Inter F.C. Fans Topic - "Giacinto Facchetti"

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INTER-EMPOLI 2-0: CAMBIASSO E GROSSO


MILANO - L'Inter vince 2-0 contro l'Empoli in una gara valida per il ritorno dei quarti di finale della Tim Cup 2006-2007 (andata sempre 2-0 per i nerazzurri) e si qualifica per la semifinale nella quale affronterà la Sampdoria. Inter in vantaggio al 28' dopo una prima parte della partita senza grandi emozioni: cross di Mariano Gonzalez dalla destra, Cambiasso, appostato sul secondo palo, porta in vantaggio i nerazzurri. L'Empoli avrebbe subito la possibilità per pareggiare (30'): Squillace concede un calcio di rigore ai toscani per un fallo di Dacourt in area su Eder. Gasparetto calcia il penalty, la palla scheggia la traversa di Toldo ed esce sul fondo.L'Inter sfiora il gol in almeno altre tre occasioni con un colpo di testa di Samuel, un tiro di Grosso da dentro l'area che scheggia il palo alla destra di Bassi, e una punizione sempre di Grosso, battuta dal limite dell'area, che esce di un soffio dopo essere stata deviata da Cambiasso a centro area.
Nella ripresa l'Inter raddoppia al 32': gran sinistro di Grosso dai 25 metri circa, la palla si infila nell'angolo alto della porta di Bassi. C'è tempo anche per gli esordi ufficiali con la maglia nerazzurra per Biabiany e Ribas, due giovani attaccanti della Primavera allenata da Vincenzo Esposito.
Il prossimo impegno dei nerazzurri sarà domenica 21 gennaio contro la Fiorentina in una gara valida per la 20^ giornata della Serie A Tim 2006-2007 (stadio "Giuseppe Meazza", ore 15.00).
 
Non viene citato Bonucci:love:

Eccellente prova del giovane terzino che non sbaglia mai e si permette di fare pure qualche numero.
Decisamente da tenere d'occhio!
 
jajuka83 ha detto:
Non viene citato Bonucci:love:

Eccellente prova del giovane terzino che non sbaglia mai e si permette di fare pure qualche numero.
Decisamente da tenere d'occhio!

Hai ragione ha convinto anche me;finalmente un giovane del nostro vivaio ,italiano, che fa la differenza :sisi:
 
Messi:"Grazie Moratti,ma resto qui"
"Sto bene al Barcellona, credono in me"

Le parole al miele del patron interista Massimo Moratti lo hanno certo lusingato, ma Lionel Messi non ha dubbi su quale sarà il suo futuro. "Considero un onore il fatto che il presidente dell'Inter abbia detto certe cose su di me - dice -, però sto benissimo a Barcellona, dove tutti mi amano. Anche perché qui vive tutta la mia famiglia e i blaugrana hanno creduto in me anche in un momento difficile della mia vita".

Campione d'Europa, vice-campione del Mondo per club, detentore del titolo spagnolo. Il Barcellona ha fatto incetta di trofei nell'anno appena andato in archivio e non è certo uno di quei lidi da cui i calciatori smaniano di allontanarsi. Anche Lionel Messi non fa eccezione, nonostante la corte serrata di varie società europee, Inter in testa. Moratti aveva lasciato intendere che se ci fosse stata l'occasione di mettere le mani sul talento del calcio mondiale, non si sarebbe tirato indietro, a costo di "fare una follia". Ma l'argentino lancia messaggi poco incoraggianti e si tiene stretta la maglia blaugrana.

"Considero un onore il fatto che il presidente dell'Inter Moratti abbia detto certe cose su di me - ammette - e lo considero uno stimolo per impegnarmi a fare ancora meglio. Però sto benissimo a Barcellona, dove tutti mi amano, e città in cui sono molto contento. Per questo voglio continuare a starci, anche perché qui vive tutta la mia famiglia. Sono molto legato al Barça, che ha creduto in me anche in un momento difficile della mia vita". Riferimento al suo avvento in terra spagnola, quando, poco più che bambino, il Barcellona gli consentì, non solo di giocare a calcio, ma anche di curare un problema fisico di non poco conto.

E poi, c'è un'altra ancora a tenere ben saldo Messi nella città catalana: giocare con Ronaldinho ha un fascino tutto suo. "Il miglior giocatore del mondo, per quello che fa per se stesso e per la squadra, e per le cose che ci fa vincere". L'ipotesi Italia, però, non può certo essere scartata a priori per un futuro, anche remoto. "Volendo fare un gioco - dice Messi -, sceglierei la Juventus o l'Inter, perché sono le due squadre che ho sempre seguito. E poi nell'Inter ci sono tanti argentini...". Per ora, quindi, Moratti dovrà rassegnarsi a custodirlo nel cassetto dei sogni, ma tra qualche anno Messi e il nerazzurro potrebbero tornare a guardarsi con intenzione.


Io l'avevo detto gia' alle prime voci :sac:
 
Seifer85 ha detto:
Fidati..i giocatori cambiano idea facilmente :sisi:

basta fargli una mega offerta vedi se non arriva a Milano.....arriva anche strisciando...:asd::asd::asd::asd::asd:
 
Per la Procura l’Inter, senza escamotage contabili, non avrebbe potuto iscriversi alla A del 2004-05: nella stessa inchiesta anche Galliani

Bilanci falsi, si indaga su Moratti Plusvalenze fittizie per i «buchi».
La società: possiamo contrapporre buoni argomenti tecnici.



MILANO — Divisi nella fortuna calcistica (uno arranca ametà classifica, l’altro inanella record in testa) ma uniti nella disavventura giudiziaria: non soltanto il vicepresidente del Milan, Adriano Galliani,ma anche il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, sono indagati dalla Procura di Milano per l’ipotesi di falso nei bilanci delle loro squadre, negli anni in cui nel mondo del calcio era diffusa pratica contabile ripianare i debiti e abbellire i conti attraverso scambi di giocatori a prezzi «gonfiati». Plusvalenze fittizie per coprire «buchi» veri.
Con un neo in più, però, per i nerazzurri di Moratti (firmatario del bilancio 2003), dell’attuale vicepresidente e amministratore delegato 1999-2003, Rinaldo Ghelfi, e dell’ex amministratore delegato Mauro Gambaro: e cioè il fatto che, secondo i calcoli della GdF e della Procura, senza il «doping amministrativo» dei bilanci nerazzurri, l’Inter non sarebbe riuscita a rientrare nei parametri previsti e perciò non avrebbe potuto iscriversi al campionato di calcio della stagione 2004-05, conclusa al terzo posto.
Se la difesa del Milan ha già più volte argomentato la regolarità dei bilanci rossoneri, ora lo staff dell’Inter, pur ribadendo rispetto e assoluta fiducia nell’operato della magistratura, conta nel prosieguo dell’inchiesta di poter ugualmente far valere buoni argomenti da contrapporre a quelli dell’accusa, in un procedimento che si giocherà molto su valutazioni tecniche. Ma intanto anche le due società, intese come persone giuridiche, vengono indagate dal pm Carlo Nocerino in base alla legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle società per reati commessi da propri dirigenti nell’interesse aziendale: una prospettiva foriera di maxisanzioni pecuniarie nel caso di modelli organizzativi carenti o assenti, e comunque forse più insidiosa (perché quasi senza prescrizione) persino del versante personale penale, dove invece l’ipotesi contestata a Moratti e Galliani è assai probabile si infranga nei brevi termini di prescrizione contemplati dalle norme sul falso in bilancio.
Lo sviluppo milanese, che giunge dopo una richiesta di proroga delle indagini, è uno dei tanti filoni originati in tutta Italia dall’inchiesta-madre della Procura di Roma (nutritasi anche della denuncia pubblica dell’ex presidente del Bologna, Gazzoni Frascara) sul fenomeno delle operazioni «incrociate» per fare il maquillage ai bilanci delle squadre, tramite l’inserimento in contabilità delle plusvalenze apparentemente generate dalla cessione di giocatori ipervalutati: scambi di «campioni di carta», in teoria contesi a suon di milioni dai maggiori club di serie A e B, ma nella realtà spesso poi mandati a giocare nelle serie minori, quasi sempre come «prestito gratuito» a dispetto delle loro teoriche valutazioni da novelli Maradona. Del resto, il meccanismo conveniva a tutti: mentre le plusvalenze (cioè la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto) venivano iscritte per intero nel conto economico, producendo così un beneficio immediato per il bilancio in chiusura, il costo dei calciatori comprati veniva ammortato in più esercizi secondo la durata del contratto.
La Procura di Roma ha già chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Roma, Franco Sensi, e dell’ex patron della Lazio, SergioCragnotti, dopo aver invece spedito nel resto d’Italia gli atti relativi ad altre squadre. Nel dicembre scorso la magistratura di Genova ha proceduto a carico di 10 dirigenti tra i quali Galliani, il presidente della Sampdoria, Garrone, e il patron del Genoa, Preziosi. E Torino indaga su 41 contratti di calciatori venduti o acquistati dalla Juventus nell’era dell’ex amministratore delegato Antonio Giraudo e di Luciano Moggi.
Ora sono gli inquirenti, coordinati dal pm Francesco Greco, che, dopo aver acquisito il primo aprile 2005 documenti nelle sedi dei due club, contestano cosmesi di bilancio aMilan e Inter. Doppiamente «derby», perché le due società, oltre a ritrovarsi entrambe nei pasticci, per un verso lo sono anche per condotte comuni: l’indagine scandaglia, infatti, anche i rapporti privilegiati (dal punto di vista contabile) tra squadre proverbialmente rivali. Così privilegiati che, a fine campionato 2002-2003, Milan e Inter si sarebbero scambiati otto giocatori senza che essi indossassero mai né la maglia nerazzurra né la casacca rossonera.
Luigi Ferrarella
Giuseppe Guastella
17 gennaio 2007

Fonte : Corriere della Sera

Spero venga fatta piena chiarezza.
Come è stato fatto per altre società.
 
confido in Moratti e nell'Inter.....
spero riescano a dimostrare che quegli escamotage siano abbastanza regolari...:doh:
 
jajuka83 ha detto:
confido in Moratti e nell'Inter.....
spero riescano a dimostrare che quegli escamotage siano abbastanza regolari...:doh:

Certo....:sisi:
"Abbastanza regolari"...... :oogle: :oogle:
 
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