Come già detto all'inizio della discussione.
"Servirebbe un governo formato da statisti, ma gli statisti sono scomodi da gestire, per questo vi sono i politici , che se capaci possono anche fare qualcosa di buono.
“Un politico è qualcuno che pensa alle prossime elezioni, mentre lo statista pensa alla generazione futura. Il politico pensa al successo del suo partito, lo statista al bene del suo Paese”.
La citazione, ripresa da Alcide De Gasperi, è del teologo statunitense James Freeman Clarke (1810-1888)".
Il problema e che almeno da noi la politica è vista come un " modo facile per acquisire vantaggi e avere una pensione garantita".
Oltre al fatto che non sempre vengono elette persone adatte, nel 90% dei casi per colpa nostra, ho visto troppe volte persone che andavano a votare perfetti sconosciuti (con il foglietto con i nomi), che erano stati consigliati da amici."
"Il problema nasce dal fatto che i governi, di qualsiasi nazionalità, sono controllati da politici e burocrati, queste persone sono incapaci di mettere a rischio la loro carriera e autorità per promuovere progetti di cui si vedrebbero i benefici solo dopo decenni ( praticamente alla loro morte, tenendo conto della età media di chi ci governa), ma che porterebbero ad un aumento della spesa pubblica immediato, e questo vorrebbe dire nuove tasse o riduzione di servizi, cosa che non verrebbe gradita da una fetta non indifferente della popolazione, e questo potrebbe portare alla fine della loro carriera politica, inoltre diventa sempre più difficile parlare di ecologia e sostenibilità, in nazioni abitate da cittadini sempre più vecchi, molto più interessati al fatto di riuscire a prendere una pensione decente, che a lasciare un mondo migliore ai propri discendenti.
Come già detto servirebbero degli statisti, merce rara, e a cui difficilmente verrebbe dato spazio in una gestione della politica più interessata a raccogliere e gestire il consenso sul breve termine."