Il Vibe Coding ci renderà tutti programmatori o tutti disoccupati?

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Bell'articolo, molto interessante il punto di vista riportato. Personalmente (come tutti gli ingegneri del software, credo) mi sento un po' incerto sul futuro, ma mi sono fatto questa idea anche basandomi sulla mia esperienza professionale con l'IA e i vari coding agent.

Un buon ingegnere del software è sempre in continuo aggiornamento, conosce le nuove tecnologie e di conseguenza sa come utilizzare l'IA. Quando usa l'IA, le fa domande precise ed esegue una review del codice prodotto da essa perché conosce (deve conoscere) la tecnologia che gli sta facendo sviluppare.

Credo nell'IA e credo che sia un ottimo strumento, ma bisogna saperlo usare. È vero che può fare il lavoro al nostro posto, ma va guidata nel farlo, e per guidare l'IA devi sapere cosa chiedi, devi conoscere la materia.

Se non la guidi, se non controlli il suo lavoro non sai cosa hai tra le mani. Non devi farlo perché l'IA può sbagliare, devi farlo perché devi conoscere il tuo prodotto.

In un progetto grande, magari un'app con migliaia di utenti che accedono giornalmente e che si integra con decine di sistemi esterni e database, non basta che lanci il tuo coding agent e chiedi di svilupparti un componente grafico o un servizio di back-end. Devi sapere cosa fai, devi conoscere l'informatica, devi avere esperienza in sistemi complessi.


Penso che i coding agent siano strumenti per gli sviluppatori di software e non per tutti. Magari un piccolo imprenditore con una discreta intelligenza potrà arrangiarsi da solo, ma una grande azienda con sistemi complessi e un dominio complicato non può commissionare il suo software a gente a caso. Per questo motivo gli ingegneri del software resteranno; semplicemente si evolve il modo di lavorare, ma la materia a mio parere va studiata e compresa. Non riesco a immaginare diversamente, forse è un mio limite.

Credo che l'IA dia l'impressione di ridurre il divario culturale tra le persone, dando invece l'effetto opposto. La differenza tra chi studia e chi non studia sta crescendo molto, perché adesso chi non studia riesce a fare le cose più facilmente, appiattendo sempre di più la sua capacità di critica e di pensiero, mentre chi ha un approccio di apprendimento con questi strumenti accresce ancora di più la sua conoscenza.
 
Bell&#039;articolo, molto interessante il punto di vista riportato. Personalmente (come tutti gli ingegneri del software, credo) mi sento un po&#039; incerto sul futuro, ma mi sono fatto questa idea anche basandomi sulla mia esperienza professionale con l&#039;IA e i vari coding agent.<br />
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Un buon ingegnere del software è sempre in continuo aggiornamento, conosce le nuove tecnologie e di conseguenza sa come utilizzare l&#039;IA. Quando usa l&#039;IA, le fa domande precise ed esegue una review del codice prodotto da essa perché conosce (deve conoscere) la tecnologia che gli sta facendo sviluppare.<br />
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Credo nell&#039;IA e credo che sia un ottimo strumento, ma bisogna saperlo usare. È vero che può fare il lavoro al nostro posto, ma va guidata nel farlo, e per guidare l&#039;IA devi sapere cosa chiedi, devi conoscere la materia. <br />
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Se non la guidi, se non controlli il suo lavoro non sai cosa hai tra le mani. Non devi farlo perché l&#039;IA può sbagliare, devi farlo perché devi conoscere il tuo prodotto.<br />
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In un progetto grande, magari un&#039;app con migliaia di utenti che accedono giornalmente e che si integra con decine di sistemi esterni e database, non basta che lanci il tuo coding agent e chiedi di svilupparti un componente grafico o un servizio di back-end. Devi sapere cosa fai, devi conoscere l&#039;informatica, devi avere esperienza in sistemi complessi.<br />
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Penso che i coding agent siano strumenti per gli sviluppatori di software e non per tutti. Magari un piccolo imprenditore con una discreta intelligenza potrà arrangiarsi da solo, ma una grande azienda con sistemi complessi e un dominio complicato non può commissionare il suo software a gente a caso. Per questo motivo gli ingegneri del software resteranno; semplicemente si evolve il modo di lavorare, ma la materia a mio parere va studiata e compresa. Non riesco a immaginare diversamente, forse è un mio limite.<br />
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Credo che l&#039;IA dia l&#039;impressione di ridurre il divario culturale tra le persone, dando invece l&#039;effetto opposto. La differenza tra chi studia e chi non studia sta crescendo molto, perché adesso chi non studia riesce a fare le cose più facilmente, appiattendo sempre di più la sua capacità di critica e di pensiero, mentre chi ha un approccio di apprendimento con questi strumenti accresce ancora di più la sua conoscenza.
Sono d'accordo. Si può dire però che tutti sti articoli hanno stancato? Quando uscii il low code, la programmazione la davano per morta. Quando uscii WordPress anche i web developer li davano per spacciati.
 
No ne disoccupati ne programmatori ma solo una economia in iper produzione in cui la maggior parte avrà sempre meno soldi nella massa per spendere e più lavoro inutile.
 
Il tempo di scrittura di codice e sempre stata una percentuale minore dello sviluppo software. Analisi e soprattutto test hanno sempre preso la maggior parte del tempo.
Da anni scrivo poco codice, prima che arrivassero gli llm con il buon copia incolla e una cosebase di valore.
Gli adattamenti che apporto non li lascerei mai in mano alla statistica.
Difficilmente un llm mette il commento giusto al posto giusto, più probabile che commenti ogni singola riga di codice tipo un developer junior, rendendo il codice ancor meno comprensibile e di basso valore.
 
Più che più empatici direi anche meno stronzi. Io collega che tutte le sere va dal tuo capo a dire " ho letto il suo codice e ho trovato che" bla bla bla.... Sono dovuto levarmi dalle palle per non vedere più quel cretino
 
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