Due parole sul OCZ RD400

Liupen

SSD MAN
Utente Èlite
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Buongiorno,

sono nuovamente a recensire le recensioni di un device da storage in formato M.2.

Questo thread non vuol esprimere in alcun modo una preferenza per un prodotto a scapito di un altro, sono solo mie riflessioni in merito alle caratteristiche peculiari del OCZ RD400.

Anche in questo caso comincerò a introdurre OCZ Technology Group, Inc. come azienda produttrice di componenti hardware. San Josè è la città californiana che vede localizzarsi la sede della OCZ dai primi anni 2000 come uno fra i nomi di spicco nella produzione di SSD.
La produzione avveniva e avviene a Taiwan, il polo tecnologico cinese, come Plextor e alcune altre.
Negli anni dal 2010 al 2012 il sogno impossibile di ogni appassionato di SSD era riuscire ad installare un potentissimo RevoDrive, ovvero OCZ trainava il mercato degli SSD, il primo a immettere sul mercato nuove tecnologie.
Non che OCZ fosse perfetta, anzi.. diciamo che anni dopo si è fatta la nomea di azienda con gli SSD con il più alto tasso di rottura e peggior garanzia.
Purtroppo OCZ è stata oggetto di una cattiva amministrazione, che ha portato la società tra il 2012 e il 2013 ad un tracollo finanziario, con tutti i possibili guai di un’azienda allo sbando e quasi priva di un servizio di garanzia dei loro prodotti. Nel 2014 OCZ è diventata una controllata Toshiba Corporation ed è stata sciolta definitivamente nel 2016.

Rimane un nome: OCZ, che non ha nulla a che fare con le risorse tecniche o finanziarie dell’azienda originale.
Il nuovo corso dell'azienda giapponese Toshiba è iniziato con il famoso SSD ARC 100, recensito in vario modo anche su questa testata.


Ora sono qui con voi a fare le solite “due parole” su un prodotto che ha già un paio d’anni, ovvero il OCZ RD400:

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RD stà per Revo Drive e mi fa un po sorridere, perché proprio concettualmente sono due cose diverse, ma anche perché questo SSD è almeno 3 volte più veloce del vecchio device.

OCZ RD400, modello client retail del Toshiba XG3, è disponibile in quattro tagli di capacità che vanno da 128 a 1024 GB (1TB).

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Come con Plextor M8, il device è acquistabile in due formati ovvero l’SSD M.2, ed in una versione con adattatore HHHL per la connessione diretta su slot PCIe (x4).
La versione “normale” non presenta heatsink (al di la dell’ormai solito adesivo in lamina di rame) ed anche la versione HHHL non ha alette di dissipazione del calore… insomma l’estetica è “minimal” la dissipazione trascurata… e si poteva fare meglio
:popo:
Presenta però un doppio led diagnostico, molto utile per constatare la connessione energetica e dei dati.

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Confronto con la camera termica tra OCZ RD400 e Plextor M8Pe(G) con dissipatore passivo

Non essendoci un sistema di dissipazione, passo subito alla descrizione delle componenti.

Le celle sono (naturalmente) le Toshiba 15nm MLC sviluppate in collaborazione con Sandisk e… si sono le stesse utilizzate sugli M.2 Plextor M8Pe e del Patriot Hellfire.
Toshiba è il secondo esportatore di celle NAND Flash e si stà preparando a prendere la testa della classifica.
Sostanzialmente la struttura delle celle Toshiba è, per densità, efficienza, e produzione di calore, pari a quella delle celle Samsung (rispetto ad esempio alle celle Micron) ecco perché molti produttori acquistano preferenzialmente celle Toshiba.



Il controller è il Toshiba TC58NCP a 8 canali, nome in codice: Fujisan. Questo controller rappresenta la componente più riuscita del device con prestazioni davvero molto alte.
Nel settore si sa che Toshiba non produce in se controller ma li commissiona a soggetti terzi. Quindi in questo caso ci si è stupiti che Toshiba abbia prodotto un controller e più che altro stupisce la grande riuscita del dispositivo. Scavando a fondo però si è scoperto che il TC58NCP è simile a un chip Marvell 88SS1093. E questa ipotesi è confermata, non solo nelle loro caratteristiche praticamente identiche e sullo stesso numero di contatti, ma anche nel fatto che Toshiba nel loro migliore SSD SATA utilizza già chip Marvell, che ha camuffato in modo molto simile. Dunque il controller TC58NCP è basato su tre core ARM, utilizzati per lavorare con la memoria flash, otto canali che interagiscono con il sistema su quattro linee PCIe 3.0 utilizzando il protocollo NVMe 1.1.
Marvell 88SS1093 "Eldora" è il controller utilizzato nel Plextor M8Pe.

A spiegare le differenze prestazionali tra Plextor M8Pe e OCZ RD400 non rimane che la personalizzazione del firmware: Plextor ha lavorato per un SSD dalla stabilità prestazionale assoluta, Toshiba ha puntato anche alle prestazioni.
Unico neo: Toshiba ha riscontrato numerosi bug nell'interazione tra il suo controller SSD con i driver RST NVMe, quindi NON è possibile realizzare RAID software con questi SSD come sono predisposti alcuni notebook.



Ma c’è ancora un elemento che potrebbe avere un suo peso nella struttura di questo device. Al contrario del M8Pe, l’ RD400 è realizzato con una DRAM Samsung LPDDR3 1600 MHz ad alta efficienza. 256 MB nel taglio da 256GB.



Diamo un’occhiata ora alle performance sviluppate dal OCZ RD400 rispetto a Plextor M8Pe(G) ed al Patriot Hellfire, già analizzati.

Facendo un confronto tra le velocità dichiarate del OCZ RD400:
Sequential Read Speed 2600 MB/s
Sequential Write Speed 1150 MB/s
Random Read Speed 210.000 IOPS
Random Write Speed 140.000 IOPS

del Plextor M8Pe(G):
Sequential Read Speed 2000 MB/s
Sequential Write Speed 900 MB/s
Random Read Speed 210.000 IOPS
Random Write Speed 230.000 IOPS

del Patriot Hellfire:
Sequential Read Speed 2740 MB/s
Sequential Write Speed 1090 MB/s
Random Read Speed 130.000 IOPS
Random Write Speed 205.000 IOPS

Il controller ottimizzato del OCZ esprime una predominanza nella lettura sequenziale.


Occorre naturalmente un’analisi dal vivo, cosa che ci viene offerta da un parallelo di review di Tom’s Hardware, Guru3D e Anandtech, oltre ad altre testate.


La velocità di lettura sequenziale:
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Rappresenta a mio parere il test più trascurabile essendo la situazione (quella del caricamento sulla RAM di un singolo file enorme), più rara tra le possibilità nell'utilizzo comune di un PC.
Confermata la predominanza dell’OCZ RD400.



La velocità sequenziale di scrittura è invece per me importantissima, poiché normalmente possiamo incappare nel dover copiare/trasferire grossi file (es. video 4K) dove la differenza tra SSD PCIe e SATA si fa veramente sentire.
Nonostante il core aggiuntivo del Phison nel Patriot e lo stesso (si ipotizza) controller Marvell del Plextor, l’OCZ RD400 ottiene i valori di punta migliori di entrambe anche se con fluttuazioni delle prestazioni forse dovute ad attività di Garbage Collection.

Ricordate cosa detto dell’ottimizzazione del firmware del Plextor M8Pe?

La tecnologia TrueSpeed è una funzionalità firmware esclusiva che riunisce diverse tecnologie Plextor per garantire prestazioni a lungo termine di SSD a velocità uguali, impedendo la caduta delle velocità di lettura / scrittura dopo i periodi di utilizzo e quando il SSD è quasi pieno.
Se ho capito bene come funziona, si tratta di un algoritmo sul controller Marvell 88SS1093 che applica TRIM e Garbage Collection in maniera più assidua di modo che, anche se le prestazioni spot sono basse, le prestazioni generali si mantengono uniformi.


Mettendo che sul proprio controller OCZ abbia voluto accentuare la velocità invece della stabilità, eliminando il TrueSpeed il Trim verrebbe chiamato molto meno assiduamente, causando picchi di velocità alti alternati a crolli di prestazioni nei momenti di applicazione del Garbage Collection.

Oltre questo aspetto c’è la reale possibilità che questo SSD puntando alle prestazioni, abbia un maggiore carico termico (cosa che non succede ai Samsung) con conseguenti fenomeni di throllin termico (abbassamento delle prestazioni).

Si può dire con certezza che un OCZ RD400 non è adatto ai gamer poiché patisce il calore autoprodotto e di prossimità ad es. alla VGA se non opportunamente ventilato.

Come Anandtech rileva, un comportamento così estremo dimostra una cattiva gestione dell’assorbimento energetico, molto più alto dei prodotti di confronto.

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Sono comunque le velocità casuali ad avere maggiore impatto sulle performance del Sistema Operativo. Le unità di avvio vengono sottoposte a carichi di lavoro misti poiché il sistema è costantemente in grado di leggere e scrivere piccoli pezzi di dati. Quando si avvia un'applicazione, il software si apre come una serie di letture, ma registra anche (scrive) i dati all'host. E questo avviene centinaia di volte al minuto.


La velocità random di lettura sappiamo già che è molto simile a quella degli SSD SATA (ecco perché un OS su SSD PCIe non è poi così diverso da un OS su SSD SATA).

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Nel quadrato le velocità casuali di lettura che ci interessano... troppo vicine per essere significativamente utili:

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E la velocità random di scrittura?

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Anche per le scritture casuali l’OCZ RD400 supera con le proprie prestazioni di punta, i diretti avversari, senz'altro cosa voluta nell'ottimizzazione del firmware.



Infine dal punto di vista del consumo energetico, come già anticipato, non è tra i più parsimoniosi ma, in verità, il Patriot Helfire che dimostra avere ottime velocità, consuma sotto stress molti più Watt:

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Direi che l’OCZ RD400, che come prestazioni è secondo solo al Samsung 960, è un SSD non adatto ai giocatori (se non si utilizza un sistema di dissipazione attiva nel case) e poco adatto in ambito professionale, dove occorre dare una certa stabilità nelle prestazioni.

E allora?

Beh, un motivo per usarlo, viste le prestazioni, occorrerà trovarlo…



Sul discorso garanzia invece occorre sapere che questo SSD ha una Garanzia di 5 anni in linea con l’analogo prodotto Plextor M8Pe, ma una resistenza minore di 148 TBW (anziché 384TB) come giustamente dovuto alla maggiore “vitalità” del dispositivo.


Lascio una frase che forse si adatta a questo dispositivo:

È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente, perché la ruggine non dorme mai. [Neil Perceval Young]
 
Ultima modifica:

Manuel Ferrari

Utente Èlite
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CPU
Intel® Core™ i7-4712HQ
Scheda Madre
Intel HM87
HDD
Samsung SSD SM841 512GB
RAM
16 GB Dual-channel DDR3L 1600 MHz
GPU
NVIDIA GeForce GT 750M - 2 GB GDDR5
Audio
Intel Lynx Point PCH
Monitor
15.6 pollici 3200x1800 pixel IZGO Led
PSU
130 Watt AC 100-240V, 50-60Hz; DC 19,5V
Case
Dell XPS 15
OS
Windows 10
La citazione finale è stupenda hahahaha
Ottima recensione

Inviato dal mio Redmi Note 4 utilizzando Tapatalk
 
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