L'Inter spazza via il Catania: 5-2
L'Inter trova un pronto riscatto nel reame nerazzurro del campionato, dopo gli stenti europei. Gli uomini di Mancini giocano un'ottima gara sul neutro di Cesena contro il Catania e portano a casa i tre punti, vincendo con un sonante 5-2. I gol sono messi a segno da Samuel, Solari, Grosso, Ibra e Cruz; mentre per i siciliani sono Spinesi (poi espulso) e Corona a provare a salvare l'onore. Venti minuti anche per Adriano.
LA PARTITA
Non era un esame, quello arriverà tra dieci giorni al Mestalla di Valencia. Certo, la gara di Cesena contro il Catania era considerata uno snodo importante in base alla considerazione che, per la prima volta in una stagione quasi perfetta, i nerazzurri erano chiamati a giocare una partita in una condizione particolare, quasi dimenticata. La pressione c'era e c'è, ma la banda Mancini ha dimostrato di poter sopportare anche questo tipo di situazione, senza manifestare intoppi in un meccanismo straordinariamente oliato e rodato. In Romagna arrivava una squadra rabberciata, causa infortuni in serie; scendeva un gruppo turbato dalle due coltellate spagnole di San Siro e dall'ennesimo caso Adriano. Eppure il risultato finale parla di un dominio assoluto, di una goleada facile facile, senza troppi pensieri.
A dire il vero, l'inizio dei manciniani è con il freno a mano tirato. Per i primi venti minuti la partita sembra equilibrata e, soprattutto, una gara senza grandi emozioni, con un Inter senza nessuna voglia di accelerare o di rischiare. Poi, col passare dei minuti, le gambe nerazzurre cominciano a mulinare a dovere e la capolista inizia un tiro a segno senza storia, che porta dritto dritto all'umiliazione siciliana, la seconda dopo il 7-0 dell'Olimpico contro i giallorossi. Ad aprire le danze, un tango argentino d'autore, è Walter Samuel che, allo scadere della prima frazione, manda a referto il canonico gol di testa. La ripresa è un assedio, con altre quattro gioie interiste, regalate nell'ordine da Solari, Grosso, Ibrahimovic e Cruz. Per i rossoblù, due alzate di testa, targate Spinesi e Corona, e una follia a firma del primo goleador siciliano, che si fa espellere nel finale di uina partita ormai chiusa e sprangata.
Moratti sorride in tribuna, nel deserto di Cesena. E Mancini gli regala un altro motivo di soddisfazione: Adriano fa il suo ingresso al 23' del secondo tempo e gioca con impegno, mettendo in mostra qualche gemma da repertorio. Anche questo è un obiettivo stagionale del Mancio e del presidente, quello di ritrovare il brasiliano, nonostante qualche bravata di troppo e grattaccapi in serie. Il dominio nerazzurro in Italia è ormai acclarato; ora tocca all'Europa, con i suoi dubbi e il suo fascino speciale.