UFFICIALE Fear - Storie di terrore

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Fantasmi - I 10 Posti più Infestati d'italia
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AOKIGAHARA - LA FORESTA DEI SUICIDI
I 10 LUOGHI più SPAVENTOSI E PERICOLOSI al Mondo
 
10 OGGETTI MALEDETTI che la SCIENZA non sa SPIEGARE
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5 Suoni Inquietanti Registrati Durante il Sonno
I 4 avvistamenti di FANTASMI più incredibili ripresi dalle telecamere
5 Bloody Mary Challenge che hanno funzionato
5 ATTIVITA' PARANORMALI RIPRESE DA UNA TELECAMERA
5 Giocattoli Posseduti da uno Spirito ripresi in Video mentre si Muovono
10 FANTASMI CATTURATI SU SNAPCHAT
5 CHALLENGE DA 24 ORE FINITE MALE
 
Il fantasma di Teresa Fidalgo
Il video in questione fu ritrovato dalla polizia portoghese sulla scena di un incidente automobilistico che costò la morte a due ragazzi.
Tre giovani portoghesi, David, Tiago e Tania, stanno percorrendo da Sintra la strada che per raggiungere una località di montagna. Perdendosi decidono di tornare sui propri passi. A quel punto notano però una ragazza al lato della strada, che chiede un passaggio. Dice di chiamarsi Teresa. All’inizio la ragazza, apparentemente sotto shock, è restia a parlare di sé, ma poi ammette di aver avuto un incidente da quelle parti. Mentre indica ai tre il punto preciso afferma di esservi morta (sarebbe quindi un fantasma). In quel momento esatto avviene l’incidente, fatale per 2 dei 3 ragazzi (sopravvisse solo David, il ragazzo con la videocamera). Teresa, il cui volto qualche istante prima dell’impatto appare come scarnificato, risulterebbe invece sparita.

Si pensò da subito ad un cortometraggio preparato ad hoc, poi le ricerche di alcuni appassionati di paranormale rimasti affascinati dalla realisticità del video scoprirono che anni prima, nel 1983 proprio nello stesso punto, c'era stato un precedente incidente stradale in cui aveva perso la vita una ragazza di nome Teresa Fidalgo.
Traduzione italiana dei dialoghi.

David: Ok. cosa stai facendo qui così tardi?
Tiago: La telecamera puo darle noia, David spengila..
David: E’ meglio spegnerla questa m***a.
Tiago: Ma è successo qualcosa? Come ti chiami? Noi non conosciamo il tuo nome
Teresa: Teresa.
Tiago: E’ accaduto qualcosa laggiù?…David, hai quella m***a ancora accesa?!? Spegnila!
Tânia: Hei, David!… (poi, rivolgendosi a Teresa) Sei sicura di stare bene? Vuoi qualcosa da bere? noi abbiamo dell’acqua…vuoi bere qualcosa?
Tiago: …
Tânia: Sto cercando di capire cosa è successo!
David: Dicci cosa è accaduto…
Teresa: Puoi vedere quel punto là?
David: Sì.

Teresa: Vedi quel punto là? E’ dove ho avuto l’incidente…e sono morta.


Molti scettici hanno sostenuto che il video fosse un cortometraggio girato ad hoc e non un filmato originale. A supporto di questa tesi il fatto che non vi siano altri veicoli sulla strada (cosa però spiegabile dal fatto di essere in una strada periferica di montagna). Sembra inoltre che la macchina dei tre ragazzi (più Teresa) si sia capovolta senza motivo apparente, lasciando poi la telecamera stranamente funzionante ed in una posizione alquanto anomala.
Secondo studiosi di paranormale è praticamente impossibile che un fantasma compaia in maniera così nitida e definita in una registrazione video, gli stessi però sottolineano la coerenza di un particolare: quando Teresa entra nel veicolo avvicinandosi alla videocamera origina delle interferenze magnetiche che distorcono il video. Tale fenomeno è stato giustificato asserendo che a destra del volante apparirebbe un cellulare che potrebbe essere stato usato per distorcere le immagini e creare interferenze.
In merito all’incidente che sarebbe costato la vita a Teresa Fidalgo nel 1983 c’è chi spergiura di avere le prove che sia accaduto.
 
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Il Manicomio Infestato di Aguscello (la giostra delle piccole anime)
Non si conoscono i veri motivi del decadimento dell’edificio ospitava il manicomio infantile di Aguscello (Ferrara), fatto sta che all’inizio degli anni 70, l’ospedale psichiatrico infantile di proprietà della Croce Rossa Italiana, fu abbandonato.
Oltre ad essere stato, per diversi anni, sede di messe nere e riti occulti (le prove sono ancora presenti nelle stanze fatiscenti) è ritenuto infestato dagli spettri dei piccoli ospiti, secondo le leggende morti tragicamente
Si narra che i piccoli ospiti dell’istituto morirono qualche anno prima della chiusura, ma la causa di questa morte prematura è ancora oggi un mistero. Alcuni raccontano di un incendio divampato dal locale caldaie (ciononostante dalle foto fatte dai molti Ghost Hunters accorsi sul posto non risultano segni di bruciature o strutture carbonizzate); altre versioni parlano di un’improvvisa misteriosa epidemia o addirittura di una strage compiuta da un pazzo assassino. Non mancano voci secondo cui i piccoli pazienti ricoverati nell’Ospedale, subivano terapie e trattamenti orribili da parte del personale medico. Esisterebbe persino una fossa comune al centro dell’edificio ove venivano fatti sparire i corpi dei giovani.
Durante la notte, fra le rovine dell’ospedale, si sentono ancora i pianti disperati dei bambini e all’ultimo piano, irraggiungibile in quanto la scala è crollata, vi sono le impronte delle manine stampate sui muri.
Di seguito il racconto di un ragazzo che una notte, con degli amici, si è avventurato in quel posto maledetto:

“Eravamo sul lato destro quando cominciò: iniziai a tremare, mi venne la pelle d’oca e facevo fatica addirittura a camminare. Anche uscendo all’esterno, la temperatura non cambiava molto dall’interno dell’edificio, dal momento che non vi sono finestre e il tetto e in parte crollato. La differenza sarà stata al massimo di un grado e oltretutto quella sera non c’era nemmeno vento. Eppure improvvisamente avvertii un freddo terribile. Erano passati circa dieci secondi da quando quella sensazione era cominciata. Eravamo quasi arrivati sul retro, ci trovavamo precisamente davanti al vano delle caldaie, quando, non riuscendo più a camminare, dissi a Manuel, che mi precedeva con la torcia, di fermarsi. Si girò sorpreso e fece luce verso di me: gli dissi che avevo i brividi e sentivo molto freddo; poi non ricordo più nulla. Mi hanno detto che sono rimasto privo di sensi per quasi un minuto.”


Un’altra leggenda narra di un bambino affetto da schizofrenia che, per sfuggire ai maltrattamenti dei medici, arrivò a gettarsi dalla finestra dell’ultimo piano. Il corpo non fu mai ritrovato ma anni dopo alcune persone giurano di aver visto un bambino correre nel giardino dell’Ospedale abbandonato, chi ha tentato di raggiungerlo non ha mai trovato nulla, a parte le vecchie giostre del cortile che si muovevano ancora…da sola!

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Su un muro c’è scritto che, chiunque faccia girare la giostrina, non riuscirà più a fermarla poiché le anime dei bambini giocheranno in eterno.


 
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L'esorcista, tutto quello che non vorresti sapere
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La croce caduta durante la prima italiana

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La sera della prima italiana, Roma era nel pieno di un tempesta. Un fulmine colpì un'antica croce di ferro di una chiesa vicina, che cadde al centro della piazza. Gli spettatori in fila per il biglietto, assistettero in prima persona alla caduta della croce e, scossi, decisero di non vedere il film.

L'incidente sul set

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Ellen Burstyn, l’attrice che interpreta il ruolo di Chris MacNeil, si rifiutò più volte di pronunciare la battuta “ Io credo nel demonio”. Ellen subì un brave danno alla colonna vertebrale durante le riprese del set. Nella scena in cui la ragazzina sposta violentemente la madre, l'urlo della donna è suscitato da un dolore reale.

Tratto da una storia vera

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Il libro da cui il film è tratto, è stato ispirato da un fatto realmente accaduto. Nel 1949 fu praticato l'esorcismo su un ragazzino di 13 anni del Maryland. Sembra che dopo l'esorsismo il ragazzo non ricordò più nulla della possessione e che intraprese una brillante carriera alla NASA.

I morti

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Sono almeno dieci le persono legate alla produzione del film morte durante le riprese e prima del rilascio dell'horror. Pare siano morti il guardiano notturno del set, uno dei tecnici, il fratello di Max Von Sydrow e il nonno di Linda Blair. Jack MacGowran come il suo personaggio (Burke Dennings che muore nel film precipitando da una scalinata) venne stroncato dalle conseguenze di un’epidemia influenzale.

L'incendio sul set

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Durante le riprese del film unincendio distrusse l'intero set, tranne la camera da letto di Regan.

Linda Blair

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Linda Blair fu scelta tra 5000 bambine per il ruolo di Regan. La truccatrice ha raccontato che la bambina era terrorizzata dalla maschera da posseduta che ha dovuto indossare per gran parte delle riprese, tuttavia, una volta indossata, il suo animo si tranquillizzava. L'attrice, nonostante il successo del film, non riuscì mai a far decollare la sua carriera. L'alone macabro che la circondava non le fu mai perdonato. A 40 anni dall'uscita del film Linda è ancora in terapia.

Un serial killer sul set

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L'attore che compare nelle vesti del tecnico degli rx è Paul Bateson, sospettato di essere un serial killer dalla polizia americana. Secondo alcuni nella scena in cui i tecnici stanno per “studiare” con dei macchinari adatti il cervello di Linda, una minuscola croce pare si intraveda sulla fronte della ragazza.

La voce del diavolo

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Friedkin ordinò a Mercedes McCambridge, la doppiatrice della Blair in versione indemoniata, ovvero la voce del diavolo, di fumare 3 pacchetti di sigaretta al giorno, bere alcolici, e mangiare mele acerbe. La Produzione, nonostante il suo eccellente lavoro, non voleva inserire il suo nome tra i titoli di coda. Alla fine il nome di Mercedes comparve, e la sua famiglia subì gravi lutti nel giro di pochi mesi.

Esorcismi veri

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Dopo l'incendio, il regista ha chiesto al prete che svolgeva il ruolo di consulente sul set di fare un esorcismo. Tutti i membri della trouppe credevono nelle possessioni demoniache, ma il prete rifiutò, e benedì il set per tranquillizzare gli animi. Nelle sequenze dedicate all'esorcismo vero e proprio, William Friedkin scelse di aggiungere in sottofondo le urla registrate di presunti posseduti.
 
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La vera storia della strage di Amityville
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Ad Amityville, tranquilla cittadina sulla costa meridionale di Long Island (New York), al numero 112 di Ocean Avenue sorge una villa indipendente dai piccoli battenti in legno e con un grazioso porticato esterno. Sarebbe un casa davvero carina e accogliente. Ho detto sarebbe? Si. Non fatevi ingannare dal suo aspetto! Infatti, la villa all’112 di Ocean Avenue è in realtà una di quelle case che fanno aggrottare la fronte ai passanti e che fanno rivivere i propri orrori nelle sinistre storie che i ragazzi si tramandano. Si tratta della casa infestata più famosa al mondo. Gli orrori della “tranquilla” villetta ad Amityville hanno provocato non pochi spaventi agli inquilini che l’hanno abitata, ma hanno anche fruttato milioni di dollari ai registi di Hollywood! Sono molti i film che hanno inscenato gli oscuri eventi avvenuti tra quelle mura, uno tra i tanti è Amityville horror” (1979) e persino un celebre, ma controverso libro ha tentato di raccontare nelle sue pagine quello che è realmente successo in quella casa, nell’edizione italiana: Orrore ad Amityville”.

Dall'archivio dei demonologhi Warren: Il caso Amityville

Spero di non avvicinarmi più così tanto all’Inferno. Amityville è il male personificato!” (Lorrain Warren)

AMITYVILLE - Nel 1965 Ronald De Feo e la moglie si trasferiscono al 112 di Ocean Avenue con i loro 5 figli. La villetta al 112 è il coronamento di una vita fatta di sacrifici e dopo aver investito tutti i loro risparmi per l’acquisto dell’immobile decidono di ribattezzarlo come “High hopes” - “grandi speranze”.

Ma nelle prime ore del 13 novembre 1974 le vite dei De Feo vengono brutalmente spezzate!

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I coniugi De Feo e quattro dei cinque figli vengono trovati assassinati dentro casa. Sono stati brutalmente freddati dentro i loro letti. “Stiamo parlando di sei omicidi, di un’intera famiglia brutalmente uccisa. La notizia ha avuto immediatamente risalto nazionale anche perché la parola ‘amityville’ vuole dire amichevole e questo nome, in qualche modo, rappresentava lo spirito della cittadina. Nessuno avrebbe mai immaginato che ad Amityville potesse succedere una cosa simile!” (Joel Martin- cronista locale)

defeo-parents.webp I coniugi De Feo
morto_2-756616.webpUna delle ragazze De Feo
defeo_marc.webp Il fratello più piccolo

Mentre una folta masnada di giornalisti, cronisti, fotografi, poliziotti e curiosi si accalca fuori dalla villetta, dentro i tecnici della scientifica portano alla luce i primi macabri dettagli del delitto. Tutti i De Feo sono stati uccisi da un colpo di fucile sparato alla schiena. Tutti i componenti della famiglia sono stati freddati nel loro letti e tutti sono stati ritrovati a pancia in giù, faccia sul cuscino e braccia incrociate sotto al guanciale. Tutti tranne la madre: a lei è stato sparato un colpo alla testa che l’ha sfigurata. Il movente? IGNOTO.

Il giorno successivo, il 14 novembre, i poliziotti prelevano il 23enne Ronnie De Feo, figlio maggiore e unico sopravvissuto alla strage, per interrogarlo. Ronnie confessa di aver ucciso i suoi famigliari con il fucile da caccia del padre e poi di essersi sbarazzato dell’arma gettandola nel fiume che scorre dietro casa. “A circa sei metri di distanza ha puntato il fucile nel buio e ha sparato ai suoi genitori. Poi è andato nella camera dei fratelli e ha sparato a entrambi. Ha raggiunto la stanza delle sorelle e la ha uccise. Dopo di che ha pulito meglio che poteva, si è lavato e poi ha gettato l’arma nel fiume.” (William E. Weber- avvocato difensore)

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Ma un dubbio rimane. Tutti i corpi vengono trovati a faccia in giù sul cuscino senza segni di colluttazione. Come ha fatto Ronnie a non svegliare i fratelli dopo il primo sparo ? Come ha fatto ha coglierli tutti nel sonno contemporaneamente ? L’ipotesi è che prima siano stati sedati. L’autopsia nega questa eventualità. I poliziotti allora sospettano che Ronnie avesse un complice: il 23enne nega e nella casa non sono state trovate altre impronte tranne quelle dei famigliari. Mistero mai risolto.

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Mentre Ronnie aspetta di essere processato la stampa inizia a speculare sul movente degli omicidi. Secondo alcuni giornalisti il 23enne voleva intascare lo polizza sulla vita della famiglia. Altre voci sostengono che abbia perso la testa dopo ripetute violenze in famiglia, ma amici di famiglia e persone vicine ai De Feo negano fortemente questa eventualità sostenendo che erano una famiglia tranquilla e felice. Nel frattempo emerge che il ragazzo aveva un passato come tossicodipendente e che stava facendo uso di eroina e LSD. Ma il movente è un altro ! Ronnie, infatti, sostiene di aver ucciso i suoi famigliari spinto da una oscura voce che attraverso i muri della casa gli ha chiesto di uccidere i suoi genitori e i suoi fratelli. In corso di processo viene chiesta l’assoluzione per infermità mentale, ma gli viene negata. Ronnie verrà condannato a sei ergastoli.

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La casa del massacro viene messa presto in vendita ad un prezzo d’occasione e i neosposini George e Catie Lutz non si fanno sfuggire l’affare. Consapevoli della tragica storia decidono di farla benedire da un padre cattolico e di dare nuova vita alle tetre stanze della villa al 112 di Ocean Avenue.

Il 18 dicembre 1974 i coniugi Lutz e i loro tre figli si trasferiscono nell’ormai famosa villetta. Ma già pochi giorni dopo il trasloco alcuni eventi inspiegabili turbano l’equilibrio della famiglia. I Lutz vengono sconcertati da brusche oscillazioni della temperatura, tanfo di marcio che invade le stanze all’improvviso, strane inspiegate macchie che compaiono sui muri. Inoltre, sciami di mosche sostano per lungo tempo sui muri di una delle stanze al piano di sopra… più precisamente nella stanza dove è stato assassinato uno dei fratelli De Feo! Catie sostiene di sentire una presenza che la osserva quando è sola in casa e la figlia più piccola dei Lutz afferma di parlare con un amico invisibile che sta sempre in camera sua. George, invece, scopre una strana stanza rossa nel seminterrato. I Lutz dichiarano di sentire forti scricchioli, rumori e stridori nelle stanze vuote. George inizia a passare molto tempo da solo, allontanandosi dal resto della famiglia e pian piano assume un aspetto che grottescamente ricorda sempre più quello di Ronnie. I Lutz sostengono che giorno dopo giorno questi fenomeni diventano sempre più violenti.

George si sveglia ripetutamente nel cuore della notte intorno alle 3.15 del mattino… ora esatta della strage dei De Feo! Una notte si sveglia proprio a quell’ora e nel silenzio della notte sente un’orchestra che incomincia suonare, mentre la casa viene tormentata da attività di poltergeist e un peso invisibile sul petto lo costringe a letto. Forti rumori provenienti dalle stanze vuote alzano il livello di tensione e terrore svegliando anche il resto della famiglia. “Ero disteso sul letto e non riuscivo ad alzarmi. Sentivo i letti dei miei figli sopra di me sbattere su e giù sul pavimento, ma io non riescivo ad alzarmi per aiutarli.” (George Lutz).

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Il 28esimo giorno abbandonano la casa terrorizzati. Fuggono dalla villetta nel cuore della notte, terrorizzati e sconvolti, abbandonando tutte le loro cose. Da quel giorno non hanno più rimesso piede nella casa. “Credo che sia accaduto qualcosa che sia stato catastrofico. Specialmente l’ultima notte quando sono letteralmente fuggiti di casa portandosi dietro solo i vestiti che avevano addosso; il cibo è rimasto nel frigorifero, il guardaroba negli armadi. Sembrava casa mia o casa vostra quando uscite alla mattina per andare al lavoro.” (Laura Didio- giornalista investigativa)

Qualunque cosa sia successa ai Lutz in quei 28 giorni, li ha spinti a credere che la stessa forza sovrannaturale che li ha terrorizzati, sia la stessa che ha ordinato a Ronnie di commettere la strage.

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L’interesse mediatico per Amityville cresce esponenzialmente e un emittente televisiva locale decide di verificare la possibile autenticità delle asserzioni dei Lutz avviando quella che a tutti gli effetti diventa un’indagine sul paranormale. Infondo i presupposti c’erano tutti: in quella casa un anno prima era stata commessa una terribile strage, terribile anche per gli standard di NY e i proprietari successivi sono scappati a gambe levate sostenendo che quella stessa casa fosse infestata.
La giornalista investigativa Laura Didio, inviata per channel 5, insieme ai Demonologi Ed e Lorrain Warren prende parte all’indagine nella casa di Amityville.
I demonologi organizzano una seduta spiritica all’interno della villetta perché vogliono mettersi in contatto con l’entità demoniaca che ha ossessionato i Lutz. Alla seduta partecipano anche diversi sensitivi e medium. Ripercorrendo gli eventi di quella sera, Lorrain Warren dice: “Prima di Amityville avevamo partecipato a oltre 50 esorcismi in tutto il mondo. Eravamo stati coinvolti in molti casi di poltergeist, avevamo trattato molti casi di infestazioni diaboliche e avevamo trattati casi di infestazioni in cui gli spiriti non lasciano le loro case e possono creare confusione e paura nei nuovi inquilini. Ma.. quella sera ad Amityville le vibrazioni erano fortissime e anche molto negative. Come fossero riusciti a trascorrere 28 giorni in quella casa era un mistero. Ciò che percepivo la dentro era così tetro, negativo che non volevo nemmeno vederlo. Era orribile.” Verso le prime ore del mattino la seduta viene spostata dentro la stanza di uno dei fratelli De Feo e in cui i Lutz riferivano un’attività demoniaca. “Mi chiesero cosa sentivo la dentro e io risposi che speravo di non avvicinarmi all’Inferno più di così. C’era il male personificato!” (Lorrain Warren).


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I pochi cronisti e giornalisti ammessi alla seduta erano in trepidazione.. erano tutti in attesa di una manifestazione in perfetto stile film horror hollywoodiano. Ma ovviamente non accadde nulla di tutto questo.
Sebbene la troupe televisiva non con poco dispiacere non abbia ripreso nessuna strana attività durante la notte, questa foto scattata alle prime ore dell’alba rivela il contrario. Se osservate bene la foto non potete non notare un inquietante dettaglio sulla sinistra.


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La foto, ovviamente, è stata soggetta a numerose polemiche. Quella più aspra sostiene che la foto sia contraffatta. I giornalisti presenti quella sera sostengono che l’immagine sia autentica e nessuno di loro ha cambiato versione nel corso degli anni, inoltre la foto è stata studiata a fondo da tecnici dell’immagine il cui parere è che non sia stata falsificata, che non abbia subito modificazioni dato che non ha filtri e non ha segni di fotomontaggio. Come se la foto non fosse già di per se inquietante…molti studiosi del caso ritengono che il bambino immortalato assomigli molto a uno dei fratelli De Feo! “Siamo rimasti tutti molto colpiti quando abbiamo visto l’immagine con questo bambino sull’uscio con grandi occhi tondi e un aspetto sinistro. Non c’è spiegazione. Mi è stato chiesto se la foto fosse un falso….ammisi che era vera!” (Laura Didio- giornalista investigativa)

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Mentre la notizia della seduta spiritica dei coniugi Warren fa il giro del mondo a attira altri curiosi, l’avvocato difensore di Ronnie De Feo decide di sfruttare l’ipotesi del paranormale a favore del suo assistito. Vuole dimostrare che Ronnie non era ne’ un malato di mente, ne’ un criminale, ma che la strage sia stata commissionata da qualcosa che andava oltre la sua volontà. Per cui si mette in contatto con un celebre e accreditato studioso del paranormale, il signor Hans Holzer. Le indagini del parapsicologo al posto di metterli in contatto con una presenza demoniaca, rivelano un altro tipo di presenza sovrannaturale. Infatti, Holzer sostiene di aver contattato lo spirito arrabbiato di un vecchio capo pellerossa sepolto sotto la casa di Amityville. Il capo indiano sarebbe arrabbiato perché la casa sorge su un luogo sacro dove i pellerossa in fin di vita venivano lasciati a morire e quindi restituiti alla natura. Sentendo che quel terreno era stato usurpato, lo spirito spingeva le persone che abitavano tra quelle mura a fare del male.

I Lutz ammettono che sia il libro che il film hanno gonfiato molte delle loro affermazioni e molti dei loro racconti, inoltre la frenesia mediatica ha confuso il confine tra realtà e “notizia”. In risposta alle accuse di menzogna e truffa i coniugi si sottopongono alla macchina della verità da cui escono indenni. Hanno sempre detto la verità.

Esattamente come non ci sono prove schiaccianti a sostegno dell’ipotesi paranormale, non ci sono prove concrete a sostegno della truffa. Nonostante questo il caso di Amityville viene riconosciuto da buona parte della comunità di studiosi del paranormale come AUTENTICO. Quello che è certo è che Amityville è uno dei casi di possibile infestazione più conosciuto al mondo.

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La maledizione di Poltergeist
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Protagonista della pellicola una famiglia di periferia, perseguitata da presenze inquietanti che scateneranno una serie di terrificanti eventi.
Il film fu un successo immediato, che gli valse ben due sequel e una posizione di tutto rispetto nell’olimpo dei cult-movie.
Ma negli anni trascorsi dopo il rilascio, una serie di eventi tragici e singolari fecero sì che Poltergeist fosse riconosciuto universalmente come “film più maledetto di tutti i tempi”.
Poche settimane dopo il debutto di Poltergeist nei cinema, Dominique Dunne, che ha interpretato Dana, è stata strangolata dal suo ex ragazzo nel vialetto della sua casa di West Hollywood; aveva 22 anni.

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La sinistra maledizione crebbe pochi anni anni dopo con Poltergeist 2, quando l’attore Julian Beck (l’eccentrico Reverendo Henry Kane), morì di cancro allo stomaco nel 1985 a 60 anni e Will Sampson (l’indiano Taylor) è morto di insufficienza renale all’età di soli 53 nel 1987.
Ma tra tutti, va ricordata la tragica scomparsa della piccola Heather O’Rourke, la bambina ‘posseduta’ protagonista dell’intera trilogia, che morì improvvisamente nel 1988 a soli 12 anni per complicazioni dovute a quella che troppo tardi venne riconosciuta come malattia di Crohn.

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E la “maledizione” di Poltergeist non si è fermata.
Brian Gibson, regista di Poltergeist 2, morì nel 2004 consumato dal sarcoma di di Ewing, una forma di cancro. Aveva 59 anni.
Nel 2009, a 67 anni, Lou Perryman, (Pugsley nel primo Poltergeist) è stato ucciso da un ex-galeotto nella sua casa di Austin, Texas, con un’ascia.
Richard Lawson (Ryan in Poltergeist) fu protagonista di un singolare incidente.
Fu uno dei 24 sopravvissuti del disastro aereo USAir Flight 405, quando il veivolo si schiantò il 22 marzo del 1992 all’aeroporto di LaGuardia, New York.
Questi, ed altri incidenti bizzarri, rafforzarono la leggenda della Maledizione di Poltergeist.
Secondo il “mito”, le ossa utilizzate nel film, tra cui una scena iconica in cui JoBeth Williams viene attaccata dagli scheletri, erano reali e non oggetti di scena.

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Thomas Bubsy e la maledizione della sedia
Thomas Busby è il protagonista di una storia che ha legato il suo nome ad un oggetto ritenuto maledetto per gli effetti devastanti che ha provocato a chiunque ne fosse venuto a contatto: la sedia ove l’uomo amava sedersi.

Una sedia fatta in quercia in stile classico, sulla quale l’uomo si sedeva per consumare una pinta di birra in un pub sulla Cariton Road di Thirsk, nel North Yorkshire, Regno Unito.

Siamo nel 1702. Thomas Busby è noto nel giro della malavita come un falsario e un ubriacone. Sono proprio questi i presupposti del crimine di cui l’uomo si macchierà di lì a poco, tornando a casa e uccidendo a martellate il suocero, Daniel Auty. Per questo delitto sarà processato, incriminato e condannato a morte per impiccagione.

L’ultimo desiderio di Thomas Busby prima di morire

La passione per il bere di quest’uomo lo porta a chiedere come ultimo desiderio da condannato a morte di poter consumare l’ultima birra nel suo locale preferito, per poter morire col gusto della sua bevanda preferita.

Il giudice, sgomento per la richiesta di Thomas Busby, acconsente ad assecondare la sua ultima volontà. L’uomo si siede sulla sua sedia preferita, consuma la birra mentre le guardie lo piantonano nel timore che possa fuggire. Tuttavia terminato di bere, l’uomo si alza dalla sua sedia, si guarda attorno e lancia una maledizione, invocando la morte improvvisa a coloro che avessero osato sedersi sulla sua sedia preferita.

L’assassino viene giustiziato e lasciato sospeso sulla forca per diversi giorni come monito per le sue deprecabili gesta, davanti alla locanda che viene ribattezzata Busby Stoop Inn, per l’abitudine degli ospiti più curiosi e coraggiosi di affacciarsi alle finestre per ammirare il panorama della brughiera inglese sullo sfondo e il cadavere dell’uomo pochi metri più sotto.

La maledizione di Thomas Busby colpisce chi osa sedersi sulla sua sedia

Sedia-maledetta-2-300x391.webp La sedia di Thomas Busby

Nonostante queste minacciose parole, la sedia di Thomas Busby rimase sempre allo stesso tavolo dove lui consumò il suo ultimo pasto ma da quel giorno in poi iniziarono a succedere cose strane. Ci sono infatti tante storie che parlano di diversi temerari che osarono sedersi su questa sedia e che poco tempo dopo persero la vita in incidenti definiti come sfortunati o bizzarri. Fra le tante storie c’è ne una davvero particolare. Nel 1894, uno spazzacamino con un amico avevano bevuto nel famigerato pub e lo spazzacamino si era seduto proprio sulla sedia di Busby. Ormai ubriachi lasciarono la locanda nel mezzo della notte e grande fu la sorpresa quanto la mattina seguente l’uomo venne trovato impiccato proprio vicino al luogo in cui era stato giustiziato Bubsy.

Un altro fatto curioso è accaduto durante la seconda guerra mondiale. In quegli anni c’era un campo di aviazione della Royal Canadian Air Force non molto distante dalla locanda, per cui molti soldati frequentavano spesso il pub. Si dice che gli aviatori che si sono seduti sulla sedia di Busby non siano mai più tornati dalle loro missioni aeree. Uno dei tanti proprietari della locanda è stato Tony Earnshaw. Tony non era un uomo superstizioso quando comprò il Busby Stoop Inn nel 1968, anzi inizialmente definì la maledizione di Busby come una sciocchezza, ma in seguito a numerosi incidenti mortali iniziò a cambiare idea sulla sedia e sulla maledizione che essa porta. Il signor Earnshaw riferì la storia di un gruppo di muratori che frequenta la locanda durante la pausa pranzo. Fra loro c’era un giovane coraggioso il quale, spinto anche dagli altri, si sedette sulla famosa sedia maledetta. Più tardi sul posto di lavoro il ragazzo perse la vita cadendo dal tetto.

Dopo la morte di questo giovane ragazzo il signor Earnshaw decise di spostare la sedia in cantina per evitare altre stragi. Nel 1978 però, un uomo che lavorava nella locanda, osservando questa sedia in cantina, decise di provarla e addirittura disse al signor Earnshaw quanto fosse confortevole sedersi su di essa e che non avrebbe dovuto lasciarla in un luogo così buio e umido, poche ore dopo l’impiegato doveva compiere una consegna ma ebbe un incidente in macchina, inspiegabilmente uscì fuori strada e si schianto contro un muro. Morì sul colpo. Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso, così Tony Earnshaw decise di sbarazzarsi definitivamente della sedia donandola al museo di Thirsk a condizione però che non venga permesso mai a nessuno di sedercisi sopra. La sedia ora si trova sulla parete lontano dalle persone di modo che nessuno osi utilizzarla, sono passati più di 30 anni e da allora nessuno si è più seduto in quella sedia. Cooper Harding, direttore del piccolo museo di Thirsk durante un intervista disse: Il museo farebbe una fortuna se lasciassimo ai visitatori il permesso di sedersi sulla sedia ma una promessa è una promessa.

Da allora non ci sono più stati morti o incidenti legati alla sedia ma sembrerebbe che la maledizione sia tutt’altro che finita: testimoni affidabili hanno annunciato di aver visto il fantasma di Busby vagare intorno al secondo piano. Karen Rowley, ex padrona del Busby Stoop Inn ha raccontato: Sono stata qui durante gli ultimi 7 anni e la gente del posto ha ancora paura della sedia e della sua maledizione. Io ho visto una figura sul pianerottolo al piano di sopra, era un uomo molto alto, senza braccia e senza volto. Si è mosso lateralmente per poi scomparire attraverso un muro. Ero assolutamente terrorizzata.

Infine diversi testimoni raccontano che se ti siedi nel punto in cui Busby era solito starvi per bere e guardi fuori dalla finestra, puoi vedere il suo spettro impiccato che ti osserva. Forse è solo una storia inventata dalla gente del posto frutto di coincidenze e storie tramandate, o forse c’è qualcosa di macabro e maledetto in quella città.

 
Il Fantasma della QUEEN'S HOUSE
Questa è forse la fotografia più famosa di fantasmi e ha fatto il giro del mondo per la sua "bellezza". Venne scattata nel 1966 nella Queen's House, che si trova nel Greenwich Park di Londra.
Ad immortalare le due figure spettrali fu il reverendo Ralph Hardy, che giungeva da White Rock, nel British Columbia, per visitare il museo marittimo nazionale di Greenwich. Assieme ad un gruppo di turisti giunse ad ammirare la splendida Queen’s House e fu colpito dall'architettura degli interni.
La cosa che gli piacque di più fu la "Tulip Staircase" (tradotto rozzamente significa "scala tulipano") un bellissima scala a chiocciola opera dell'architetto Inigo Jones, che la costruì nel 1617. L'uomo iniziò quindi a scattare delle foto degli interni e si soffermò sui dettagli della scalinata; fu allora che scattò la fotografia più misteriosa al mondo.
Come spesso accade in questi casi, l'uomo non si accorse di nulla di strano finchè non fece sviluppare il rullino: solo allora si rese conto che nello scatto appariva una grossa ombra sulla scalinata, come si fosse una figura umana con le braccia appoggiate alla ringhiera.
Osservando la fotografia con molta attenzione, Hardy si accorse che la sagoma che si aggrappa al corrimano, oltre a non essere ben definita, non è l'unica sagoma presente nella foto: si intravede anche una seconda figura vagamente umana posta più in alto, sempre lungo la scala.
Il negativo originale venne esaminato da alcuni esperti, tra alcuni tecnici della Kodak e non vennero individuati interventi o manomissioni.
Gli esperti che analizzarono lo scatto furono tutti d’accordo su un punto: non c’era alcun tipo di ritocco e la foto poteva considerarsi originale. Ancora oggi, a distanza di 50 anni, non si sa chi possa aver immortalato il reverendo Hardy sul corrimano della scalinata e la foto resta un inquietante mistero.
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Castello di Tantallon
Il castello di Tantallon è un antico edificio in rovina, risalente al XIV secolo, si erge in cima ad una sperduta roccia nei pressi di North Berwick sulla costa orientale della Scozia.

Oggi è un luogo molto gettonato dai turisti, e proprio da un turista nel 2008 è stata scattata una foto molto interessante.

L’uomo dopo essere tornato a casa, guardando le foto scattate notò con stupore che in una di queste, era immortalata una figura in piedi al piano superiore. La “presenza” sembrava indossare dei vestiti in stile Tudor completo di collo a gorgiera.
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Il fotografo affermò che al momento dello scatto non era presente nessuno alla finestra, anche perchè in quel periodo era proibito salire al piano superiore.

L’immagine fu spedita ad alcuni esperti, che dopo aver effettuato alcune analisi, sostennero che la foto non aveva subito alcuna modifica ed era autentica.

Una conferma venne anche dal professor Richard Wiseman, il quale guidò gli studi e, da persona notoriamente scettica a riguardo, ammise di essere confuso: "Siamo passati attraverso il parere di tre fotografi esperti i quali hanno confermato che in assoluto la foto non è mai stata modificata”.

La fotografia vinse un premio come la “miglior foto fantasma dell’anno” e così si iniziò a mostrarla su molti giornali e siti web in tutto il mondo.

La foto divenne popolarissima, e grazie a questa popolarità, venne vista anche dalla signora Lamb di Edimburgo.

L’anziana signora mostrò alla stampa, una foto che aveva fatto 32 anni prima, insieme al defunto marito al castello di Tantallon. L’immagine ancora una volta mostrava una strana figura, in piedi davanti alla finestra fatiscente. Molti sostengono che si tratti della stessa figura, infatti indossa abiti dello stesso periodo: Tudor, collo a gorgiera e tutto il resto.

Secondo gli studiosi della materia, lo spettro fotografato dall’escursionista apparterrebbe, in realtà, a Giacomo V, il re scozzese imprigionato nel castello di Tantallon attorno al 1520, quand’era poco più che un ragazzo, ma nessuno sa spiegarsi il motivo per il quale il fantasma sarebbe ora tornato.
 
Il portale dell'inferno
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Nello Stato dell’Indiana (Stati Uniti) è stata demolita di recente una casa che era stata infestata dai demoni e che è stata al centro delle indagini di diverse agenzie della polizia locale a partire dal maggio 2012.
Due anni dopo, in un reportage realizzato dal quotidiano Daily Mail, è stato riferito che la famiglia che occupava la casa, Latoya Ammons e i suoi tre figli è stata esorcizzata in tre sessioni dal sacerdote cattolico Mike Maginot, autorizzato dal vescovo di Gary (Indiana), Dale Melczek.
Nella storia raccolta dal National Catholic Register, il sacerdote ha affermato che le possessioni demoniache subìte dai minori si sono verificate perché la madre è stata vittima di una maledizione satanica, “probabilmente da parte di un ex fidanzato”.
Il presbitero ha aggiunto che “in precedenza avevano praticato rituali satanici in quella casa, che hanno spalancato come una porta per l’inferno”.
L’infestazione della casa ha richiamato l’attenzione dei media internazionali dopo che polizia, agenti del servizio sociale e vicini hanno testimoniato fatti inspiegabili.
Ad esempio, sono stati riferiti eventi strani come sciami di mosche nere che attaccavano il portico in inverno, il rumore costante di passi nella scala del seminterrato e della cucina quando non c’era nessuno lì o il fatto di veder levitare su un letto, completamente incosciente, uno dei bambini della famiglia.
Secondo il libro Summa Daemoniaca del sacerdote e teologo specializzato in Demonologia José Antonio Fortea, “l’infestazione è il fenomeno attraverso il quale il demonio possiede un luogo. Quando il demonio possiede un luogo, può spostare le cose a suo piacimento o provocare rumori o odori”.
Nel 2014 Zak Bagans, presentatore e produttore esecutivo della serie televisiva Ghost Adventures, ha comprato la casa per girarvi un documentario e ha detto che c’era sicuramente una presenza maligna.



Polizia, agenti del servizio sociale e vicini avevano testimoniato fatti inspiegabili


“Qualcosa all’interno della casa aveva la capacità di fare cose che non ho mia visto prima, cose che non possono essere spiegate”, ha detto Bagans in un’intervista.
Il produttore ha aggiunto che “le forze oscure nella casa erano consapevoli della mia presenza e hanno interferito nella produzione in vari modi, alcuni dei quali gravi”. Subito dopo la sua indagine, Bagans ha iniziato a soffrire di una malattia fisica, che a tutt’oggi non ha spiegazione.
 
Castello di Bolsover
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Quasi 1000 segnalazioni di attività demoniache avvenute in un quarto di secolo. Gli esperti sostengono che gli avvistamenti di fantasmi, demoni e spiriti maligni sono oggi diffusi come lo erano nel medioevo.

A capo della ricerca c’è il Reverendo Lionel Fanthorpe, esperto in materia di misteri e paranormale, che ha studiato i numerosi casi, per riuscire ad indentificare tutti gli avvistamenti e le registrazioni di fenomeni soprannaturali di origini sataniche.

Lo studio ha rivelato che pur trovandoci nel 21° secolo, in un periodo dove la tecnologia ha fatto passi da gigante, gli inglesi sono ancora molto “attratti” da demoni, fantasmi, spiriti maligni, gnomi, streghe, maghi e maledizioni, con ben 968 segnalazioni di attività demoniaca registrate negli ultimi 25 anni.

Col trascorrere dei secoli il castello andò in rovina, venne abbandonato definitivamente nel 1883 fino a quando nel 1945 fu donato alla nazione dal duca di Portland.

Il Bolsover Castle, vanta una bellissima vista sul Derbyshire, è dotato di numerose camere. I fantasmi che infestano questo imponente edificio sono numerosi, tra questi i più noti sono il fantasma di una donna con il suo bambino e una giovane coppia morta trucidata. C’è una parte del castello che è stata addirittura transennata per sicurezza, qui è attivo uno spirito maligno davvero cattivo.

L’English Heritage, è un ente che si prende cura di centinaia di edifici e di luoghi storici sparsi per tutta l’Inghilterra. L’ente ha confermato le centinaia di segnalazioni di fantasmi raccolte negli ultimi anni: una donna del personale è stata addirittura spinta giù per le scale da una forza invisibile, un altro membro del personale, si trovava in bagno e stava piangendo, a causa di gravi problemi personali, quando all’improvviso ha sentito una piccola mano tenere la sua, come per confortarlo.

I guardiani di notte, vedono spesso il bagliore di una candela provenire dalla finestra dell’adiacente scuola di equitazione. Le telecamere di sicurezza piazzate nel maneggio, dopo il tramonto, registrano spesso movimenti di oggetti e si sente anche l’inconfondibile rumore di zoccoli di cavallo.

Durante i lavori di pulizia un addetto, mentre passava l’aspirapolvere per le scale, ha sentito il cavo dell’apparecchio tirare, ma dietro di lui non c’era nessuno, è sceso per vedere cosa stava succedendo, quando è tornato su per le scale dove aveva lasciato l’aspirapolvere, l’ha trovata spostata di diversi gradini. Molti visitatori si sono sentiti pizzicare alcuni anche schiaffeggiare da un presenza invisibile, nei locali delle cucine.

E’ stato visto un fantasma che camminava tra i merli della torre e una donna che gettava un bambino in forno della cucina. Molti altri episodi sono stati raccontati dal personale del castello a conferma che Bolsover Castle è uno dei luoghi più infestati d’Inghilterra.
 
I fantasmi della Ca’ delle Anime
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A Voltri, e più precisamente sull’antica Via dei Giovi, a pochi chilometri dal centro della delegazione, continua a suscitare grande timore e sospetto la cosiddetta “Cà delle Anime” o “Casa delle Anime”.
Si tratta di un edificio a lungo abbandonato che ha agitato il sonno di molti residenti della zona con racconti più o meno fantasiosi e con alcune strane “apparizioni” che si ripeterebbero ancora oggi.
La leggenda popolare racconta che, un tempo, la palazzina fosse adibita a Locanda per i viaggiatori e che, per un certo periodo, a gestirla sia stata una famiglia non esattamente “perbene”.
Secondo i racconti, infatti, alcuni viaggiatori che davano l’impressione di essere più ricchi o di avere con sè delle grosse somme di denaro, venivano sistemati in una stanza particolarmente tranquilla e defilata cui si poteva accedere anche attraverso un “passaggio segreto”.
L’ignaro viandante veniva raggiunto di notte dai malviventi e derubato dei suoi averi. Ma non era questa la sorte peggiore che poteva capitargli visto che alcuni, risvegliati da un rumore e avendo riconosciuto i malfattori, venivano uccisi a coltellate o soffocati con una corda e i loro cadaveri venivano sepolti in una sorta di fossa comune sul retro della locanda.
La scomparsa di un personaggio molto influente fece scattare delle indagini e in breve venne scoperto il suo cadavere, fatto a pezzi in modo orribile e sepolto senza troppi riguardi in una buca scavata di recente nel terreno vicino all’edificio.
I racconti di altre misteriose sparizioni convinsero a fare altre ricerche e in breve saltarono fuori numerosi cadaveri, tutti con orrende mutilazioni e morti assassinati. La famiglia venne arrestata e processata e vennero tutti condannati a morte.
Dopo quei tragici fatti la casa è rimasta disabitata sino alla Seconda Guerra Mondiale perchè sempre considerata “maledetta” e infestata dai fantasmi.
Dopo la Guerra una famiglia disperata e rimasta senza casa per i bombardamenti, si è sistemata nell’edificio ed ha alimentato la considerevole mole di episodi tramandati dalla tradizione orale dei Voltresi.
La famigliola ha infatti capito ben presto che la casa aveva qualcosa di “strano”. Le donne, in particolare, raccontavano di porte che si aprivano e si chiudevano da sole, di stoviglie che si spostavano da un tavolo all’altro senza che nessuno le toccasse e, peggio ancora, di notti molto buie con grida e rumori terribili che arrivavano dal giardino e dalla terribile stanza dove erano avvenuti gli omicidi.
Episodi raccontati davanti ad un bicchiere di vino o a qualche festa di paese ma abbastanza da mantenere viva la tetra reputazione della Ca’ delle Anime.
Pare che la famiglia abbia deciso di andarsene solo quando una giovane ragazza ha iniziato a presentarsi alla porta di casa in determinate sere per cercare il suo fidanzato, ucciso nella locanda e mai tornato a casa.
La giovane, appena saputo che nella casa non c’era il suo amato, si è dissolta nel nulla lasciando un debole ma persistente profumo di rosa.
Il giorno successivo all’avvistamento, la famiglia ha traslocato altrove e da allora la casa è rimasta disabitata.
 
La storia della maledizione di Villa Magnoni
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Villa Magnoni, si trova a Cona, un paesino in provincia di Ferrara. Un complesso abbandonato da tempo, composto dall’edificio residenziale, dalle stalle e da un ampio giardino. E situata ai margini di un piccolo bosco distante dalle altra abitazioni.

Da molti anni è ormai abbandonata, diversi anni fa un’imprenditoria locale tentò di acquistare la villa, ma non riuscì in nessun modo a contattare il proprietario o uno dei suoi eredi.

A Cona, Villa Magnoni, la conoscono tutti e conosco anche la storie della maledizione della strega che avvolge l’edificio. Tutti parlano di urla, lamenti e fantasmi e di una storia di morte accaduta anni fa.

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A metà degli anni ’80, quattro ragazzi in cerca di emozioni, attratti, dal fascino oscuro della casa abbandonata, dopo aver gironzolato per un pò all’interno del giardino della villa, decidono di entrare nell’edificio, non potevano mai immaginare cosa gli sarebbe accaduto.

Una volta entrati dentro Villa Magnoni. cominciano a visitare le stanze del piano terra, tutto sembra tranquillo, il tempo passa e comincia a calare la sera, ma i ragazzi imperterriti continuano il loro giro di perlustrazione. Salgono al piano di sopra, ad un certo punto rischiano anche di precipitare giù a causa di un largo buco che si era creato nel pavimento. All’improvviso sentono delle urla di un bambino, ai ragazzi gli si gela il sangue nelle vene, corrono verso l’uscita, arrivano in giardino ma non trovano nessuno. Sono terrorizzati, ma anche incoscienti, decido cosi di rientrare nella villa, prima di varcare la soglia, alzano gli occhi e vedono una vecchia affacciata alla finestra che urla contro di loro “andatevene via”. Una presenza davvero bizzarra, visto che la villa è abbandonata da tempo ed è inabitabile. A ogni modo i ragazzi se la danno a gambe, ripercorrono il buio viale, salgono in macchina e si allontanano.

Poco dopo, i quattro ragazzi ancora terrorizzati, finiscono con l’auto fuori strada, l’incidente ne uccide tre. Il sopravvissuto racconta tutto alle autorità. Il comune fa murare tutti gli ingressi della villa, dopo qualche giorno una sola finestra appare libera, quella da cui si sarebbe affacciata la misteriosa vecchia incontrata dagli sfortunati ragazzi. Del quarto ragazzo oggi, non si sa più nulla, né il nome né l’attuale residenza.

Villa Magnoni, è diventata una metà ambita dai ghost hunter. Molti testimoni che si sono avventurati da quelle parti giurano di aver sentito sussurri femminili all’interno della villa che intimavano di andare via, altri racconta di agghiaccianti urla di bambini e ombre scure vicino la finestra. È impossibile capire se si tratta solo di suggestioni o di chissà che altro. In ogni caso Villa Magnoni è tuttora disabitata e invenduta.

 
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