Scusa, è la seconda volta che ti cito ma ti assicuro non sia nulla di personale, sto solo scambiando due chiacchiere ?
È lo stesso discorso che si faceva quando si passò dal trasporto a cavalli a quello delle automobili, che avevano autonomia molto limitata e bisognava portarsi le taniche di benzina nel bagagliaio. Adesso trovi distributori in ogni isolato o quasi, ma allora la gente si chiedeva che bisogno ci fosse delle auto. Sarà lo stesso anche con le auto elettriche.
Ce l'hai con me? Eh? CE L'HAI CON ME?! Avanti dillo!
Ahahah no vai sereno, ci mancherebbe altro!
Secondo me non è proprio la medesima cosa: al tempo in cui vennero introdotte le prime auto erano un bene di stralusso per i ricconi che ci si divertivano a girare nelle loro proprietà prima, nel trasporto solo tempo dopo. Ma era questione di prestigio e divertimento più che di utilità. Inoltre erano una nuova invenzione, non era un rifacimento di qualcosa che già esisteva.
E le applicazioni all'agricoltura arrivarono tanti anni dopo, anzi, ti dico con certezza che mio padre mi raccontava di quando era bambino (intorno al 1960) e ancora mio nonno si occupava della gestione dei 4 cavalli della fattoria in cui vivevano.
Il trattore serviva solo per determinati lavori e quello che avevano non era potente quanto lo erano una coppia di cavalli da tiro. Così come la trebbiatrice era ancora un carro fermo in cui si andava a mettere il grano dopo che era stato lasciato sull'aia.
E la prima auto con motore a scoppio - dice Google - fu inventata 80anni prima circa.
I miei parenti avevano un possedimento terriero di oltre 2000 pertiche di terreno quindi potevano recuperare l'investimento fatto, ma al tempo tra chi aveva piccoli poderi nessuno avrebbe acquistato trattori perchè col guadagno che offrivano non li avrebbero ripagati in tempi accettabili.
Gli italiani vennero messi in auto con la 500 negli anni '50, vettura economica con consumi pure ridotti (per l'epoca) che era prodotta in più modelli atti a soddisfare le necessità un po' di tutti (berlina, giardinetta, ecc). Stesso discorso per la Germania col Maggiolino e USA con la Ford Model T e altri stati non so con quale.
Insomma, pure lì vedi che le persone si motorizzarono SOLO quando ebbero la certezza che investire nell'auto poteva essere non un lusso, ma un mezzo atto a migliorare la propria vita e il proprio lavoro.
Ad oggi si prevede l'imposizione di dover rivedere la propria mobilità senza prima dare il segnale che davvero la tecnologia convenga e soprattutto che davvero saremo in grado di poterla sfruttare al pari delle attuali vetture a motore endotermico.
Poi sia chiaro: lungi da me il rifiuto all'elettrico, anche perchè ci sono tre vantaggi di cui sono certo:
- un motore elettrico è strutturalmente MOLTO più semplice di un motore a combustione, pertanto ha meno organi in movimento soggetti a possibile usura
- un motore elettrico disperde molta meno energia di cui dispone rispetto ad un endotermico. Vi basti pensare all'energia impiegata nel vincere gli attriti, il calore generato che va disperso, ecc ecc...
- un motore elettrico offre coppia immediatamente a differenza dell'endotermico (che sia diesel o ciclo otto cambia il numero di giri dove viene espressa la potenza massima).
di contro è ancora troppo giovane per diventare obbligatorio.
E' come se negli anni '90 ci avessero obbligati a eliminare il telefono fisso a favore dei cellulari, quando al tempo il territorio non era sufficientemente coperto dal segnale.
Intanto al tempo un minuto costava 2.000lire contro le 200 del telefono fisso, ma mentre io che abito vicino alla città ero abbastanza servito, chi abitava sulle colline a 20km avrebbe parlato a rate con chiunque. Di fatto, si sarebbero trovati costretti ad un servizio di cui non avevano bisogno e su cui l'unico affidamento possibile era "sperare in tempi migliori".
E com'è andata a finire? Che ormai il servizio mobile è talmente conveniente che tanti hanno tolto il telefono fisso.
Ma per scelta e convenienza, non per obbligo.