Eccolo il moderato liberale.
Ecco a voi l'ometto che sostiene di non insultare mai nessuno ma di essere lui quello insultato.
E questo è stato tutto il tono della sua campagna elettorale.
MAI in 60 anni di Repubblica la politica italiana è caduta così in basso.
Qui il problema non è la destra e la sinistra. Qui il problema è che un uomo così è pericoloso.
Siamo oltre i problemi economici del paese... oltre il dibattito elettorale.
Siamo al punto che questo signore si permette con volgarità e arroganza di insultare e distruggere chiunque si frapponga tra lui e la sua impunità.
Biagi e Montanelli
Le istituzioni democratiche
La magistratura
Nessuno può dirsi al sicuro da questo schifo.
Governi la destra, la sinistra... non mi importa. Ma questo qui cacciamolo via. :sisi:
ROMA - Silvio Berlusconi, dal palco del comizio di Napoli, torna ad attaccare parte della magistratura, accusando la sinistra di "scamparla sempre" e denunciando "l'intreccio perverso" fra la Lega delle cooperative, giunte rosse e organizzazioni criminali. "Lo Stato che vogliamo - ha detto il presidente del Consiglio dal palco della 'Mostra d'Oltremaré - è uno stato in cui i giudici non possono essere utilizzati per cercare di eliminare gli avversari politici". "Uno Stato - ha aggiunto - in cui i giudici non devono garantire l'impunità a chi sta dalla parte loro, dalla parte rossa, dalla parte della sinistra che ne commette di tutti i colori e la scampa sempre e comunque". "Ogni riferimento - ha concluso Berlusconi - alla Lega delle cooperative e agli intrecci perversi fra cooperative rosse, giunte rosse e associazioni criminali è puramente voluto".
"Per la scelta del Capo dello Stato ci confronteremo con gli altri partiti, come è accaduto al tempo dell' elezione di Ciampi".
E torna ad attaccare il leader dell'Unione Romano Prodi definendolo "un poveraccio che si illude di contare qualcosa", ma che nella sua coalizione ha ricevuto "l'elemosina di 5 deputati". E a Fassino: "è ricercatissimo dall'associazione delle pompe funebri che vuole prenderlo come testimonial".
L'attacco del presidente del Consiglio al leader dell'opposizione è lungo ed articolato. "Non si può pensare di mettere l'azienda Italia in mano a persone che hanno fatto solo chiacchiere tutta la vita", ha detto dal palco della Mostra d'Oltremare di Napoli. "Qualcuno dice: ma il signor Prodi ha lavorato; ha fatto il presidente dell'Iri", ha aggiunto fra le risate ed i fischi dei sostenitori azzurri. "Ebbene - ha proseguito Berlusconi - io lo difendo perché è fortunato, non è come me che mi sono fatto...", dice facendo un gesto come ad indicare una fatica estrema. "Io - ha sottolineato - ho avuto i voti dei cittadini mentre a lui è stato regalato tutto dalla politica: la nomina a ministro e la presidenza dell'Iri, dopo aver tentato di svendere le aziende ai suoi amici; io, almeno per il settore alimentare, non glielo fatto fare e i fatti sono sotto processo a Milano...". L'affondo contro Prodi prosegue. "Viene utilizzato come controfigura dai veri leader del centrosinistra", ha attaccato Berlusconi, aggiungendo ironicamente che "quando lo incontro non provo un sentimento negativo perché è un poveraccio che si illude di contare qualcosa, ma in realtà gli hanno fatto l'elemosina di 5 deputati". "La sinistra estrema - ha proseguito il premier - ne avrà 100 di deputati. Ebbene, in Parlamento si contano i voti". Così, ha concluso, "quando Prodi vorrà qualcosa, il signor D'Alema, il signor Bertinotti e il signor Diliberto vorranno il contrario".