GUIDA Guida alla sopravvivenza nella sezione Audio.

Kha-Jinn

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Capita fin troppo spesso, cercando di dare una mano ai nuovi arrivati, di trovarsi a ripetere le stesse domande o a dare le stesse risposte fino alla nausea. Per cercare di rendere più semplice la vita a tutti coloro che animano la sezione Audio ecco una piccola raccolta di brevi guide e indicazioni scritte al fine di rendere più semplice la sopravvivenza in questa gabbia di mat... emh, in questo magnifico luogo di incontro tra appassionati di audio di qualità. :P

1) Mi servono dei nuovi diffusori, che informazioni devo fornire?
  • Distanza del punto di ascolto, ovvero dove si troverà la vostra testa (e in generale si presuppone anche le vostre orecchie) rispetto ai diffusori, è il primo passo fondamentale per scegliere la dimensione del woofer in quanto woofer troppo grandi a distanze ravvicinate possono facilmente causare fatica d'ascolto, mentre woofer troppo piccoli a grandi distanze faticheranno parecchio nel fornirvi la pressione sonora che desiderate senza distorcere;
  • La distanza dei diffusori dal muro posteriore, questa è un'informazione importante perché distanze molto ridotte (<15-20cm) possono causare un rigonfiamento delle basse frequenze al punto da stravolgere il suono dei diffusori, mentre distanze troppo elevate (>1m) possono avere l'effetto opposto;
  • Distanza interposta tra i due diffusori, assieme alla distanza del punto d'ascolto permette di avere un'idea generale su che qualità e fascia di prezzo puntare, ovvero sarebbe inutile spendere 1000€ per una configurazione da scrivania così come sarebbe impensabile cercare un impianto completo per sonorizzare un salotto con 50€;
  • Possibili limitazioni di spazio per i diffusori ed eventuale amplificazione nel caso non si optasse per una configurazione attiva;
  • Percentuale indicativa del tipo di utilizzo, ovvero quale sarà l'utilizzo a cui dare maggior peso tra musica, film e gaming;
  • Generi musicali preferiti al fine di scegliere il diffusore con l'intonazione più adatta;
  • Il budget, per alcuni a quanto pare non è un requisito importante. :rolleyes:
Opzionali:
  • Descrivete eventuali esperienze d'ascolto avute con impianti di qualità (aka niente Logitech, Trust, Genius, etc...) in quanto potrebbe aiutare a capire che tipo di suono state cercando, per esempio sarebbe inutile consigliare delle Klipsch se vi sono piaciute delle Wharfedale, così come delle Canton o delle Focal potrebbero non piacervi se apprezzate le Indiana Line;
  • Se avete già dei componenti che volete sfruttare (schede audio, amplificatori, sorgenti analogiche o digitali, etc...) cercate sempre di essere esaurienti nelle informazioni che fornite, in caso di dubbi mettere le foto dei collegamenti disponibili.
Tenete a mente che più saranno precise le informazioni che fornirete e più sarà facile per noi aiutarvi al meglio. Se lo ritenete opportuno mettete anche le foto del vostro ambiente d'ascolto e nel caso di impianto multicanale una piantina con misure precise è praticamente fondamentale.


2) Mi servono delle nuove cuffie, che informazioni devo fornire? (A cura di @filoippo97 )
  • Specificare l'utilizzo, se gaming, film, musica. Per quest'ultima specificare anche il genere maggiormente ascoltato ed eventuali preferenze timbriche;
  • specificare se si possiede o meno una scheda audio dedicata o un dac+amp ed eventualmente quale, altrimenti indicare la sorgente;
  • cuffia aperta o chiusa? Le caratteristiche di una cuffia aperta sono in genere maggiore soundstage e minore isolamento dall'esterno rispetto ad una cuffia chiusa, che, per contro, isola di piú a discapito di un soundstage più ristretto (notare l'"in genere", non sempre una cuffia aperta ha un soundstage maggiore di una cuffia chiusa, bisogna valutare modello per modello). Le cuffie chiuse sono comunque indicate solo se devono essere usate in mobilitá oppure nelle ore notturne, in caso ci fossero altre persone in casa;
  • around ear, on ear o in ear? le around ear sono quelle che offrono spesso la qualità e il comfort migliore tra tutte, a discapito di un certo ingombro, caratteristica di questa tipologia di cuffie è il fatto che vanno ad avvolgere completamente l'orecchio e lo "racchiudono" dentro al padiglione. Le on ear sono un compromesso in termini di qualità e di comfort, in generale le sconsiglio perché in questa categoria non si trova praticamente nulla di buono (il settore è dominato dai marchi come Beats, Sony, Philips e altre marche che salvo alcune rarissime eccezioni producono prodotti pessimi), si appoggiano sull'orecchio e sono più piccole delle precedenti. Le in ear invece sono appunto quelle che vanno inserite all'interno del canale uditivo e spesso sono dotate di "tappini" siliconici o in gomma (spesso detti "tips" in inglese). Sono decisamente le più compatte, ma anche quelle che proprio per motivi fisici spesso sono inferiori come qualità alle around ear di pari prezzo.
  • budget.


3) Come posiziono i miei diffusori?
È una domanda molto più complessa di quel che si crede, sia il posizionamento che l'ambiente d'ascolto sono i due fattori che influenzano maggiormente il suono di un diffusore. Un cattivo posizionamento ha un effetto del tutto simile a quello che potrebbe avere un equalizzatore parametrico regolato alla cieca (e alla "sorda"), ovvero un disastro.
Sfortunatamente non esiste una misura corretta e universale, ogni diffusore fa storia a se, ma esistono invece delle regole che possono aiutare a trovare un risultato ottimale:
  • Per la distanza dal muro posteriore fate delle prove partendo magari da un 50cm (esistono comunque diffusori che gradiscono distanze maggiori), per scendere fino ad un valore non inferiore al diametro dello sbocco del reflex nel caso questo fosse posteriore, distanze inferiori finirebbero per modificare la geometria del reflex stesso e di conseguenza la frequenza d'accordo col woofer. C'è chi consiglia misure più prudenti pari al doppio, e chi addirittura il triplo del diametro del reflex, quello che vi dico io invece è di provare voi stessi e giudicare in base ai vostri gusti.
  • La distanza laterale consigliata tra un diffusore e l'altro viene mediamente indicata tra il metro e mezzo e i due metri e mezzo per avere un palcoscenico credibile, ovviamente è una regola che non si applica a chi necessita di un impianto da scrivania.
  • Se possibile cercate di avere una disposizione simmetrica dei diffusori dalle pareti laterali, per esempio un diffusore piazzato in un angolo alle nostre orecchie suonerà più forte dell'altro lasciato al centro della stanza in quanto la parete laterale ne rafforzerebbe l'emissione.
  • Sia che si tratti di un impianto da salotto che da scrivania cercate quanto più possibile di formare un triangolo equilatero con voi e i diffusori posizionati ai vertici, l'importanza di questa regola cresce all'aumentare della distanza d'ascolto.
  • Sempre e comunque tenete i tweeter ad altezza orecchie, le alte frequenze sono molto direzionali, se necessario su scrivania dotatevi di mini stand come quelli dell'immagine:
  • Cercate sempre di lasciare quanto più spazio libero attorno ai diffusori, per quanto quelli compatti vengano chiamati "da scaffale" o "da libreria", dall'inglese bookshelf speaker, in realtà è niente più che un nome infelice e fuorviante, qualsiasi diffusore da scaffale suonerà sempre meglio su uno stand con tanta aria libera attorno che sull'angusto ripiano di una libreria.
  • Nel caso doveste notare fastidiose risonanze dei diffusori col mobile sul quale li avete posizionati, dotatevi di pad in foam o simili per disaccoppiare i diffusori dal mobile. Inoltre questa pratica, almeno sulla carta, bloccherebbe le vibrazioni alle basse frequenze che un diffusore trasmetterebbe all'altro donandovi bassi più puliti e controllati. Per le torri invece si preferisce utilizzare le punte ed eventuali sottopunte per accoppiare il diffusore al pavimento, oppure dei piedini in gomma per disaccoppiare.
  • Cercate quanto più possibile di curare l'ambiente d'ascolto, una stanza spoglia suona in modo del tutto diverso da una piena di mobili, decorazioni come tende, arazzi, divani, etc... permettono di assorbire le alte frequenze nel caso queste fossero troppo taglienti, mentre delle bass trap negli angoli della stanza, per quanto antiestiche, permettono di tenere a bada delle basse frequenze troppo "rimbombanti". Esistono comunque fior fiori di manuali sul trattamento acustico degli ambienti, è un argomento di cui se ne potrebbe discutere a lungo.
Molte di queste regole per molti saranno difficilmente applicabili per limiti di spazio, mentre chi userà un AVR potrà correggere molti macro e micro difetti nel posizionamento grazie al DSP e alla correzione ambientale ormai presenti in tutti i modelli sul mercato, in ogni caso vi invito nuovamente a non sottovalutare questo aspetto.

NB:
Nel caso di un nuovo impianto audio, prima di lanciarsi nel cercare un posizionamento di fino è opportuno lasciare non solo che i diffusori effettuino il rodaggio, mediamente si parla di 100-200 ore, ma anche che le vostre orecchie si abituino al nuovo suono. Per esempio vi capiterà spesso di sentire parlare di elettroniche (amplificatori, DAC, etc...) il cui suono migliora col rodaggio, ma in realtà nella quasi totalità dei casi tale "rodaggio" non avviene nelle elettroniche dato che non c'è nulla da rodare, ma nella testa e le orecchie di chi ascolta.
(Si ringrazia @Jarren per il contributo)


4) Che software utilizzo? (Windows) (A cura di @filoippo97 )
I player piú comuni sono foobar2000 e AIMP, personalmente preferisco foobar2000 per la semplice interfaccia grafica totalmente personalizzabile. Vediamo come configurarlo per lo stream bitperfect.
Prima di tutto dobbiamo abilitare la funzionalità in Windows, per far ciò dobbiamo andare sull'icona volume di Windows e cliccarci sopra con il tasto destro, selezionando dispositivi di riproduzione. Selezioniamo dal menu il nostro DAC/scheda audio e andiamo su proprietà -> avanzate, qui dobbiamo scegliere dal menu a tendina il massimo formato supportato dal DAC e mettere la spunta sulle due caselle sottostanti, "Consenti alle applicazioni di assumere il controllo esclusivo del dispositivo" e "Attribuisci priorità ad applicazioni in modalità esclusiva":


Ora passiamo alla configurazione del player.
Scarichiamoci questo plugin: http://www.foobar2000.org/components/view/foo_out_asio, dopodiché andiamo in Preferences -> Components e clicchiamo su installa, selezionando il plugin appena scaricato. Ci dirà di riavviare foobar.

Procediamo quindi in output e, dal menu a tendina, scegliamo ASIO: <nomedriver>. Poi, in Output -> ASIO dovremo mettere una spunta su "Use 64 bit ASIO drivers" (nel caso avessimo un sistema operativo a 64 bit) e "Run process with high priority".

Facendo click su "apply" avremo terminato la configurazione.

Per il supporto ai file DSD bisognerà scaricare inoltre il plugin SACD decoder da https://sourceforge.net/projects/sacddecoder/files/foo_input_sacd/ ed installarlo come prima. Dopodiché si dovrà andare in Output -> ASIO e fare doppio click su "foo_dsd_asio", si aprirà una finestra, qui selezioneremo il driver del nostro DAC e in "DSD playback method" inseriremo, a seconda del DAC che abbiamo, "DSD Native" o "DoP marker 0x05/0xFA".


Ritorniamo in Output e selezioniamo dalla lista dei driver "ASIO:foo_dsd_asio", infine in Tools -> SACD si deve impostare l'"Output Mode" su DSD.



5) Che software utilizzo? (Linux)
Di riproduttori audio validi nel mondo del pinguino ce ne sono diversi, ma se siete dotati di un buon DAC o scheda audio allora vi servirà qualcosa in grado di supportare la riproduzione Bit Perfect. Che io sappia al momento i più comuni che lo permettono sono Guayadeque, DeadBeef, GMusicBrowser e Aqualung. Nel caso ne conosceste altri taggatemi nei commenti che provvederò ad aggiungerli.
Dato che la modalità per ottenere una riproduzione Bit Perfect è simile su tutti i player da me testati, vi serve conoscere giusto due comandi.
Il primo è:
Codice:
aplay -l
Vi apparirà una lista di tutti i vostri dispositivi audio attualmente collegati, segnatevi il numero subito dopo la voce "device":
Screenshot at 2017-05-16 12-38-05.png


Il secondo è:
Codice:
aplay -l | awk -F \: '/,/{print $2}' | awk '{print $1}' | uniq
Ringrazio l'utente powerhouse64 di Head-Fi.org (link) per il comando.
Questo vi darà il nome univoco di tutti i vostri dispositivi:
Screenshot at 2017-05-16 12-43-09.png


Per attivare la riproduzione Bit Perfect vi basterà trovare nel riproduttore di vostra scelta come attivare la riproduzione via ALSA e di inserire nell'apposito riquadro l'indirizzo del dispositivo senza le virgolette:
Codice:
hw:"nome dispositivo","numero dispositivo (device)"
Nel mio caso specifico con lo Schiit Modi Multibit andrò ad inserire:
Codice:
hw:S2,0
Semplice, no?


6) Come collego un amplificatore ai diffusori?
Spesso ho visto utenti optare per dei monitor attivi, magari di qualità inferiore rispetto ad una configurazione passiva con amplificatore, temendo che collegare il tutto sarebbe stato chissà quale grande sforzo ingegneristico, mentre in realtà è una procedura di una banalità imbarazzante.

Dato che un'immagine vale più di mille parole, eccovi un fulgido esempio delle mie immense capacità con GIMP:
Collegamento AMP.png

Già, una cosa difficilissima, basta collegare il positivo (rosso) dell'amplificatore col positivo (sempre rosso) del diffusore, ripetere col negativo (nero), fare lo stesso per l'altro canale ed avrete finito. :lol:
Molti amplificatori hanno due coppie di morsetti nominate "A" e "B", li potete sfruttare per il biwiring oppure per collegare una seconda coppia di diffusori, magari per un'altra stanza.
Anche alcuni diffusori sono dotati di due coppie di morsetti, in questo caso si dice che sono "predisposti per il biwiring", una coppia pilota il tweeter mentre l'altra coppia si occupa del woofer. Per il collegamento avete tre opzioni:
  • Far partire una sola coppia di cavi dall'amplificatore e sfruttare i ponticelli di serie; (NB: alcuni diffusori come le KEF serie Q li hanno interni)

  • Come sopra, ma costruendovi voi il ponticello;

  • Far partire due coppie di cavi dall'amplificatore, cavi che potete collegare agli stessi due morsetti oppure alla seconda coppia se disponibile, il tipo di collegamento è assolutamente indifferente.


IMPORTANTE:
usate un solo metodo alla volta, se per esempio usate due coppie di cavi e ponticellate ugualmente i morsetti rischiate di danneggiare l'amplificatore.

Tanto per dovere di cronaca, nel caso si usino 2 differenti finali di potenza, 4 per i monofonici, il biwiring prende il nome di biamping.

Vi capiterà di sentire parlare di banane e forcelle, sono dei connettori che rendono più sicuro il collegamento, specialmente le banane, e vi semplificano la vita nel caso vi capitasse di scollegare spesso il vostro impianto audio. Non è obbligatorio usarli, ma consigliabile assolutamente si.

Banane:


Forcelle:



7) Come collego dei monitor attivi alla scheda audio/DAC?
Nei dispositivi audio da un certo livello in su il tipo di connettore più comune è l'RCA, a volte chiamato anche Phono Plug. Il collegamento segue sempre lo stesso schema, ovvero l'RCA rosso sulla scheda audio va collegato all'RCA rosso sul diffusore attivo, e lo stesso vale per il bianco.

Alcune eccezioni degne di nota:
  • I monitor da studio sono dotati spesso di collegamenti bilanciati (XLR e TRS), nel caso il vostro DAC non ne fosse provvisto vi basterà utilizzare un adattatore da bilanciato a sbilanciato, ovvero con un XLR o TRS ad un capo e un RCA all'altro.


  • Molti componenti economici sono dotati di jack da 3,5mm, anche in questo caso basta un cavo adattatore da jack a RCA.
 
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8) Come collego un subwoofer al mio impianto?
Altro dilemma in grado di mettere in crisi diversi novizi, e stranamente anche qualche veterano.

Iniziamo subito con un'importante distinzione, ovvero tra ingressi di alto livello (high level o speaker level in inglese) e di basso livello (low level o line level in inglese).

I primi sono presenti generalmente in subwoofer con più di qualche anno sulle spalle oppure dai 200-250€ in su, ovviamente esistono delle eccezioni. Gli ingressi di alto livello trasportano un segnale di potenza, assomigliano in tutto e per tutto ai morsetti che si trovano sui diffusori passivi e richiedono un amplificatore per funzionare.
Il collegamento avviene nello stesso identico modo dei diffusori con biwiring (leggi punto 6), ovvero una coppia di cavi va ai diffusori, mentre l'altra coppia va al subwoofer.
Subwoofer Passivo.png

Su diversi modelli è presente anche un'uscita di alto livello, come nella foto ad inizio risposta, in tal caso i diffusori possono essere collegati tranquillamente all'uscita del subwoofer invece che all'amplificatore. Da notare che alcuni costruttori dotano questa uscita di filtro passa alto per semplificare/migliorare l'integrazione con i satelliti, nei modelli più raffinati tale filtro può essere regolabile.

L'ingresso di basso livello può accettare solo segnali di linea, ovvero lo stesso segnale che esce dalle vostre schede audio e DAC, e può trovarsi sia in forma stereo che mono. Nel secondo caso spesso vi è apposta l'etichetta LFE (Low-Frequency Effects). Un subwoofer dotato di ingresso di basso livello può essere collegato sia ad una scheda audio/DAC che ad un amplificatore, ma solo se quest'ultimo è dotato di pre out per il subwoofer. Negli AVR il pre out è da anni uno standard mentre negli amplificatori stereo si sta diffondendo con una certa lentezza.
Anche in questo caso è possibile trovare subwoofer dotati sia di ingresso che uscita di basso livello, sia filtrati che no.
Se vi ritrovate un dispositivo con uscita dedicata vi basterà collegare un cavo RCA dal dispositivo al subwoofer, in caso contrario la situazione si complica abbastanza.
Parlando di configurazioni con monitor attivi, se il vostro subwoofer è dotato di ingresso stereo non ci sono problemi, vi basterà usare due cavi a Y per collegare il tutto.

Sub low level.png

Nel caso il subwoofer avesse anche l'uscita di basso livello vi basterà collegare in cascata DAC -> subwoofer -> monitor attivi.
Se per vostra sfortuna vi ritrovaste nella situazione di non avere un'uscita dedicata e il subwoofer avesse solo un ingresso mono allora lasciate perdere, dovreste cercare di procurarvi un summing box fatto bene e non sono affatto comuni, forse un mixer con la funzione da stereo a mono potrebbe aiutare ma personalmente non ne conosco, non ho esperienza con i prodotti professionali, in ogni caso non potete usare un normale cavo a Y per unire i due canali in quanto alla lunga finireste per bruciare l'uscita della scheda audio o del DAC.


9) A che servono tutte quelle manopole dietro il subwoofer?

Solitamente nei subwoofer dal decente in su sono presenti 3 controlli:
  • Volume, non credo servano spiegazioni.
  • Frequenza di crossover o di taglio, ovvero la frequenza massima che il subwoofer dovrà riprodurre, solitamente si aggira sui 120Hz e nel caso che non si stia usando un AVR va regolata "ad orecchio" in modo da integrarsi al meglio con il limite inferiore dell'emissione dei diffusori. Con un AVR, invece, la si setta al massimo e si lascia fare al crossover integrato nell'AVR stesso.
  • Fase, è un valore che varia da 0° a 180°, i subwoofer più economici hanno solo un interruttore invece di una manopola e anche questa generalmente la si regola ad orecchio. La sua funzione è quella di correggere l'emissione del subwoofer nel caso questa fosse in controfase rispetto all'emissione dei diffusori. Se non venisse corretta si percepirebbe un grosso "buco" attorno alla frequenza di incrocio di subwoofer e diffusori.



10) Perché la musica che ascoltavo prima non è più così piacevole col nuovo impianto? (si ringrazia @NeverSurrender per la segnalazione)
Un errore molto comune tra i neofiti è il non curare la qualità delle proprie tracce audio.
Se si utilizza un impianto sullo scarso andante come potrebbe essere il solito compattone 2.1 Logitech o Trust, ovvero della "roba" con alta distorsione, pessimo bilanciamento e suono impastato in grado di trasformare la musica in effetti speciali (no, non è una cosa positiva), è facile che delle tracce a bassissima risoluzione, per esempio i Vorbis a 160kb/s di Spotify Free o gli AAC a 126kb/s di YouTube, risultino ascoltabili in quanto la bassa qualità dell'impianto audio stesso ne coprirebbe i difetti. Passando invece a qualcosa di livello superiore, senza neanche strafare, parliamo di monitor da 100-150€, la capacità intrinseca di questi diffusori di essere molto più precisi e rivelatori causano invece un vero e proprio fastidio durante l'ascolto delle stesse tracce audio.

Cosa fare allora, tanto vale restare con i compattoni da supermercato? Assolutamente no, procuratevi invece delle tracce audio ad alta risoluzione perché per quanto sia vero che un FLAC 24/96k su un Logitech Z313 non serva assolutamente a niente, su un sistema audio di qualità nettamente superiore vi permetterà di percepire dettagli, suoni ed emozioni che prima vi erano totalmente nascosti dal pessimo compattone.

Esistono diversi store online dove potersi procurare musica ad alta definizione, ma per completezza del catalogo e qualità audio HDTracks è sicuramente il miglior punto da cui partire.
 
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