Scusami, una domanda, da te che sei esperto: precisamente come avrebbero ottimizzato la durata della batteria a scapito delle temperature ?
Perchè alte temperature e bassa autonomia vanno a braccetto e mai il contrario....:patpat:
In informatica ci sono parecchie leggende che sono in parte prive di fondamento.
Il perchè l'ho già spiegato, posso quotarmi...o semplificando si possono avere due situazioni con utilizzo scarso/medio del processore
1)ventola spenta,temperature altine ma risparmio di energia,esattamente l'energia della ventola.
2)ventola accesa, temperature più basse ma consumo di energia maggiore, sempre l'energia della ventola.
Ho un carico termico che va dissipato,con relativa tramissione in serie all'esterno prima per conduzione,poi per convezione; tralasciando la conduzione che non da particolari problemi visto i materiali usati, il problema è la convezione.
La portata termica, o il flusso, può essere espresso dalla legge di Fourier adattata al meccanismo convettivo, quindi Q= h (ΔT) dove h è il coefficiente di scambio termico e ΔT è la differenza di temperatura tra l'aria e la superficie del dissipatore che viene investito dal flusso di aria.
h ha valori diversi, in convezione naturale si parla di 10-20 W/m2 K, in convezione forzata si parla di range molto variabili,da 50 a 200 W/m2 K.
Se si vuole fare una stima più precisa si calcola il numero di Reynolds e il numero di Prandtl(se in convezione forzata) o al numero di Grashof (se in convezione naturali) che sono coefficienti adimensionali che sintetizzano le proprietà del sistema, con correlazioni sperimentali si risale al numero di Nusselt e da lì al coefficiente h.
Tra convezione naturale e forzata c'è una grande differenza numerica, questo è dato dal fatto che in convezione naturale i moti viscosi sono dati dalla differenza di densità data dalla differenza di temperatura...in convezione forzata invece c'è un meccanismo esterno che provvede ad aumentare la turbolenza, ma per fare funzionare questo meccanismo devo fornire del lavoro.
Ritorniamo al nostro portatile, ipotizziamo di avere una cpu da 20 watt, un h naturale di 20 e un h forzata di 40, come si adatta il nostro sistema?
Q può cambiare nel transitorio ma non allo stato stazionario, t dell'aria non cambia, t del dissipatore può cambiare e banalmente cambia anche la temperatura del processore.
Faccio un esempio fisico così capiamo tutti.
Ho un processore che consuma 20 watt,quindi 20 watt sono l'energia termica che devo dissipare
La superficie di un dissipatore...uhm, direi 250 cm2 (sono tante alette messe vicine,va considerata tutta la superficie),T ambiente mettiamo 20°
Scrivo le due equazioni in entrambi i casi,cioè convezione naturale(h=20) e convezione forzata (h=40).
watt 20=0,025(S)*20*(Tcpu-20°); Tcpu=60 naturale
watt 20=0,025(S)*40*(Tcpu-20°); Tcpu=40 forzata
Si vede che con la convezione forzata la cpu è a una temperatura più bassa, però questo a discapito della batteria...stare a 40° o a 60° per un portatile è la stessa cosa?Praticamente si,quindi si preferisce stare a 60° con la ventola spenta.
Se però il carico aumenta,per esempio a 40 watt,la temperatura schizzerebbe a 110°, naturalmente in quel caso è preferibile abbassare la temperatura.
Il tuo portatile ovviamente non avendo ventola è progettato in modo da avere un Q minore e una S maggiore,perchè h non può variare.
Altrettanto ovviamente,un portatile dove la ventola attacca prima dei 55/60° non ha un occhio di riguardo per la durata della batteria.