Oriana Fallaci
Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci (pag.27)
"pensi ai mussulmani che in Libano crucifiggevano i cristiani maroniti. Dopo avergli mozzato gli arti e cavato gli occhi, bada bene."
Ma come si può cruciffiggere qualcuno privo di arti.
Gli scritti della Fallaci sono un condensato dei peggiori pregiudizi e luoghi comuni che siano mai stati raccontati sulla storia del mondo arabo-islamico. Anzi sono una vera e propria offesa alla Storia, alla Cultura e all’intelligenza umana e in quanto tali vanno analizzati e denunciati. I libri della Fallaci sono come i virus: non li si può eliminare invocando censure e roghi, ma attraverso l’attento studio e la critica documentata, anche a costo di tapparsi il naso e dover chiedere le copie in prestito dalle librerie per non metterle un centesimo in tasca. Altrimenti si rischia di preservare intatto l’humus in cui simili libri nascono e crescono, ovvero l’ignoranza.
Ancora una volta, mi trovo costretto a riportare un passo del suo ultimo capolavoro, "La Forza della Ragione" (!) per commentarlo. La Fallaci nel suo libro infatti, riferendosi alle richieste presentate dalle organizzazioni islamiche in Italia afferma che “ La più odiosa, però, la più scandalosa, è quella che pretende di «Collaborare alla tutela del patrimonio storico, artistico, ambientale, architettonico, archeologico, archivistico, librario dell'islamismo». Questo, allo scopo di «agevolare la raccolta e il riordinamento dei beni culturali islamici»”. E poi aggiunge…(Quali beni-culturali islamici, sfrontati?!? Quale patrimonio-storico-artistico-ambientale-architettonico-archeologico-archivistico-librario dell'islamismo, sfacciati?!?......In Italia i vostri avi non hanno portato nulla fuorché il grido «Mamma li turchi». Non hanno lasciato nulla fuorché le lacrime delle creature che nelle città costiere e in Sicilia i vostri pirati hanno ucciso o stuprato o rapito per rimpinguare i mercati degli schiavi al Cairo, a Tunisi, ad Algeri, a Rabat, a Istambul. Le donne e i neonati da vendere agli harem dei sultani e dei visir e degli sceicchi ammalati di sesso e pedofilia. Gli uomini da stroncare nelle vostre cave di pietra, i bambini e i giovinetti da trasformare in macchine da guerra. In giannizzeri. Da Mazzara a Siracusa, da Siracusa a Taranto, da Taranto a Bari, da Bari ad Ancona, da Ancona a Ravenna, da Ravenna a Udine, da Genova a Livorno, da Livorno a Pisa, da Pisa a Roma, da Roma a Salerno, da Salerno a Palermo, i vostri avi sono sempre venuti per prendere e basta. Razziare e basta. Quindi nei nostri musei, nei nostri archivi, nelle nostre biblioteche, tra i nostri tesori archeologici e architettonici, non c'è un bel nulla che vi appartenga).Ebbene…l’ultima affermazione, conclusione di una brillante quanto inutile e faziosa dimostrazione di una brillante conoscenza della geografia italiana (tesa ovviamente solo a riempire pagine e pagine da rivendere come un libro), è alquanto sconvolgente. Il patrimonio italiano nel settore artistico islamico è ricchissimo, certamente uno dei più importanti al mondo. Ma è disperso quanto nessun altro: lo affermano tutti gli studiosi di arte islamica in Italia. Quindi al di là del fatto che gli arabi hanno lasciato una ricchissima eredità culturale in Italia, è vera, legittima e anche utile la richiesta relativa alla collaborazione per la tutela del patrimonio culturale islamico in Italia. La Fallaci fa in effetti un’affermazione molto grave quando sentenzia che nei musei italiani non v’è nulla che riguardi la civiltà dell’Islam. Il collezionismo di arte islamica in Italia ha origini nobili e la Fallaci, più di qualunque altro, lo dovrebbe sapere. Il caso più notevole è in effetti quello delle collezioni medicee fiorentine.
Cassandra ha detto:Si può condividere un'idea o meno. Ti posso assicurare cmq che le descrizioni storiche nn sono fasulle... anzi. Il punto è se condividere o meno la sua idea che l'Islam di oggi nn è proprio diverso dall'Islam di ieri, ma ha solo cambiato gli "strumenti" della sua guerra. Tutto qui. Ma negare che l'Islam di ieri ha compiuto i massacri che Oriana descriveva è come negare che gli ebrei sono stati nei campi di concentramento.
Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci (pag.27)
"pensi ai mussulmani che in Libano crucifiggevano i cristiani maroniti. Dopo avergli mozzato gli arti e cavato gli occhi, bada bene."
Ma come si può cruciffiggere qualcuno privo di arti.
Gli scritti della Fallaci sono un condensato dei peggiori pregiudizi e luoghi comuni che siano mai stati raccontati sulla storia del mondo arabo-islamico. Anzi sono una vera e propria offesa alla Storia, alla Cultura e all’intelligenza umana e in quanto tali vanno analizzati e denunciati. I libri della Fallaci sono come i virus: non li si può eliminare invocando censure e roghi, ma attraverso l’attento studio e la critica documentata, anche a costo di tapparsi il naso e dover chiedere le copie in prestito dalle librerie per non metterle un centesimo in tasca. Altrimenti si rischia di preservare intatto l’humus in cui simili libri nascono e crescono, ovvero l’ignoranza.
Ancora una volta, mi trovo costretto a riportare un passo del suo ultimo capolavoro, "La Forza della Ragione" (!) per commentarlo. La Fallaci nel suo libro infatti, riferendosi alle richieste presentate dalle organizzazioni islamiche in Italia afferma che “ La più odiosa, però, la più scandalosa, è quella che pretende di «Collaborare alla tutela del patrimonio storico, artistico, ambientale, architettonico, archeologico, archivistico, librario dell'islamismo». Questo, allo scopo di «agevolare la raccolta e il riordinamento dei beni culturali islamici»”. E poi aggiunge…(Quali beni-culturali islamici, sfrontati?!? Quale patrimonio-storico-artistico-ambientale-architettonico-archeologico-archivistico-librario dell'islamismo, sfacciati?!?......In Italia i vostri avi non hanno portato nulla fuorché il grido «Mamma li turchi». Non hanno lasciato nulla fuorché le lacrime delle creature che nelle città costiere e in Sicilia i vostri pirati hanno ucciso o stuprato o rapito per rimpinguare i mercati degli schiavi al Cairo, a Tunisi, ad Algeri, a Rabat, a Istambul. Le donne e i neonati da vendere agli harem dei sultani e dei visir e degli sceicchi ammalati di sesso e pedofilia. Gli uomini da stroncare nelle vostre cave di pietra, i bambini e i giovinetti da trasformare in macchine da guerra. In giannizzeri. Da Mazzara a Siracusa, da Siracusa a Taranto, da Taranto a Bari, da Bari ad Ancona, da Ancona a Ravenna, da Ravenna a Udine, da Genova a Livorno, da Livorno a Pisa, da Pisa a Roma, da Roma a Salerno, da Salerno a Palermo, i vostri avi sono sempre venuti per prendere e basta. Razziare e basta. Quindi nei nostri musei, nei nostri archivi, nelle nostre biblioteche, tra i nostri tesori archeologici e architettonici, non c'è un bel nulla che vi appartenga).Ebbene…l’ultima affermazione, conclusione di una brillante quanto inutile e faziosa dimostrazione di una brillante conoscenza della geografia italiana (tesa ovviamente solo a riempire pagine e pagine da rivendere come un libro), è alquanto sconvolgente. Il patrimonio italiano nel settore artistico islamico è ricchissimo, certamente uno dei più importanti al mondo. Ma è disperso quanto nessun altro: lo affermano tutti gli studiosi di arte islamica in Italia. Quindi al di là del fatto che gli arabi hanno lasciato una ricchissima eredità culturale in Italia, è vera, legittima e anche utile la richiesta relativa alla collaborazione per la tutela del patrimonio culturale islamico in Italia. La Fallaci fa in effetti un’affermazione molto grave quando sentenzia che nei musei italiani non v’è nulla che riguardi la civiltà dell’Islam. Il collezionismo di arte islamica in Italia ha origini nobili e la Fallaci, più di qualunque altro, lo dovrebbe sapere. Il caso più notevole è in effetti quello delle collezioni medicee fiorentine.