fa piacere vedere che ci sono ancora appassionati di alta fedeltà', in un mondo dove si cerca sempre di andare al risparmio.
Un po' di storia (antica e moderna)
Il mio primo impianto convinsi i miei a regalarmelo, nel 1974 o 1975, primi anni di scuole superiori, un coordinato Pioneer molto classico. Suono decente. Avevo tanto tempo per ascoltare musica allora, era sempre acceso anche quando studiavo. Preferii spendere i pochi soldi che avevo nel comprare dischi (quando iniziai a comprare CD avevo qualche centinaio di album in vinile) In seguito comprai come cuffie le AKG K140, le uniche decenti che mi potevo permettere. Appena iniziai a lavorare comprai un registratore a cassette della Technics e più tardi un lettore CD della Sony. Dopo essermi laureato mi trasferii negli States, decisi di evolverlo in beneficenza e ripartire da zero. Tenni solo i CD, che portai con me.
Per il mio secondo impianto non badai a spese, sintoamplificatore NAD7020, con registratore a cassette e lettore CD sempre della NAD, non ricordo più la marca degli altoparlanti, di forma triangolare, costruite artigianalmente da un piccolo negozio in città. Per le cuffie alzai il tiro, visto che mi ero trovato bene con le AKG comprai le K240, che ho ancora e suonano ancora alla grande. Erano i primi anni 90. Il lettore CD non duro' a lungo, lo sostituii con un lettore DVD Marantz a carosello (cinque dischi), fantastico per ascoltare e vedere opera senza dovere cambiare i dischi. Per il computer comprai un modello monitor amplificato, le Audix PH4 (che ho ancora, ma ormai gracchiano e non uso più, vedi sotto).
Quando comprai casa decisi che era tempo di ridimensionare. Ormai non avevo più tempo per sedermi comodamente e ascoltare musica, il mio ascolto divenne molto casuale, molta musica digitale quando lavoravo al computer, e iPod e cuffiette. Quando le casse morirono (grazie anche ai gatti) decisi di non comprare più un nuovo impianto, per il mio ascolto casuale (e anche per le mie orecchie "adulte", invecchiando la loro sensibilità diminuisce) comprai un Bose Soundwave, perfetto per le dimensioni del nostro soggiorno, e semplice da usare anche per mia moglie che si spaventa quando il numero di bottoni da premere sono più di due.
Il iPad cambio' poi la mia vita, finalmente potevo ascoltare la "mia" musica ovunque mi muovessi, e mi introdusse anche al magico mondo della radio internet (incluso ovviamente Pandora Radio). Certo, la qualità era meglio del primo registratore a cassette monofonico della mia vita (chi se lo ricorda, aveva un unico pomello per l'avvio e l'avanzamento veloce, tipo le marce dell'auto), ma manca decisamente sia di volume che di estreme frequenze. L'anno scorso quindi presi un Bose Mini Soundlink, perfetto per me, lo posso portare ovunque per casa e anche in vacanza. Talmente soddisfatto che quest'anno ho comprato un modello più grosso, il Soundtouch 20 (che ha connessione WiFi oltre che bluetooth), ha decisamente tutte le frequenze che sono capace di ascoltare. E' quello che ascolto adesso, una delle mie preferite stazione radio internet.
So gia' che qualcuno storcerà' il naso al marchio Bose. Ma e' una azienda onesta. Non spaccia i suoi prodotti (specie quelli portatili come i miei) per "alta fedeltà", bensì per buona qualità, ottima costruzione, ottima scelta di materiali, facilita' di uso. Se si compra un buon impianto stereo, occorre poi dedicargli un locale apposta per lui, perche' e' inutile spendere migliaia di euro per poi posizionare gli altoparlanti al pene di cane in una stanza non trattata acusticamente. Un sistema Bose messo in qualunque posto in qualsiasi ambiente arriva a suonare meglio di un paio di altoparlanti che costano anche dieci volte tanto ma che non sono ben piazzati. Il Bose non e' fatto per il "purista", bensì chi come me vuole una buona qualità (ed estetica) audio anche durante un ascolto casuale. Ma qui ci sarebbe da parlare per venti anni :)
Recentemente decisi di fare un upgrade nello stereo nell'auto che uso ogni giorno, volendo un modello bluetooth con cui potere usare lo smartphone senza bisogno di cavi e cavetti e fare telefonate senza usare le mani. Decisi per un budget di 500 dollari, ma incoraggiato dai risultati finii con il cambiare anche tutti e quattro gli altoparlanti, e arrivai a quasi 1000 dollari. Un ritorno alle origini, tutto Pioneer, di cui lessi buone recensioni. Difficile da usare, pomelli e bottoni non sono cosi' intuitivi, ma la qualità audio e' fantastica anche se per il rodaggio degli altoparlanti ci sono volute più ore di ascolto del previsto.
Sento un po' di nostalgia per un "vero" impianto stereo. Ma nella vita occorre avere priorità. Ho ascoltato tanta musica per tanti anni con buoni impianti, quando avevo tempo per farlo, adesso che mi avvicino (lentamente) alla pensione e' tempo di decidere come e dove investire il denaro. Avrei i soldi per permettermi un "grosso" impianto, ma preferisco usarli per viaggiare con mia moglie, che e' uno dei nostri hobby preferiti. Ma intanto posso ascoltare sempre musica con una qualità soddisfacente.