Se foste un operaio di Mirafiori come votereste al referendum?

Come votereste al referendum di Mirafiori?

  • SI

    Voti: 9 45.0%
  • NO

    Voti: 11 55.0%

  • Votatori totali
    20
Stato
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zesto

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Come da titolo vi chiedo: come votereste se vi mettessero nelle condizioni degli operai fiat di Torino? Ero incerto se mettere anche altre voci (più SI che no, più NO che si, ideciso) ma alla fine ho preferito proporre le stesse possibilità dei veri votanti lasciando poi alle eventuali considerazioni la precisazione del vostro pensiero.
 

zesto

Utente Attivo
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Mi permetto anche di inserire un estratto delle ragioni dei favorevoli (fim-cisl e uil-m) e dei contrari (fiom):

Dal Documento finale del Comitato centrale del 29 Dicembre (fiom):

L'obiettivo strategico della Fiat è chiaro: provare a cancellare in modo definitivo il sistema dei diritti
individuali e collettivi nel lavoro, conquistati nel tempo con le lotte dalle lavoratrici e dai lavoratori del
nostro Paese, tramite una libera ed autonoma azione di contrattazione collettiva ed affermare che questa
è l'unica condizione per poter investire in Italia.

...

• Le Newco servono per cancellare il Contratto nazionale, per azzerare i diritti nel lavoro sanciti
da accordi pregressi, per permettere alla Fiat stessa di uscire dal sistema di rappresentanza
confindustriale.
• I sindacati vengono trasformati in soggetti aziendalistici e corporativi senza più alcun diritto a
contrattare, che esistono solo se firmano e sostengono le ragioni e le posizioni dell'impresa. Chi
non firma l'intesa non ha diritto di esistere e gli vengono negate tutte le agibilità sindacali, dai
permessi sindacali al diritto di assemblea, alla trattenuta sindacale.
• Le lavoratrici e i lavoratori non hanno più il diritto ad eleggere propri delegati sindacali, perché
ci saranno solo rappresentanti nominati in maniera paritetica dalle Organizzazioni sindacali
aderenti al Regolamento imposto dalla Fiat.
• Si peggiorano le condizioni di lavoro, di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, riducendo le
pause sulle linee di montaggio, assumendo la nuova metrica del lavoro Ergouas quale metodo
indiscutibile e immodificabile, aumentando gli orari di lavoro e lo straordinario obbligatorio,
derogando dalle leggi e dal Ccnl, aumentando le saturazioni dei tempi di lavoro e lo
sfruttamento.
• Si riduce nei fatti il salario reale, cancellando la contrattazione aziendale sul salario, come
avvenuto nel 2010 tagliando il Premio di risultato.
• Si introducono sanzioni e penalizzazioni che permettono all'azienda di non retribuire i primi
giorni di malattia e di impedire il diritto di sciopero fino alla licenziabilità del dipendente.

È paradossale che la Fiat vincoli gli investimenti all'esito di un referendum da lei promosso, in cui si
ricattano sul piano occupazionale le lavoratrici e i lavoratori, chiedendo loro di uscire dal Ccnl, dalle
leggi e dai princìpi e dai valori della Costituzione e di cancellarne le libertà sindacali.
Dal Volantino della speranza (fim):

...nota di Giuseppe Farina, Segretario Generale della Fim Cisl, che sottolinea come:
''i lavoratori di Mirafiori hanno indubbiamente un compito difficile perche' sanno che saranno chiamati a lavorare con maggiore intensita' e che le nuove condizioni di lavoro previste dall'accordo comporteranno per molti di loro un cambio di abitudini e ritmi di vita.
Eravamo consapevoli di tutto cio' quando abbiamo firmato l'accordo. C'era tuttavia altrettanta consapevolezza che nessun diritto sarebbe stato toccato e che senza l'accordo parlare di condizioni di lavoro e diritti da conservare, sarebbe stato del tutto inutile, ma avremmo solo conservato, e chissa' per quanto tempo ancora, migliaia di lavoratori della Fiat in cassa
integrazione, e la loro preoccupazione di perdere il lavoro''.
Sull'accordo, aggiunge Farina, ''hanno pesato le condizioni nelle quali si sviluppava la trattativa: un miliardo di investimenti e un importante progetto industriale per Mirafiori, da un lato, e un settore in crisi e una fabbrica
semivuota dall'altra.
E' percio' sbagliato parlare di ricatto; si e' invece trattato di un negoziato difficile in un contesto nuovo e piu' impegnativo per azienda, lavoratori e sindacato''
P.s.: il thread non vuole essere in concorrenza con uno che tratta le stesse vicende aperto in questi giorni (e in cui vi invito ad esporre le vostre tesi in maniera più diffusa, se volete) ma, con il tramite di un sondaggio, sarei curioso sapere come vi sareste comportati davanti ad una scelta difficile che prevede una risposta secca (anche se non mi dispiacerebbe leggere commenti costruttivi a supporto del proprio voto).

[EDIT]
Il link all'altro thread:

http://www.tomshw.it/forum/politica...-siamo-noi-dover-diventare-come-i-cinesi.html

;)
 

sergiox90

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il problema non è si o no
1 la questione è che gl'investimenti si possono fare anche senza toccare i diritti degli operai
2 il governo deve togliere la scritta made in italy dalla fiat
3 firmare il si significa eliminare i diritti acquistati da quelli che sono venuti prima di noi

non siamo noi a dover diventare cinesi, ma i cinesi a diventare come noi
 

zesto

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il problema non è si o no
1 la questione è che gl'investimenti si possono fare anche senza toccare i diritti degli operai
2 il governo deve togliere la scritta made in italy dalla fiat
3 firmare il si significa eliminare i diritti acquistati da quelli che sono venuti prima di noi

non siamo noi a dover diventare cinesi, ma i cinesi a diventare come noi

Anzitutto grazie per aver votato (perchè hai votato, vero? :asd:). Capisco quello che vuoi dire, ma non è questo quello che si propone il sondaggio. I primi due punti probabilmente possono essere sviluppati meglio nel tuo thread (anzi, ora edito e metto il link nel secondo post), mentre il terzo centra bene lo spirito delle risposte che vorrei. Cioè il come si può rispondere ad una scelta "prendere o lasciare" senza alternative e il perchè di questa scelta. Ad esempio: io probabilmente voteri NO. Ma io non ho figli. Che farei se avessi dei bambini cui dare da mangiare tutti i giorni? E come voterei, invece, sapendo che potrei contribuire a deteriorare in maniera significativa le loro prospettive di vita lavorativa futura? La scelta diventerebbe molto meno facile...
 

Diego28

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Se in questo momento fossi un operaio fiat voterei assolutamente NO. Però come ben dici tu, se mi trovassi nella condizione comune a molte di quelle persone, ovvero avere moglie e figli, magari un mutuo per la casa, mia moglie che ha un lavoro precario, credo che sarei disposto a sacrificare me stesso per il loro.
Comunque ho votato NO.
 
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sergiox90

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Anzitutto grazie per aver votato (perchè hai votato, vero? :asd:). Capisco quello che vuoi dire, ma non è questo quello che si propone il sondaggio. I primi due punti probabilmente possono essere sviluppati meglio nel tuo thread (anzi, ora edito e metto il link nel secondo post), mentre il terzo centra bene lo spirito delle risposte che vorrei. Cioè il come si può rispondere ad una scelta "prendere o lasciare" senza alternative e il perchè di questa scelta. Ad esempio: io probabilmente voteri NO. Ma io non ho figli. Che farei se avessi dei bambini cui dare da mangiare tutti i giorni? E come voterei, invece, sapendo che potrei contribuire a deteriorare in maniera significativa le loro prospettive di vita lavorativa futura? La scelta diventerebbe molto meno facile...

si ho votato (sono stato il primo), la questione dei diritti è intesa sopprattutto per le multinazionali (visto che questo episodio può creare un precedente), difficile che un piccola azienda si trasferisca completamente.
Poi ti dico la verità che ormai è da anni che ci sono aziende che non rispettano le regole (io purtropo lo so bene).
O che rispettano le le ggiche le fanno comodo, cioè al posto di assumerre gente:
1 gli fanno contratti a progetto o altro
2 li assumano come agenzie del lavoro
3 li assumono sotto cooperative
4 o in nero
 

Francomoh

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A me preoccupano queste "condizioni".
Mi spiego meglio:

Ho il timore che in futuro accadrà così ossia:
-o accettiamo delle condizioni poco convenienti (ossia salario basso e turni di lavoro eccessivi)
-o NIENTE.

Addirittura quest "condizioni" suonerebbero come un "favore/sacrificio" che il manager fa agli operai. (dicasi presa per i fondelli :doh:)

Pertanto, secondo me, in futuro si creerà una classe sociale che io chiamo "Classe discount".

E' inutile dire che i cinesi sono più competitivi di noi quando:
-prendono niente di stipendio
-lavorano 14 ore al giorno
-Diritti e derivati non esistono. E' ovvio che sono competitivi rispetto a noi.

Mentre la classe media diventerà sempre più povera e sempre più "s****ta" (senza offesa dato che ci sono in mezzo pure io), i Marchionne della crisi non ne risentiranno dato che avranno possibilità di studiare all'estero, avere grandi possibilità e tanto altro ancora.

Infine: è molto curioso vedere che la FIAT non condivide gli utili con lo Stato ma solo le perdite.:rolleyes:

Ps: made in italy? Come no.:oogle:
Pps: ho fatto questo discorso non perchè sono comunista, sindacalista, sovversivo o quant'altro. Semplicemente sono un giovane altamente preoccupato del futuro anzi: so già che una pensione non l'avrò.
 

Diego28

Utente Attivo
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A me preoccupano queste "condizioni".
Mi spiego meglio:

Ho il timore che in futuro accadrà così ossia:
-o accettiamo delle condizioni poco convenienti (ossia salario basso e turni di lavoro eccessivi)
-o NIENTE.

Addirittura quest "condizioni" suonerebbero come un "favore/sacrificio" che il manager fa agli operai. (dicasi presa per i fondelli :doh:)

Pertanto, secondo me, in futuro si creerà una classe sociale che io chiamo "Classe discount".

E' inutile dire che i cinesi sono più competitivi di noi quando:
-prendono niente di stipendio
-lavorano 14 ore al giorno
-Diritti e derivati non esistono. E' ovvio che sono competitivi rispetto a noi.

Mentre la classe media diventerà sempre più povera e sempre più "s****ta" (senza offesa dato che ci sono in mezzo pure io), i Marchionne della crisi non ne risentiranno dato che avranno possibilità di studiare all'estero, avere grandi possibilità e tanto altro ancora.

Infine: è molto curioso vedere che la FIAT non condivide gli utili con lo Stato ma solo le perdite.:rolleyes:

Ps: made in italy? Come no.:oogle:
Pps: ho fatto questo discorso non perchè sono comunista, sindacalista, sovversivo o quant'altro. Semplicemente sono un giovane altamente preoccupato del futuro anzi: so già che una pensione non l'avrò.
Vero, deprecabile il comportamento antietico di Marchionne di sfruttare l'attuale situazione di difficoltà vissuta dagli operai, per arrivare all'annullamento dei diritti dei lavoratori, riportando indietro di cent'anni la condizione degli operai. Quello che si rischia è che altre grandi aziende, seguendo l'esempio di fiat, decidano di imporre ai loro lavoratori contratti simili.
Comunque all'annullamento della classe media, contribuisce anche il governo con le sue politiche, tagli sull'istruzione pubblica e finanziamento a scuole private e cattoliche, mettono in luce la volontà di voler avere un popolo di ignoranti che penda dalle labbra dei suoi governanti.
 

zesto

Utente Attivo
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si ho votato (sono stato il primo), la questione dei diritti è intesa sopprattutto per le multinazionali (visto che questo episodio può creare un precedente), difficile che un piccola azienda si trasferisca completamente.
Poi ti dico la verità che ormai è da anni che ci sono aziende che non rispettano le regole (io purtropo lo so bene).
O che rispettano le le ggiche le fanno comodo, cioè al posto di assumerre gente:
1 gli fanno contratti a progetto o altro
2 li assumano come agenzie del lavoro
3 li assumono sotto cooperative
4 o in nero

Hai tralasciato le finte partite iva; i contratti in cui firmi 1000 in busta paga e ne ritiri 750; gli straordinari fantasma non retribuiti; i mesi di "prova" a titolo gratuito...etc etc se iniziamo a scavare nel creativo mondo del lavoro italico inizierebbe a venir su più popò che sgorgando le fogne di Calcutta.

@Diego28
@Francomoh

Grazie per gli interventi. Il problema sta nel fatto che gli operai (anche come gruppo rappresentato dai sindacati) non possono, imho, accollarsi una scelta di questo tipo. E' giusto votare in favore o contro un contratto. Non lo è se li carica della responsabilità di una decisone così importante. A quale lavoratore piacerebbe essere licenziato? Nessuno. Per i casi singoli ci sono le dimissioni. Quindi si tratta di una non-scelta.

Io penso che, si sia d'accordo o si sia contro questo contratto, la cosa del tutto deplorevole è che i lavoratori sono stati lasciati soli. L'eventuale chiusura di Mirafiori non è solo una questione di destra o sinistra, di marketing o di "modernità", è una questione di stabilità nazionale. Io penso che un Andreotti, un Fanfani o un Donat-Cattin (noti sovversivi bolscevichi) non avrebbero mai permesso ad un Marchionne qualsiasi di fare affermazioni simili, con minacce esplicite di chiudere baracca e burattini e cessare la produzione in italia. La realtà è che oggi i lavoratori sono soli, non solo come singoli, ma proprio come figura sociale. Ridotti a burattini che devono lavorare e consumare. Stop. Non sono più cittadini (anche per colpa loro, sia chiaro). Il mercato per le aziende è mercato quando c'è da intascare. Le spese, le perdite si "socializzano" sempre (volendo prendere in prestito un termine dal Programma Nazionale di Riforma varato dal governo a proposito di politiche energetiche :asd:). Come citava sergiox90 non ci si può chiedere di abbassarci agli standard cinesi per stare sul mercato, ma bisognerebbe chiedere ai cinesi di innalzare il loro tenore di vita.

Le cose però ora stanno così. E quindi? Che si fa? E per tornare sui binari del sondaggio che fareste nell'immediato, fuori dalle strategie e dalle trattative, davanti ad una scelta netta come quella proporsta a Torino? Votereste SI o votereste NO?
 

sergiox90

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Se la Fiat ha ogni diritto di spostare la sua produzione all'estero, gli italiani hanno un diritto ancora più grande di presentarle il conto.Per decenni i profitti degli Agnelli e dei grandi azionisti li hanno pagati i contribuenti italiani, dalla cassa integrazione quando la Fiat aveva i conti in rosso, ai contributi per le rottamazioni, agli incentivi per le fabbriche al Sud. Gli Agnelli, la cui voce non si è ancora sentita durante la trattativa, facciano pure armi e bagagli, ma prima paghino le decine di miliardi di cui sono debitori allo Stato italiano.
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è un bel casino...
condivido quanto detto da Francomoh
oggi si può scegliere ma se scegli male oggi domani prendi cosa viene.

si sorvoli la situazione marchionne e le porcate che stà facendo (avrete visto alla chrysler come sono ridotti gli operai (nessuna retribuzione per la mezzora di pausa stipendi da fame etc..)

io vorrei cmq andare un pochino piu dentro a queste informazioni se si può
es.
• Si peggiorano le condizioni di lavoro, di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, riducendo le
pause sulle linee di montaggio, assumendo la nuova metrica del lavoro Ergouas quale metodo
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sfruttamento.

1 di quanto e come vengono ridotte le pause?
2 di quanto e come aumentano gli orari di lavoro?
3 straordinario idem come sopra

fatto sta che si è in mano di 4-5 sindacati...e già qui la cosa a me preoccupa parecchio,perchè dai anche loro guardano per bene prima i loro interessi..che poi siano coesi a quelli degli operai è ancora da vedere...

io sono un operaio anche se non di grande azienda
Il premio di risultato, premio produzione o coi tanti nomi che lo segnavano a me è stato tolto quasi 10 anni fà,questo non lo dico perchè ho invidia ma per farvi capire il modo in cui ci è stato tolto.
da un giorno all'altro senza il minimo preavviso
il libro col nostro contratto nazionale non era nemmeno ancora stato stampato, e qui i sindacati dov'erano?...

in ogni caso attualmente voterei NO
 

zesto

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Evvai! Intervento a gamba tesa del premier che, in un moto di italico orgoglio :asd: dice:

...cut...

Nel caso in cui venisse bocciata l'intesa raggiunta tra la Fiat e i sindacati, «le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri Paesi»

...cut...
Ad onor del vero c'è stato un altro intervento politico sull'argomento - da parte del governatore Vendola - che però per il contenuto e per il peso della carica di chi lo ha pronunciato può essere letto in chiave più "moderata" (pur non essendo Vendola, come noto, un "moderato"):

...cut...

A chi gli chiedeva, a 24 ore dal referendum se fosse un operaio cosa voterebbe, Vendola ha risposto: «Sarebbe sgradevole una risposta in ogni caso. Noi non siamo qui per orientare i lavoratori. Bisogna avere rispetto di loro comunque votino». Ed ancora «bisogna mettersi nei panni di chi guadagna 1.000-1.300 euro al mese, di chi magari ha tre figli, di chi si alza alle 4 alla mattina». Per Vendola quindi «un referendum come questo è una porcata perché significa votare tra la sopravvivenza e l'essere buttati per strada. Se ti chiedono di scegliere tra cadere per terra con il paracadute oppure senza, è chiaro che scegli di cadere con il paracadute».

Dal Corriere online di oggi:
http://www.corriere.it/economia/11_...la_9545c5f8-1e4d-11e0-8f93-00144f02aabc.shtml
 

Francomoh

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Sono SERIAMENTE preoccupato per le dichiarazioni di Silvio. Quindi lui troverebbe giusto la delocalizzazione perchè gli operai, secondo lui, pretendono troppi diritti quali:
-lavorare solo 8 ore?
-pretendere di prendere 1200 euro mensili?
-e pretendere di fare pausa?
Ma guarda un pò che gente (ovviamente sono ironico. Rido per non piangere).


Comunque, tornando seri, vero che il sindacato spesso è un tronco rugginoso, ossia che impedisce certe scelte (vedi Alitalia, ma quello era un caso complesso).
Sta di fatto che senza lotte sindacali e altro, saremmo ancora a turni di 12-14 ore e stipendi da fame.
Ah no scusate: non è il passato ma quello che stiamo andando incontro:look:

PS: come ho già detto faccio questi discorsi che suonerebbero "comunisti" da un normalissimo giovane seriamente preoccupato del suo futuro. (Futuro? Cos'è?:oogle:)
 
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