C'è l'accordo nel governo per un decreto che faciliterà lo sviluppo di reti a banda ultra larga in Italia (con fibra ottica). Dopo sei mesi di tentativi falliti, il ministero allo Sviluppo economico e quello delle Infrastrutture e dei trasporti, con i rispettivi uffici, venerdì sera sono riusciti ad accordarsi su un testo condiviso, che contiene nuove norme per ridurre tempi e costi degli scavi che gli operatori dovranno fare in numerose città italiane nei prossimi mesi. È un decreto che vale circa due miliardi di euro, in risparmi per gli operatori, secondo stime dello Sviluppo economico.
Il decreto dà il via libera nazionale infatti alle "minitrincee", tecniche di scavo che aprono in modo chirurgico l'asfalto, posano la fibra e lo chiudono in un solo giorno. Finora gli operatori hanno potuto utilizzarle solo previo accordo con i Comuni o con i gestori della strada, che però in alcuni casi vi si oppongono adducendo motivi di sicurezza pubblica.
Già il decreto legge 179 del 2012 (quello dell'Agenda digitale italiana) stabiliva che dovessero arrivare norme più leggere per gli scavi e la possibilità di usare minitrincee, per la banda ultra larga, ma assegnava a quei due ministeri il compito di scrivere un decreto attuativo per questo scopo. Decreto che è tardato per le divergenze tra i ministeri proprio sull'uso delle minitrincee, su cui i Trasporti aveva alcune perplessità. Ma i tentativi di accordo sono continuati senza sosta, perché questo decreto è uno dei più importanti dell'Agenda digitale.
È di pochi giorni fa, del resto, il lancio della prima offerta nazionale di Telecom Italia, a banda ultra larga, su 27 città, che diventeranno 33 entro fine anno. A maggio il deputato del PD, Paolo Coppola, aveva presentato un'interrogazione urgente per sollecitare il via libera al decreto, sottoscritta anche da Paolo Gentiloni e Ivan Scalfarotto (entrambi del PD). Ulteriori solleciti al governo sono arrivati a giugno da Michele Meta, presidente della commissione Trasporti e Tlc della Camera.
La svolta c'è stata anche grazie alla collaborazione di Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), a quanto risulta. È interesse anche dei Comuni, infatti, sostenere tecniche di scavo che riducono i disagi ai cittadini. I cantieri tradizionali, senza le minitrincee, durano infatti parecchi giorni, durante i quali la strada è chiusa al traffico. C'è però interesse anche delle Regioni a sostenere il decreto perché proprio in questo periodo stanno finanziando le nuove reti a banda ultra larga, con fondi europei, tramite bandi di gara indetti da Sviluppo economico. Il primo di questi è arrivato a giugno, per portare banda ultra larga al 32 per cento dei cittadini campani entro il 2015 (nelle zone non interessate dai piani commerciali degli operatori). Altri arriveranno entro fine mese, per un totale di 383 milioni di euro, per tutte le regioni meridionali (eccetto la Puglia, che dovrebbe partire dopo l'estate). Il decreto scavi arriva quindi nel momento più opportuno per lo sviluppo delle nuove reti italiane.
P.S.= Non stiamo un po' andando OT con riqualifiche ecc.?