"Un grosso scandalo". L''ira di Ronaldo contro il sistema Moggi e la Juve. Il Fenomeno, da Dubai dove si sta ricaricando in vista del Mondiale, si sfoga dopo aver saputo della vicenda delle intercettazioni. "La cosa che mi da'' piu'' fastidio e'' che quando stavo all''Inter io e i miei compagni di squadra ci eravamo convinti che fosse tutta colpa nostra. E invece non e'' cosi'' - tuona il brasiliano in un''intervista al Corriere dello Sport - ci mancano almeno tre scudetti". Altro che i lamenti di Berlusconi. Ronaldo ci ride su. "E'' andato subito al sodo, ma se lui ne chiede due, noi che dovremo fare. Il nostro 2001-02 fu clamoroso, resta nella storia per la partita del 5 maggio. Io, invece, mi ricordo le gare precedenti, eravamo in difficolta'', tanti strani episodi ci hanno punito sistematicamente. Loro invece volavano".
Parole dure quelle del Fenomeno. Uno sfogo di chi ha sempre saputo che qualcosa non andava. Che non bastava segnare gol in campo, dare spettacolo con grandi giocate, tanto era scritto tutto a tavolino. Fuori dal manto erboso di qualsiasi stadio. "Ne ho viste tante - continua il fenomeno - pensavo: ma questa non e'' possibile, ma questa cosa e'' pazzesca. Eppure succedeva. E tutti dietro a dirci: siete sempre a piangere. Alla fine mi ero convinto che dicessero la verita''". Invece non era cosi''. Tanti gli episodi lampanti. E non solo quel Juve-Inter di Ceccarini. Quel fallo clamoroso di Iuliano su Ronaldo. "E'' diventato un manifesto, un simbolo. Ma di volta in volta c''erano cose che non mi tornavano. Mi ricordo di De Santis, quella volta a Verona. L''anno del famoso 5 maggio. L''Inter vinceva 2-1 a pochi minuti dalla fine. Avevo pure segnato, ma mi annullo'' il 3-1 per un fuorigioco inesistente. E non mi dette neanche un rigore". La gara del Bentegodi fini'' 2-2. E per Moratti fu l''inizio della piu'' grande delusione. Gia'', Moratti. "Non si e'' mai piegato al potere. Nessuno puo'' rimproverargli di aver taciuto. Rigori negati, ma anche tante ammonizioni mirate". Tutti sapevano, ma fino a un certo punto.