Matematica programmatore

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Fa appunto parte delle persone brave e sgobbone ed è arrivato a percepire 1400 euro/mese. L'unica cosa che gli si può dire è "bravo", sinceramente.
Ma con una Laurea se ti prende un'azienda seria, grande e che riesce anche a farti seguire un percorso interno di formazione, quella cifra dopo qualche anno probabilmente la raddoppi.
La laurea non deve neanche essere necessariamente in Informatica o una disciplina tecnica: conosco un laureato in psicologia che fa lo sviluppatore che nel 2001 (quando lo conobbi) prendeva 6 milioni di lire lordi al mese (attualizzando e tenendo conto dell'inflazione sono circa 6000 euro lordi/mese attuali);
se diventi responsabile di progetto le cifre si alzano.

Ora, aspetto finanziario a parte, non vedo perché un ragazzo giovane, appena uscito dalle superiori, e che quindi ha ancora tutto il tempo e tutte le potenzialità da sviluppare, si auto-limiti per sempre in campo informatico, decidendo di non proseguire gli studi (sempre che la situazione familiare ed economica lo permetta naturalmente, il che purtroppo non è scontato).
L'epoca pionieristica/amatoriale/hobbistica è finita, la conoscenza teorica serve, è inutile che ci giriamo intorno.

Chi è (beato lui) giovane me lo spieghi: perché puntare ad un obiettivo basso? Devi puntare in alto, più in alto possibile, così anche se alla fine ti dovrai accontentare, sotto un certo livello non ci andrai. Ma se il tuo massimo è al ribasso già all'inizio, rischi di rimanere rasoterra!

Appunto per questo per cosi dire ho lasciato la via del programmatore, anni fa feci diversi stage e in quel momento ho capito che il lavoro come programmatore viene visto in maniera differente da chi lo pratica e da chi lo vuole praticare, se non hai conoscenze sei stallato a vita come un impiegato. Ho preferito andare verso la parte manageriale del progetto, la vera chicca del settore che a mio parere è ancora più entusiasmante del programmare.

@AES Rispondo alla tua domanda.

Si, ad ingegneria informatica si fa una matematica un pò più avanzata essende un ramo dell'ingengeria oltre al fatto che fai fisica dunque sviluppi un modo di pensare abbastanza matematico.Gli esami di analisi e fisica sono incubi. In informatica si fa lo stesso matematica ma a livello più mozzato, tant'è che li si focalizza sul programmare ad ingegneria informatica il programmare diventa un concetto astratto.

Fermo restando che i più grandi informatici della storia sono sempre stati agiati in ambito matematico dimostrando una competenza notevole e mai lacune.
 
Ultima modifica:
Appunto per questo per cosi dire ho lasciato la via del programmatore, anni fa feci diversi stage e in quel momento ho capito che il lavoro come programmatore viene visto in maniera differente da chi lo pratica e da chi lo vuole praticare, se non hai conoscenze sei stallato a vita come un impiegato. Ho preferito andare verso la parte manageriale del progetto, la vera chicca del settore che a mio parere è ancora più entusiasmante del programmare.

@AES Rispondo alla tua domanda.

Si, ad ingegneria informatica si fa una matematica un pò più avanzata essende un ramo dell'ingengeria oltre al fatto che fai fisica dunque sviluppi un modo di pensare abbastanza matematico.Gli esami di analisi e fisica sono incubi. In informatica si fa lo stesso matematica ma a livello più mozzato, tant'è che li si focalizza sul programmare ad ingegneria informatica il programmare diventa un concetto astratto.

Fermo restando che i più grandi informatici della storia sono sempre stati agiati in ambito matematico dimostrando una competenza notevole e mai lacune.
Però non é un po' controproducente trattare un po' meno la parte della programmazione dal momento che negli annunci le agenzie cercano persone con un certo bagaglio di competenze?
Anche se comunque é possibile studiarsi i vari linguaggi mentre si va all'uni.
 
Ultima modifica da un moderatore:
Cercherò di essere pragmatico nella risposta...

Molto spesso mi capita di leggere thread a riguardo e di parlare e discutere con compagni di università circa il loro approccio alla matematica e di come a loro non interessi, un esempio molti miei compagni nel tempo hanno preferito Informatica al posto di ingegneria informatica per via della poca voglia di fare matematica, ed è qui che mi è salito il dubbio.

Sono corsi differenti tra loro, informatica ed ing. informatica. Informatica dovrebbe fornire più strumenti appunto informatici, rispetto ad ingegneria (posto che anche un informatico poi può diventare ingegnere).

Come è possibile che un programmatore voglia programmare senza nozioni di matematica medie/avanzate? a lungo andare diventerà solo un code monkey colui che si limiterà a scrivere codice e non partecipare al progetto, ok è un mio complesso ma voglio sentire il vostro parere. State veramente studiando programmazione senza conoscenze di matematica media/avanzate?

Credo che principalmente sia il campo di applicazione a fare la differenza. Vi sono alcuni settori che necessitano solo di matematica base (e già qui vi sono lacune...), altri invece avanzata. Posso dire, attualmente, di averne viste un pò di ogni: da chi non sa leggere una sommatoria a chi nonostante la giovane età abbia già un buon (a volte più che buono) bagaglio matematico.

Alla figura del programmatore, in teoria, dovrebbe arrivare il progetto in mano, già analizzato e con le specifiche da seguire. Il programmatore dovrebbe occuparsi della codifica (o forse "doveva").
In pratica avere nozioni matematiche ti evita di chiedere a terze persone - magari colleghi - più preparati, oltre che di puntare ad un numero di campi sicuramente più ampio. E' lapalissiano poi osservare che in taluni ambiti sia del tutto necessaria la matematica e senza tali nozioni non si sarà in grado di edempiere al proprio compito. Dipende dove vuoi arrivare nel mondo del software o nel mondo informatico in generale.

E' però bene osservare che molte competenze matematiche le si possono raggiungere anche al di fuori da un corso di studi di ing., di informatica o altro ancora. Laurearsi in una materia scientifica - penso ad informatica, elettronica, matematica etc. - non fanno necessariamente di quella persona un buon informatico; significa possedere competenze sulla carta e - forse - in ciò che si è studiato, poi sul campo è spesso un discorso differente. Ciò che serve sono studio ed applicazione, ed anche fuori da un percorso universitario si possono ottenere risultati.

Se entri in multinazionali, o in aziende comunque grandi, molto probabilmente verrai inquadrato - da laureato - con un profilo più alto (e coerente con il tuo titolo). Se invece entri in aziende più piccole... potrebbe non essere così scontato.

Per quanto riguarda me, ad esempio, ho cercato e cerco tuttora di accumulare più competenze possibili - assecondando le energie disponibili - tanto in informatica quanto in matematica.
 
perché puntare ad un obiettivo basso? Devi puntare in alto, più in alto possibile, così anche se alla fine ti dovrai accontentare, sotto un certo livello non ci andrai. Ma se il tuo massimo è al ribasso già all'inizio, rischi di rimanere rasoterra!

Mi ricorda questo, al minuto 56:09 "I will never stop learning and improving my craft" :D (ed ovviamente concordo)->>

 
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