò che inquina senza utilizzare anche il nucleare. E non siamo proprio messi benissimo sotto questo punto di vista...

Per altro, visto che vivi all'estero e viaggerai sicuramente più di me, penso che avrai anche notato la differenza di cultura tra altri paesi (Germania, Olanda, probabilmente Danimarca etc etc) e l'Italia.
 
Comunque noi abbiamo in Italia un esempio fulgido di raccolta differenziata che è Treviso dove raggiunge quote oltre l'86% e conferiscono un residuo secco pari a soli 60kg a testa. Si pagano le tasse comunali tra le più basse d'Italia grazie a un sistema ad incentivi ma soprattutto vi posso dire ( visto che di trevigiani ne ho conosciuti un po') che a livello di popolazione esiste un consenso elevatissimo riguarda a questo servizio e anzi se ne vantano anche...

 
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Riflettevo giusto stamattina su una cosa simile.

Nel mio condominio ci sono 8 appartamenti.
La nostra "isola ecologica" (l'insieme dei nostri cassonetti condominiali) prevede:

nr. 1 bidone per l'umido
nr. 1 bidone per il secco/indifferenziato
nr. 1 bidone per il vetro
nr. 2 bidoni per la carta
nr. 3 bidoni per la plastica/lattine

Gli unici bidoni che si riempiono sistematicamente fino all'orlo sono quelli della plastica. Produciamo una quantità di plastica incredibile.
Per fortuna non siamo altrettanto parchi con l'indifferenziato (mezzo bidone in 2 settimane) ma allo stesso modo produciamo poco umido/riciclabile (mezzo bidone ogni 3 giorni).

Da un lato sono contento del fatto che tutta questa plastica possa essere riciclata, dall'altro però penso che ne usiamo ancora troppa e che produrla, inevitabilmente, inquina.
 
Produrla inquina, riciclarla inquina, e una certa parte consistente non viene neppure riciclata nè è riciclabile quindi inquina nel processo di incenerimento.
Usiamo troppa plastica? Credo che ne usiamo più o meno quella che ad oggi serve, un domani ci sarà un sostituto della plastica e useremo quello, poi anche quello si dimostrerà dannoso per qualcosa e andrà sostituito e così via.
Per questo rimango convinto che non sia la raccolta differenziata a fare nessun tipo di differenza ambientale, se non per l'aspetto morale della singola persona.
Dobbiamo accettare che la specie umana, per come vive, non è adatta a poter coesistere correttamente con un ecosistema, ma lo sfrutta e lo rovina.
 
Produrla inquina, riciclarla inquina, e buona parte non viene neppure riciclata nè è riciclabile quindi inquina nel processo di incenerimento.
Usiamo troppa plastica? Credo che ne usiamo più o meno quella che ad oggi serve, un domani ci sarà un sostituto della plastica e useremo quello, poi anche quello si dimostrerà dannoso per qualcosa e andrà sostituito e così via.
Per questo rimango convinto che non sia la raccolta differenziata a fare nessun tipo di differenza ambienta, se non per l'aspetto morale della singola persona.
Proprio perché la plastica è difficilissima da riciclare significa che la differenziata serva, per dividere quello che invece è possibile e anche facile (tipo carta e cartone). Senza contare l’impatto che ha nel sensibilizzare l’opinione pubblica.
Questo articolo è di due anni fa, adesso le cannucce in plastica sono proibite quasi ovunque negli US (sostituite da quelle in cartone)
 
Produrla inquina, riciclarla inquina, e una certa parte consistente non viene neppure riciclata nè è riciclabile quindi inquina nel processo di incenerimento.
Usiamo troppa plastica? Credo che ne usiamo più o meno quella che ad oggi serve, un domani ci sarà un sostituto della plastica e useremo quello, poi anche quello si dimostrerà dannoso per qualcosa e andrà sostituito e così via.
Per questo rimango convinto che non sia la raccolta differenziata a fare nessun tipo di differenza ambientale, se non per l'aspetto morale della singola persona.
Dobbiamo accettare che la specie umana, per come vive, non è adatta a poter coesistere correttamente con un ecosistema, ma lo sfrutta e lo rovina.

Se fossi in te cercherei d'informarmi meglio
Il riciclo consuma meno energia, usa meno materia di quella necessaria per produrre una oggetto da materiali "vergini" e riduce il volume dei rifiuti. Va visto come risorsa. Il primo passo è proprio nella differenziata che si fa anche livello industriale in molti casi con vari consorzi obbligatori, ma anche allungando la vita utile degli apparecchi e spingendo le imprese a costruire prodotti con materie riciclate e a loro volta con una progettazione che permette più facilmente il riciclo. Nel caso del metallo per esempio si puo' usare l'85% di energia in meno semplicemente recuperando l'acciaio e l'alluminio piuttosto che produrlo da materie prime vergini il perchè è evidente. Differenziare non è un mero atto morale fine a se stesso, ma un atto consapevole volta alla riduzione dei rifiuti e al riutilizzo. Se non fosse così non sarebbe possibile renderlo incentivabile perchè sarebbe inutile.
Quindi al solito piano con le fregnacce perché appari lacunoso, disinformato ed ideologico.
La specie umana ha convissuto in equilibrio con l'ambiente fino duecento anni fa. Siamo sempre gli stessi...si tratta di cambiare rotta verso una economia più circolare

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Gli unici bidoni che si riempiono sistematicamente fino all'orlo sono quelli della plastica. Produciamo una quantità di plastica incredibile.

La plastica è un materiale di cui oggettivamente si abusa principalmente per motivi commerciali: il packaging "veste" prodotto sullo scaffale, lo differenzia e spesso aumento i margini di profitto. In questo la plastica è materiale favoloso perchè permette di fare di tutto.
Ma i modi di ridurre la plastica o sostituirla con materiali biodegradabili ci sarebbe.
Per esempio nelle stampanti pensati a quanta plastica viene sprecata per fabbricare le cartucce, mentre sarebbe possibilissimo sostituirle con dei "bottiglioni" in vetro riciclabile con inchiostro...
 
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Ecco la vostra isola ecologica "che funziona bene" del vostro paese:


Io di questo parlo, noi rispettiamo le leggi sulla raccolta differenziata, ma poi le istituzioni come gestiscono i nostri rifiuti?

Il domanda é: un frigorifero rotto, inquina di piú buttato sotto casa mia o buttato in Ghana?
Inquino di meno tenendolo buttato nella mia cantina a sto punto.
 
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