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Ma Banca d'Italia è davvero una banca privata?
Il tema è stato portato recentemente alla ribalta, se ne parla sempre più di frequente e ne parlano un pò tutti.
Di questa settimana l'intervento alla camera di un parlamentare che ne parla dando la sua versione che verificheremo con i documenti che possiamo reperire. (in realtà nel video c'è un calderone di un pò di tutto)
Il documento più importante che chiunque voglia discutere di questo argomento dovrebbe aver almeno letto una volta per non fare semplicemente chiacchiere da bar: Lo Statuto di Banca d'Italia
Rispondiamo o tentiamo di rispondere alle domande di un interessato lettore:
Q: Ma allora Banca d'Italia (o Bankitalia) è privata?
A: Falso. Banca d'Italia come specifica l'art.1 dello Statuto è un Istituto di diritto pubblico. Come possiamo constatare seguendo un qualsiasi corso in diritto pubblico o in modo più accessibile a tutti leggendo su Wikipedia una definizione approssimativa è la seguente: a) istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale, b) dotato di personalità giuridica, e c) la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico oppure la cui gestione sia soggetta al controllo di questi ultimi oppure il cui organo d'amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà è designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico (Direttiva CE 18/04)
Q: Le banche possiedono partecipazioni in Banca d'Italia?
A: Vero. Il capitale sociale è di 156.000€ (centocinquantaseimila €) suddivisi in 300.000 quote che per essere trasferite necessitano di girata autenticata (art. 3-4). Sono di fatto un rimasuglio storico come vedremo, d'ora in avanti chiameremo queste banche: "partecipanti al capitale".
Q: Banca d'Italia produce reddito? E paga dividendi?
A: Vero. E paga anche le tasse!! Nel 2007 per esempio (Bilancio Banca d'Italia pag. 14) ha pagato 1.610 milioni di € (1 miliardo e 610 milioni) allo Stato come imposte realizzando un utile netto di 95 milioni di €. E di questi 95 mil di €? Ai partecipanti il capitale (in maggioranza banche private) sono andati 15.600 € (quindicimilaseicento €), 38 milioni € circa alle riserve ordinarie e straordinarie, i restanti 57 milioni di € sono stati pagati allo stato. (pag. 57 del bilancio)
Q: Ma come questi banchieri non si pagano tra di loro un sacco di soldi? Mi stai prendendo in giro hai preso un anno in cui hanno pagato pochi dividenti!
A: Invece è normale che sia quell'importo, infatti l'art. 39 dello statuto specifica che ai partecipanti il capitale è pagato un dividendo non superiore al 6% del capitale più un ulteriore importo del 4% (6+4=10%) il che vuol dire che il dividendo massimo pagabile è 10% x 156.000 = 15.600€. Il resto dell'utile è accantonato a riserva fino al 40% (20 obbligatorio 20 opzionale) e il restante è devoluto allo Stato.
Q: Ok mi hai convinto è lo stato che incassa da Banca d'Italia, ma sicuramente le banche private la controlleranno in qualche modo!
A: Falso.I partecipanti al capitale (le banche) che costituiscono l'assemblea dei partecipanti hanno poteri esclusivamente di sorveglianza infatti (art. 7) approvano il bilancio, la distribuzione degli utili (leggi risposta qui sopra), l'accantonamento delle riserve e eleggono il collegio sindacale.
Inoltre i partecipanti eleggono i membri che in aggiunta al Governatore fanno parte del Consiglio Superiore che ha poteri di sorveglianza sull'andamento amministrativo e interno.
Al solo Direttorio: Governatore + Direttore generale + 3 Vicedirettori spettano tutti i poteri per i provvedimenti aventi rilevanza esterna, cioè le funzioni tipiche della Banca d'Italia. (Art. 21)
Q: Ma ma...il Governatore lo eleggono le banche!
A: Falso. Il Governatore è nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del primo ministro (art. 17). Il Governatore poi propone al consiglio il direttore e i vicedirettori, le nomine devono essere approvate con decreto del Presidente della Repubblica promosso dal primo ministro in concerto col ministro dell'economia (sempre art. 17).
:)
Spero che questa breve spiegazione sia utile ai meno informati e più curiosi per farsi un idea di come funziona l'assetto istituzionale di Banca d'Italia (vi può sempre servire per chiacchierare al bar) e chissà che anche qualche indefesso (non è una parolaccia) complottista riveda le proprie posizioni e inizi a usare un pò di spirito critico.
Prima di credere ciecamente a qualsiasi cosa controllare i documenti e le fonti! ;) E in questo caso le trovate nei vari link ai documenti ufficiali
Ciao!
Il tema è stato portato recentemente alla ribalta, se ne parla sempre più di frequente e ne parlano un pò tutti.
Di questa settimana l'intervento alla camera di un parlamentare che ne parla dando la sua versione che verificheremo con i documenti che possiamo reperire. (in realtà nel video c'è un calderone di un pò di tutto)
Il documento più importante che chiunque voglia discutere di questo argomento dovrebbe aver almeno letto una volta per non fare semplicemente chiacchiere da bar: Lo Statuto di Banca d'Italia
Rispondiamo o tentiamo di rispondere alle domande di un interessato lettore:
Q: Ma allora Banca d'Italia (o Bankitalia) è privata?
A: Falso. Banca d'Italia come specifica l'art.1 dello Statuto è un Istituto di diritto pubblico. Come possiamo constatare seguendo un qualsiasi corso in diritto pubblico o in modo più accessibile a tutti leggendo su Wikipedia una definizione approssimativa è la seguente: a) istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale, b) dotato di personalità giuridica, e c) la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico oppure la cui gestione sia soggetta al controllo di questi ultimi oppure il cui organo d'amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà è designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico (Direttiva CE 18/04)
Q: Le banche possiedono partecipazioni in Banca d'Italia?
A: Vero. Il capitale sociale è di 156.000€ (centocinquantaseimila €) suddivisi in 300.000 quote che per essere trasferite necessitano di girata autenticata (art. 3-4). Sono di fatto un rimasuglio storico come vedremo, d'ora in avanti chiameremo queste banche: "partecipanti al capitale".
Q: Banca d'Italia produce reddito? E paga dividendi?
A: Vero. E paga anche le tasse!! Nel 2007 per esempio (Bilancio Banca d'Italia pag. 14) ha pagato 1.610 milioni di € (1 miliardo e 610 milioni) allo Stato come imposte realizzando un utile netto di 95 milioni di €. E di questi 95 mil di €? Ai partecipanti il capitale (in maggioranza banche private) sono andati 15.600 € (quindicimilaseicento €), 38 milioni € circa alle riserve ordinarie e straordinarie, i restanti 57 milioni di € sono stati pagati allo stato. (pag. 57 del bilancio)
Q: Ma come questi banchieri non si pagano tra di loro un sacco di soldi? Mi stai prendendo in giro hai preso un anno in cui hanno pagato pochi dividenti!
A: Invece è normale che sia quell'importo, infatti l'art. 39 dello statuto specifica che ai partecipanti il capitale è pagato un dividendo non superiore al 6% del capitale più un ulteriore importo del 4% (6+4=10%) il che vuol dire che il dividendo massimo pagabile è 10% x 156.000 = 15.600€. Il resto dell'utile è accantonato a riserva fino al 40% (20 obbligatorio 20 opzionale) e il restante è devoluto allo Stato.
Q: Ok mi hai convinto è lo stato che incassa da Banca d'Italia, ma sicuramente le banche private la controlleranno in qualche modo!
A: Falso.I partecipanti al capitale (le banche) che costituiscono l'assemblea dei partecipanti hanno poteri esclusivamente di sorveglianza infatti (art. 7) approvano il bilancio, la distribuzione degli utili (leggi risposta qui sopra), l'accantonamento delle riserve e eleggono il collegio sindacale.
Inoltre i partecipanti eleggono i membri che in aggiunta al Governatore fanno parte del Consiglio Superiore che ha poteri di sorveglianza sull'andamento amministrativo e interno.
Al solo Direttorio: Governatore + Direttore generale + 3 Vicedirettori spettano tutti i poteri per i provvedimenti aventi rilevanza esterna, cioè le funzioni tipiche della Banca d'Italia. (Art. 21)
Q: Ma ma...il Governatore lo eleggono le banche!
A: Falso. Il Governatore è nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del primo ministro (art. 17). Il Governatore poi propone al consiglio il direttore e i vicedirettori, le nomine devono essere approvate con decreto del Presidente della Repubblica promosso dal primo ministro in concerto col ministro dell'economia (sempre art. 17).
:)
Spero che questa breve spiegazione sia utile ai meno informati e più curiosi per farsi un idea di come funziona l'assetto istituzionale di Banca d'Italia (vi può sempre servire per chiacchierare al bar) e chissà che anche qualche indefesso (non è una parolaccia) complottista riveda le proprie posizioni e inizi a usare un pò di spirito critico.
Prima di credere ciecamente a qualsiasi cosa controllare i documenti e le fonti! ;) E in questo caso le trovate nei vari link ai documenti ufficiali
Ciao!
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