Amplificatori DIY Anaview AMS1000 & AMS0100 + VU meter DIY

filoippo97

Moderatore
Staff Forum
Utente Èlite
13,084
6,977
CPU
Intel Core I7 4930K @4.5GHz
Dissipatore
EKWB supremacy nickel
Scheda Madre
ASUS Rampage IV Black Edition
Hard Disk
OCZ vertex 4 512GB | WD RE4 Enterprise Storage 2TB
RAM
16GB Corsair Dominator Platinum 2133MHz cas9 OC @2400MHz 9-11-11-31-2 1.65V
Scheda Video
2-way SLI GTX 780Ti DirectCUII OC
Scheda Audio
TEAC UD-503 MUSES + HiFiMan HE-560 V2 + Anaview AMS1000 + Tannoy Revolution XT8F
Monitor
ASUS VG278HR 144Hz 3D 1920x1080p
Alimentatore
Corsair AX1200i Fully sleeved red
Case
Corsair Graphite 760T Arctic White
Periferiche
Corsair K95 | Steelseries Rival
Sistema Operativo
windows 10 Pro
ANAVIEW AMS 1000, IL VALIDO "PICCOLINO"


INDICE
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  • INTRODUZIONE AI MODULI, AL DIY E WORKLOG + RECENSIONE AMS-1000: (QUESTO POST)
  • AMS0100, BY @Mattuz >>CLIC QUI<<
  • AUTOCOSTRUZIONE VU METER E CALIBRAZIONE, CONSIGLI E CIRCUITI VALIDI IN GENERALE >>CLIC QUI<<
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Introduzione ai moduli OEM e occorrente per la costruzione
Un po’ su consiglio di qualcuno, un po’ leggendo le (pochissime) impressioni che girano su internet a proposito di questi moduli amplificatori OEM, un po’ datasheet alla mano, ho deciso di comprare uno di questi moduli e costruirmi un finale di potenza stereo da usare con i miei (futuri) diffusori, assieme all’ottimo Teac UD503 funzionante come dac e preamplificatore digitale. Cosa ho letto a riguardo? Beh di tutto, ma vedo che va di moda definirli i finali definitivi. Lo ammetto, non sono scettico, di più, sentendo certi paragoni, e la cosa mi ha incuriosito maggiormente, tanto che ho scelto di comprare il loro amp più piccolo della serie di riferimento Anaview, l’AMS0100. Iniziano i problemi: mi contatta il distributore dicendomi di non avere il fondamentale set di cavi con il quale dev’essere accompagnato l’amp, né sa quando ritornerá disponibile, supponendo un’attesa di svariate settimane. Cosí mi arrendo, pago la differenza e acquisto il modello di punta di Anaview, l’AMS1000, un mostro da 700+700 watt su due canali @2 ohm, che garantirebbe di pilotare praticamente qualunque diffusore sulla faccia della terra (fortunatamente il box in alluminio satinato l’avevo preso più grosso in vista di un dual mono). Un poco sovradimensionato rispetto al mio impiego in un salotto, ma non c’era purtroppo una via di mezzo normale, e anche per evitare i pericolosissimi rischi legati al clipping che si corre nel sottoalimentare un diffusore (poveri tweeter!) ho deciso di acquistarlo, certo, avrei preferito un amp “via di mezzo” ma anche questo va bene, sicuramente è future-proof. La lista della spesa è la seguente:

Presa IEC da pannello + portafusibile 6.96€
Pushbutton SPDT E-switch ULV4F2BSS544 illuminato 12.77€
Anaview AMS1000 378.80€
Box Alluminio Galaxy GX283 230x230x80mm 38.44€
Axiomedia BP11 morsetti di Potenza placcati oro 2x 7.80€
Neutrik NC3FD-L-B-1 2x 4.90€
Stagno eutettico hifi Cardas Quad Eutectic (al metro) 2x 1.20€
cavi vari N/A
viteria 1€


IMPORTANTE: L’anaview AMS1000 non necessita di standoff in quanto il dissipatore è presente anche sotto e fa da “semiscatola” di fissaggio, ma per l’AMS0100 è obbligatorio procurarsi degli standoff M3 per fissarlo al box che altrimenti, essendo conduttivo, farebbe finire il divertimento in tempo zero. Per il 1000 potete scegliere di metterli come no, io ho preferito non metterli poiché cosí facendo aumenta la superficie di dissipazione estendendosi anche al box esterno.

Parliamo un attimo di quello che ho acquistato: L’IEC, beh qui una vale l’altra, ho scelto una dotata di fusibile solo per il fatto che avevo giá acquistato l’AMS0100 che ha un fastidioso fusibile SMD della littelfuse, piuttosto rognoso da sostituire, quindi preferivo partisse un fusibile standard prima di quello surface mounted. Sul 1000 non ci sono di questi problemi, c’è uno slow fuse classico giá sulle linee in ingresso da 10A 250V, e c’è un fusibile da 3.15A 250V littelfuse fast acting montato su socket e quindi facilmente rimpiazzabile, a guardia dell’alimentazione AUX ausiliaria. Insomma ben protetto, il terzo fusibile esterno è praticamente inutile, nel dubbio ho usato quindi un fusibile identico a quello sulla linea, da 10A 250V ritardato.

Ho optato per un pushbutton della E-switch, con protezione anti vandalo anche se in realtá serve a ben poco (mi sono limitato semplicemente a prendere quel che c’era), retroilluminato blu, con il simbolo power. Anche se l’interruttore è dato per operare a 250VAC 5A, la luce della retroilluminazione va alimentata a 12VDC, quindi occhio mi raccomando. La risoluzione al problema è facile, si usa la tanto comoda alimentazione ausiliaria dell’Anaview, la quale peró è a 18VDC. Calcoliamo quindi la resistenza da mettere in serie al positivo cosí: abbiamo 18V, ma il led va a 12V, significa che ci sono 6V di differenza da eliminare. L’amperaggio assorbito dal led è specificato nel datasheet ed é di 20mA. 6V/20mA= 300 ohm. Calcoliamoci ora la potenza necessaria per la resistenza: P = 0.02A x 0.02A x 300 ohm = 0.12W. Una resistenza da 300 ohm 0.5W è più che adatta quindi per lo scopo.



Il box in alluminio è della ditta italiana Modushop, volendo se gli inviate i disegni cad possono anche farvelo avere bello pronto tagliato con la CNC e inciso con quel che volete, ho preferito puntare sull’autocostruzione dal momento che la lavorazione + ossidazione post incisione veniva a costare quattro volte la scatola stessa. Frontali e retro da 3mm, coperchi superiore e inferiore da 1mm, laterali da 10mm, tutto alluminio satinato. Sicuramente un bel case, volendo c’è anche la versione con frontale da 10mm ma secondo me è troppo spesso.



Morsetti di potenza, beh ho preso quel che c’era che non fossero i Furutech da 140€, qualitativamente sembrano validi, il prezzo è onesto e sono giá dotati di oring isolante, perfetti. Accettano ovviamente anche le banane, per cui ho provveduto a prendere le ottime Nakamichi. Supportano pannelli da massimo 10mm, quindi da questo lato siamo ok.



Per i connettori per il segnale mi sono affidato a Neutrik visto che ho avuto ottime esperienze con i loro prodotti e so che producono roba estremamente valida, volevo prendere quelli con i contatti in argento ma ce n’era più uno, cosí ho optato per quelli d’oro (nel caso ve lo domandiate si, l’argento conduce meglio dell’oro ma si deteriora molto più in fretta, nessun problema per me visto che comunque sarebbe rimasto sempre connesso). Sono XLR perché ho voluto sfruttare il mio dac dual mono con uscita bilanciata fino in fondo.



Lo stagno, beh niente di speciale, è uno stagno per applicazioni hifi, una lega eutettica di stagno/rame/argento/piombo, 2 metri sono il minimo se dovete fare tutte le saldature, contate che solo per i morsetti ne partono 1 metro come niente. Volendo ci sarebbe anche il WBT o il Mundorf M-solder supreme, ma oltre a costare una certa cifra in più, rimane più difficile da saldare perché non fa molta presa se non a temperature alte, ed è estremamente difficile da rimuovere una volta stagnato.

E ora, il pezzo forte, l’amplificatore. Vi consiglio fortemente di acquistarlo con il relativo set di cavi giá pronti, per semplificarvi la vita. Costano 12€, non fate i tirchi, senza i connettori proprietari non andate da nessuna parte. I cavi in bundle sono discreti, quelli di segnale sono sottili quasi al ridicolo, ma il loro lavoro lo fanno, ci devono viaggiare dopotutto potenze molto basse e negli amplificatori che comprate ce li trovate uguali in alcuni casi (negli altri i connettori sono saldati direttamente sul PCB quindi il problema non si pone nemmeno). I cavi di potenza sono giusti per quel che devono portare, sono degli AWG14 (quindi cavi da 2.08mm2) prestagnati. I cavi di alimentazione che ho usato li ho trovati in cantina, sono dei banali cavi da impianto elettrico da 2.3mm di diametro, niente di esoterico anche se comunque belli grossi. Inizio subito con quello che non mi è piaciuto: la sezione di alimentazione. Ragazzi ditemi quel che volete, ma qui di qualitá non c’è nulla. E mi fa anche rabbia la cosa, perché magari suonano anche molto bene, quindi immagino solo come potrebbero suonare con un qualcosa di qualitativamente migliore. L’input sulla linea è piuttosto spartano, abbiamo quattro condensatori in serie a due a due da 200V 1000uF (tot. 400V 500uF x2) di una marca che non si può certo definire hifi, tal “jianghai”, il classico ponte di Graetz rettificatore a 4 terminali, due relé “massuse” che probabilmente gestiscono l’auto doubler per lavorare sia con la 110V che con la 220V, un filtro capacitivo di livellamento delle tensioni di ripple residue fatto con condensatori MKP “Carli”, che non c’entrano nulla con l’Olio extra vergine d’oliva Carli, almeno penso; sarei curioso di misurare ESR e ESL di tali condensatori ma non ho voglia di invalidare la garanzia smontando tutto. Insomma, mi pare di capire che gli svedesi non vadano d’accordo con Wima, Puritycaps, Mundorf, Nichicon e compagnia bella visto che qui non ce n’è nemmeno l’ombra. Almeno si sono degnati di usare due trasformatori separati per mantenere un certo dual mono, quello lo apprezzo, anche se non sono trasformatori toroidali, ma dopotutto chissenefrega, quelli a laminati li usano anche per lo schiit Yggdrasil, non sará certo quello a creare problemi. È presente inoltre un ICL a protezione del sistema, un certo SL22 10008. Abbiamo appurato che non sanno fare le sezioni di alimentazione, avessero lasciato la scelta a me sarebbe stato certamente più gradito, Hypex con gli NC400 ci aveva visto più lungo in questo senso. Passiamo oltre e vediamo quello che c’è da sapere per fare un progetto con questo modulo, apriamo il datasheet pertanto, e leggiamo la potenza massima erogabile, che vi riporto per informazione personale, dai grafici si risale a un 700+700 W su 2 ohm, 380+380 W su 4 ohm, e quelli che probabilmente sono 190+190 W su 8 ohm, non è presente un grafico ma è comunque una mia ipotesi basata sul dato che danno ufficiale, 170+170 W (anche qui apprezzo che dichiarino di meno rispetto a quanto poi effettivamente l’amp eroghi). Quel che si nota è che hanno comunque un’eccellente linearitá di fase, nonché un’ottimo mantenimento del THD lungo tutto lo spettro audio. Questi amp possono anche lavorare come dei monoblock in BTL, in tal caso la potenza raggiungibile sul singolo canale viaggia sui 1000 + 1000W su 4 ohm, e 600+600 W su 8 ohm. Qui verrá visto il collegamento in stereo ma per metterlo in BTL non servono particolari riti magici quindi posate la gallina del vicino, che non è necessario sacrificarla: basta collegare il terminale positivo su OUT L+, e quello negativo su OUT R-, anche se mi domando che ve ne fate di 2000 watt di potenza in uscita sui due canali, contando pure che i carichi difficili (sotto i 4 ohm) vengono gestiti molto meglio in stereo che in BTL. Passiamo al connettore di segnale o CON1, ha 17 pin, vediamo a cosa servono: I primi tre sono IN R+, IN R- e GND, l’input bilanciato destro, i successivi 3 sono IN L+, IN L- e GND, o bilanciato sinistro (per segnali sbilanciati si usa solo + e -, senza il connettore GND, con il positivo sul pin centrale), il settimo pin è il TEMP OUT, che misura logaritmicamente la temperatura con un’uscita variabile da 1V a 2.86V (corrispondente al shut down threshold), l’ottavo è l’over temperature shut down signal, il nono il power supply failure shut down signal, il 10 e l’11 il segnale di clipping per i due canali, o avvenuto raggiungimento di THD 0.1% e pertanto della potenza massima consigliata, il 12 è il cavo su cui inviare 2V per mutare l’amp, il 13 è quello su cui inviare 2V per metterlo in stand by, il 14, 15 e 16 sono rispettivamente VA-, GND e VA+, ovvero le alimentazioni ausiliarie con cui alimentare eventuali altre board (ci alimenteremo il led del pulsante, utilizzando VA+ e GND che forniscono 18V e max 600mA), ed infine il 17 è l’alimentazione di stand by da 5VDC, con il quale alimentare eventualmente un led che segnala che l’amp è ancora sotto tensione. Le dimensioni del modulo sono, coerentemente con quanto riportato, 180mmx166mmx63.5mm, e i fori di montaggio sono 4 e sono tutti M4. Ottimo il fatto che abbia un’impedenza in uscita molto molto bassa, 13mohm nel caso di 20kHz e 6mohm nel caso di 100Hz, il che dovrebbe garantire un damping factor elevato e ottime performance di tenuta e controllo sui bassi. Per chi si fosse perso qualcosa o non sa cosa sia il damping factor, qui c’è un altro bello sbrodolone tecnico firmato da me che lo spiega: https://www.tomshw.it/forum/threads/fiio-x3-e-dac.651026/#post-6285061

Giusto un piccolo abbozzo di quel che è l’AMS0100: l’AMS0100 è sensibilmente più piccolo ma accomunato dalle stesse features e qualitá del fratellone 1000, eroga appena 30+30 W su 8 ohm e 50+50 W su 4 ohm, che rimangono comunque ampiamente più che sufficienti per un setup da scrivania, e l’alimentazione rimane sempre a 230VAC. I connettori sono praticamente uguali pertanto vale quanto detto in precedenza per il 1000, non mi dilungheró nuovamente su questo aspetto.

Finito la parte tecnica, passiamo all’opera!

WORKLOG


Cosa ci serve per il montaggio? Beh intanto un buon set di punte da trapano, io ho usato le eccellenti Vuemme Speedmaster professionali con punta in acciaio HSS. Per fare i fori ho utilizzato un avvitatore Würth, ebbene si ecco il primo consiglio che mi sento di dare: Lasciate perdere il trapano elettrico, un avvitatore è di gran lunga più maneggevole, vi offre tutta la potenza che necessitate, ha la velocità più facilmente controllabile (che fidatevi è tanta manna dal cielo) e non avete il cavo in mezzo ai piedi ad intralciarvi. Ovvio, l’avvitatore dev’essere buono e deve lavorare bene, quindi nemmeno i cinesoni da 40€ che trovate al supermercato sono indicati, altrimenti se avete un trapano a colonna ancora meglio, per lavori come questi è il top. Dopodiché ho rimediato in giro tutte le frese a tazza che ho trovato, maledizione non c’era quella da 23mm quindi ho avuto bisogno anche di uno svasatore che ricoprisse tale diametro. Lima e morsa, saldatore, calibro, seghetto, cutter e tanta, tanta pazienza.



Inizio con il frontale, c’è solo un buco da fare che è quello per il pulsante di accensione. Secondo consiglio: iniziate SEMPRE con una punta piccola, anche se il foro che dovete fare è da 500mm. Io ho iniziato qualsiasi foro con la punta da 2mm, cosí facendo 1. Si fa meno fatica per forare, 2. Se fate un errore avrete sempre tempo per correggere il foro (inclinando dalla parte verso cui spostare il foro la punta al prossimo allargamento) 3. Rimane un lavoro più pulito 4. Rischiate molto meno che vi parta la punta sulla superficie, lavorare con una punta da 10 senza aver prima fatto un foro guida è pericoloso perché rischiate di rovinare tutta la superficie se vi parte. Il foro da fare per l’interruttore è da 19mm, quindi individuo il centro preciso con il calibro, foro con la punta da 2, poi 3, poi 4, poi 5 e poi 6, il diametro della punta centratrice della fresa che giá ho. Freso quindi via i 19 mm necessari, e fisso giá l’interruttore. Una passata con della schiuma attiva per pulire la superficie ed eccola bella pronta splendente.



Passo al retro, c’è da divertirsi qui. Inizio dai terminali di potenza, sono i fori più facili, sono quattro buchi da 10mm. Lascio una distanza dai lati di 3 cm, e tra i due di 4 cm (=2 cm di distanza tra morsetto e lato sopra/sotto). Anche qui stessa storia di prima, inizio tutti i fori con la punta da 2, poi 3, 4, 6, 8, 9, 10. Passo alla presa IEC, che è quella che per la forma ha richiesto più tempo. Applico dello scotch di carta per facilitare il lavoro di ritaglio, quindi individuo il centro preciso della piastra (basta unire i quattro angoli a due a due e si trova il centro) e li disegno i contorni, che ripasso con il cutter per lasciare un segno sul metallo. Fatevi furbi: dentro alla IEC ci sta perfettamente (e dico perfettamente) una tazza da 26 mm, quindi dopo aver individuato nuovamente il centro della IEC inizio a forare come prima fino ad arrivare ai 6mm richiesti dal centratore della tazza, freso via di netto un bel buco, e, con la punta da 2mm, inizio a ripassare i contorni dell’eccedenza sopra e sotto. Dopodiché con un seghetto alternativo ad aria compressa (stavo lavorando in un’officina, li hanno tutto ad aria) e una lama di precisione per lamiera ritaglio come se niente fosse seguendo il contorno (ecco il perché della fresa, cosí ho potuto inserire dentro il buco il seghetto e semplificarmi enormemente la vita). È venuto perfetto, ma una rapida ripassata con la lima lo rende ancora più perfetto. Faccio i fori necessari per il fissaggio della IEC, sono M3 ma mi fermo a 2mm, qui (cosí come per gli input) chiunque con un briciolo di intuito userebbe giustamente delle viti parker autofilettanti da 3mm testa piatta, e cosí faró anche io (chi me lo fa fare di star li con dadi e bulloni). Ultimi due fori, centrati rispettivamente alle metá che intercorrono tra IEC e morsetti, sono quelli per gli ingressi XLR. Il copione si ripete uguale, punta da 2 fino alla 6 e poi via con la fresa da 22. Visto che i fori devono essere da 23mm, uso uno svasatore per guadagnare l’ultimo millimetro, e nel frattempo una volta che è passato lo uso anche per togliere la bava intorno al foro facendolo girare sul diametro maggiore per altri due secondi. Anche qui i fori di fissaggio per gli XLR saranno da 2mm. Prendo le misure e passo al pannello inferiore, ci sono da fare i soli quattro fori per fissare l’amplificatore che sono M4. Tutto quello che c’era da fare è stato fatto, passata con schiuma attiva per ripulire tutto e via. Terzo consiglio: OCCHIO al banco di lavoro che sia SEMPRE pulito. Non me ne ero accorto ma lavorando dei trucioli di alluminio mi hanno leggermente graffiato (nulla di visibile se non controluce) il pannello sul lato interno, per fortuna.



Passiamo alle saldature, inizio con l’interruttore, saldo direttamente sul positivo del led la resistenza (trovata da 330 ohm che è lo standard) e la collego al cavo 16 rosso che è il VA+ AUX supply voltage da +18V, dopodiché saldo il negativo sul pin inferiore. Passiamo al cavo della fase, questo interruttore come potete vedere ha tre terminazioni perché può funzionare in due modi, normalmente aperto (NO) e normalmente chiuso (NC). Normalmente aperto è come serve a noi, significa che quando premerete il pulsante chiuderete il circuito e questo fará passare corrente accendendo l’amp, normalmente chiuso è esattamente l’opposto, ovvero a riposo fa passare corrente. L’ingresso della linea va su C (common o comune). Saldo quindi il cavo proveniente dalla IEC su C, e su NO quello in direzione dell’amplificatore. Passo ai connettori XLR: facile, si usano i primi 3+3 cavi del connettore (che ho intrecciato), cavo 1-4 (-) su pin 3, cavo 2-5 (+) su pin 2, cavo 3-6 (GND) su pin 1. Lo chassis ground potete lasciarlo scollegato, non è necessario, il connettore xlr è comunque in metallo ed è giá a contatto con il telaio. Passo a saldare i morsetti di potenza, questi per certi versi sono i più difficili da fare e richiedono un saldatore bello potente impostato alla massima potenza di 450 gradi, pertanto ne ho usato uno industriale da 100 watt (Würth semper fidelis). Consiglio quattro per un buon assemblaggio, rimuovete tutti i pezzi di plastica del morsetto per evitare che si deformino e non saldate pertanto a connettore montato. Ricordatevi ovviamente di mettere dado, isolante e plastica nel giusto ordine sul filo perché una volta saldato non avrete modo di farli passare (quindi il cavo dovrá passare anche attraverso il pannello posteriore, ovviamente). Riscaldate quindi il connettore (tenendolo con una pinza a becco obv) per ALMENO 30-40 secondi lasciando la punta del saldatore all’interno, e nel frattempo aggiungete stagno. Stagnate anche i cavi prima, e inseriteli nel connettore aggiungendo parecchio stagno fino a coprirli, prestando attenzione a non saldare sul filetto, il connettore giá caldo fará un’ottima presa sullo stagno. Il mio suggerimento per il montaggio è quello di lasciare il foro passante orientato verso l’esterno e non verso l’alto per facilitare l’uscita dei cavi dei diffusori ai lati, orientando di conseguenza il pozzetto accogli stagno/cavo (e non di lasciare quest’ultimo orientato verso l’alto, motivo per cui a maggior ragione è impossibile saldare a morsetto montato). Per finire, l’IEC, saldo il cavo dell’interruttore, il neutro e la terra e applico tre faston con apposita pinza e relativa copertura in plastica. Fisso l’amplificatore con delle viti da sotto, e utilizzo una brugola piccola come guida per far cadere il dado esattamente sulla vite nei punti in cui non riesco a lavorare con le dita, la utilizzo anche per abboccarlo e tenerlo fermo mentre da sotto stringo la vite. Qui c’è il mio ultimo consiglio riguardante l’AMS 0100: per questo come detto dovrete usare gli standoff, ma anziché usarli come fanno tutti e come sarebbe lecito fare con il maschio rivolto verso lo chassis, usateli al contrario: Mettete la parte che dovrebbe rimanere a contatto con il PCB rivolta verso il telaio e fissatelo con una vite a testa piatta, mentre usate il filetto maschio e un bullone per fermare l’amplificatore. A cosa serve? Beh ovvio, secondo voi è meglio una vite a testa piatta o un dado da vedersi? Connetto quindi tutto, metto un po' di ordine con qualche fascetta ed ho finito, finalmente! (Faccio notare che i cavi non necessari non li ho tagliati ma mi sono limitato ad isolarli e a raggrupparli nel caso in cui volessi aggiungere features in futuro).



Recensione e conclusioni

Inizio con il dire a cosa è stato collegato: come dac e preamplificatore è stato usato il mio dac di riferimento, il teac UD-503 in modalitá bilanciata con selezione del polo positivo sul 2 (tra l’altro non avendolo mai usato come pre ad uscita variabile ho scoperto una cosa interessantissima, ha il doppio volume cuffia/uscita XLR cosí se per errore scollegassi le cuffie senza abbassare il volume non sparo dentro ai diffusori -10dB equivalente sul volume, che sarebbero comunque un bel po’ di watt. Siano lodati i potenziometri digitali!). Non disponendo attualmente di diffusori decenti (ma a breve verrá affiancato a quelli che probabilmente saranno Focal Aria 906) sono andato a stressare un po’ un mio vecchio amico NON audiofilo incuriosito pure lui dal progetto, al quale avevo fatto prendere qualche mese fa un Onkyo A9010 + Boston Acoustics A26. Per ragioni ovvie, anche l’Onkyo è stato collegato al Teac via RCA per uniformare il più possibile il metro di giudizio. I cavi di segnale li ho portati io: per gli XLR ho usato degli ottimi G&BL 486 twin symmetry OCC da 60cm con contatti placcati argento, per gli RCA dei Focal Elite 2 a tripla schermatura. Per i fanatici del burn in ho lasciato andare i due amplificatori per 30 minuti circa, anche se almeno per l’anaview non ho notato alcun cambiamento in questo lasso di tempo. Inizio con l’Onkyo in source direct, gli A26 sembrano suonare molto molto bene e il dac dedicato alza l’asticella della qualitá non di poco, passati ben più di 30 minuti ad ascoltare le mie solite tracce di test (Pink Floyd da The Wall: The Thin Ice-Another Brick in The Wall pt.I-happiest days of our lives-II-goodbye blue sky-empty spaces-III, Pink Floyd da The Division Bell: Marooned-High Hopes, Dire Straits da Brothers in Arms: Money for Nothing-Walk of Life, Pink Floyd da The Dark Side of the Moon (SACD DSD): Time, Hans Zimmer da Inception: Time-Mombasa, Hans Zimmer da Interstellar: Cornfield Chase-stay e una canzone che ha scelto il mio amico, Marco Mengoni – L’essenziale (sempre in flac)) passo a collegare l’anaview al teac, collego i diffusori tramite cavo spellato (senza banane), accendo e il bel led blu fa capolino dal pannello frontale. Rimetto nuovamente tutte le tracce riprodotte in precedenza. [pausa respiro]. Si apre il pavimento sotto ai piedi. Ragazzi, io ero scettico su quest’amp, ok lo eravamo un po’ tutti, ma diavolo, suona dannatamente bene. BENE. Eclissa manco a dirlo l’Onkyo su tutti i fronti, e non sono solo io ad accorgermene ma anche l’altro mio amico, la differenza è ABISSALE (tenete presente che il mio amico sapeva solo che sarei venuto a provare un amplificatore costruito da me, non sapeva né se fosse migliore o peggiore, anzi io credo che si immaginasse fosse peggiore avendogli detto che l’avevo costruito io, ma senza fornire altre specifiche). La prima cosa che si nota è il dettaglio, non sembrano nemmeno più gli stessi diffusori, è come aver tolto uno spessore di fonoassorbente da davanti ai driver. Il dettaglio esce in tonnellate, in maniera molto naturale e per niente affaticante. La seconda cosa che si nota è la correttezza timbrica, è un amp che rimane più freddo dell’Onkyo, probabilmente ha un carattere che si avvicina di più ai Yamaha, ed ha una presentazione più analitica della scena sonora. Anche l’imaging pare leggermente più ampio dell’onkyo, ma a differenza di quest’ultimo è più preciso. Parliamo dei bassi. Non so, probabilmente questo è dovuto all’impedenza in uscita come avevo giá immaginato in precedenza, fatto sta che ha un eccellente controllo sui bassi, che non sono più sfocati ma appaiono come condotti con grande rigore e autoritá. In “Mombasa” di Hans Zimmer (traccia eccezionale per testare i bassi) questi colpiscono secchi e sono “razor-sharp” per usare un termine anglofono. La cosa che è molto buona è come il suono non sia assolutamente impastato, come avevo letto anche su DIYaudio posso riconfermare l’impressione che è molto semplice isolare ogni singolo suono anche in contrasto tra di loro, come ad esempio una voce su uno sfondo ricco di bassi oppure un’orchestra che suona sopra un’organo nell’ottava più bassa, ed è notevole come ogni strumento sia facilmente individuabile nello spazio, quando l’Onkyo tendeva ad impastare i bassi sopra l’orchestra (mi riferisco in particolare alle tracce di Hans Zimmer stay e cornfield chase). Stiamo parlando di un finale da 6000€ quindi? A mio parere no, il McIntosh MC302 e i finali Technics (anche i grand class) e Moon W7M rimangono comunque superiori per quanto ho avuto modo di provare nelle salette del mio negozio di fiducia, ma ad ogni modo questo finale, per quel che costa, se la batte più che bene e non mi viene difficile metterlo nella fascia 1500/2000€, con performance simili al rega elicit R. Esagerato? Le mie orecchie non credono, certo, oltre si trovano proposte decisamente più interessanti, ma entro questa fascia, e CONSIDERATO QUANTO È COSTATO, la vedo estremamente difficile trovargli un concorrente (almeno sotto i 1000€, dove è impossibile). Ovvio poi, ci sono amplificatori che possono fare eccezione, come gli Hypex dual mono NC400 che rimarranno superiori ad ogni modo a questi moduli per 1200€, ma anche loro sono da costruire, di pronto all’uso è raro trovare prodotti migliori (ricordo in tal senso che anche ICEPower con la loro serie top di gamma ASX produce amp dal design e costo simile, e sono quelli che vengono usati anche per i diffusori attivi B&O da svariate migliaia di euro). Per fortuna le mie aspettative sono state più che lautamente ricompensate, mi sarei accontentato anche di un amp equivalente a uno da 800€, non vedo l’ora di provarlo con diffusori di gamma più alta, d’altronde i moduli addirittura di fascia inferiore (gli ALC) sono impiegati sulla serie di riferimento Teac da 1000€, quindi un certo margine di miglioramento con gli AMS c’era da aspettarselo. Per la potenza, dunque con l’AMS1000 non avrete alcun problema di sorta, scende bene anche con carichi difficili vista l’erogazione massima di ben 30 ampére, l’AMS0100 mi limito a consigliarlo per un setup da scrivania, o con diffusori dalla sensibilitá elevata (es. Klipsch, ZU audio…). In un salotto è sottodimensionato.

Mi rimane infine un po’ l’amaro in bocca per via della sezione di alimentazione, dubbi sollevati giá da @Falco75 e poi confermati con una buona ispezione alla board… se suonano cosí bene, chissá come suonerebbero se fosse stata progettata meglio, con componenti migliori e con una maggior cura…Magari con qualche wima… con qualche Mundorf…Oppure aver lasciato la scelta dell’alimentazione all’utente. Un vero peccato, ma per meno di 500€ non mi lamento lo stesso, e per chi ha voglia di dedicarsi al fai da te, non posso far altro che consigliarlo.

Qualche foto del lavoro finito:



-----AGGIORNAMENTO 29/11/17-----
8a9.png

Dopo circa tre mesi di cose ne sono cambiate parecchie, sono riuscito a fare una stanza delegata unicamente all'ascolto e quindi sono arrivati contestualmente diffusori piú importanti... Nello specifico mi riferisco al mio nuovo riferimento, i Tannoy Revolution XT8F, con woofer da 8” e tweeter concentrico caricato a tromba. Sono stati collegati all’Anaview mediante cavi da 4mm^2 in rame OFC, terminati con banane Nakamichi, l’anaview è sempre connesso via XLR (by G&BL, connettori neutrik argentati) al Teac UD-503.

Ho avuto modo di provarle prima in negozio, nello specifico affiancate a un integrato McIntosh MC300 e devo dire che mi avevano immediatamente colpito per l’ESTREMO realismo con cui rendono il brano – tutte le frequenze sono al loro posto, sono perfettamente bilanciate – nonché il dettaglio e il soundstage che hanno. Un’altra peculiaritá sono i bassi, belli presenti, potenti e rifiniti, nei quali il minimo di impedenza si attesta a 2.6 ohm, pochini per molti amp. L’anaview non si è piegato di fronte a un carico mediamente difficile da pilotare, la cosa che mi ha colpito più di tutte è stata sicuramente la risposta al transitorio sui bassi, se vogliamo quasi una delta perfetta. Uno dei più grandi problemi che affliggono questi diffusori è infatti la resa del basso: se abbinati con l’amp sbagliato risulta incontrollato, ma non è questo il caso, l’anaview trasmette una grande sensazione di potenza che viene controllata in maniera oserei dire maniacalmente precisa, cosí il basso risulta potente, pulito e incredibilmente nitido, direi assolutamente in pari con il McIntosh qui. Muovendosi più in alto lungo lo spettro si ottiene una definizione davvero di alto livello, sia su medi che su alti, non siamo probabilmente ai livelli del McIntosh, ma non siamo nemmeno troppo distanti, una via di mezzo, direi all'incirca al pari di un NAD M22 che era lí in vendita (forse un pelo meno, ma comunque molto simile): il dettaglio è reso in maniera convincente, con grande precisione e chiarezza, il nero infrastrumentale è di ottima qualitá. Ultimo punto a favore è la spazialitá e l’imaging, molto convincenti anche loro, seppur un gradino inferiori all’MC300. Tirando le somme e considerando soprattutto il prezzo, confermo quanto giá detto e ribadisco che per cosí poco è impossibile fare di meglio, stiamo parlando di un amp che si dovrebbe andare a confrontare con un Onkyo A-9050 ma è diversi ordini di grandezza superiore, stiamo parlando di un amp da 500€ che performa come amp da 5-6 volte il prezzo. Il paragone precedente con l’Elicit R rende ancora discretamente bene seppur secondo me superiore in termini di bilanciamento e decisamente superiore nel controllo sul basso. Insomma, un amp capace di battere McIntosh, Mark Levinson, Jeff Rowland, Krell, Burmester e compagnia bella? No, assolutamente no, siamo indubbiamente a livelli inferiori, ma ció non toglie che per quel che costa, è un pilastro dell’hi-end a basso costo (e permettetemi l'ossimoro che per alcuni puó essere forte, lo riconosco)

Di seguito alcune foto dell'impianto e i dettagli (ritrovabili anche in firma):



CUFFIE: HiFiman HE-560 V2 DIFFUSORI: Tannoy Revolution XT8F DAC, PRE, AMP CUFFIE: TEAC UD-503 dual mono AMP DIFFUSORI: Anaview AMS1000 power amp (380W+380W @4Ω, 190W+190W @8Ω) CAVI: Lindy Chromo 24K USB, G&BL 486 XLR Hi-End balanced Twin-Symmetry OCC, 25m DCSk OFC 4mm^2 speaker cable, OCC silver plated headphone cable + Neutrik NP3X-B connectors SORGENTE: DELL XPS 15 + foobar2000 + Teac HR audio player
 
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... sei stato abbastanza onesto e bravo bello scrivere... ma avrei citato
1 che hai passato un'intera serata a messaggiarmi terrorizzato da ampere e sul fatto che lo 0100 potesse suonare meglio (e lo fa... per lo meno nello spazio)
2 sei e siete ancora molto preoccupati dagli ampere. .. ed onestamente a memoria amplificatori che erogano più di 8/10A costano tutti a partire da 5-6000 euro a parte forse lo yammy top di gamma e poco altro.
3 l'hypex NC400 è un ampli mono senza alimentazione per il diy dell'hi-fi... ANAVIEW non produce per il DIY ma per gli OEM... guardiamo alla sezione OEM di hypex.
4 gli ASX non sono i top di gamma di IcePower, il top sono gli A, mentre il settore pro si affida agli ASP che sono gli A con alimentatore on board.
5 mettere un mundorf vuol dire far spendere 50 in più metterne due significa far spendere 100 in più ... il settore pro te lo tira in faccia il Mundorf.
6 leggi di mercato. .. il DIY te ne prende al massimo 8 ... l'OEM te lo compra a bancali... l'OEM ha perciò il peso di un diyer moltiplicato per un numero molto grande (ancora più grande di quello che stai pensando... converti i dollari il tutto a fai che conti... fai come ANAVIEW)
7 ANAVIEW è una realtà recente... IcePower e Hypex no alias possono permettersi di avere molte più linee di prodotti anche non OEM... anche se IcePower ne vieta la vendita ebay etc a protezione dei suoi OEM.
8 negli anni ho capito che il progetto vale più del prodotto interno famoso... guarda dentro all'UD503 e ascolta anche altri DAC anche più costosi... anche perchè è l'orecchio è non le misure a dire della bontà di un prodotto. (Non venite a parlare di misure con me vi sbatto in faccia tutte le misure fatte negli anni... e ci faccio parlare col mio direttore che si sta fornendo anche lui di set da test).
9 la serie ASX di IcePower suona con piu bassi ed un palco confrontabile, ma l'ANAVIEW è più preciso nella riproduzione
E parlando di costo sono questi quelli confrontabili.
 
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... sei stato abbastanza onesto e bravo bello scrivere... ma avrei citato
1 che hai passato un'intera serata a messaggiarmi terrorizzato da ampere e sul fatto che lo 0100 potesse suonare meglio (e lo fa... per lo meno nello spazio)
2 sei e siete ancora molto preoccupati dagli ampere. .. ed onestamente a memoria amplificatori che erogano più di 8/10A costano tutti a partire da 5-6000 euro a parte forse lo yammy top di gamma e poco altro.
3 l'hypex NC400 è un ampli mono senza alimentazione per il diy dell'hi-fi... ANAVIEW non produce per il DIY ma per gli OEM... guardiamo alla sezione OEM di hypex.
4 gli ASX non sono i top di gamma di IcePower, il top sono gli A, mentre il settore pro si affida agli ASP che sono gli A con alimentatore on board.
5 mettere un mundorf vuol dire far spendere 50 in più metterne due significa far spendere 100 in più ... il settore pro te lo tira in faccia il Mundorf.
6 leggi di mercato. .. il DIY te ne prende al massimo 8 ... l'OEM te lo compra a bancali... l'OEM ha perciò il peso di un diyer moltiplicato per un numero molto grande (ancora più grande di quello che stai pensando... converti i dollari il tutto a fai che conti... fai come ANAVIEW)
7 ANAVIEW è una realtà recente... IcePower e Hypex no alias possono permettersi di avere molte più linee di prodotti anche non OEM... anche se IcePower ne vieta la vendita ebay etc a protezione dei suoi OEM.
8 negli anni ho capito che il progetto vale più del prodotto interno famoso... guarda dentro all'UD503 e ascolta anche altri DAC anche più costosi... anche perchè è l'orecchio è non le misure a dire della bontà di un prodotto. (Non venite a parlare di misure con me vi sbatto in faccia tutte le misure fatte negli anni... e ci faccio parlare col mio direttore che si sta fornendo anche lui di set da test).
9 la serie ASX di IcePower suona con piu bassi ed un palco confrontabile, ma l'ANAVIEW è più preciso nella riproduzione
E parlando di costo sono questi quelli confrontabili.
beh grazie, comunque volendo rispondere ai tuoi punti :)
1. si lo so ma terrorizzato é eccessivo, semplicemente chiedevo a chi giá lo possedeva come te e jjhk. L'audio non é alla fine cosí? Chiedere come si ci trova la gente con un prodotto? Come suona questo prodotto? Non esiste nessuno che per ovvi motivi abbia provato tutti i prodotti esistenti al mondo, nemmeno il piú guru dei guru, mi stavo solamente informando prima di acquistare. La questione della sottoalimentazione mi preoccupa, ma chi non preoccuperebbe? Ti ricordo che il mio impiego é in un salotto di dimensioni medie, il piú piccolino si perde su dimensioni del genere. Non so ancora che diffusori prenderó, ma converrai sicuramente che il 1000 mi lascia un bello spazio di manovra nella scelta attuale e futura di eventuali diffusori piú o meno difficili da pilotare... Inoltre mi ha preoccupato il fatto di tirare quasi al massimo l'amplificatore, se per caso mi fossero serviti 30 watt per canale l'avrei fatto lavorare al 100% quel poverino, come se non bastasse non era nemmeno disponibile su lautsprechershop... Alla fine dei conti ho preferito prendere il 1000, costa di piú ma mi esonera dal problema watt, meglio averne di piú che di meno, almeno per quanto riguarda la salute dei tweeter. Sulla qualitá dello 0100 non avendolo provato ho preferito non esprimermi, come in tutti i prodotti audio sarei stato disonesto se mi fossi basato solo su quanto letto/ascoltato in rete, anche contando il fatto che diyaudio non ha notato differenze particolari tra i due amp che rimangono comunque eccellenti entrambi.
2. vedi sopra
3. beh si, ho fatto un confronto non per tipologia ma per quello che il mercato puó offrire al diyer, e con questo ho incluso anche gli hypex dual mono in quanto classe D e amplificatori che volendo puó acquistare chiunque.
4. si ok, ammetto che non mi sono interessato piú di tanto ad Icepower ma ho sempre rivolto lo sguardo verso hypex e ora anaview.
5. beh i nichicon li trovi anche sull'alientek D8, l'FDA da 80€... secondo me basta nello stadio di alimentazione qualcuno lo potevano inserire, non dico i mundorf che costano un braccio e un occhio, ma i nichicon ormai li trovi dovunque... Dopotutto ok, sono OEM, ma in qualitá di OEM ci devono campare con questi moduli e volendo, non dico sulla serie ALC o ALA, ma sulla serie di punta qualche riguardo in piú lo potevano prendere. Altrimenti lasciavano tutta questa sezione al progettista, che in fin dei conti lo andrebbe ad implementare comunque in un telaio completo di trasformatore e sezione di alimentazione sua (vedi il teac AI501, che il suo trasformatore toroidale per la sezione di pre lo ha giá, gli sarebbe costato poco immagino a teac collegarci anche l'amp).
6. e qui siam tutti d'accordo
7. e va bene, non dico niente a riguardo di ció
8. Beh beh, l'audio alla fine sono parametri e circuiti elettrici, quelli che lo progettano lo sanno bene, e sanno come farli quadrare per rendere meglio o peggio. Ovviamente ci sará anche l'esperienza personale del progettista, ma una base di elettronica ci dovrá pur essere... Ecco mi riferisco a questa, quando parlo di misurazioni.
9. Mi fido qui, non l'ho mai provato come dicevo prima.

grazie comunque dell'opinione :ok:
 
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maurilio86

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beh grazie, comunque volendo rispondere ai tuoi punti :)
1. si lo so ma terrorizzato é eccessivo, semplicemente chiedevo a chi giá lo possedeva come te e jjhk. L'audio non é alla fine cosí? Chiedere come si ci trova la gente con un prodotto? Come suona questo prodotto? Non esiste nessuno che per ovvi motivi abbia provato tutti i prodotti esistenti al mondo, nemmeno il piú guru dei guru, mi stavo solamente informando prima di acquistare. La questione della sottoalimentazione mi preoccupa, ma chi non preoccuperebbe? Ti ricordo che il mio impiego é in un salotto di dimensioni medie, il piú piccolino si perde su dimensioni del genere. Non so ancora che diffusori prenderó, ma converrai sicuramente che il 1000 mi lascia un bello spazio di manovra nella scelta attuale e futura di eventuali diffusori piú o meno difficili da pilotare... Inoltre mi ha preoccupato il fatto di tirare quasi al massimo l'amplificatore, se per caso mi fossero serviti 30 watt per canale l'avrei fatto lavorare al 100% quel poverino, come se non bastasse non era nemmeno disponibile su lautsprechershop... Alla fine dei conti ho preferito prendere il 1000, costa di piú ma mi esonera dal problema watt, meglio averne di piú che di meno, almeno per quanto riguarda la salute dei tweeter. Sulla qualitá dello 0100 non avendolo provato ho preferito non esprimermi, come in tutti i prodotti audio sarei stato disonesto se mi fossi basato solo su quanto letto/ascoltato in rete, anche contando il fatto che diyaudio non ha notato differenze particolari tra i due amp che rimangono comunque eccellenti entrambi.
2. vedi sopra
3. beh si, ho fatto un confronto non per tipologia ma per quello che il mercato puó offrire al diyer, e con questo ho incluso anche gli hypex dual mono in quanto classe D e amplificatori che volendo puó acquistare chiunque.
4. si ok, ammetto che non mi sono interessato piú di tanto ad Icepower ma ho sempre rivolto lo sguardo verso hypex e ora anaview.
5. beh i nichicon li trovi anche sull'alientek D8, l'FDA da 80€... secondo me basta nello stadio di alimentazione qualcuno lo potevano inserire, non dico i mundorf che costano un braccio e un occhio, ma i nichicon ormai li trovi dovunque... Dopotutto ok, sono OEM, ma in qualitá di OEM ci devono campare con questi moduli e volendo, non dico sulla serie ALC o ALA, ma sulla serie di punta qualche riguardo in piú lo potevano prendere. Altrimenti lasciavano tutta questa sezione al progettista, che in fin dei conti lo andrebbe ad implementare comunque in un telaio completo di trasformatore e sezione di alimentazione sua (vedi il teac AI501, che il suo trasformatore toroidale per la sezione di pre lo ha giá, gli sarebbe costato poco immagino a teac collegarci anche l'amp).
6. e qui siam tutti d'accordo
7. e va bene, non dico niente a riguardo di ció
8. Beh beh, l'audio alla fine sono parametri e circuiti elettrici, quelli che lo progettano lo sanno bene, e sanno come farli quadrare per rendere meglio o peggio. Ovviamente ci sará anche l'esperienza personale del progettista, ma una base di elettronica ci dovrá pur essere... Ecco mi riferisco a questa, quando parlo di misurazioni.
9. Mi fido qui, non l'ho mai provato come dicevo prima.

grazie comunque dell'opinione :ok:
Certamente ti lascia più manovre nel senso che gli puoi aggiancare un woofer professionale
Ma come già ti dicevo l'impedenza è un dato dichiarato da prendere con le pinze perchè tu lo stai pensando più come resistenza che come impedenza.
Come ti ho detto il piccolo 0100 arriva a 75W misurati ovvio e carichi bassi mentre all'aumentare del carico diminuisce assai la Potenza. Essenzialmente una nota può essere vista a 4ohm ed un'altra è 16 l'amplificatore si comporterà di conseguenza.
Poi di certi col 1000 possiamo scendere in impedenza col diffusori senza porci troppi limiti (sto pensando a progetto strano che il 0100 andrebbe in crisi... ma anche molti amplificatori classici)

Per quanto riguarda i calcoli le teorie ti ricordo che progetto diffusori... e che sto portando avanti delle vere ricerche in acustica.

Ma ti assicuro che il 90% dei progettisti hi-end parlano di di misure etc, ma affermano che può succedere un prodotto con una buona misura, ma un suono decisamente meno buono.

Il fatto è che uno può applicare tutte le teorie e le basi certe. .. ma per suonar bene ci vuole sempre qual qualcosa in più
E quel qualcosa ANAVIEW ha preferito spenderlo nel circuito di amplificazione e non in quello di alimentazione.
 

filoippo97

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Certamente ti lascia più manovre nel senso che gli puoi aggiancare un woofer professionale
Ma come già ti dicevo l'impedenza è un dato dichiarato da prendere con le pinze perchè tu lo stai pensando più come resistenza che come impedenza.
Come ti ho detto il piccolo 0100 arriva a 75W misurati ovvio e carichi bassi mentre all'aumentare del carico diminuisce assai la Potenza. Essenzialmente una nota può essere vista a 4ohm ed un'altra è 16 l'amplificatore si comporterà di conseguenza.
Poi di certi col 1000 possiamo scendere in impedenza col diffusori senza porci troppi limiti (sto pensando a progetto strano che il 0100 andrebbe in crisi... ma anche molti amplificatori classici)

Per quanto riguarda i calcoli le teorie ti ricordo che progetto diffusori... e che sto portando avanti delle vere ricerche in acustica.

Ma ti assicuro che il 90% dei progettisti hi-end parlano di di misure etc, ma affermano che può succedere un prodotto con una buona misura, ma un suono decisamente meno buono.

Il fatto è che uno può applicare tutte le teorie e le basi certe. .. ma per suonar bene ci vuole sempre qual qualcosa in più
E quel qualcosa ANAVIEW ha preferito spenderlo nel circuito di amplificazione e non in quello di alimentazione.
si certo, sono a conoscenza che l'impedenza é variabile a seconda della frequenza (succede anche con le cuffie, ad es HD650: http://graphs.headphone.com/index.p...e=30&graphType=7&buttonSelection=Update+Graph :sisi:) infatti spesso l'impedenza nominale conta ben poco. Sono anche a conoscenza della sua parte immaginaria, la reattanza, e di tutta la questione dei carichi RL e come essi influiscano in meglio o in peggio sul suono in base al fattore di smorzamento. Ma ad ogni modo mi sembravano pochini i watt che erogava, fossero stati 50 non avrei detto nulla, ma 30 watt che poi dichiarati sono 25+25, beh sono pochi per un ascolto a 3 metri di distanza in un ambiente bello grande...
ad ogni modo, non mi lamento, é un bel finale non fraintendermi, per quel che costa offre fin troppo, ma ho solo da criticare quella cosuccia dell'alimentazione. Bastava veramente ma veramente poco per far qualcosa di meglio, come ad esempio evitare i due condensatori in serie a due a due, sono soluzioni parecchio spartane e di certo non proprio il massimo.
 

Mattuz

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Anaview AMS0100 – La mia prima esperienza “DoItYourself” durata 3 mesi



Introduzione

La storia comincia un lontano giorno di maggio 2017 quando cercavo consigli su come migliorare il mio impianto e li cercavo proprio qui su Tom’s Hardware. Il messaggio che ha scatenato la scimmia fu questo, di Filoippo97:

“mi permetto di darti un consiglio, visto che é una scelta attraverso la quale ci sto passando anche io e alla fine credo di aver deciso per questa via. Hai parlato dell'SMSL A6, con moduli icepower... il mio consiglio é: siccome hai giá un preamp, prenditi un modulo anaview AMS0100 (60+60W su 4ohm, 27+27 su 8 ohm), i morsetti di potenza, un box in alluminio, i terminali RCA e la presa IEC per la corrente e costruisciti tu un bel finale di potenza. Quando spendi tanto hai speso 200€, ma hai ottenuto una qualitá incredibilmente alta, ben superiore a quella dell'A6 e di finali che costano 10 volte tanto. Tanto per capirci, a detta di chi lo ha provato siamo ai livelli dei McIntosh di fascia media e dell'integrato Burmester in classe D.”

L’idea comincia a frullarmi per la testa fino a che non metto da parte i soldi in quel di agosto.

Per chi non lo sapesse, l’Anaview AMS0100 è un amplificatore in classe D, piccolo ma abbastanza potente per spaccarvi i timpani in una saletta o usato come ampli da scrivania (come lo uso io). Eroga 30+30W a 8ohm e 50+50 a 4. Vi rimando comunque alla recensione che ha fatto Filoippo97 del suo fratello maggiore l’AMS1000 per quanto riguarda la minuziosa descrizione del modulo (che è simile al 0100) o anche in caso abbiate domande, in quanto io non so aiutarvi sull’aspetto elettronico.

Purtroppo scopro con rammarico che Lautsprechershop dava per disponibili i moduli + cablekit e invece mi inviano una mail dicendo che non li hanno e mi chiedono se voglio attendere o voglio avere i soldi indietro. Decido di attendere, alla fine un amplificatore ce l’ho e la musica posso sentirla, quindi, considerando la bontà che sembrano avere questi Anaview, decido che vale la pena aspettare. Finalmente a Ottobre mi arriva il pacco con il modulo dopo vari ritardi e da fine ottobre a fine novembre invece i ritardi sono dovuti alla famiglia.



Lista della spesa


Per la build ho comprato:

Anaview AMS0100 + Cablekit 170€ + ss
Case Galaxy (H40) GX147 by Modushop 20€ + ss
4x Connettori di potenza Goliton 10€
2x RCA 10€
Presa IEC femmina 0€ - recuperata
Fusibile T1.25A + resistenza E48 2% 220ohm 0,60€
Porta fusibile 0€ - recuperato
Colemeter pulsante in metallo con led blu 3€
Stagno Cardas Quad Eutettic 3m 7€
5x Standoff M3 0€ - recuperati



Il case è della ditta Modushop, trovata leggendo in giro un'altra build fatta con questo modulo Anaview, non ricordo il sito, e poi consigliati anche dal nostro Filo. Ho preso la dimensione più piccola quella per un modulo solo e devo dire che alla fine c’è entrato tutto, seppur un pochino di cable-managment vada fatto.


I connettori di potenza sono stati presi da Amazon.it, sono quelli più “professionali” che ho trovato, funzionano, non costano tanto e sono pure fatti bene alla fine.


Per gli RCA sono andato da Audiokit che è qui vicino a me con la sede fisica, ma vende anche online. Ho preso questi da 10€ con teflon, molto solidi, danno una bella impressione di qualità quando tenuti in mano.


La IEC l’ho recuperata da un vecchio alimentatore rotto, così come gli standoff M3 necessari per non far toccare la scheda con il case in ferro, e il portafusibile.


L’interruttore è una copia di quello che ha preso Filo per il suo AMS1000, mentre il fusibile è da 1,25A perché deve proteggere quello SMD da 1,6A a guardia dell’alimentazione. La resistenza è da 220ohm perché deve ridurre di 2V la corrente che esce dall’alimentazione ausiliaria del modulo poiché è a 14V e a noi serve a 12V.



Worklog

Numerosi sono stati i ritardi che hanno portato a far passare quasi un mese dall’arrivo della scheda alla sua costruzione. I fori sul case sono stati effettuati con un trapano a colonna. Inoltre altri due fori sono stati necessari sul fondo del case oltre le griglie già presenti su cui ancorare le viti di fissaggio della scheda in quanto i fori di un lato non combaciavano.





Montata la scheda attraverso viti, standoff e dadi, siamo passati alle saldature. Consiglio vivamente di saldare a connettore smontato, fate passare gli appositi fili nel buco del connettore, saldate e poi montate. Le saldature non sono particolarmente difficili e soprattutto non sono tantissime, l’unico problema se così possiamo chiamarlo è la sottigliezza dei fili di input e per la luce del bottone.


Purtroppo la prima volta abbiamo commesso un errore abbastanza grave, ho interpretato questo schema dall’alto in basso come volevano suggerire il colore dei fili per il connettore 1, 3 e 4. Purtroppo però l’ordine dei fili del connettore 2 invece è dal basso della scheda verso l’altro. Perciò abbiamo attaccato gli ultimi fili del connettore pensando fossero i primi. Ovviamente alla prima accensione niente di niente con tanto di spavento di aver rotto tutto quando poi alla fine ci accorgiamo di aver sbagliato dopo una serata di riflessioni. Il giorno dopo vado a controllare e vedo che sulla scheda ai lati del CON2 ci sono stampati due numeri microscopici che avevo totalmente ignorato: 1 e 17 a indicare appunto inizio e fine. Poco male, il giorno successivo dissaldiamo i fili, invertiamo il tutto e preghiamo che non si sia rovinato niente. I primi 3 fili vanno all’RCA destro, con il positivo sul centrale e negativo e GND all’esterno. I fili da 4 a 6 invece sono per l’RCA sinistro. I fili 15 e 16 li abbiamo utilizzati per l’illuminazione del LED. Gli altri sono stati appositamente nastrati e riposti da un lato. Utili sarebbero quelli per il Clip detect, ma non avevamo tempo né voglia di fare altri fori per i led del clipping. Mute e Disable invece non mi interessavano. Overtemp shutdown potrebbe essere utile, ma non credo il modulo arriverà mai a temperature così elevate da dover andare in protezione, a meno che non vivete in un posto in cui fa 40 gradi in casa e lo tenete acceso 24/7 credo.







NON PRENDETE DI RIFERIMENTO L'ORDINE DEI FILI PICCOLI PERCHÉ LA FOTO È STATA FATTA PRIMA CHE MI ACCORGESSI DI AVER INVERTITO L'ORDINE

Per finire con il worklog vi parlo del pulsante di accensione. Ho collegato GNDs e VA+, pin 15 e 16, rispettivamente a negativo e positivo del led. Sul positivo ho saldato una resistenza da 220ohm E48 come spiegato in precedenza. Sul pulsante vero e proprio invece ho usato il piedino C e il piedino NO perché appunto avevo bisogno che il circuito fosse Normalmente Aperto. Ho saldato il cavo proveniente dalla IEC su C, e su NO quello in direzione dell’amplificatore. Sul cavo proveniente dalla IEC inoltre saldo il portafusibile per proteggere il modulo. Ho scelto questa soluzione dopo aver letto il worklog dell’AMS1000 in quanto questo 0100 ha un fusibile SMD a protezione del modulo e un altro SMD da 1.25A a protezione dell’alimentazione ausiliaria. Per evitare, nel remoto caso in cui dovesse esserci qualche problema, di dover sostituire fusibili SMD ne ho aggiunto uno da 1,25A sulla linea proveniente dalla IEC in modo da poter cambiare quello in modo semplice e indolore.

Finalmente chiudo il tutto, mettendo bene i cavi, e mi appresto ad ascoltare il risultato sonoro.


Ascolto

Il mio setup è composto dal PC collegato ad uno Schiit Modi e da un Project Debut Carbon collegato ad uno Schiit Mani. Modi e Mani sono collegati al TC-754 e da lì vado sull’amplificatore che alimenta le mie casse, delle Wharfedale Diamond 210 prese appunto per la compattezza dato che il mio è un setup da scrivania, ma capaci di districarsi bene in tutti i generi seppur preferendo sonorità calde, con dei medi bellissimi secondo il mio punto di vista, molto inglesi.

Ho avuto un piccolo problema appena ho collegato il modulo alle casse, l’audio del canale sinistro era meno forte di quello destro sbilanciando appunto verso destra il centro della musica. Invertendo gli RCA non cambiava nulla, sempre il canale sinistro meno forte del destro sentivo. Invece attaccando direttamente il modulo al DAC, uno Schiit Modi, il problema non si manifesta, ergo devo aver creato qualche problema al preamplificatore quando ho attaccato il modulo la prima volta con i fili del CON2 saldati invertiti (ho mandato una tensione sulle RCA e il segnale audio sul LED). Chi ha idee di quale possa essere una causa alternativa comunque mi trova molto interessato a scoprirlo.

Detto questo, in attesa dell’arrivo dello Schiit Sys come nuovo preamplificatore, ho proceduto all’ascolto di questo amplificatore che avrebbe dovuto far miracoli.

Inizio il mio test con le canzoni che riproduco più spesso e che quindi conosco meglio. Parto con Adele – Hello, Daydreamer, Set Fire to the Rain, Make You Feel my Love. Qui le mie casse spiccano proprio per le loro qualità, Adele suona meravigliosamente su queste casse anglosassoni, sarà un caso? :lol: Rispetto al mio precedente SMSL SA60, l’Anaview qui ha aggiunto una grande pulizia, soprattutto a livelli audio più alti dove la distorsione è inesistente e la vocalità pulita e super nitida. I bassi di Set Fire to the Rain sono belli asciutti, con il basso elettrico che si sente nitidamente e fa addirittura vibrare leggermente il petto, impressionante. Mai avrei pensato di poter tirare fuori questi bassi dalle mie due piccole Diamond. Posso notare anche una maggiore profondità dell’accompagnamento di Make You Fell my Love, sinonimo che il modulo se la cava molto meglio del mio precedente nell’area dei bassi/medi profondi. BRIVIDI. :shock:

Mi sposto di genere sulla musica classica, ascolto la Rapsodia I op.79 di Bhrams eseguita da Radu Lupu. Il pianoforte è bello, spicca nei forte con sonorità ben amalgamante invece dei momenti di piano. Il pedale di risonanza è riprodotto perfettamente, si sentono tutti gli armonici delle altre corde del piano che vibrano insieme a quelle che vengono realmente suonate.

Provo con Hans Zimmer – “Cornfield Chase” e “At Wit’s End”. La prima spicca per il dettaglio dell’orchestra sopra l’organo che rimane ben separato. L’effetto è davvero simile a quello di una vera orchestra davanti a se, si riescono a individuare bene gli strumenti nello spazio se si è familiari con il loro timbro. Quando entrano i bassi sono rimasto di nuovo stupito per la loro profondità. Stesso effetto con “At Wit’s End”, l’orchestra impatta in una maniera impressionante, bellissima scena sonora, piena, definita, nitida. Il carillon è un chicca di Zimmer che l’Anaview riproduce alla perfezione, ogni sua nota è una perla sopra l’accompagnamento degli archi. Quando arriva il “tutti" la pelle diventa d’oca. L’impressione è che questo modulo con delle full-tower possa essere quasi equivalente ad un’orchestra in camera (esagero :P).

Ritorno su un genere più consono alle Wharfedale, Hotel California, Wonderwall e Don’t Look Back in Anger. Niente da dire, 'sto ampli ha una pulizia tale che sembra abbia l’orecchia attaccata sulle corde della chitarre degli Eagles e degli Oasis, sento benissimo e in modo distinguibile da tutto il resto anche il minimo rumore delle loro dita che scivolano sulle corde di metallo.

Finisco con Eminem perché intrigato dai bassi riscoperti voglio testarli per bene. Ascolto Without Me, ‘Till I Collapse, The Real Slim Shady, Marshal Mathers. Niente da fare, non l’ho messo in difficoltà, pure qua i bassi ci sono, sono precisi, puliti, nitidi, non fanno rimbombo, per quello che è possibile trema anche un po’ il petto, non immagino con un sub serio quanto spacchi!

Conclusioni

Compratelo, a 200 euro non trovate niente che suona così. Se non sapete saldare, "imparatevi" :asd: e poi compratelo. Non sarò un esperto, ma se una cosa suona bene me ne accorgo e se questo modulo è riuscito a far uscire un sound stage enorme e dettagliato da due casse da scrivania, non immagino cosa possa fare con casse un pochino più grandi e con più bassi. La pulizia inoltre, credo si sia capito, è assurda, con gli Oasis e gli Eagles o in generale con la musica “Acustics” me ne sono reso conto soprattutto, ma forse più per la sonorità in cui si esprimono al meglio le mie casse che per via l’Anaview di per se che sono sicuro farebbe lo stesso effetto su un po' tutti i generi con delle casse grandi.

Ringraziamenti

Ringrazio chiunque mi abbia aiutato in questa impresa di costruire il mio primo DoItYourself. Impresa andata bene alla fine. Ringrazio tutti gli utenti dell’Baretto Audiofilo, chi come me stava aspettando l’arrivo del modulo da Agosto, ma in special modo ringrazio Filoippo97 che è stato il mentore di questo progetto e che ha avuto una pazienza fuori dal comune nell’aiutarmi. Un sentito grazie perché senza i tuoi consigli non sarei andato molto lontano, Tom’s Hardware è resa il posto che tutti noi amiamo frequentare dalle persone gentili e disponibili come te.

Lascio qualche foto con la promessa di rifarne di migliori quando mi tornerà il telefono dall'assistenza













 
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ti ringrazio innanzi tutto per i ringraziamenti, bella recensione, non avevo visto ieri sera perchè alla fine sono andato a dormire siccome ho mattina oggi :asd:
Sentiamo @Francomoh se riesce a portare il tuo messaggio subito sotto al mio ma non credo, nel frattempo cambio titolo e metto il link del tuo messaggio all'inizio del mio :sisi: Complimenti per il gran amp adesso, più piccolo persino dello schiit, non male :asd:
 
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Il decimillesimo messaggio qui dentro non poteva essere un qualcosa di banale, dopotutto sono anche 5 anni e mezzo che son iscritto e mi andava di festeggiare con un qualcosa di particolare. Cosí ho deciso di fare qualcosa che unisca le mie due passioni: l’elettronica e l’audio, e son ritornato su questo progetto dopo un po’ di tempo passato a vedere una lastra di alluminio bella pulita, con solo l’interruttore li in mezzo, convincendomi che era l’ora di aggiungere qualcosa di carino e funzionale allo stesso tempo, qualcosa da guardare mentre non si sa cosa fare quando si ascolta la musica. Di cosa stiamo parlando? Ma dei VU meter ovviamente! Chi non ha mai subito il fascino di quelle lancettine analogiche che si muovono forsennatamente quando si ascolta un po' di sano rock mente! :rock1::love::chupachup:Il progetto che sto per illustrarvi é applicato al mio amplificatore autocostruito, ma ovviamente potete farlo su qualunque altro kit e pertanto ho cercato di mantenere il linguaggio il piú comprensibile possibile, magari commentando tra parentesi i punti piú difficili.
Al solito si inizia con la lista della spesa:
Kit VU meter "dalla cina con furore" 13.99€+5€ ss
interruttori a levetta sodial 2.42€
resistenze di potenza, 4 x 2ohm 100W 9.55€ spedite
TL072, 10 pezzi (ne ho presi di piú perché ne uso spesso, ne basta 1) 7.49€
PCB prototype board, 30 pezzi 12.99€
resistenze, condensatori, regolatori di tensione 10€

Dunque, il kit che ho acquistato comprensivo di due VU e una driver board arriva da ebay, ed è precisamente questo:


è di buona fattura e i materiali, per quel che costano, sono anche decenti, la plastica dei VU ad esempio è bella solida e non sembrano dei patacconi. Qualche riserva la ho per quanto riguarda invece la calibrazione e la precisione effettiva dello strumento, ma poco importa, alla fine li ho presi per la bellezza di guardarli oscillare, e solo come seconda motivazione quella di avere un’indice della potenza erogata (che so giá tramite il preamplificatore, visto che ha la scala in dB). Il circuito che viene a corredo è abbastanza semplice in quanto è costituito da un solo circuitino che integra il segnale, può essere alimentato a corrente continua o ad alternata (intanto ci sono gli AVR che la livellano) e permette anche la calibrazione tramite due resistori variabili, verrá posto in parallelo agli ingressi del modulo AMS. Il grande problema che subito mi si è posto davanti riguarda il pilotaggio proprio della driver board: presenta infatti un ingresso tipico sbilanciato (si nota infatti un socket al quale collegare in ingresso il positivo destro, il positivo sinistro e una massa comune), mentre il mio amplificatore è bilanciato (connessioni XLR – con masse separate per ciascun canale e quindi con 4 connessioni). Ho ideato quindi un circuito composto con un operazionale (dual op amp in un unico package, almeno con un chip si fanno entrambi i canali), precisamente il TL072 della Texas Instruments, in configurazione differenziale, in modo che mi esegua la differenza tra il canale HOT e il canale COLD e mi unifichi la massa tra i due canali. Quello che fa in pratica è questo:
Cattura4.JPG

dove il blu è il terminale HOT, il verde è il terminale COLD (come potete vedere polaritá invertite, il blu è un segnale positivo mentre il verde uno negativo, e opposte in fase – tipico segnale bilanciato) mentre il rosso è l’uscita dell’operazionale: la differenza genera il doppio dell’escursione dinamica ed è sempre riferita ai 0V. In questo modo abbiamo sia risolto il problema della massa comune, visto che entrambi i segnali ora fanno riferimento a 0V (in rosso è il canale destro, ma ci sará un altro “rosso” per il canale sinistro sempre riferito a 0V), sia alzato incredibilmente l’impedenza di ingresso di tutto l’accrocchio che viene visto da parte del TEAC, da 652 ohm a 875kOhm. A cosa serve? Seguendo il teorema di massimo trasferimento di potenza, serve per fare in modo che il TEAC mandi più potenza possibile al modulo finale anaview senza intaccare il segnale, in questo modo infatti la driver board dei VU meter non assorbirá quasi niente in termini di corrente (si parla di 16 nA RMS) e il pilotaggio sará esclusivamente in tensione, la board che ho progettato quindi qui ha anche la funzione di inseguitore di tensione. DA NOTARE: questo circuito non è strettamente necessario laddove usiate connessioni RCA, sebbene comunque un circuito inseguitore di tensione sarebbe opportuno collegarlo prima della driver board per evitare perdite di segnale. Entrambi i circuiti non consumano più di mezzo watt e pertanto verranno alimentati direttamente dall’alimentazione ausiliaria del modulo amplificatore, ovvero +17V e -17V (a chi interessasse il valore preciso visto che è stato dichiarato come uscita non regolata da anaview, si tratta di +18.324V e -18.353V a una tensione di rete di 237.502V, senza carico e senza segnale in ingresso).

Del secondo grande problema invece me ne sono accorto quando li ho avuti in mano: molto belli per caritá, ma le dimensioni piuttosto contenute hanno fatto si che la scala si fermasse a -20dB. Ora, una scala a -20dB significa su un amplificatore da 170W x2 non vederli mai e poi mai muoversi, visto che in teoria lo 0dB va calibrato con la massima potenza, e che normalmente io ascolto a -40dB sul preamp. Come fare quindi, per estendere la scala del VU meter a misure ragionevoli? Semplice, sfruttare il circuito con l’operazionale e fargli svolgere un’ulteriore terza funzione, ovvero aggiungere sull’anello di retroazione un’ulteriore resistenza escludibile tramite interruttore a levetta, calibrata adeguatamente per offrire un guadagno 10x quando scollegata. Il 10x deriva dal fatto che i VU non sono altro che dei voltmetri smorzati su scala logaritmica (ovvero misurano la tensione ma non quella istantanea, bensí smorzandola su un periodo di 300ms e portandola su una scala in decibel), e pertanto un guadagno di ulteriori 20dB significa avere un fattore 10 sulla tensione dato dalla formula 20log*guadagno* = 20dB (mentre per la potenza continua a valere la formula 10log*guadagno*, pertanto sostituendo a *guadagno* il nostro 10, 20dB in potenza equivalgono ad un centesimo). In figura potete vedere l’uscita con resistenza esclusa (verde) e resistenza collegata (blu), l’esclusione ovviamente può essere svolta da un banale interruttore a levetta DPDT (DPDT ovvero che controlla contemporaneamente due canali, in modo da chiudere e aprire entrambi i circuiti di guadagno per i due canali contemporaneamente).
Cattura5.JPG


In questo modo la scala va da -40dB a -20dB, un valore più che ragionevole invece per un ascolto normale, con un range di potenza che va da 17mW a 1.7W per l’high gain e 1.7W a 170W per il low gain. Il circuito risultante pertanto è questo, ed è facilmente realizzabile su una prototype board:
Cattura2.JPG Cattura7.JPG

L’ultima funzione che svolge è quella di fornire una sorgente da 12V sia per la driver board, che per l’operazionale (alimentato a tensione duale +12V e -12V). Per questo ci saranno i due classici regolatori di tensione, l’LM7812 per il positivo e l’LM7912 per il negativo. ATTENZIONE che i due regolatori hanno pinout differenti! In uno GND è esterno mentre nell’altro è centrale!

Assemblaggio

Prima di tutto ho dovuto prendere le misure e spostare l’amplificatore da dove era prima, visto che era troppo vicino al pannello frontale. Ho praticato quindi altri quattro fori più vicini al pannello posteriore e l’ho fissato li. In seguito ho fatto i due fori per il centratore della tazza da 34, utilizzando una punta prima da 3, poi da 5 e infine da 6, solo in seguito usando la tazza ho aperto i due fori per gli strumenti (diametro da 34mm appunto). Poi è toccato ai tre fori per i tre interruttori a levetta: Il primo verrá usato per disattivare completamente gli strumenti, il secondo per spegnere solamente la retroilluminazione degli strumenti e il terzo sará quello deputato alla scelta del guadagno. Sono tre fori da 6mm quindi si inizia con la punta da 3, poi 4, 5 e infine 6. Una volta praticati tutti i fori si passa alle saldature: sdoppiando i segnali in ingresso li ho portati alla board da me costruita, cosí come le alimentazioni AUX dell’anaview. Ho collegato poi la mia board sia per quanto riguarda le alimentazioni che per l’uscita di segnale alla driver board ed infine quest’ultima ai VU meter e ai due interruttori che controllano retroilluminazione e alimentazione. Gli interruttori usati sono a levetta e li ho trovati su Amazon, sono dei sodial, pacchetto da 5 pezzi: della qualitá di questi non sono soddisfatto e penso di cambiarli, un interruttore è arrivato fallato e quello sull’alimentazione mi ha fatto dannare parecchio perché non mi alimentava il circuito ma non sapevo fosse colpa sua (un canale era infatti partito).

Dopo aver risolto, passo alla calibrazione: per questa uso dei resistori a filo corazzato ad alta potenza, il fatto che ce ne siano 4 da 2 ohm in serie è solamente dettato dal fatto che i 4 da 2 ohm costavano meno di uno solo da 8 e di dimensioni maggiori. Sono tutti e 4 da 100W nominali, quindi ho un totale di 400W di potenza da dissipare sulle resistenze, ampiamente più che sufficienti per i 170W per canale del mio modulo, inoltre questa tipologia di resistori è perfetta per simulare un carico di diffusori in quanto proprio per il modo in cui sono costruite, sono altamente induttive, quelle più induttive che esistano (sono fatte con un filo avvolto all’interno di un composto ceramico quindi praticamente è un induttore).

Utilizzando un tono sinusoidale a 1kHz ottenuto da uno dei moltissimi generatori di toni online (suggerisco questo che li produce in formato lossless: https://www.audiocheck.net/audiofrequencysignalgenerator_sinetone.php), SI PARTE SEMPRE A VOLUME ZERO e mano a mano si alza il potenziometro del preamplificatore, visto che non sappiamo come siano impostati di fabbrica i vu meter (se partono fuori scala potete salutarli). Mano a mano che alzo il volume seguo con l’oscilloscopio il segnale di clipping del modulo anaview, fermandomi quando compare e allineando in quel punto la lancetta dei VU sullo 0. Di conseguenza a guadagno alto la lancetta sará allineata con lo 0VU a 1.7W, se vogliamo essere precisi possiamo comunque misurarne l’uscita con l’oscilloscopio.

Una volta posizionati i moduli al loro posto e richiuso è finito, l’effetto finale è questo:


Fatemi sapere se vi piace e cosa migliorereste, in piú vi diró che a breve faró incidere il frontale con una CNC laser dell'universitá, quindi arriveranno altre foto :ok:
 
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