"...Eppure mentre ovunque le masse musulmane si sono mobilitate per protestare contro le vignette e gruppi terroristici hanno distrutto chiese e ambasciate, determinando la morte di cristiani e musulmani, la reazione nel mondo islamico alla distruzione e profanazione delle moschee nonché alla strage di musulmani è stata in proporzione quasi insignificante. Sul perché è doveroso riflettere approfonditamente. Mi sembra evidente che non si voglia tanto difendere l'islam quanto aggredire tutti coloro che vengono considerati dei nemici da parte dei mestatori d'odio e dei burattinai del terrore. Che sanno benissimo di poter sfruttare e strumentalizzare l'odio annoso e alimentato ad arte contro gli occidentali, i cristiani e gli ebrei. Con l'obiettivo di costringere tutti i musulmani a compattarsi in un blocco monolitico all'insegna della guerra di religione e di civiltà.
Finendo inesorabilmente, perché non c'è un limite alla violenza cieca, nel baratro della guerra tra gli stessi musulmani che, a dispetto della litania ideologica sull'unicità dell'islam, di fatto credono in una religione che da sempre è fisiologicamente plurale. Una pluralità che, proprio perché non viene ammessa e rispettata, degenera nella violenza tra gli autoproclamati custodi dell'ortodossia e gli eretici di turno. La storia dell'islam è piena di violenze sacrileghe di fronte a cui le vignette su Maometto fanno sorridere. Si pensi solo alla distruzione nel 1806 da parte dei wahhabiti della Kaaba, il santuario della Mecca, il luogo più sacro dell'islam verso cui si rivolgono in preghiera i fedeli cinque volte al giorno. Mi auguro che riflettano anche i nostri politici che, nel nome del rispetto dell'islam, si sono affannati a scusarsi per le vignette su Maometto e per l'attacco al consolato italiano a Bengasi, fino a tendere lamano al nazi- islamico iraniano Ahmadinejad e a fare l'occhiolino ai terroristi di Hamas. Quantomeno che siano consapevoli che la posta in gioco non è l'offesa all'islam, dove gli stessi musulmani eccellono, ma la paura degli estremisti e dei terroristi islamici."
Magdi Allam