Se le aziende sono private non vedo perchè non possano pagare tanto i manager, che non licenziano a nastro a caso ma perchè devono tutelare l'azienda in cui lavorano e quindi farle produrre degli utili
penso che in parte si riferisse ai "manager" statali.
e qua il discorso ci può anche stare.
ma se io privato assumessi un manager,
gli darei semplicemente degli obbiettivi da raggiungere e ci accorderemmo sui compensi/premi.
il manager ipoteticamente assunto da me, dovrebbe unicamente rispondere a me (ammesso che non si violino le leggi dello stato) ed al contratto di lavoro che abbiamo stipulato. pensare che il manager subordini gli interessi del suo datore di lavoro a quelli di terzi (lo stato, i dipendenti) è pura utopia.
detto questo...
se io fossi un super manager con compensi di 2 milioni netti all'anno,
farei opere di beneficenza in anonimato col 95% del mio reddito, di questo ne sono certo.
ma è una libertà individuale, una scelta, nella quale i moralismi dominanti non devono intromettersi.
se il mio datore di lavoro mi desse tutti sti soldi, sarei poi io a decidere come usarli, ma su questo lo stato non deve dire una parola:
l'individuo è libero di essere magnanime come egoista,
ma in questa libertà lo stato ingordo e l'opinione pubblica non devono mai tentare d'intromettersi.
personalmente dò più peso e responsabilità all'individuo, meno alla società.