MADRID - L'Uefa aprira' una inchiesta sui fatti di Valencia con la rissa post gara di Champions tra Valencia e Inter. Fonti della federazione europea hanno confermato che la commissione disciplinare si occupera' della vicenda il 22 marzo.
L'Uefa ha gia' aperto un'inchiesta sugli incidenti che hanno contrassegnato il dopo partita in occasione della gara degli ottavi di finale di ritorno della Champions League Valencia - Inter, ieri sera. La commissione disciplinare si riunira' e rendera' le propria decisione il 22 marzo a Nyon. Esiste la posssibilita' di presentare un ricorso. ''L'inchiesta - ha spiegato da Nyon il servizio stampa della confederazione europea - e' stata aperta nei confronti di entrambi i club. Per prendere una decisione, la commissione disciplinare si basera' sul referto arbitrale, la relazione del delegato Uefa ed anche le immagini televisive.''
Ovviamente, l'Uefa non si e' sbilanciata sulle possibili sanzioni incorse dai protagonisti dell'indegna gazzarra. ''Dopo aver ricevuto l'insieme delle informazioni, la commissione capira' esattamente quali persone sono coinvolte'', ha aggiunto il servizio stampa. Il portavoce dell'Uefa ha comunque precisato che ''il nome del Valencia figurera' regolarmente nei bussolotti per il sorteggio dei quarti di finale e delle semifinali della Champions League, in programma venerdi' ad Atene.'' Il presidente dell'Uefa, Michel Platini, partito stamane per un viaggio di lavoro in Georgia, non si e' espresso sull'accaduto.
BURDISSO, PUGNO DA DIETRO NON E' DA UOMO
E' stato un rientro tranquillo quello dell'Inter atterrata alla Malpensa attorno alle 2.30 dopo esser stata eliminata dal Valencia dalla Champions League. I giocatori sono sbarcati praticamente assieme ai tifosi che rientravano con un charter dalla Spagna, e non c'e' stata alcuna contestazione ma solo qualche applauso, soprattutto per Materazzi contestatissimo a Valencia. Nicolas Burdisso e' stato suo malgrado uno dei protagonisti della serata: ''Io stavo litigando con un altro - ha ricordato il difensore argentino - e prendermi da dietro non e' da uomo. Pero' c'e' stata una reazione di tutta la squadra e credo che quello dimostra che siamo un grande gruppo. Peccato davvero per l'eliminazione''. Burdisso ha spiegato che il suo diverbio con Marchena fa parte delle ''cose che succedono in campo, cose normali che si dicono in campo niente piu'. Poi non ho capito bene cosa e' successo e mi hanno preso da dietro. Ma - ha aggiunto - ho fiducia nella Uefa''.
NAVARRO SI SCUSA 'MI VERGOGNO'
David Navarro, del Valencia, ha detto di essere ''pentito'' e di ''provare vergogna'' per la violenza durante la partita con l'Inter. Dopo la partita, a sangue piu' freddo, il giocatore, citato dal sito online goal.com, ha spiegato di ''aver visto che stavano tentando di aggredire un compagno e mi sono saltati i nervi''. ''Non mi ero mai comportato cosi' e non lo faro' mai piu'. Sono molto pentito e pieno di vergogna''. Navarro ha assicurato che oggi ''chiedera' perdono'' personalmente alle persone coinvolte.
INTERISTI CONTRO IL 'CONIGLIO' NAVARRO
Nicolas Burdisso lascia il Mestalla con la frattura della cartilagine del setto nasale, l' Inter lascia l' Europa ancora una volta con moltissimi rimpianti visto che quest'anno era davvero una delle candidate per la vittoria finale. L' eliminazione con rissa non fa onore né ai nerazzurri né al Valencia e gli aggettivi più usati dai nerazzurri per Navarro sono "coniglio" e "vigliacco".
L' Inter non presenterà comunque alcun ricorso, l' amministratore delegato Ernesto Paolillo, spiega che "il delegato Uefa ha visto tutto ma la partita era finita e siamo stati eliminati sul campo". Massimo Moratti lascia lo stadio con tanta amarezza per "i tanti gol sbagliati al termine di una partita che si sapeva essere difficile. L' Inter non ha giocato male - aggiunge - e non mi aspettavo certo la rissa finale visto che la partita era ormai conclusa". Roberto Mancini spiega che "Navarro è impazzito ed è un vigliacco visto che ha colpito Burdisso da dietro rompendogli il naso". Ma il tecnico nerazzurro deve rispondere soprattutto del comportamento dei giocatori durante la partita: "Siamo fuori - ha detto - perché il Valencia ha fatto due gol all' andata.
Noi oggi abbiamo avuto molte occasioni ma non le abbiamo sfruttate e poi pensavamo di avere più spazi perché pensavamo che il Valencia avrebbe giocato, cosa che non ha fatto". Sulla scelta di schierare Burdisso dal primo minuto, Mancini ha spiegato che "Dacourt non era al cento per cento serviva un giocatore forte fisicamente per coprire le avanzate di Maicon e Maxwell. Ci tenevamo tanto - ha aggiunto - ma la nostra stagione rimane straordinaria". Nella rissa finale è rimasto coinvolto anche Javier Zanetti, senz'altro uno dei giocatori più esperti e tranquilli del nostro campionato: "quando ho visto Navarro colpire da dietro Burdisso - ha spiegato - non poteva restare fermo, Nicolas sanguinava tantissimo ma tutto è iniziato da Marchena che lo ha provocato". Il capitano nerazzurro nega però che l' Inter abbia giocato male come aveva fatto contro il Villareal nella passata stagione: "é stata un' eliminazione diversa, noi siamo stati superiori e abbiamo giocato con personalità. Adesso ripartiamo a testa alta perché abbiamo ancora due traguardi da raggiungere". D'accordo anche Dejan Stankovic: "L' anno scorso non avevamo giocato mentre questa volta ci abbiamo provato fino alla fine. Mi dispiace per la rissa, ci può stare che in campi si litighi, ma Navarro è stato un coniglio a colpire da dietro Burdisso".
DA ESTUDIANTES A VALENCIA QUANTE RISSE DA VERGOGNA
La madre di tutte le risse nel calcio e' quella alla quale diedero vita i giocatori di Estudiantes e Milan nel '69. Guarda caso giocatori argentini, come parte dei protagonisti della megarissa alla fine di Valencia-Inter. Molti ricordano il match, mai termine fu piu' esatto, fra Estudiantes e Milan nella finale di Coppa Intercontinentale del 1969 a Buenos Aires, quando si sparse la voce (in mancanza della telecronaca) che Nestor Combin, attaccante franco-argentino, fosse addirittura morto per le conseguenze dei colpi presi dopo il fischio finale. Fini' con l'attaccante dal naso rotto e arrestato dalla polizia locale. In Champions Legue, la triste storia delle risse della vergogna ha date piu' recenti, un Roma-Galatasaray del 12 febbraio 2002.
Ancora piu' vicino il match di boxe che chiuse nello scorso maggio, a Germania 2006, il quarto di finale tra Germania e Argentina: pugni e inseguimenti in campo, con Cruz alla fine colpito da Frings, il tedesco che poi verra' squalificato e saltera' la semifinale con l'Italia. Nell'ambito dei mondiali, la rissa piu' famosa e' quella al termine di Cile-Italia, nella coppa del Mondo del '62: il 2 giugno di quell'anno, in campo e' una vera e propria rissa, con l'arbitro Aston che lascia passare calci e botte dei padroni di casa (Sanchez con un pugno in campo rompe il naso a Maschio) e gli azzurri David e Ferrini espulsi. Finisce con le squadre, azzurri soprattutto, scortati negli spogliatoi dai carabineros. Immagini di calcio violento dal Sudamerica ne arrivano spesso, il caso piu' recente, e che ha fatto il giro del mondo, é quello della cosiddetta partita della pace tra Cruzeiro ed Atletico Mineiro: e' il derby di Belo Horizonte, di precedenti finiti male (perfino con tifosi morti) ce ne sono stati tanti, la stracittadina dell'aprile 2004 doveva sancire la pace. Invece fini' con una rissa da far-west, cominciata gia' nel primo tempo, con Tucho dell'Atletico messo Ko da una testata. Poi tocco' a Cris (squalificato in seguito per 9 mesi) ed Eduardo, per una rissa diventata gigantesca, con i tifosi tenuti a bada a stento dalla polizia.
Contemporaneamente, botte da orbi anche nel derby di Rio tra Flamengo e Vasco. In Italia, limitandosi agli ultimi tempi, ci si ricorda della rissa dopo Messina-Venezia, mai chiarita del tutto e con il portiere Soviero letteralmente invasato. Sei espulsi e tante botte, perfino all'amministratore delegato Alessandro Gaucci, furono dopo un Lazio-Perugia di tre anni fa, con Serse Cosmi ripreso mentre urlava 'forza Roma' al pubblico biancoceleste. Protagonista di calcio e pugilato fu anche la Roma, nel match di Champions contro i turchi del Galatasaray, che sostennero di essere stati aggrediti, oltre che da Totti, Batistuta e Lima, anche dagli uomini del servizio d'ordine dell'Olimpico, al termine di una partita di Champions. Fini' con l'Olimpico a porte chiuse e un processo penale. Piu' in basso nei valori tecnici, ma non nella classifica della vergogna, lo spareggio tra Cesena e Lumezzane che, a meta' del 2003, assegno' un posto in serie B.
La rissa fu gigantesca, tra i protagonisti principali ci fu il tecnico dei romagnoli Castori che poi venne squalificato per tre anni, ridotti a due in appello. Squalificati per sei mesi anche alcuni giocatori delle due squadre, pena giudicata troppo lieve. Rissa anche un anno e due mesi fa in Udinese-Brescia, dopo un gol del lombardo Mannini segnato con il portiere avversario a terra per infortunio. Tra i 22 in campo e i giocatori in panchina fu un vero match di wrestling. Di botte, nonostante il clima olimpico, se ne sono viste, e tante, anche nel torneo calcistico dei Giochi di Atene, al termine di Italia-Mali (i festeggiamenti dei giocatori azzurri avevano indispettito quelli africani). Un mese prima era finita in rissa anche Cina-Iraq, semifinale della Coppa d'Asia dopo che Sun Jihai era stato scalciato da dietro da un avversario. In un primo momento era tornata la calma, ma quando l'arbitro assegno' un rigore ai padroni di casa (si giocava a Pechino) la partita si trasformo' definitivamente in un incontro di lotta libera. Fece infine scandalo la rissa tra Turchia e Svizzera nelle qualificazioni per i mondiali, nel novembre 2005: la disfida continuo' fuori dal campo, con media turchi e svizzeri a scambiarsi accuse pesanti.
Fonte Ansa