PROBLEMA Amplificatore B.F. AM2; RCF; Reggio Emilia Ampl/Mixer

NemoNobili

Nuovo Utente
Salve ragazzi, frugando in soffitta ho trovato un vecchio amplificatore da 12volt ho letto le etichette e risulta essere un amplificatore AM2 12volt RCF che funge sia da amplificatore che da mixer... Volevo provarlo ma prima volevo delle delucidazioni sulle caratteristiche e componenti all'interno, ho provato un po su google ma non ho trovato quasi nulla... Spero possiate darmi una mano...

Qui Amplificatore B.F. AM2 Ampl/Mixer RCF; Reggio Emilia è tutto ciò che sono riuscito a trovare...


Nemo Nobili :look:
 

metallo97

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Hardware Utente
CPU
Intel Core i7 930 @ 4GHz
Scheda Madre
ASUS Rampage II Gene
Hard Disk
Crucial M500 120GB
RAM
OCZ Platinum 9-9-9-28 @ 1866MHz
Scheda Video
MSI Radeon HD7950
Scheda Audio
Creative X-Fi
Monitor
HP 22xi
Alimentatore
Nilox SRM850
Case
Project: Black Side of The Modding
Sistema Operativo
Windows 7 64 Bit
http://www.introni.it/pdf/Selezione Radio 1976_06.pdf pag 13

È un comune amplificatore, con entrata pre per giradischi e una entrata in rca... Potenza 15W circa, è creato con transistor... Dal sito che hai messo tu c'è anche la possibilità di scaricare il manuale e annesso circuito...
 
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gronag

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Hardware Utente
Un amplificatore è un "quadripolo", cioè un sistema a due porte, che è in grado di scambiare energia con altri due sistemi "bipoli", ad una porta, chiamati "sorgente" e "carico" (ad es. resistivo) :sisilui:
Per esso possiamo definire, scegliendo un certo intervallo di tempo, una potenza media Pi in ingresso, dalla sorgente all'amplificatore, e una potenza media d'uscita Pu, dall'amplificatore al carico.
Evidentemente deve essere Pu=f(Pi) e Pu>Pi, quest'ultima condizione implica che l'amplificatore contenga una sorgente di alimentazione :asd:
Si ha quindi Pi+Pe>Pu, in cui Pe è la potenza erogata dall'alimentatore.
La potenza dissipata dall'amplificatore è Pd=Pe+Pi-Pu.
In definitiva l'amplificatore converte parte della potenza in continua fornita dall'alimentatore in potenza in alternata, controllata dalla potenza Pi :sisi:
In base alla gamma di frequenze che amplificano, gli amplificatori si suddividono in: amplificatori in continua (per segnali a frequenza da 0 a pochi Hz), amplificatori audio (segnali di frequenza da 20Hz a 20000Hz), amplificatori ad alta frequenza (HF da 3MHz a 30MHz - VHF da 30MHz a 300MHz - UHF da 300MHz a 3000MHz), amplificatori selettivi (ad es. quelli che selezionano la banda di radiodiffusione FM da 88MHz a 108MHz).
A volte accade di utilizzare amplificatori che forniscono alte potenze, che possono arrivare alle migliaia di Watt, variabili a seconda del tipo di carico (altoparlanti, servomeccanismi, ecc.) :asd:
In questo caso il sistema di amplificazione è composto di diversi "stadi" in cascata: di solito gli stadi di ingresso e quelli intermedi svolgono la funzione di amplificare piccoli segnali in modo da ottenere un segnale sufficientemente ampio per poter "pilotare" il "finale" di uscita.
A sua volta il finale alimenta il carico d'uscita con una "dinamica" delle tensioni e delle correnti abbastanza ampia.
Avremo quindi uno stadio preamplificatore, che opera una prima amplificazione sul segnale sorgente per portarlo a livelli compatibili con i successivi stadi, i cui parametri più importanti sono l'impedenza in ingresso, la sensibilità in ingresso e il rumore.
Ci sarà poi il circuito di pilotaggio (driver) del finale di potenza e, finalmente, lo stadio di potenza vero e proprio, che può essere realizzato con componenti discreti o integrati.
Ora, in un finale di potenza le dinamiche della tensione e della corrente, come sappiamo già, sono molto grandi e pertanto le ipotesi che portano alla "linearizzazione" dei componenti attivi mediante il modello del "circuito equivalente a parametri ibridi" non possono essere più considerate valide poiché il segnale d'uscita è sicuramente distorto.
Non solo, la potenza d'uscita dell'amplificatore non dipende soltanto dai limiti di potenza dei componenti attivi ma esiste anche la necessità di limitare la distorsione dovuta alla non linearità dei transistor stessi.
Si configura dunque una doppia problematica: quella di ottenere una potenza utile sul carico massima e, allo stesso tempo, una minima distorsione.
Pertanto importantissimi sono il fenomeno della distorsione armonica e la massima dissipazione di potenza.
In genere i costruttori di dispositivi attivi forniscono il valore massimo della temperatura di giunzione Tj che non deve mai essere superato, nelle peggiori condizioni di lavoro.
La potenza dissipabile può essere aumentata utilizzando un dissipatore di calore in alluminio oppure un sistema di raffreddamento "forzato" (ad es. ad aria).
Se il finale è integrato in un chip, all'interno di tale chip sono presenti dei circuiti "limitatori" di corrente che fungono da protezione termica.
Per concludere, vorrei accennare al fatto che l'amplificatore viene "retroazionato" negativamente al fine di migliorarne alcuni parametri come il rumore, la distorsione, la larghezza di banda, la stabilità del guadagno, ecc. :sisilui:
Grazie a tutti,

Gronag ;)
 

Blume.

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Hardware Utente
CPU
I7 8700K
Dissipatore
Silent loop B-Quiet 360
Scheda Madre
Fatal1ty Z370 Gaming K6
Hard Disk
3 Tera su Western Digital 3 Tera su Toshiba p300 3Ssd da 500Gb
RAM
Corsair Vengeance DDR4 LPX 4X4Gb 2666Mhz
Scheda Video
Msi Gtx 1080Ti Gaming Trio X
Scheda Audio
Integrata
Monitor
SyncMaster P2470HD
Alimentatore
Evga Supernova 650W G2
Case
Dark Base 700 B-Quiet
Internet
100/50 Ftth Fastweb
Sistema Operativo
Windows 10Pro. 64Bit
Un amplificatore è un "quadripolo", cioè un sistema a due porte, che è in grado di scambiare energia con altri due sistemi "bipoli", ad una porta, chiamati "sorgente" e "carico" (ad es. resistivo) :sisilui:
Per esso possiamo definire, scegliendo un certo intervallo di tempo, una potenza media Pi in ingresso, dalla sorgente all'amplificatore, e una potenza media d'uscita Pu, dall'amplificatore al carico.
Evidentemente deve essere Pu=f(Pi) e Pu>Pi, quest'ultima condizione implica che l'amplificatore contenga una sorgente di alimentazione :asd:
Si ha quindi Pi+Pe>Pu, in cui Pe è la potenza erogata dall'alimentatore.
La potenza dissipata dall'amplificatore è Pd=Pe+Pi-Pu.
In definitiva l'amplificatore converte parte della potenza in continua fornita dall'alimentatore in potenza in alternata, controllata dalla potenza Pi :sisi:
In base alla gamma di frequenze che amplificano, gli amplificatori si suddividono in: amplificatori in continua (per segnali a frequenza da 0 a pochi Hz), amplificatori audio (segnali di frequenza da 20Hz a 20000Hz), amplificatori ad alta frequenza (HF da 3MHz a 30MHz - VHF da 30MHz a 300MHz - UHF da 300MHz a 3000MHz), amplificatori selettivi (ad es. quelli che selezionano la banda di radiodiffusione FM da 88MHz a 108MHz).
A volte accade di utilizzare amplificatori che forniscono alte potenze, che possono arrivare alle migliaia di Watt, variabili a seconda del tipo di carico (altoparlanti, servomeccanismi, ecc.) :asd:
In questo caso il sistema di amplificazione è composto di diversi "stadi" in cascata: di solito gli stadi di ingresso e quelli intermedi svolgono la funzione di amplificare piccoli segnali in modo da ottenere un segnale sufficientemente ampio per poter "pilotare" il "finale" di uscita.
A sua volta il finale alimenta il carico d'uscita con una "dinamica" delle tensioni e delle correnti abbastanza ampia.
Avremo quindi uno stadio preamplificatore, che opera una prima amplificazione sul segnale sorgente per portarlo a livelli compatibili con i successivi stadi, i cui parametri più importanti sono l'impedenza in ingresso, la sensibilità in ingresso e il rumore.
Ci sarà poi il circuito di pilotaggio (driver) del finale di potenza e, finalmente, lo stadio di potenza vero e proprio, che può essere realizzato con componenti discreti o integrati.
Ora, in un finale di potenza le dinamiche della tensione e della corrente, come sappiamo già, sono molto grandi e pertanto le ipotesi che portano alla "linearizzazione" dei componenti attivi mediante il modello del "circuito equivalente a parametri ibridi" non possono essere più considerate valide poiché il segnale d'uscita è sicuramente distorto.
Non solo, la potenza d'uscita dell'amplificatore non dipende soltanto dai limiti di potenza dei componenti attivi ma esiste anche la necessità di limitare la distorsione dovuta alla non linearità dei transistor stessi.
Si configura dunque una doppia problematica: quella di ottenere una potenza utile sul carico massima e, allo stesso tempo, una minima distorsione.
Pertanto importantissimi sono il fenomeno della distorsione armonica e la massima dissipazione di potenza.
In genere i costruttori di dispositivi attivi forniscono il valore massimo della temperatura di giunzione Tj che non deve mai essere superato, nelle peggiori condizioni di lavoro.
La potenza dissipabile può essere aumentata utilizzando un dissipatore di calore in alluminio oppure un sistema di raffreddamento "forzato" (ad es. ad aria).
Se il finale è integrato in un chip, all'interno di tale chip sono presenti dei circuiti "limitatori" di corrente che fungono da protezione termica.
Per concludere, vorrei accennare al fatto che l'amplificatore viene "retroazionato" negativamente al fine di migliorarne alcuni parametri come il rumore, la distorsione, la larghezza di banda, la stabilità del guadagno, ecc. :sisilui:
Grazie a tutti,

Gronag ;)
Inchia...zio!!:inchino:ma quante ne sai:asd:
 
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gronag

Utente Èlite
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La reazione è una tecnica elettronica che consiste nel prelevare una parte della tensione di uscita di un circuito e riportarla in ingresso attraverso una opportuna rete di retroazione.
In ingresso il segnale di reazione si combina con quello della sorgente e il fenomeno, nel caso in cui il segnale retroazionato si sottragga al segnale sorgente, prende il nome di "reazione negativa".
Qual è l'utilità della reazione negativa ?
Possiamo dire, in generale, che un amplificatore, sfruttando la tecnica del "negative feedback", vede migliorate alcune sue caratteristiche: il guadagno, in particolare, non dipende più dal transistor utilizzato ma dipende soltanto dal valore delle resistenze esterne, che evidentemente sono molto più stabili.
C'è però da notare che tutti i vantaggi vengono ottenuti a spese del guadagno che risulterà, con la contro-reazione, diminuito rispetto a quello senza reazione.
Il miglioramento di diverse caratteristiche di un amplificatore si ripercuote, quindi, sul guadagno, che si ridurrà.
A presto
 

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