Il vero problema dell'IA? L'ignoranza di chi la demonizza

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L' ia non è ia, è solo il marketing e l' hype ad avergli affibbiato la parola "intelligenza". È un motore statistico che tira ad indovinare sulla risposta più probabile, una sorta di giocatore d'azzardo navigato. A livello di programmazione fa quello che farebbe uno stagista o un junior developer, copia incolla da google, a caso. Quindi è impossibile sviluppare un software complesso senza la mente umana e lo sarà sempre (a difesa degli sviluppatori di questo gioco). E visto che open ai e co hanno già depredato ogni angolo dell' internet per addestrare sti modelli linguistici, infischiandosene anche del diritto d'autore, d'ora in avanti che l' internet si riempie di contenuti generati dalla ia stessa, l' ulteriore addestramento non farà altro che peggiorare la qualità delle risposte che darà... La bolla sta per esplodere preparatevi alla catastrofe economica
Ma infatti bisognerebbe cominciare a separare i tool di utilizzo comune (ovvero quelli disponibili per tutti e che offrono risultati mediocri a fronte di una conoscenza praticamente nulla su come funzioni questa tecnologia) da quelli utilizzati in ambiti maggiormente professionali. Poter ottimizzare le risorse, sfruttando uno strumento che utilizza quanto creato a monte dall'essere umano per poter lavorare in maniera migliore è il fulcro del discorso. Solo che come ogni cosa, specialmente quando la si presenta come una rivoluzione, se la si utilizza male o si cerca, come in questo caso, di imporla in maniera errata ovunque, il risultato è esattamente quello pronosticato da te (forse leggermente meno catastrofico).
 
Non sono d’accordo con la tesi dell’articolo: ridurre le critiche all’IA a semplice ignoranza rischia di semplificare un dibattito legittimo. Il problema non è demonizzare la tecnologia, ma chiedere trasparenza, regole chiare e tutela del lavoro creativo umano. Senza questi limiti, l’uso dell’IA può facilmente spostare il valore dall’autorialità e dalla responsabilità artistica verso l’efficienza produttiva, snaturando il senso stesso della creatività.
 
"una tipologia di climax e di plot twist tipica di una certa branchia del cinema"
Scusa Andrea, ma "branchia" non si può proprio leggere... Ti prego correggi... Grazie però per aver riportato la notizia, me l'ero persa... Che disgusto
 
Non sono d’accordo con la tesi dell’articolo: ridurre le critiche all’IA a semplice ignoranza rischia di semplificare un dibattito legittimo. Il problema non è demonizzare la tecnologia, ma chiedere trasparenza, regole chiare e tutela del lavoro creativo umano. Senza questi limiti, l’uso dell’IA può facilmente spostare il valore dall’autorialità e dalla responsabilità artistica verso l’efficienza produttiva, snaturando il senso stesso della creatività.
Sul richiedere trasparenza e regolamentazioni mi trovi d'accordissimo. Il problema è che al momento il dibattito non esiste. Basta fare un giro nelle millemila conversazioni in merito per vedere, come nel caso di Larian Studios o di Sandfall con Clair Obscur, che la gente non cerca chiarezza, discussioni costruttive o spiegazioni in merito a come e dove venga implementata l'IA. Oramai sembra categorizzata come il male incarnato dalla maggior parte delle persone. Questo da fastidio. Io sono il primo a sostenere che vada regolamentata e che vadano tutelati i diritti d'autore, ma qua si è arrivati a fare discorsi sullla morte dell'arte anche quando un'artista, sempre come nel caso di Clair Obscur, utilizza il proprio lavoro per addestrare l'IA per alleggerirsi il lavoro e ottimizzare tempo e risorse a disposizione. Sarebbe magnifico se ambedue i fronti dialogassero e si prodigassero nell'informarsi e informare.
 
Un lunghissimo articolo inutile e pieno di insulti per dire che è stato squalificato perché non rispettava il regolamento della manifestazione.
 
Sinceramente trovo il tono dell'articolo un po' esagerato.
Una tecnologia può avere pro e contro. Può o non può piacere.
Io credo al momento che la IA, sia come termine che utilizzo, al momento sia abusata e possa danneggiare tanti settori, cosa che sta già facendo. Si può o meno condividere un pensiero ma trovo aberrante dire che chi non accetta l'IA sia ignorante. E lo dice uno che ha fatto la magistrale con corso sull'intelligenza artificiale ormai 8 anni fa.
L'argomento è complesso per tanti motivi, se c'è un regolamento questo dev'essere rispettato, che sia giusto o sbagliato.
 
Il vero problema dell'IA è darla in mano a tutti.
L'IA è molto potente, se usata bene, ma il 95% delle persone la stanno usando nel modo più malsano che esista.
Siamo invasi di video falsi e inutili, immagini , testi, creati senza alcun motivo.
Se usi l'IA per scrivere un pezzo di codice o generare delle immagini per un videogioco mi va anche bene. viene usato consapevolmente da qualcuno.
è l'IA generativa data a cani e p0rc1 che non va bene, sta facendo dei danni irreparabili.

e io personalmente non me la sento di alimentare questo gioco perverso, di conseguenza mi rifiuto di utilizzare l'IA.
 
Sinceramente trovo il tono dell&#039;articolo un po&#039; esagerato.<br />
Una tecnologia può avere pro e contro. Può o non può piacere.<br />
Io credo al momento che la IA, sia come termine che utilizzo, al momento sia abusata e possa danneggiare tanti settori, cosa che sta già facendo. Si può o meno condividere un pensiero ma trovo aberrante dire che chi non accetta l&#039;IA sia ignorante. E lo dice uno che ha fatto la magistrale con corso sull&#039;intelligenza artificiale ormai 8 anni fa.<br />
L&#039;argomento è complesso per tanti motivi, se c&#039;è un regolamento questo dev&#039;essere rispettato, che sia giusto o sbagliato.
concordo, non mi è piaciuto come l'autore tratta chi non è favore della AI, questo non è un buon modo di discutere.
Dare dell'ignorante chi non la pensa come te, è a sua volta da ignorante.
Capisco cosa voleva dire l'autore, ma si è spinto oltre, forse un passo indietro gli farebbe onore.
 
Son tutti discorsi senza senso, che fanno piu piangere che ridere. Il vero problema è clair obscure per quanto bello quel premio non lo doveva proprio prendere dall'inizio perchè semplicemente in quella categoria non ci doveva nemmeno essere. Ma stiamo scherzando? Uno sviluppatore che può permettersi un orchestra per le colonne sonore è un indie? Un gruppo di persone da 1 a 5, massimo 10 sviluppatori possono considerarsi indie. Per quanto non abbia avuto un budget di sviluppo di un fallout per dirne uno a caso, di certo Clair obscure non è un indie ed è scorretto e ingiusto infilarlo nella stessa categoria di giochi che hanno avuto budget di sviluppo 10, 100 o magari anche 1000 volte piu contenuti di Clair obscure
 
Il problema è chi non sa indicare i problemi veri e non quelli finti. Facciamo una lista di problemi finti causati da problemi veri che nessuno "vuol" mettere in evidenza.
Problemi finti:
1) l'IA ruba il lavoro. Certo, se lavori, e l IA fa meglio di te qualcosa, tu sei inefficiente e superfluo. Tu sei il problema, lei la soluzione.
2) La roba fatta dall IA non è vera arte.
Nemmeno la roba fatta da umani che con l arte ci campano mi danno l idea che sia arte. La considero arte quando chi la sforna non ci guadagna nulla o ci perde. In caso contrario è prostituzione. Come ogni forma di lavoro. Strettamente parlando, la parola arte deriva da artigianato, che viene dagli artigiani, gente che nel 1400 usava gli "arti", ossia "le braccia, le mani, la destrezza con esse e il cervello" per sfornare cose che potevano essere utili (meccanismi , ingranaggi , pompe) o belle e che venivano vendute ai ricchi (statue, quadri ecc). La parola "arte" di oggi è associata prevalentemente alla seconda forma(triste come cosa), e l artista è semplicemente chi fa cose che piacciono alla gente, indipendentemente se abbiano dietro una profondità che vada oltre il soggettivo e banale giudizio dato dalle pulsioni umane associate agli organi di senso.
Se è ipocritamente arte la prostituzione intellettuale umana , allora lo è anche quella dell IA. È la differenza tra i pregiudizi che noi uomini abbiamo verso un tipo di artista o l altro che è diversa.
Ma, generalmente, il pregiudizio non arriva da una motivazione artistica quanto da quella economica. L artista, in questo mondo, senza vendere e svendere la sua arte, non campa. Abbiamo creato un mondo di prostitute di ogni tipo e siccome non riusciamo(io si almeno) a pensarne uno diverso, accusiamo ogni novità che elimina dal mercato una forma di prostituzione(che però è necessaria per campare) di non essere "autentica".
Ipocritamente associamo il concetto di "vero" e "autentico" a quello di "sforzo, fatica" perché per campare sei costretto a far fatica, a lavorare, perché da bravi genii quali siamo, è questa la società che ci siamo costruiti sotto ai piedi e in cui tutti siamo immersi. Dunque appena vediamo qualcuno che "fa meno fatica o nulla" e "ottiene ugualmente la possibilità di sopravvivere(i soldi)" ecco che ci viene la schiuma alla bocca e l Intolleranza verso chi usa quella scorciatoia.
Poi essendi Inconsapevolmente ipocriti ,ciechi e coi paraocchi ideologici, o facciamo finta che non sia una questione di soldi o neghiamo proprio che sia così accampando come scusa "la mancanza di autenticità", che, però in fin dei conti, si può ricondurre ad una questione di soldi, necessari per sopravvivere.
PROBLEMI VERI:
1)Proprietà dei mezzi agentici(le IA, i robot, le auto/camion a guida autonoma,ecc)
A chi appartiene la proprietà di questi mezzi? A pochi? E allora ne beneficiano loro dei vantaggi e il vantaggio che beneficia loro coincide con lo svantaggio che ha il lavoratore nel competere contro un mezzo agentico sul mercato.
"E se la proprietà fosse di tutti?"
Il beneficio andrebbe a tutti e si compenserebbe con l eventuale svantaggio, potenzialmente annullandolo e superandolo.
Ossia: il mezzo agentico lavora, il lavoratore non lavora piu ma beneficia della produzione, ed ora che sopravvive senza lavorare, ogni sua forma d arte non viene "venduta o svenduta" e non è costretto a sfornare arte per campare. La sforna perché l anima di artista gli da l ispirazione per farlo.
2) l attuale sistema economico è adatto alla convivenza di uomini e mezzi agentici senza che gli uomini subiscano gravi conseguenze(legato alla sopravvivenza per via del mercato lavorativo)?
A mio parere no. Il capitalismo è obsoleto , pericoloso , miope.
Per ora abbiamo imprese private con in mano la 3° rivoluzione industriale e la 4°energetica (la prima è quella dei cavalli, poi il vapore col carbone , poi l elettricità e questa dal punto di vista dell efficienza nelle operazioni di spreco, la quinta sarà la fusione nucleare), che però sfruttano tutto questo potenziale per..."fare soldi". La democratizzazione e l automazione totale libererebbero l uomo dalla catena "lavoro-sopravvivenza" , ma implicherebbe anche che nessuno sarebbe piu povero(perché tutti sarebbero molto piu ricchi) e questo implicherebbe che il concetto di ricchezza perderebbe di significato, assieme al potere che tale ricchezza comporta, ossia che parte del sistema "dipende" da chi ha ricchezza e su di esso può agire.
Insomma una piccola oligarchia ricca vuole continuare a comportarsi da tale lasciando il resto di noi a scannarci per un tozzo di pane. Ma prima competevamo solo tra noi, ora competiamo contro i mezzi agentici e non c'è partita.
Ci rifilano roba da "consumatore" che ci risolve "banalita", nulla che veramente ci dia ciò che veramente vogliamo e non ci diciamo a gran voce: serenità (economica, certezza del futuro) e TEMPO. Usiamo l IA per cose banali e non si sente da nessuna parte parlare di un suo utilizzo per modificare l economia in meglio per NOI POPOLAZIONE.
Solo per l imprenditore, che farà soldi licenziando n dipendenti.
Per l azienda che sforna l app, che fa soldi vendendola.

Questi sono i problemi veri e finti.
L IA è una soluzione perfetta nel giusto sistema in cui la si usa ed in mano a tutti con i giusti scopi.
 
So di certo che l'IA è nata praticamente rubando ogni tipologia d'informazione personale che ha completamente disatteso tutte le tipologie di legge per la protezione della privacy. Una montagna di dati che è stata "creata" anche, in questo caso è più che evidente, dall'ignoranza stessa degli utenti che "volontariamente" ha ceduto tutto ciò che rappresentava il proprio aspetto personale e privatissimo, ciò non di meno il 90% dei dati è stato deliberatamente RUBATO, prova ne sia lo scandalo oramai "dimenticato" di Cambridge Analytica per non parlare degli altri innumerevoli "espropri" con ripetute ammissioni e scuse al Parlamento UE da parte dei vari Zuckerberg di cui ora tutti hanno pochissima memoria. Quello che non si riesce a comprendere è la gravità della situazione dell'informazione oramai più che compromessa dall'IA, che parliamoci chiaro NON IA, fosse così dovrebbe avere quantomeno cognizione di sè e da alcune ricerche è persino emerso che questa pantomima ruba informazioni ruba miliardi di dollari e soprattutto di risorse idriche è malevola. Motivo? Perché queta accozzaglia di informazione gestite da algoritmi è stata CREATA dall'essere umano, di sicuro non nasce per partenogenesi. Vogliamo parlare di queste bellissime software house e delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti? No? Vogliamo parlare della volontà di eliminare il disco fisico dei videogiochi per rendere sempre più succube l'utente che pur acquistando il gioco NON ne è proprietario? Togliendo di fatto persino la possibilità del single player? Ancora non ho avuto il piacere di provare Clair Obscur: expedition 33, ciò non di meno credo abbia vinto meritatamente anche per il fatto che in pratica non aveva concorrenza, il resto non esisteva. La cosa triste è vedere come Call of Duty sia caduto così in basso per parlare della ripetitività dei vari giochi di combattimento. Dove sono i vari Dragon Age: origins? Skyrim? Mass effect? Fall out 4? Tutti e dico tutti si sono buttati nel trogolo indegno dei "as a service" delle micro transazioni, un'infamità che vorrei fosse passata al setaccio della Commissione UE, visto i miliardi che accumulano queste "bellissime" software house indecorosamente per "giocare". Credo che la situazione andrà sempre più peggiorando. Speriamo bene come sempre.
 
Esatto per qualcosa che poteva essere reperita da mesi con una ricerca di 5 minuti su Google. Nemmeno scomodando i dev o facendo ricerche più approfondite.
non sono gli organizzatori a dover indagare, ma gli iscritti a dover dichiarare il vero ed essere conformi al regolamento. Poi che degli organizzatori e giudici non fossero informati su ciò che giudicano fa venire dubbi sulla loro competenza, ma le regole sono uguali per tutti e vanno rispettate.
Sull'uso creativo dell'IA, è difficile stabilire un limite di accettabilità, ci si affida al buon senso degli autori? ma come si fa a regolamentarlo? Senza una regola chiara ci sarebbero infinite polemiche.
Nella sostanza sono daccordo con l'autore, ma nella pratica come si fa?
 
Il vero problema dell&#039;IA è darla in mano a tutti.<br />
L&#039;IA è molto potente, se usata bene, ma il 95% delle persone la stanno usando nel modo più malsano che esista.<br />
Siamo invasi di video falsi e inutili, immagini , testi, creati senza alcun motivo.<br />
Se usi l&#039;IA per scrivere un pezzo di codice o generare delle immagini per un videogioco mi va anche bene. viene usato consapevolmente da qualcuno.<br />
è l&#039;IA generativa data a cani e p0rc1 che non va bene, sta facendo dei danni irreparabili.<br />
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e io personalmente non me la sento di alimentare questo gioco perverso, di conseguenza mi rifiuto di utilizzare l&#039;IA.
Finalmente il concetto dietro all'articolo è passato. Siamo invasi da un utilizzo dell'IA errato, fallace e che poco si sposa con quello che è il reale utilizzo dell'IA in ambito professionale.
 
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