Il DSL-320T ha un firmware di funzionamento di tipo grafico: NON di immediata semplicità; il suo settaggio, non coadiuvato da un CD di installazione, richiede un pò di tecnicismo.
Di qui le possibili prime lagnanze: difficoltà di settaggio.
la D-Link, ha aggiornato il firmware nel tempo, consentendo lo sblocco delle porte NAT, e trasformando, così, il DSL 320T, in un modem-router.
E' bene precisare che il MODEM DSL 320T è soltanto un modulatore e demodulatore dei segnali contenenti le informazioni trasmesse attraverso il doppino telefonico: provvede a ricodificare i segnali elettrici provenienti dall'esterno in sequenze di bit e inversamente procede per le sequenze di bit che, provenienti dal router o dal pc o da altri terminali deve comunicare al Server del Gestore del servizio dsl.
Quello che il suo firmware consente di più - rispetto alle funzioni essenziali di modem, deriva dalla completezza o complessità di detto sistema operativo del DSL 320T, nei limiti di efficacia e velocità del suo processore interno e del supporto del buffer di memoria.
Il settaggio del firmware avviene aprendo un internet explorer e digitando l'indirizzo ip di default indicato nelle istruzioni del prodotto.
Occorre settare i metodi di incapsulamento indicati dal Gestore del Servizio dsl ed il tipo di connessione (PPPoE ecc., continua o su chiamata) perchè si abbia la regolare connessione.
Per alcune di queste funzioni, lo stesso DSL 320T può provvedere in via automatica.
Quanto alla sensibilità ricettiva, il DSL-320 non ne eccelle, ponendosi un pelino al di sopra del Linksys AM-200 e un pò al di sotto di analoghi modem della Netgear.
Con l'ultimo firmware consente lo sblocco delle porte nat. Con questa funzione attivata, il modem-router DSL 320T: a) acquisisce l'indirizzo ip del server e b) trasferisce i dati da e per il router, per il pc o per ulteriori terminali, conferendo al flusso di questi un distinto indirizzo ip per ogni destinatario. Gli indirizzi ip possono essere "nattati" dal DSL 320T in via automatica (dhcp) o manualmente definiti dall'operatore.
Presenta anche l'opzione di attivazione e disattivazione di un proprio firewall.
Sono tuttavia dell'opinione che queste funzioni (da router) efficacemente operanti su di un router con processore di adeguata capacità ed estesa memoria interna di supporto, se adottate sul modem DSL 320T che di processore e memoria performanti ne è privo finiscano soltanto per renderne più gravoso il funzionamento e meno valido il rendimento complessivo.
Per quello che mi riguarda, sul presupposto che il modem DSL 320T doveva essere collegato ad un router (gigabit) ho annullato le funzioni ulteriori rispetto ai soli a) modulazione/demodulazione, b) incapsulamento, ed ho settato il firmware per l'opzione "half bridge". In questo modo, delegando al router anche di organizzare il tipo di connessione col Server del Gestore del servizio, e di acquisirne l'indirizzo ip, ho ottenuto un più efficace rendimento del modem, snellito dall'imposizione di ulteriori funzionalità.
Il form factor è il classico a cui da anni ha abituato D-Link anche con i suoi switch e router b/g. Lo avrei gradito più piccolo e snello (e meno "squadrato", se possibile) E' un misto di plastica ed alluminio (che è più sottile e fragile della prima e si ammacca agli urti) ed è attaccabile al muro attraverso due occhielli posteriori dentro cui insterire le "testine" delle viti precedentemente inserite a muro.
Nella scatola di acquisto sono contenuti: 1) modem; 2) alimentatore separato per presa a muro; 3) cavo eterhet; 4) viti con guaine [in modo da rendere le prime, di per sè con filettatura idonea ad avvitarle su una superficie di legno, in viti a pressione per muratura]; 5) quattro spessorini di plastica da inserire nelle bucherellature laterali e tenere il modem "sollevato" in orizzontale, favorendo così il passaggio dell'aria.
E' privo di interruttore di spegnimento.
Se utizzato in modo intensivo, ossia anche con la funzione NAT attivata, tipica di un router, "nattando" gli indirizzi ip ai pc collegati, attraverso uno switch all'unica porta ethernet, va agevolmente "in pappa" mostrando "sofferenza" o rallentamento di funzioni per intasamento nella ricezione/trasmissione dei dati.
Ciò in quanto non è idoneo a svolgere le funzioni di router se non come in una sorta di "emergenza", soprattutto se viene attivato il suo firewall che favorisce un notevole rallentamento o il blocco dell'acquisizione dei dati qualora vengano aperte contemporanemante più pagine internet.
Quindi la presenza di un processore interno molto performante e di un ampio buffer di memoria flash o ram interna avrebbe risolto decisamente il problema.
Esprimo l'opinione che tranne qualche eccezione (il sensibilissimo ed efficace modem integrato dell'US Robotics) un comune non eccelso livello di performanza, velocità e sensibilità al segnale dsl contraddistingue i
modem dsl esterni in commercio.
Irregolarità di funzionamento derivano, quindi nell'ordine, da:
1) errori di settaggio;
2) doppino telefonico usurato (cavo malfunzionante o plug telefonico non ben installato nel cavetto o nel modem;
3) linea telefonica vecchia o con troppe prese telefoniche nell'appartamento (con perdita di segnale conseguente);
4) mancanza di idoneo filtro adsl sulle prese telefoniche;
Piuttosto, una maggiore efficacia di funzionamento dei modem dsl - in genere - si verifica soltanto quando questi siano integrati ai router con porte wan e lan, in uno stesso circuito stampato (e dunque in uno stesso contenitore). Un modem-router completo con porte wan e lan, semmai gigabit, non soltanto presenta un minore consumo di energia elettrica (minore numero di led perennemente accesi, un alimentatore al posto di due, con alimentazione uniforme e meno discontinua) ma evita la dispersioni di segnale nel suo trasferimento dalla unità modem alla unità router. Occorrerà soltanto attendere che la produzione futura adotti questa linea (modem e router gigabit integrati) per preferire questo tipo di soluzione.