Eto'o-Ronaldinho, uno è di troppo
Il camerunense attacca il fantasista
Samuel Eto'o esce allo scoperto e, dopo la polemica scaturita dal suo rifiuto di scendere in campo nel finale di Barcellona-Santander, dice la sua. "Nel club si sono create due fazioni - attacca - e io sono in mezzo a questa guerra". Poi, una stoccata a Ronaldinho: "Se un compagno dice che bisogna pensare alla squadra, dovrebbe essere il primo a farlo". La coppia sembra davvero scoppiata, il Milan è alla finestra.
Non c'è pace per Frank Rijkaard. Il Barcellona è in vetta alla Liga, ma nello spogliatoio blaugrana tira davvero una brutta aria. I mugugni di Ronaldinho, scocciato per il mancato rinnovo e sempre più propenso a valutare altre proposte; la faccia nera nera di Samuel Eto'o, in rotta con la società e il tecnico. Proprio i due fenomeni della squadra catalana, che con Leo Messi formano il trio che ha impressionato l'Europa del calcio, sono l'emblema di una crisi da cui difficilmente si potrà tornare indietro.
Il camerunense, stanco di sentire gli attacchi riservatigli dalla stampa spagnola e non solo, sceglie di rompere il silenzio e dire la sua sugli ultimi screzi con Rijkaard. L'attaccante si era rifiutato di entrare sul terreno di gioco del Camp Nou durante i minuti finali della sfida contro il Racing Santander. La decisione sarebbe stata una risposta all'atteggiamento del tecnico che, dopo avergli assicurato venti minuti di gara, l'aveva tenuto in panchina fino all'85'. "Chi ha detto in conferenza stampa che mi sono rifiutato di giocare - attacca, riferendosi alle parole dette a caldo da Rijkaard - è una persona cattiva -. Se ha le palle, se ha il coraggio, me lo dica in faccia, perché io ho sempre pensato alla squadra e mi sono sempre allenato col gruppo, anche se stavo male ed ero infortunato".
Poi, la punta sposta il tiro e se la prende con il compagno brasiliano. "Se uno dice che bisogna pensare alla squadra - sentenzia duro -, è lui che deve farlo. Ma io penso sempre prima al gruppo e poi al danaro. E' questo quello che più mi ha fatto male". Quanto alla società, Eto'o è chiaro. "Ci sono due fazioni e io mi trovo al centro di questa guerra non mia, pagandone le conseguenze". Laporta ha risposto convocanto una riunione della giunta direttiva, forse anche per discutere quale atteggiamento è opportuno tenere nei confronti del giocatore e proporre di puntare forte su Cristiano Ronaldo, insofferente a Manchester.
Ora si aprono nuovi scenari di mercato. Con lo spogliatoio in subbuglio appare chiaro che uno dei due campioni potrebbe lasciare Barcellona. Eto'o ha molte richieste, Juve compresa, ma sono i club inglesi ad essersi mossi per tempo, con Mourinho che, qualunque panchina occuperà l'anno prossimo, lo metterà in cima alla lista dei 'desiderata'. L'ipotesi più probabiule, però, anche per la citata situazione contrattuale, è che a muoversi sia Ronaldinho, primo pensiero del presidente rossonero Berlusconi. Le dichiarazioni di Gattuso ("Spero arrivi Ronaldinho") e quelle di Galliani, durante la missione a Madrid per Ronaldo ("Se il Barça decidesse di venderlo, il Milan sarebbe in pole position"), potrebbero assumere nei prossimi mesi un significato diverso da quello del sogno impossibile. Le grandi manovre sono alle porte.