Ho letto... Insomma, mi pare che in fin dei conti rimanga pur sempre una teoria!... Una teoria che, per quanto ragionevole e logica possa sembrare, rimane una teoria - cioè: non sufficientemente supportata dai ritrovamenti fossili che si vorrebbe pretendere di far credere che esistono ma cha non sono stati ancora rinvenuti, quasi solo per poter rafforzare l'autorità del ragionamento scientifico e lo status quo in vigore della "scienza ufficiale"; cioè non per amore di verità. Quindi l'accettazione della comunità scientiifica al limite la uso come carta igienica al termine delle mie meditazioni...
La moderna sintesi della teoria dell'evoluzione fu sviluppata e raffinata dopo gli anni ‘40, poi però sono state avanzate altre interpretazioni, unicamente sostenute non da ritrovamenti fossili, ma da speculazioni introdotte dai nuovi studi genetici... Insomma, ci hanno ricamato parecchio su, quasi per voler far tornare i conti a tutti i costi e rinsaldare un edificio di "frottole" che suonano bene se pronunciate da individui ufficialmente insigniti di un titolo autorevole, e tuttavia senza un bricciolo di prova reale.
Tutto chiarissimo...
No, Freewilly, sei completamente fuori strada :sisilui:
Ti risponderò in modo sintetico e poi aggiungerò qualcosa per rimanere in tema con l'argomento del thread (visto che l'argomento è di interesse generale, è mia intenzione aprire un apposito topic, di cui ho già in mente il relativo inquadramento teorico, sull'origine, l'evoluzione e la stabilità della vita).
Il concetto di "teoria" non va confuso con quello di "ipotesi" e di "congettura" :nono:
Esaminiamo ciò che dice l'Enciclopedia alla voce "teoria": 1) ipotesi confermata o stabilita dall'osservazione o dagli esperimenti e che è stata accettata come spiegazione di fenomeni noti; 2) enunciazione delle leggi, dei principi o delle cause generali di qualcosa che è noto o osservato; 3) formulazione o sistemazione di idee o enunciati atta a spiegare o descrivere una serie di fatti o di fenomeni.
Ebbene, la teoria "darwiniana" rientra pienamente nel significato di TUTTE le tre definizioni su riportate ma non solo: l'evoluzione è un FATTO SCIENTIFICO INCONTROVERTIBILE, così come è un fatto che in questo momento io stia scrivendo su questo Forum :sisilui:
Passiamo ora brevemente ai cosiddetti "anelli mancanti" di cui mi hai chiesto, termine molto caro ai "negazionisti" (creazionisti in particolare e anti-evoluzionisti in genere) della teoria evolutiva, che tentano in tutti i modi di "confutare" l'evoluzione, ovviamente senza riuscirci :asd:
Il concetto di "anello mancante" o "anello di congiunzione" è un concetto ottocentesco, che risale ai "primordi" della formulazione della teoria (si pensava che l'evoluzione fosse un processo continuo, graduale, senza "salti"), oggi non ha più senso scientifico (si preferisce parlare di "forme di transizione" e di "fossili di transizione") in quanto l'anatomia comparata e lo studio sulla distribuzione geografica delle varie specie moderne, oltre alla classificazione filogenetica (i cosiddetti "alberi filogenetici"), hanno fornito "prove" più che sufficienti a dimostrare la "realtà" evolutiva.
Anello mancante - Wikipedia
In realtà i fossili costituiscono una prova in più, una specie di bonus, ma l'evoluzione sarebbe "certa" anche senza alcun fossile (e di documentazione fossile ce n'è a bizzeffe) :asd:
La teoria sull'evoluzionismo potrebbe essere "smentita" SOLO nel caso di ritrovamenti di fossili "anacronistici", cioè non appartenenti al giusto "ordine" cronologico, cosa che finora non è mai accaduta (e mai accadrà).
Infine hai chiesto delle prove: oltre a quelle, di cui ho accennato, basate sugli studi di anatomia comparata sulle strutture anatomiche (le cosiddette "strutture omologhe" e le "strutture analoghe"), ce ne sono molte altre (dall'uniformità del codice genetico di tutte le specie viventi alle differenze nelle proteine di specie con gradi di parentela diversi, alle tracce "lasciate" dallo sviluppo embrionale e così via), c'è solo l'imbarazzo della scelta :asd:
Qui, a titolo esemplificativo, ne vorrei citare una: quella basata sul DNA mitocondriale, lo stesso che viene usato nelle indagini investigative.
Il DNA mitocondriale è un piccolo anello che contiene 37 geni. Questi geni provengono dai mitocondri della cellula uovo, il che vuol dire che ci vengono trasmessi solo da nostra madre.
In genere le mutazioni del DNA mitocondriale sono "neutre", non alterano le funzioni degli organuli.
Tali mutazioni, per così dire, si "accumulano" alla velocità di 115 per ogni milione di anni, in pratica è come se funzionassero da "orologio molecolare".
Se contiamo il numero di mutazioni del DNA mitocondriale di due individui e ne calcoliamo la differenza, possiamo risalire al numero di anni necessari per poter arrivare alla loro antenata comune.
Con questo metodo siamo risaliti ad una femmina di Homo Sapiens (o meglio al gruppo cui apparteneva), vissuta in Africa tra 100000 e 200000 anni fa, che sarebbe la "capostipite" della specie umana.
Attraverso lo studio del DNA mitocondriale abbiamo anche sfatato il mito dell'uomo di Neanderthal inteso come nostro antenato: i neandertaliani non hanno alcun legame col genere umano.
Per concludere e per non essere troppo fuori tema, vorrei dire che la visione teleologica e la fiducia nella creazione divina sono definitivamente "crollate" nel 1859, anno della pubblicazione de "L'origine della specie" di Darwin. La selezione naturale è talmente potente da spiegare tutto.
L'ipotesi di Dio non è più necessaria, anzi è la cosa più superflua che possa esserci :sisilui:
Grazie dell'attenzione e buona lettura a tutti :ciaociao: