Il dramma di Tommaso....

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Fu Mario Alessi a strangolare il piccolo Tommaso Onofri poco dopo il rapimento e, prima che le cose precipitassero, i rapitori avevano già scelto la località dove nascondere il bimbo e il riscatto da chiedere: 5 milioni di euro. Sono questi gli elementi che emergono dal verbale dell'interrogatorio dell'altro uomo arrestato, Salvatore Raimondi, la cui confessione ha portato alla soluzione del caso.

l gruppo aveva anche deciso il luogo del covo dove il bambino doveva essere custodito. "Avevamo fatto dei sopralluoghi prima del 2 marzo, sicuramente uno la sera prima del rapimento. Il luogo in cui lasciare Mario e il bambino lo avevamo deciso prima [...] Avevamo trovato un casale abbandonato in cui tenere il bambino". Il casolare si trovava a Selva di Cisterna, verso La Spezia.

Ma quella sera poi qualcosa va storto. Raimondi dice di non sapere nulla di quello che è accaduto perché subito dopo il rapimento se ne sarebbe andato. E' lo stesso Alessi a raccontargli l'imprevista svolta degli eventi. "Mario mi ha detto di averlo strangolato. Non so quando lo abbia fatto - racconta Raimondi al magistrato - io l'ultima volta che ho visto il bambino è stato quando ho lasciato Mario e la moglie al passaggio a livello vicino a Casaltone. Che aveva ucciso il bambino - continua - Mario me l'ha detto il giorno dopo che lo avevamo preso, dopo che in disparte aveva detto a me di dire ad Antonella che il bambino era caduto mentre lo portavo via con lo scooter. Non mi ha detto perché aveva strangolato il bambino".
 
Autopsia sul corpo di Tommy

"E' un corpo macerato". Queste le prime parole del professor Guglielmo Masotti, direttore dell'Istituto di medicina legale di Parma, dove si è svolto l'esame autoptico, durato oltre 5 ore, sul corpo del piccolo Tommaso Onofri. "E' nelle condizioni di un corpicino - ha spiegato - che è stato un mese nella terra bagnata e umida. Quindi è un corpo macerato". Il medico ha poi confermato che la morte è avvenuta un mese fa.

Lo stesso Masotti ha precisato che per conoscere l'esatto momento del decesso del piccolo e l'esatta causa di morte occorreranno diverse analisi. Intanto, le prime analisi, anche se ne serviranno di ulteriori per stabilire l'esatta causa di morte, confermerebbero la compatibilità fra la data del decesso e il racconto, pure contraddittorio, dato dai rapitori: Tommy sarebbe stato ucciso poco dopo il sequestro.

Il medico ha poi detto che non può essere identificata con assoluta certezza la causa di morte di Tommy, perché "le lesioni" trovate sul corpicino "possono essere mortali o post mortem", cioé verificatesi dopo il decesso. Si è parlato di un colpo di badile al capo, hanno chiesto i cronisti: "allo stato non è la prima opzione", ha risposto il professore. Anche se poi, alla domanda precisa se sul corpicino ci fossero fratture ossee ha detto: "Preferirei non rispondere". I pm avevano chiesto anche di verificare se ci fossero le cause per una morte asfittica. "Per questo - ha risposto Masotti - sono stati fatti prelievi dai due polmoni. Ora dovremo vedere".

"Prima occorre vedere con esattezza la natura delle lesioni - ha spiegato ancora il medico legale - perché il bambino è rimasto circa un mese sotto un po' di terra e fango". E, allora, soprattutto fra un boschetto e il greto di un fiume, possono essere tantissimi i fattori che hanno provocato un deterioramento del corpicino. Per stabilire l'esatta causa di morte aiuteranno gli esami "isto-chimici ed endogenosi", ha aggiunto ancora il professor Masotti. In linea teorica il piccolo Tommaso potrebbe essere morto anche per un attacco epilettico? "Questo è un problema di ricerca del medicinale - ha spiegato il medico - e occorre vedere se la morte è venuta prima che il bambino fosse in carenza del medicinale".

Per aiutare il lavoro della medicina legale la polizia scientifica farà altri sopralluoghi sul posto dove è stato recuperato il corpo. "Speriamo di trovare qualche traccia - ha aggiunto Masotti - per esempio macchie di sangue che potrebbero risolvere alcuni problemi. Ma non ci spero".
 
Nn so se avete sentito, ma questa banda di infami aveva in mente di tenere il povero Tommy in una gabbia... :nono: :shock: Nn so come anche solo lontanamente pensavano che avrebbe potuto sopravvivere un bambino di 18 mesi, e x di più malato, in simili condizioni... nn ho più parole...
 
Cassandra ha detto:
Nn so se avete sentito, ma questa banda di infami aveva in mente di tenere il povero Tommy in una gabbia... :nono: :shock: Nn so come anche solo lontanamente pensavano che avrebbe potuto sopravvivere un bambino di 18 mesi, e x di più malato, in simili condizioni... nn ho più parole...
Sono sconcertato. Questa è una banda (era) di animali provenienti chissà da quale mondo. Solo al pensiero che questi Animali volevano rinchiudere un bambino di 18 mesi in una gabbia mi viene la pelle d'oca. Pazzesco in che mondo viviamo.
 
Alessi: "Io non ho ucciso Tommaso"

Mario Alessi, accusato dell'omicidio del piccolo Tommaso Onofri, ha ribadito la propria estraneità al delitto al suo legale Laura Ferraboschi. "Avvocato, io non l'ho ucciso", ha detto. Alessi, poi, si è interessato della moglie e del figlio: "Come sta lei? E Giuseppe?". "Gli ho spiegato che la suocera lo vuole tenere. Non abbiamo invece parlato dell'affidamento ipotizzato da suo fratello", ha spiegato l'avvocato.

Secondo quanto riferito dal legale, Alessi si è anche dichiarato d'accordo sul chiedere una perizia con incidente probatorio. "Glielo ho chiesto - ha detto Ferraboschi - perché a volte i clienti non sono d'accordo con la linea difensiva scelta dal loro avvocato, e lui mi ha detto 'si'". L'avvocato poi ha confermato che negli interrogatori dell'indagato non è mai emerso che il piccolo Onofri fosse stato ucciso perché piangeva. "Questa circostanza non è mai emersa. Quanto meno il signor Alessi non ha mai detto che il bambino è stato ucciso perché piangeva. Per quanto riguarda invece le dichiarazioni rese da Raimondi - ha sottolineato il legale - non le ho lette quindi non posso dire".

Nonostante neghi con forza di essere l'autore dell'omicidio del bambino, Alessi non ha dimostrato una forte reazione emotiva davanti al fatto che nell'ordinanza del Gip lui viene indicato come il principale indiziato del reato. "No, assolutamente - ha spiegato l'avvocato - a proposito di questo non ha detto nulla. Non ha avuto reazioni, non è adirato, si sente disperato".

La legale poi, dopo avere parlato con il suo assistito in carcere, ha incontrato il Pm Pietro Errede per parlare del trasferimento ad altro carcere del suo assistito. "Errede sta esaminando il problema con molta cautela. Ho rappresentato questa esigenza del mio assistito, e lui mi ha detto che avrebbe provveduto". Delle minacce ricevute da altri detenuti però questa mattina Alessi durante il colloquio non ha parlato. Anche la notte scorsa è proseguita la protesta degli altri detenuti alla Burla con cori e insulti contro i due rapitori di Tommaso.

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Ha richiesto di essere sottoposto ad una perizia psichiatrica. . .. vuole far finta di essere "pazzo" per limitare la pena?? ma sbattetelo in galera e buttate le chiavi, che cavolo aspettano??! :mad: :mad:
 
Galera ? e a che pro ' scusa ?

aspettando che i nostri stipendi di onesti ( vebbe' mo' esagero ghghg ) lavoratori aumentino ancora per dare da mangiare a gente simile ? Pensi che elementi simili possano veramente redimersi ? CHI DI VOI PENSEREBBE SOLO PER MEZZO SECONDO DI RINCHIUDERE UN BIMBO MALATO IN UNA GABBIA E LO UCCIDEREBBE DOPO 5 MINUTI PERCHE' PIANGE? non sono persone dotate di coscenza non sono soggetti recuperabili ma solo feccia da straziare e eliminare all'istante.
I mantenimenti delle carceri costano e i contributi statali fioccano ... certa gente merita solo la tortura e la conseguente morte
sin troppo facile il carcere a vita ...
 
blasterr ha detto:
Galera ? e a che pro ' scusa ?

aspettando che i nostri stipendi di onesti ( vebbe' mo' esagero ghghg ) lavoratori aumentino ancora per dare da mangiare a gente simile ? Pensi che elementi simili possano veramente redimersi ? CHI DI VOI PENSEREBBE SOLO PER MEZZO SECONDO DI RINCHIUDERE UN BIMBO MALATO IN UNA GABBIA E LO UCCIDEREBBE DOPO 5 MINUTI PERCHE' PIANGE? non sono persone dotate di coscenza non sono soggetti recuperabili ma solo feccia da straziare e eliminare all'istante.
I mantenimenti delle carceri costano e i contributi statali fioccano ... certa gente merita solo la tortura e la conseguente morte
sin troppo facile il carcere a vita ...
Tortura lenta, e pena di morte mediante lapidazione, o impalamento (almeno soffre, troppo comoda l'iniezione letale, o la sedia elettrica, muore subito!). Una bestia in meno da sfamare. :sisi:
 
Da quello che ho sentito al telegiornale oggi, l'autopsia sul corpo del bambino ha rivelato che il piccolo Tommy è morto strangolato, e successivamente colpito alla testa...
E intanto il "signor" Alessi fa sapere dal carcere che nn si pente di quello che ha fatto... :skept: :nono:
A questo punto pena di morte... un infame in meno da mantenere. :sisi:
 
L'autopsia: Tommy morì strangolato
Colpi alla testa non causarono decesso


Tommaso sarebbe morto strangolato e non a badilate, come avvallato in precedenza. In base ai primi elementi emersi dall'autopsia, che sarà ufficializzata nelle prossime 24 ore, la causa del decesso sarebbe una profonda lesione al collo. I colpi alla testa sarebbero stati inferti sul corpo già senza vita. L'ipotesi sarebbe compatibile con la versione fornita da Salvatore Raimondi, l'operaio arrestato per l'omicidio.

A dare l'annuncio shock è stato Guglielmo Masotti, il professore che ha eseguito l'autopsia. Mancano ancora alcuni test, ma secondo Masotti è già possibile abbozzare una ricostruzione dell'omicidio. Tommaso venne strangolato, come mostra la profonda lesione riscontrata sul collo.

In un secondo momento, venne colpito al capo: a calci o con un attrezzo corto e pesante dai bordi acuminati. Non si esclude che possa essere stato proprio un badile, come si era detto nei giorni scorsi. Ma il piccolo aveva smesso di soffrire: dai primi esami autoptici, era già morto.

Se gli ultimi test confermassero questa ipotesi, la posizione di Mario Alessi si aggraverebbe notevolmente, perché verrebbe rivalutata la deposizione di Salvatore Raimondi. "Il giorno dopo il sequestro mi ha detto che c'era stato un incidente e che aveva strangolato il bimbo", aveva dichiarato il manovale.
 
Manolo ha detto:
L'autopsia: Tommy morì strangolato
Colpi alla testa non causarono decesso

I colpi alla testa sarebbero stati inferti sul corpo già senza vita.

Sgomento senza fine... 'sta storia più la si guarda e più sono pugni allo stomaco.
 
Signore, signori, scusate se, come si dice in gergo, entro a gamba tesa nel vostro bellissimo forum, mi presento: sono Rita, da Terni, e sono qui per farvi un invito, un invito che a persone attente come voi non può sfuggire: un anno fa il nostro paese, il nostro bel paese, veniva segnato da una fra le più brutte vicende degli ultimi dieci anni almeno, il rapimento e l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri: a distanza di un anno la famiglia pian pianino sta raccogliendo i cocci, per quanto ciò possa essere possibile dopo una tragedia simile,e, supportata da tante e tante persone, mamme e papà come me, come voi, profondamente colpite (anche se forse sarebbe più corretto dire straziate) da quanto successo, ha deciso di far sentire la propria voce, la voce delle vittime : nel sito www.tommynelcuore.it , all'interno del forum, troverete una sezione denominata "Proposta di legge per il contenimento del crimine violento": venite a leggere e soprattutto a discutere con noi sull'opportunità e la necessità di cambiare questo nostro sistema che troppo spesso tutela Caino dimenticandosi di Abele, e ignora il valore della vita di bimbi innocenti.
Spero con tutto il mio cuore di mamma di tre bimbi di leggervi numerosi, perchè quello che è successo al piccolo Tommy , a Youssef (quanti altri ancora?) non debba accadere MAI PIU'.
Un abbraccio a tutte.


Oggetto: IERI, IN VIA DEL TRAGLIONE.....

Ieri mattina eravamo lì, io , Cate, Vit, Pippi con i suoi palloncini, e , chi prima, chi dopo, anche gli altri ragazzi del forum, in un peregrinare silenzioso, in QUEL POSTO LI'....quel fazzoletto di terra visto tante volte in TV, pensato e immaginato nei miei momenti più tristi ....
C'erano i bimbi di Barbara che giocavano e ridevano alla vista dei pupazzetti lasciati vicino al nostro abete, quello addobbato per Natale, ieri però spoglio e triste, orfano pure delle ranocchiette luminose rubate dai soliti ignoti nei giorni scorsi...
Sentivo i bimbi ridere e non riuscivo a distogliere lo sguardo da quel paletto, piantato lì e ancora avvolto dal nastro della polizia scientifica, e pensavo al mio bimbo che lì sotto è rimasto per un mese intero e a cosa poteva aver fatto per aver meritato uno scempio tale...
Non mi è arrivato l'eco delle sue risate in mezzo a quelle degli altri bimbi, per quanto mi sforzassi, non sono riuscita a sentirlo....
Solo non dimenticherò mai più quel pugno di terra, lievemente imbiancato, col suo freddo paletto di legno infilato ....
Quel paletto ora è virtualmente affondato nel mio cuore, nella mia anima, nella mia coscienza.....NON PUO' FINIRE COSI'.

Un bacione dietro al collo, piccolo guerriero !
_________________
TOMMY FOREVER
 
DAL BLOG DI "PROMETEO"

PER NON DIMENTICARE: Un Anno dopo il rapimento di Tommaso Onofri.

Casalbaroncolo è una piccola frazione alle porte di Parma.
Poche case, di quelle “di una volta”, con l’aia polverosa e gli animali da cortile che razzolano liberi.
La strada che attraversa questa frazione passa attraverso la campagna, inseguendo rigagnoli e fossati ed obbligando così le auto, malgrado lo spazio disponibile, ad una percorrenza a senso alterno.
Lungo il fiume Enza il bosco si infittisce, coprendo la luce del sole in quelle giornate in cui la nebbia se n’è stata generosamente assente.
Ad ogni spiazzo sciatte prostitute di colore richiamano fin dalle prime ore del mattino clienti in cerca di facili contagi. Pochi metri dopo una stradina sterrata accompagna ad una radura che un gruppo di volontari sta cercando di ripulire, restituendo alla sacralità acquisita del posto anche una parvenza decorosa. Pulita. Rispettosa.
L’uomo alla mia sinistra si porta alla bocca l’ennesima sigaretta, quindi indicando un paletto conficcato nel terreno e coperto dal nastro della polizia scientifica dice: “quello è il posto esatto dove hanno trovato mio figlio Tommy, sepolto dal letame e dalle foglie marce”.
Accadde tutto un anno fa ma a pensarci bene sembra solo ieri.
Una normale, normalissima famiglia, padre, madre e due bellissimi bimbi ancora piccoli, insieme a due cani ed un gatto, una famiglia qualunque, da poco trasferita nella casa di campagna, da ristrutturare col tempo, arrabattandosi con le rate del mutuo ed i sacrifici che le stesse comportano, la famiglia Onofri, venne sorteggiata dal destino, dal fato, chiamatelo come volete. E’ quel qualcosa a cui bastano pochi istanti per cambiare per sempre il registro della tua vita. Toglierti dai binari e spedirti altrove, senza biglietto di ritorno, senza che tu abbia anche solo il tempo per chiedere una motivazione. Mario Alessi e Salvatore Raimondi, con la complicità di Pasquale Barbera e della moglie di Alessi, Antonella Conserva, progettano e realizzano il rapimento del figlio più piccolo degli Onofri, Tommaso. Dagli occhi azzurro cielo ed i capelli ricci e biondi, quasi un putto, già un angelo forse.
La storia la sappiamo tutti. Perché tutti l’abbiamo seguita da vicino. Con un espediente Alessi e Raimondi entrano in casa, immobilizzano i genitori e rapiscono il bimbo. Una delle due persone oltre al passamontagna ha un casco e non parla, forse perché è identificabile e non vuole farsi riconoscere. E’ la stessa persona che con una mano punta la pistola alle tempie del bimbo e con l’altra lo accarezza in volto.
Vicino al palo lasciato dalla polizia un totem di peluche, carico di pupazzetti e di disegni. La sua ombra dona la parola infanzia alla terra pregna del sangue di un innocente. Qui tra qualche giorno verrà inaugurata un grande stele, di marmo, “così pesante” dice il padre “che nessuno potrà toglierla”, con sopra un’immagine di Tommy e dei versi a lui dedicati.
Lo stesso posto presto verrà bonificato, magari per farci un giardino, portarci i bimbi per fare delle passeggiate, incontrarsi ed incontrare, permettendo così alla vita di riguadagnarsi lo spazio sottrattole un anno fa con l’atto peggiore che mente umana possa concepire.
La zia di Tommy lì vuole una panchina, “per parlare col suo adorato angioletto” ogni volta che ne sente il bisogno.
“Uno lo teneva fermo da dietro, mentre un altro con una pala lo colpiva violentemente in volto”.
Non si può ascoltare il racconto del padre senza pensare ancora alle immagini di Tommy entrate nelle nostre case. Tommy sul passeggino, mentre mangia la pappa, col costume di carnevale, con lo sguardo di chi ha fatto una birichinata. Sempre sorridente, sempre allegro. La violenza con cui il piccolo è stato ucciso non ha eguali ed i dettagli vanno rispettosamente omessi. E poi non aggiungerebbero nulla a questo orrore.
Casa Onofri è un porto di mare, a dimostrazione che vi sono tante persone cattive ma molte di più sono quelle buone. La volante della polizia che staziona perennemente fuori da qui, tiene alla larga curiosi e sciacalli, anche se ogni tanto qualcuno la fa franca, come quel noto prete assiduo frequentatore della Tv più che delle Chiese, il quale in piena emergenza si fece vivo non prima di aver convocato i fotografi. Purtroppo per noi per gente così c’è sempre un’isola dei famosi su cui approdare.
Dentro casa invece è un via vai di amici, molti dei quali incontrati a causa di questa tragedia ma per questo forza viva.
Paola Onofri ha una maglia bianca con un grande cuore rosso e la scritta Tommy nel cuore. Ogni gesto, ogni parola, ogni ricordo è per quel suo figlio che in quella dannata notte sedeva dove ora siedo io.
Sorride Paola e per tutti ha parole di forza e di aiuto. Quanto ai fantasmi ed al dolore solo lei sa fino in fondo quanto male facciano e quanto difficile sia tenerli a bada. E’ il dolore di una madre a cui hanno strappato il dono più grande.
Tutti noi dobbiamo a questa famiglia delle scuse. Li abbiamo sezionati, passati ai raggi x, giudicati.
Partendo dal padre Paolo. Gli confesso di averlo odiato, “e pure tanto” perché quando la notizia del ritrovamento di un Pc con immagini pedopornografiche emerse, in un certo qual modo mi sentii tradito. Tradito e ferito. Sembrava un ulteriore oltraggio verso quel bimbo rapito e facile quindi fu pensare che le cose fossero pure collegate.
Oggi quell’inchiesta è chiusa. Paolo ha patteggiato sei mesi, ribadendo però che le immagini non avevano come protagonisti dei bimbi seviziati ma delle modelle minorenni ma consenzienti, ed ha pagato per quello che definisce “un grandissimo errore”.
Chi ancora deve pagare invece sono gli aguzzini del figlio, in un’inchiesta che non ha ancora svelato quei lati oscuri che la attanagliano.
E mentre ogni singolo membro della famiglia ha subito più ore di interrogatorio di quante fino ad oggi non ne abbia sostenute Provenzano, lo stesso, forse, non si può dire degli aguzzini i cui ruoli sono ancora tutti da chiarire. In primis quello della moglie di Alessi, Antonella, la stessa che tenendogli la mano giurava davanti alle telecamere di pregare per Tommy e che suo marito ovviamente “non c’entrava nulla”. Seduta nei salotti bene della tv, con i capelli di fresco pettinati, invitava i rapitori a liberare il bambino, mentre probabilmente da qualche parte del suo corpo ancora riecheggiavano, calde, le grida di Tommaso. Catturato, spaventato, seviziato, ucciso. Penso a cosa può avere provato. Me lo immagino caricato a forza su di uno scooter con due individui dal viso coperto, mentre nel buio si allontana.
Sullo sfondo sempre più piccola la luce di casa. Mente il cuore dei genitori e del fratellino battono all’impazzata, tra paura e dolore. Vorrei avere la macchina del tempo, catapultarmi lì, toglierlo dalle sgrinfie degli aguzzini e scusarmi con lui. Per l’inutile turbamento. Ora torniamo a casa piccolo, finiamo la pappa e giochiamo con la spada che ti piace tanto ed il tuo fratellino, calmando anche lui per il brutto spavento. Mentre gli uomini neri resteranno chiusi per sempre, là fuori dalla porta.
“Al funerale di Tommy vennero quasi 60mila persone, da non crederci come sia tanto amato” dice commosso Paolo Onofri, mentre organizza per il 01 aprile una grande marcia che riempirà Casalbaroncolo di gente da tutta Italia. Ma che Tommy non se ne sia realmente mai andato non lo dimostrano solo i ricordi, le fotografie, i suoi giochi sparsi per casa. Lo dimostrano i fatti che grazie al suo sacrificio oggi vengono raggiunti.
Con la neonata Associazione Tommy nel Cuore (www.tommynelcuore.org) gestita direttamente dai genitori dato che durante i giorni del rapimento e della successiva scomparsa chi la creò pensò bene di farsi più i propri che gli altrui affari, oggi vengono aiutati tanti bambini. “Si sceglie di volta in volta un singolo progetto, portandolo poi a compimento. Ora è la volta di Roberta, 12 anni, affetta da una malattia rara che in quanto tale le impedisce di avere l’aiuto necessario. Roberta è nata con una patologia che le ha bloccato lo sviluppo del ventricolo sinistro. Servono tantissimi soldi per l’operazione che si terrà prima dell’estate negli Stati Uniti e sul sito di Tommy c’è direttamente il conto corrente della mamma di Roberta che ogni euro che riceve spedisce subito ai medici negli Usa, ultima speranza di vita per la sua piccola”. A giorni inizierà anche il processo. Davanti ai coniugi Onofri sfileranno non solo gli ultimi dodici dolorosi mesi, ma anche i demoni che hanno cancellato il loro futuro. “Per loro non proviamo odio, ma solo indifferenza” dicono all’unisono, “perché l’odio è un sentimento mutevole e potrebbe trasformarsi, l’indifferenza no”, è forte come il granito che ricorda Tommaso in una squallida piazzola.
Col processo torneranno le telecamere. E certi folli paradossi. “Scoprimmo del ritrovamento del cadavere di mio figlio dalla Tv. Quando il magistrato venne a darci la notizia, mia moglie era già sotto valium”.
Anche per questo dovremmo scusarci con loro.
E promettergli che non li lasceremo soli. Mai. Aiutandoli a dare un senso al sacrificio del proprio piccolo, il cui cuore, se bene ascoltiamo, ancora batte dentro le mura di questa casa. E nelle case di milioni di italiani, dove altrettanti Tommy ora ricevono il bacio della buona notte e vanno a letto.
La nebbia che scende su Parma avvolge tutto. Coscienze e strade.
La radura è ancora più tetra, mentre una coppia di pervertiti, cacciati dai vigili, cerca di trastullarsi proprio a pochi passi dal posto dove l’anima di Tommy ha lasciato il suo corpo.
Dallo stereo dell’auto Renato Zero canta: “oltre il tempo, l’amore ha vinto” e chiude così un incontro con una famiglia che mai dimenticherò.

Massimiliano Frassi
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Ciao Rita.
Grazie per la tua bella testimonianza e per averci mostrato come da un atto così tremendo possa nascere comunque qualcosa di buono e pulito. Tommaso è sempre nel cuore a dispetto dei Media, così solerti un anno fa e così silenziosi oggi ad appena un anno dalla tragedia.

Bella l'iniziativa della proposta di legge. Spero che tanti nostri utenti verranno a darvi manforte.

Un abbraccio e un augurio sincero di raggiungere i vostri obiettivi. :)
 
Wait ha detto:
Ciao Rita.
Grazie per la tua bella testimonianza e per averci mostrato come da un atto così tremendo possa nascere comunque qualcosa di buono e pulito. Tommaso è sempre nel cuore a dispetto dei Media, così solerti un anno fa e così silenziosi oggi ad appena un anno dalla tragedia.

Bella l'iniziativa della proposta di legge. Spero che tanti nostri utenti verranno a darvi manforte.

Un abbraccio e un augurio sincero di raggiungere i vostri obiettivi. :)


grazie a voi della vostra disponibilità e gentilezza. Oggi è proprio una giornata terribile per me e per tanti altri.
 
Scusate ragazzi ho letto adesso per la prima volta questo topic. Sono sconcertato per quello che accadde a Tommaso. La mia speraza è che queste cose non accadano più. Ho letto però alcuni commenti che mi lasciano sbigottito. Oggi come oggi non può esistere l'occhio per occhio e dente per dente. La storia insegna. Non che si debba trasformare nella solita discussione pena di morte sì no (io sono contrario in ogni caso), ma era per ribadire che la reazione di fronte a simili sciagure di un individuo è quella di dolore e rabbia, ma la risposta della società non può essere quella
 
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