Habemus premier

  • Autore discussione Autore discussione lock3r
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Hanno fatto questa cosa solo per far sparire dagli armadi del palazzo 20 anni di carte compromettenti.
Raderanno definitivamente al suolo il paese.
Auguri a tutti.
 
Domanda: voi credete che si fossero già messi d'accordo prima di tutto il circo messo su da Bersani oppure che hanno solo colto la palla al balzo?
 
Domanda: voi credete che si fossero già messi d'accordo prima di tutto il circo messo su da Bersani oppure che hanno solo colto la palla al balzo?

Dici pd-pdl? Secondo me no. Ma era ovvio che c'era una parte del pd che premeva per l'accordo. Mossa che è riuscita perchè insinuatasi nelle crepe di un partito troppo disomogeneo, pieno di invidie e rivalità in cui c'è gente che preferisce spaccare tutto pur di vincere (o non perdere) i confronti per la supremazia interna.

Comunque per ora il governo ha tanto tanto fumo negli occhi e pochi fatti concreti. Anche sta cosa dell'imu: già sta venendo fuori un mezzo pastrocchio (con gente che ha già presentato il 730 e che dovrà rifarlo), ma secondo me si potevano usare quei soldi per diminuire il cuneo fiscale (a patto che poi le aziende assumessero, ovviamente).

Intanto, nella vita reale:

Cresce la forbice delle disuguaglianze sociali. Il 10% delle famiglie italiane detiene poco meno della metà (47%) della ricchezza totale. Il resto (53%) è suddiviso tra il 90% delle famiglie. Emerge da un'analisi sui salari 2012 della Fisac Cgil. Inoltre, segnala lo studio, il rapporto sproporzionato tra il compenso di un lavoratore dipendente e quello di un top manager.

I SALARI -
«Una forbice che cresce, allargando senza freni le diseguaglianze, producendo un rapporto di 1 a 163 tra la retribuzione media di un lavoratore dipendente (pari a 26 mila euro lordi) e il compenso, sempre medio, degli amministratori delegati e dei top manager (pari a 4,326 milioni)».
Italia, metà della ricchezza nazionale in mano al dieci per cento delle famiglie - Corriere.it

Negli anni del boom economico non c'era tutta questa distanza (credo fossimo nell'ordine del 20 a 1). Mi pare ovvio che ci sia un grave problema di mancata redistribuzione dei redditi, senza contare che spesso i manager prendono corposi premi e/o buoni-uscita anche se licenziano a nastro o fanno fallire l'azienda...
 
Ultima modifica:
Negli anni del boom economico non c'era tutta questa distanza (credo fossimo nell'ordine del 20 a 1). Mi pare ovvio che ci sia un grave problema di mancata redistribuzione dei redditi, senza contare che spesso i manager prendono corposi premi e/o buoni-uscita anche se licenziano a nastro o fanno fallire l'azienda...

Se le aziende sono private non vedo perchè non possano pagare tanto i manager, che non licenziano a nastro a caso ma perchè devono tutelare l'azienda in cui lavorano e quindi farle produrre degli utili

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gli inciuci li hanno fatti e li faranno sempre....

C'è chi lo chiama responsabilità, e chi, da populista e demagogico, lo continua a chiamare inciucio
 
Se le aziende sono private non vedo perchè non possano pagare tanto i manager, che non licenziano a nastro a caso ma perchè devono tutelare l'azienda in cui lavorano e quindi farle produrre degli utili

penso che in parte si riferisse ai "manager" statali.
e qua il discorso ci può anche stare.

ma se io privato assumessi un manager,
gli darei semplicemente degli obbiettivi da raggiungere e ci accorderemmo sui compensi/premi.
il manager ipoteticamente assunto da me, dovrebbe unicamente rispondere a me (ammesso che non si violino le leggi dello stato) ed al contratto di lavoro che abbiamo stipulato. pensare che il manager subordini gli interessi del suo datore di lavoro a quelli di terzi (lo stato, i dipendenti) è pura utopia.

detto questo...
se io fossi un super manager con compensi di 2 milioni netti all'anno,
farei opere di beneficenza in anonimato col 95% del mio reddito, di questo ne sono certo.
ma è una libertà individuale, una scelta, nella quale i moralismi dominanti non devono intromettersi.
se il mio datore di lavoro mi desse tutti sti soldi, sarei poi io a decidere come usarli, ma su questo lo stato non deve dire una parola:
l'individuo è libero di essere magnanime come egoista,
ma in questa libertà lo stato ingordo e l'opinione pubblica non devono mai tentare d'intromettersi.

personalmente dò più peso e responsabilità all'individuo, meno alla società.
 
Se le aziende sono private non vedo perchè non possano pagare tanto i manager, che non licenziano a nastro a caso ma perchè devono tutelare l'azienda in cui lavorano e quindi farle produrre degli utili
...cut...

Se vogliamo vedere la cosa esclusivamente come un rapporto tra privati nulla da eccepire su quello che dici tu: io sono un privato e con i miei soldi faccio quello che voglio. Allargando però lo sguardo alle meccaniche della società nel suo complesso non si può non vedere che la cosa sia piuttosto ingiusta (specie in un periodo di difficoltà generale nato anche dalle scelte sbagliate del mondo dell'imprenditoria) e pure un pò suicida. Fino a quando il sistema potrà sopportare questo gioco al rialzo che drena le risorse delle aziende facendole finire nelle tasche di pochi piuttosto che in ricerca, innovazione e pure -perchè no- nelle tasche dei lavoratori che spesso contribuiscono al successo di un'azienda?

Per fare un esempio sportivo in nba esiste un salary cap che impedisce una degenerazione del sistema. Eppure i giocatori sono la spina dorsale di questo sistema di intrattenimento che serve a fare soldi. Avere un campione in squadra e vincere il titolo fa sicuramente la differenza. Ma se ogni anno gli ingaggi salissero a ruota libera il sistema nba collasserebbe dopo poco.

Se non erro in svizzera è appena passato un referendum che impone un tetto massimo agli stipendi dei dirigenti cosa che trovo -personalissima opinione- una cosa giusta. O forse è meglio il sistema delle banche americane della bolla di qualche anno fa, in cui i "guru" della finanza prendevano stipendi e buoni premio plurimilionari anche quando tutti avevano capito che il sistema stava andando a rotoli?

:)
 
Ragazzi, si chiama principio di Pareto e viene usato in svariati ambiti. Per la precisione, nell'applicazione economica, dice che l'80% della ricchezza di uno Stato è del 20% del popolo.
Quindi direi che non è proprio impossibile che il 50% del reddito italiano è in mano al 10% del popolo. Anzi, penso sia nella norma.

Es:

Situazione economica mondiale 1989:

Primo 20% 82,70%
Secondo 20% 11,75%
Terzo 20% 2,30%
Quarto 20% 1,85%
Quinto 20% 1,40%

Sono ordinati per maggiori ricchezze. Quindi quell'82,70% indica che, nell'89, il 20% della popolazione aveva in mano l'80% del denaro.

Ripeto, nulla di cui allarmarsi.
 
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Ragazzi, si chiama principio di Pareto e viene usato in svariati ambiti. Per la precisione, nell'applicazione economica, dice che l'80% della ricchezza di uno Stato è del 20% del popolo.
Quindi direi che non è proprio impossibile che il 50% del reddito italiano è in mano al 10% del popolo. Anzi, penso sia nella norma.

Es:

Situazione economica italiana 1989:

Primo 20% 82,70%
Secondo 20% 11,75%
Terzo 20% 2,30%
Quarto 20% 1,85%
Quinto 20% 1,40%

Sono ordinati per maggiori ricchezze. Quindi quell'82,70% indica che, nell'89, il 20% della popolazione aveva in mano l'80% del denaro.

Ripeto, nulla di cui allarmarsi.

Posso chiederti (senza malizia) la fonte di quei dati dell '89? E -sinceramente- pensi davvero che la forbice tra ricchi e poveri in italia oggi sia come a fine anni '80 (probabilmente il periodo di maggior benessere per il nostro paese)? Non pensi inoltre che tra evasioni e delocalizzazioni la parte più ricca della società occulti, oggi forse più di ieri, molti dei suoi beni in modo tale da falsare i calcoli di distribuzione della ricchezza?

Tornando IT (ma visto che ormai questa è una sezione monothread fa lo stesso :asd: ) cosa ne pensate delle proposte per l'occupazione presentate dal governo? Riassumendo:

CONTRATTI A TERMINE
...cut...Con modifiche...cut...dalla riforma Fornero che voleva combattere la cosiddetta «flessibilità cattiva»...cut...Saranno ridotti gli intervalli obbligatori tra un contratto a termine e l'altro che la Fornero aveva portato a 60 giorni per quelli fino a sei mesi, e 90 giorni per quelli più lunghi. Difficile che si torni pari pari alla situazione di prima: rispettivamente 10 e 20 giorni...cut...

STAFFETTA GENERAZIONALE
...cut...ci sono diversi modi per realizzare il graduale passaggio di consegne tra i lavoratori anziani e quelli giovani. Il primo modello è quello che utilizza il part time. Un dipendente vicino alla pensione accetta di lavorare meno ore, con uno stipendio più basso, fino alla fine della carriera. In cambio la sua azienda assume un giovane con un contratto a tempo indeterminato oppure due giovani con un contratto a termine....cut...

PENSIONI FLESSIBILI
...cut...Considerando come età del ritiro i 66 anni e tre mesi fissati per il 2013, quel testo lascia la scelta al lavoratore: con 35 anni di contributi potrebbe andare in pensione tra i 62 e i 65 anni accettando un taglio dell'assegno fino all'8%....cut...

STAFFETTA PUBBLICA
...cut...Quando a ritirarsi è un dipendente pubblico lo Stato risparmia visto che sia lo stipendio che la pensione sono a suo carico ma l'assegno previdenziale è più basso della busta paga in media di 8 mila euro l'anno. Così il pensionamento di tre dipendenti pubblici fa risparmiare allo Stato 24 mila euro l'anno. Proprio quanto costerebbe assumere un giovane
...cut...«Nel giro di cinque anni - spiega - sarebbe possibile ridurre i dipendenti dai 3 milioni e 250 mila di adesso a 3 milioni». E, quindi, avere i soldi per assumere circa 80 mila giovani...cut...

Contratti a termine flessibili per i giovani Lavoro part time prima della pensione - Corriere.it
 
Posso chiederti (senza malizia) la fonte di quei dati dell '89?

Ops, mea culpa. Avevo letto male. È la situazione economica mondiale dell'89. Che comunque è applicabile anche ai singoli stati (infatti Pareto la applicò così).
Comunque, li ho presi da wikipedia che a sua volta li ha presi da questo documento:
http://hdr.undp.org/en/media/hdr_1992_en_chap3.pdf

Il punto è questo, dire che il 10% del popolo ha in mano il 50% le ricchezze italiane è puro senzazionalismo che non trova riscontri reali a dimostrare che in passato la situazione fosse diversa.
In realtà è molto probabile che il 50/10 non faccia altro che avvalorare questo principio.

Comunque, ho sistemato sopra.

E -sinceramente- pensi davvero che la forbice tra ricchi e poveri in italia oggi sia come a fine anni '80?

La classe media non esiste praticamente più. Su questo siamo tutti d'accordo.

Non pensi inoltre che tra evasioni e delocalizzazioni la parte più ricca della società occulti, oggi forse più di ieri, molti dei suoi beni in modo tale da falsare i calcoli di distribuzione della ricchezza?

Queste sono accuse abbastanza pesanti che, a onor del vero, solo la magistratura può, e deve, valutare.
 
...cut...
Queste sono accuse abbastanza pesanti che, a onor del vero, solo la magistratura può, e deve, valutare.

Beh non è che sono accuse, è la semplice constatazione di dati di fatto. Quando la finanza fece i famosi controlli a tappeto in rinomate località nelle quali si registrarono impennate anche del 400% degli incassi non accadde per un qualche miracolo economico, ma per l'emergere di flussi di denaro che prima passavano sotto banco. Oppure lo scudo fiscale: mica avranno scudato commesse e postini che di capitali non ne hanno, lo avranno fatto quelli che questi giochetti li possono fare. E con gli esempi (documentabili) si potrebbe andare avanti...


Altro discorso quello delle delocalizzazioni, lungo e completamente OT...
 
[/QUOTE]
C'è chi lo chiama responsabilità, e chi, da populista e demagogico, lo continua a chiamare inciucio[/QUOTE]

Devi aggiungere "Cribbio".....
Responsabilità, ........ questo termine l'ho già sentito....... ma non in questo paese.......non ricordo bene
 
il bello è che oggi il PD festeggia per le amministrative, ringraziando tutti gli dei di essere in qualche modo ancora a galla. Peccato che l'astensionismo sia arrivato a livelli mai visti.
 
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