Tombazis spiega la filosofia progettuale della F2007
La Grecia non ha mai ospitato un Gran Premio così come non ha espresso ancora alcun pilota di Formula 1, ma la terra ellenica sembra essere una fertile fucina di ingegneri aerodinamici, compreso il capo progettista della Scuderia Ferrari Marlboro, Nikolas Tombazis.
Appassionato di competizioni motoristiche, a sette anni Nik vide il suo primo Gran Premio in televisione: "Da allora in poi non sono più riuscito a smettere! Nel 1978, quando avevo circa 10 anni, cominciai ad essere affascinato dagli aspetti aerodinamici, anche perché eravamo in piena età "effetto suolo". Leggevo tutte le pubblicazioni specializzate sulle corse e me la cavavo bene in Fisica e Matematica a scuola, per cui decisi di prendere la Laurea in ingegneria, sperando di trovare lavoro nel mondo dei motori. Andai a studiare in Inghilterra e lì ottenni il mio primo impiego alla Benetton, nel 1993, spostandomi in Ferrari nel 1997. Dopo una pausa di due anni sono tornato a Maranello".
In una delle sue rare apparizioni sul campo di gara, in occasione del Gran Premio di Melbourne, Tombazis ha avuto il piacere di vedere vincere al debutto la vettura costruita sui suoi progetti, grazie alla bella gara di Kimi Raikkonen. Gli abbiamo chiesto di spiegarci qualcosa circa la filosofia progettuale della F2007 e in particola di come sia stata adattata ai regolamenti tecnici e sportivi di questa stagione: "Bisogna sempre partire dalla vettura dell'anno precedente come base, poiché ogni macchina incorpora l'esperienza di molti anni che non possiamo ignorare" - ha spiegato Tombazis. "Sotto molti aspetti questa F2007 costituisce un'evoluzione mentre in altre aree abbiamo fatto enormi passi in avanti rispetto al passato. L'aerodinamica è tutt'ora uno dei principali fattori che influenzano la prestazione di una vettura e quindi è il settore che in un certo senso guida l'intero progetto. Il primo passo consiste dunque nello studio delle soluzioni aerodinamiche, che inizia circa un anno prima che la monoposto scenda in pista per la prima gara".
Un altro elemento da tenere in considerazione sono le gomme, che condizionano fortemente le caratteristiche di una macchina di Formula 1. Il ritorno alla monogomma Bridgestone ha significato un salto nel buio: "Non abbiamo saputo se non molto tardi che genere di coperture sarebbero state gli pneumatici 2007, dato che la Bridgestone ha creato una nuova specifica da fornire a tutti e non ha voluto dare a nessuno alcun tipo di vantaggio, condividendo informazioni in anticipo. Ci siamo dunque dovuti tenere un po' più di margine in certi settori della F2007, in modo da adattarla successivamente".