"Non ho segreti o misteri nella mia vita. Prendete me, ridate Tommaso alla sua mamma o almeno deteci un segno che è ancora vivo"E' l'ultimo disperato appello di Paolo Onofri, a 19 giorni dal sequestro. Poi l'uomo ha anche ricostruito quello che è successo la sera del rapimento, cercando di fare chiarezza su tutti i punti sui quali restavano dubbi. Intanto dagli inquirenti arriva un segno di speranza:"Il bimbo è vivo".
E così nel giorno in cui arrivano le prime rassicurazione da parte degli investigatori Paolo Onofri in un'intervista ha confidato:"Mi hanno dipinto in tanti modi. Quello che vorrei chiedere, considerando che da quando mia moglie è rimasta incinta di Tommaso io non l' ho lasciata una sola sera da sola in casa, dove ho trovato il tempo per andare a Sanremo, giocare d'azzardo, fare le messe sataniche, praticare ogni genere di nefandezza possibile e prevista dal vocabolario?" rispondendo così alla domanda sull'esistenza di misteri o segreti nella sua vita. Nei primi giorni, ha spiegato, "ho ipotizzato un sequestro su commissione - ha detto ancora rispondendo su sue affermazioni che hanno suscitato dubbi - perché ho scartato l'ipotesi del sequestro a scopo di estorsione. Sono stati messaggi di impulso, messaggi di una persona che provava in quel momento una profonda rabbia, così come ora c'è questa profonda depressione da parte di mia moglie che non si sente in grado di essere madre nei confronti di suo figlio". Alla domanda di quanto gli sia costato essere indagato per pedopornografia, l'uomo ha risposto: "In questo momento, al di là di quanto mi è stato fatto pesare è l'ultimo dei miei problemi. Il mio problema principale è mio figlio. Una volta che mio figlio sarà tornato da noi, ci occuperemo di tutto il resto"
La ricostruzione del sequestro
"Ho capito che avevano preso Tommaso quando da terra dove mi trovavo ho visto i suoi piedi mentre lo sfilavano fuori dal seggiolone". Con queste parole paolo Onofri ha iniziato la ricostruzion del rapimento del piccolo Tommaso. L'uomo, seduto accanto alla moglie, che gli stringeva la mano durante un'intervista televisiva ha ricostruito tutte le fasi di quella drammatica sera e ha detto di non essersi strappato con i denti lo scotch che gli legava le mani ma di averlo tagliato con un coltello preso dal tavolo da cucina (sui giornali si era parlato di una discrepanza tra la sua versione e i segni sul nastro adesivo). "Lo scotch l'ho strappato a forza, nulla con i denti, perché avevo le mani dietro la schiena": lo ha precisato, dopo le diverse versioni pubblicate sulla stampa. Ha spiegato di essere stato legato con scotch mani e piedi, "praticamente sotto al tavolo"; mentre la moglie Paola e il figlio di otto anni Sebastiano erano legati "solo ai piedi". Dopo aver strappato "a forza" il nastro da pacchi, Onofri ha afferrato "un coltello e ha tagliato lo scotch che lo legava ai piedi, poi ho liberato Sebastiano per poi correre fuori. Mia moglie si era slegata da sola".
"Non ci siamo mossi dalla cucina, siamo rimasti sempre in quella stanza - prosegue Paolo Onofr i- Le parole che ci dicevano erano state calmi, non succederà nulla, state a terra a faccia in giù. Avevano uno un coltello e l'altro, quello col casco, la pistola. Il fatto che la pistola fosse finta è stata solo un'impressione perché la muoveva con eccessiva leggerezza, mi hanno spiegato che pistole col calcio di plastica e sono leggere per cui non so, non me ne intendo di armi, questa è stata solo un'impressione. L'altro aveva un coltello, tirato fuori da un giubbotto, dove mi pare avesse il nastro adesivo".
Poi la parola è passata alla mamma che ha dichiarato: "A distanza di giorni sono arrivata a capire che forse poteva essere donna uno dei rapitori. Una stranezza nei movimenti, era leggera nel muoversi, ha fatto una carezza a Tommaso, gli puntava la pistola ma lo accarezzava per consolarlo". Poi Paolo Onofri ha anche precisato che già una ventina di giorni prima del 2 marzo avevano avuto un black out in tutto uguale a quello del giorno in cui rapirono Tommaso.
Intanto lunedì le indagini si sono concentrate sui movimenti bancari dell'uomo: si cerca di chiarire un passaggio di denaro sul conto della sorella di lui, che sarebbe stato giustificato come frutto di una eredità.