Se tra due punti A e B in un campo elettrico esiste una differenza di potenziale (d.d.p.), le forze del campo compiono un lavoro di spostamento delle particelle cariche dal punto A al punto B: L = q*(Va-Vb), in cui q è la carica elettrica in C (coulomb) e Va-Vb è la d.d.p. in V (volt) :sisi:
Facciamo un esempio: se le forze del campo compiono un lavoro L=0.2J per spostare una carica q=10^(-6)C, la d.d.p. tra A e B è Va-Vb=0.2/10^(-6)=2*10^5V, ossia 200000V :asd:
Ora, se q>0, cioè se la carica è positiva, dovendo essere il lavoro positivo, anche la d.d.p. dovrà essere positiva (Va-Vb>0), per cui Va>Vb.
Questo vuol dire che le particelle dotate di carica elettrica positiva, in seguito all'azione delle forze del campo elettrico, si muovono da punti a potenziale maggiore a punti a potenziale minore (verso convenzionale della corrente elettrica) :asd:
Einstein e Infeld suggerirono un'analogia molto efficare tra il potenziale elettrico e la temperatura: il potenziale elettrico corrisponde alla temperatura, la carica elettrica al calore :shock:
Io aggiungo che, come il calore passa spontaneamente da un corpo più caldo ad uno più freddo, anche la carica elettrica positiva passa spontaneamente, ossia sotto l'azione delle forze del campo, da un punto a potenziale maggiore ad un punto a potenziale minore :asd:
Quindi temperatura e potenziale elettrico costituiscono una specie di "dislivello" tra due corpi e indicano il verso di movimento che tende a riportare il sistema all'equilibrio (termico in un caso e elettrostatico nell'altro).
Ciò che conta non è il potenziale dei punti ma la differenza di potenziale tra i punti, è quest'ultima infatti che è alla base della corrente elettrica, cioè del movimento delle cariche tra conduttori a diverso potenziale :)
A presto ;)
P.S.
https://it.scribd.com/doc/14856305/NUOVA-ELETTRONICA-765