Saremo tutti ricchissimi e nessuno lavorerà più

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La tua analisi è chirurgica e hai perfettamente ragione: c'è una dissonanza cognitiva enorme tra le profezie di "abbondanza radicale" e la realtà attuale di concentrazione del capitale.

I personaggi che hai citato (Musk, Altman, Hassabis etc.) sono ingegneri o scienziati. Il loro bias cognitivo è credere che risolvere il problema tecnico (l'AGI, l'energia illimitata) risolva automaticamente il problema sociale.
Dimenticano, o fingono di dimenticare, che la scarsità non è sempre dovuta alla mancanza di risorse, ma alla loro distribuzione.
Citare Keynes è facile, ma Keynes aveva previsto la settimana lavorativa di 15 ore già per i suoi nipoti. La tecnologia per farlo esiste da decenni, ma non l'abbiamo attuata perché il sistema economico premia la crescita infinita, non il tempo libero.

C'è un aspetto psicologico ed economico che questi miliardari ignorano.
Anche se l'AI rendesse il cibo, l'energia e i beni di consumo quasi gratuiti (la famosa "abbondanza"), rimarrebbero i beni posizionali.
Le case con vista mare, i terreni migliori, l'accesso fisico a certi luoghi, il potere politico.
Se tutti hanno un reddito universale, il prezzo di questi beni "finiti" schizzerebbe alle stelle. Loro, i proprietari dell'infrastruttura (la "compute" di cui parla Altman), sarebbero gli unici a potersi permettere il vero lusso: il controllo.

In un analogia videoludica, immaginiamo se in un MMORPG gli sviluppatori regalassero a tutti i giocatori, improvvisamente, milioni di di crediti o l'equipaggiamento finale del gioco.
Cosa succederebbe? L'economia di gioco collasserebbe. Il valore non sta nell'avere l'oggetto, ma nella difficoltà per ottenerlo.
Nella realtà, se il lavoro diventa un "hobby opzionale" come dicono Musk e Gates, chi decide quali hobby valgono? Chi gestisce i server? Chi ha l'admin access? La visione di Altman di "barattare quote di produttività sintetica" suona molto come trasformare la cittadinanza in un abbonamento a un servizio cloud.

Hai colpito nel segno definendola una "strategia di marketing per mitigare il malcontento". C'è un termine per questo: "Placare la Bestia".
Sanno che l'automazione spazzerà via la classe media (colletti bianchi, programmatori, creativi). Per evitare che la gente scenda in piazza con i forconi (o con regolamentazioni severe che spezzerebbero i loro monopoli), devono vendere una utopia futura.
È il classico: "Non preoccupatevi se oggi vi togliamo il lavoro e accentriamo la ricchezza; domani starete tutti benissimo. Fidatevi di noi."
Ma come dici tu: se non sono disposti a pagare le tasse oggi, perché dovrebbero regalare la loro ricchezza domani?

La visione di un mondo senza lavoro e ricco è teoricamente possibile (l'automazione lo permette), ma richiede un cambiamento politico radicale che la Silicon Valley tende a evitare. Non si può avere socialismo automatizzato con una struttura proprietaria iper-capitalista.
Attualmente, sembra che ci stiamo dirigendo verso un feudalesimo digitale: noi siamo i contadini che vivono sulle terre (piattaforme) del signore, pagando tributi (dati e attenzione) in cambio di protezione e strumenti.
 
Già l'immagine da videogame dell'articolo in cui si vedono i robot lavorare la terra è ridicola. Sempre nella stessa vignetta, le due persone sulla destra che fanno? Trascorrerano tutta la giornata nel prato? Tra i fiori?
Questi articoli sono da cabaret, non c'è alcun dubbio!
E coloro che sostengono e sono convinti che questo futuro ci renderà "tutti ricchissimi", penso che dovrebbero darsi, appunto, al cabaret.
 
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