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Perché ti senti punto sul vivo? Mica ho giudicato te, ma la tua affermazione che è - imho, appunto - superficiale.
Se ti senti in difetto e ritieni che io stia giudicando te non è un problema mio ma forse un problema tuo.
Detto questo facevo notare come appunto generalizzare la tua personale esperienza (per quanto brutta) potrebbe essere alquanto superficiale, o comunque sicuramente poco rappresentativo, ed ho portato esempi allegorici per spiegarmi meglio. Potresti spiegarmi qual è il (tuo) problema?
Da circa 2.500 anni esiste una scienza che si chiama "logica" tale per cui "se Giulio è il fratello di Sergio e Sergio è il marito di Daniela, allora Giulio è il cognato di Daniela".
Se tu ritieni che una mia affermazione sia superficiale, secondo la logica, allora giudichi superficiale il mio pensiero perché sta alla base di tale affermazione e quindi, poiché il mio pensiero è parte di me (non avendo vita propria), allora giudichi superficiale me.
Peccato che tu non conosca me, tu non sappia che lavoro o che lavori io faccia, tu non abbia la minima idea di quanto possa essere estesa o ridotta la mia esperienza. Se tu non sei mai entrato in un'aula di tribunale, buon per te, ma io, oltre ad avere un avvocato come ex moglie, sono perennemente in contatto per lavoro con qualche centinaio di avvocati da Bolzano a Caltanissetta, diversi magistrati, sia togati sia onorari, un numero considerevole di curatori fallimentari e, dulcis in fundo, anche con il Ministero della Giustizia.
Pertanto, la mia opinione è quella di una persona che con la giustizia ha a che fare tutti i giorni dell'anno, che ne conosce bene i meccanismi e, soprattutto, le storture.
Quindi, quando affermo che il processo in questione è una buffonata, che per le modalità in cui si è svolto è più che sospetto, che la sentenza emessa è tutto fuorché normale, lo dico con una certa cognizione di causa, cognizione che, come detto, io stesso in quello stesso tribunale ho avuto il dispiacere di constatare sulla mia pelle, così come è successo ad altre persone a me care o vicine.
In conclusione io la giustizia la conosco estremamente bene e il mio pensiero è tutto fuorché superficiale o dettato da rancore personale nei confronti di un sistema di cui anche io faccio parte.
E' tuo diritto non essere d'accordo ma non è tuo diritto bollare come "superficiale" il mio ragionamento.
Io ho portato esempi di come (non) funziona il sistema giustizia... come (non) funziona per e verso i cittadini e di come è (ab)usato da PM-Star e giudici incompetenti, motivo per cui oggi chiunque può essere indagato e rinviato a giudizio anche non avendo fatto nulla. Del resto, basta vedere quanto fumo hanno sollevato le inchieste di Woodcock salvo poi scoprire che di arrosto non ce n'è mai stata traccia.quando si parla di B il problema non è lui ma chi lo ho condannato e quindi si tira in ballo tutto il benedetto sistema
@LordNight : non ci permettiamo di giudicare le tue vicende giudiziarie ma non portarci esempi che centrano relativamente con l'argomento in questione solo per dipingere il sistema peggio di quello che è.
E poi da dove tiri fuori questa storia che per intercettare B. si sono spesi milioni di euro, più di quanti si impiegano nella lotta alla mafia?
L'Italia è l'unico paese (in)civile del mondo in cui esiste, per effetto del principio del "non poteva non sapere", l'inversione dell'onere della prova: non è l'accusa che deve provare che io sono colpevole, ma sono io che devo provare la mia innocenza. Il processo a Berlusconi per la presunta evasione di 7 milioni di imposte è esattamente questa: siccome lui era, direttamente o indirettamente, il socio di maggioranza o di controllo dell'azienda, allora lui "non poteva non sapere"... guarda caso esattamente quello che è successo a me stesso medesimo. Questo non è diritto, questa non è la legge... questo non è il diritto che io ho studiato e amato e che tuttora amo.
Il caso Ruby non è dissimile... in Italia NON E' UN REATO pagare una persona in cambio di sesso e NON E' UN REATO nemmeno la prostituzione. Lo sono, invece, l'induzione, lo sfruttamento e il favoreggiamento ma queste sono fattispecie ben diverse dal pagare una donna per fare sesso. Non è un reato nemmeno fare sesso con una minorenne (entro certi limiti) e, di sicuro, il fatto che un uomo di 80 anni faccia sesso con una di 17 NON è un reato (a parte il fatto che Berlusconi, casomai qualcuno non se lo ricordi, ha avuto un tumore alla prostata che gli è stata asportata, quindi sarei curioso di sapere come può fare sesso un uomo di 73 anni senza prostata... ma va bene... diciamo che siccome Berlusconi è Berlusconi, allora lui può tutto). Circa 30 testimoni hanno dichiarato la stessa, identica cosa: Berlusconi NON ha fatto sesso con Ruby, NON l'ha pagata per fare sesso con nessuno e NON sapeva che lei era minorenne. Anzi, secondo tutti i testimoni lei diceva di avere 23/24 anni e di essere la nipote di Mubarack. Morale: secondo i giudici tutti i testimoni hanno detto il falso.
Fatemi capire... se 30 persone dicono le stesse cose e i giudici non sono d'accordo, allora 30 persone mentono? Qui non c'è nessuna ripresa, nessun registrazione in cui Berlusconi dice a Ruby "Tò, prendi 'sti 10.000 euro e vai a letto con Tizio" come non c'è nessuna prova concreta che lui l'abbia spinta a prostituirsi, fatti che lei stessa ha dichiarato in aula. Ecco, allora, che io mi chiedo che stato è quello in cui tre giudici condannano senza prove ma solo per il loro "sentire".
Quanto al costo delle intercettazioni, ti basta google per trovare decine di articoli che ne parlano. Scegli tu quello della testata che ritieni più affidabile e leggitelo. Si parla di oltre 100.000 intercettazioni solo fino al 2011 al costo di € 13,00 e spicci all'ora per la sola intercettazione... aggiungici gli stipendi del SCO (reparto che, teoricamente, avrebbe dovuto indagare sulla malavita e non sulla vita sessuale dei politici) e poi fai tu i conti.