Non credo proprio sia come dici tu.
Ubuntu non pubblicizza openSUSE, ma dei software, l'esempio non calza.
E sai perché i siti della pubblica amministrazione sono incompatibili con firefox? Indovina, anche qui dovrebbe indagare l'antitrust.
Se qualcuno non ha windows non può accedervi?...la cosa non mi pare normale.
Chiudo qui l'OT ribadendo che trovo la nuova funzionalità un passo in avanti per MS:sisi:
il signor ubuntu non guadagna soldi, e nemmeno il signor opensuse.
l'esempio Intel-AMD era perfettamente calzante, come potrei farti un esempio con nVidia-Ati/AMD: ti immagini trovare una GPU nVidia che permette di fare tranquillamente un SLI con una scheda Ati/AMD, e viceversa? ci sarebbe da ridere...:asd:
crei un prodotto, lo vendi, e cerchi di difenderlo dalla concorrenza. sono le basi dell'economia aziendale! :sac:
sei perdonato perchè, forse, non l'hai mai studiata in vita tua....o forse preferisci lo studio della "filosofia" ;)
No, veramente: non ti credo. Ti avrei creduto di più se mi avessi spiattellato un post chilometrico sulla filosofia zen che si nasconde dietro questa opportunità di scelta... :lol:
tu ci scherzi, ma è una importante scelta, che ha ripercussioni sull'etica, sulla morale, affrontato fin dai tempi dei filosofi pre-socratici. Chi contribuì maggiormente allo sviluppo di tale pensiero furono Eraclito, Parmenide e Leucippo.
devi inoltre sapere che l'idealismo tedesco, fin dalla sua nascita con Ficht, ha sempre ammesso la possibilità di una disinstallazione parziale o totale del browser o del lettore multimediale.
Hegel, massimo esponente di tale corrente filosofica, giunse ad affermare l'assoluta compenetrazione tra reale e razionale.
Rivedendo la definizione dell'Assoluto, visto come unione di finito ed infinito ma anche come non-unione, Hegel ammise la totale disinstallazione di elementi superflui dell'Assoluto, quali browser e lettori multimediali. :sac: