Quale file system?

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Ilyich

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ciao a tutti, dovrei installare a breve Ubuntu (probabilmente la versione 10.04), da mettere in dual boot con Seven, per mantenere la possibilità di avviare programmi e/o giochi per cui Wine non dovesse bastare. Non escludo di toglierlo comunque del tutto in futuro...
attualmente ho il sistema su un disco sul quale installerei anche la distribuzione. L'altro disco, formattato in NTFS, contiene tutti i dati (documenti, musica, etc). L'NTFS anche se non nativamete viene supportato dal kernel Linux, anche se ho letto in giro che utilizzare su Linux questo filesystem per effettuare filesharing non è consigliabile in quanto potrebbero esserci dei problemi in futuro.
Ora, quanto c'è di vero? se questa è una precauzione da dovere adottare, a questo punto mi trovo quasi costretto a formattare il disco in ext3 o 4. Così facendo tuttavia perderei la possibilità di accedere ai file da Windows...
che strada intraprendere? grazie
 
consiglio spassionato : wibi nel caso tuo sembrerebbe " ideale"

evitalo come la morte, fai una installazione fisica su disco( l'autopartizionamento di ubuntu ha gia una opzione valida per il dual boot )

la partizione che creera sarà ext4+ swap, spazio che agli occhi di windows sarà drammaticamente inesistente :(

qianto al supporto ntfs di linux : è quasi affidabile, per la lettura non ci sno problemi, la scrittura può dare qualche problema
 
quoto centoventicinque, cmq io che ci lavoro con ubuntu e con linux non ho mai avuto di questi problemi sopra citati.
probabilmente sarà fortuna.
 
riguardo la scrittura su NTFS era proprio questo che mi preoccupava, trattandosi di filesharing l'accesso al disco sarebbe consistente in entrambe le fasi... mi scoccerebbe avere corruzioni di dati e perdere archivi :(

la soluzione di wubi l'avevo scartata anche io, preferisco di gran lunga l'installazione fisica :D
senza considerare che in quel modo sarei comunque "condizionato" dall'essere sotto Windows...

sostanzialmente allora mi restano due possibilità: formattare tutto il disco in ext4 ed eventualmente utilizzare una utility per Windows per accedere a quese partizioni (in caso di necessità improrogabile), oppure rinunciare del tutto a questa possibilità, lasciare una partizione di qualche GB libera sul disco da formattare in NTFS e metterci i file che sono indispensabili da leggere da Windows...
 
sostanzialmente allora mi restano due possibilità: formattare tutto il disco in ext4 ed eventualmente utilizzare una utility per Windows per accedere a quese partizioni (in caso di necessità improrogabile),

no aspè, intendi mettere windows su ext4? è praticamente un suicidio oltre che estremamente laborioso

oppure rinunciare del tutto a questa possibilità, lasciare una partizione di qualche GB libera sul disco da formattare in NTFS e metterci i file che sono indispensabili da leggere da Windows...

ecco questa idea è decisamente migliore

ma perchè invece non usi fat32 invece di ntfs?
 
no aspè, intendi mettere windows su ext4? è praticamente un suicidio oltre che estremamente laborioso

no intendevo Ubuntu su ext 4 ovviamente :D
il problema del file system comunque è riferito al disco dati...

riguardo al fat32 il problema è che nella partizione dati ci sono diversi file superiori a 4 GB e non poterli gestire (a causa della limitazione del fat32) mi scoccerebbe parecchio...
 
no intendevo Ubuntu su ext 4 ovviamente :D
il problema del file system comunque è riferito al disco dati...

riguardo al fat32 il problema è che nella partizione dati ci sono diversi file superiori a 4 GB e non poterli gestire (a causa della limitazione del fat32) mi scoccerebbe parecchio...

immaginavo avessi file enormi

in ogni caso ntfs-3g funziona benissimo non so perchè c'è questa tendenza a pensare che perda i dati

per il prossimo futuro non si vedono nuvole all'orizzonte, quindi non vedo perchè non utilizzarlo

è più facile perdere dati usando ext2ifs da windows che ntfs-3g da linux

è bene ricordare che dietro ntfs-3g c'è tuxera, un'azienda che si occupa esclusivamente di interoperabilità linux/windows e ha all'attivo port di ntfs, hfs+ ed exfat per linux, mac e windows

insomma non sono esattamente degli sprovveduti...è gente che fa software usato nel settore industriale
 
capisco... grazie delle informazioni, di queste ultime non ne ero a conoscenza...
sul supporto NTFS avevo già sentito parlare bene, il fatto che più mi dava da pensare è che dovendosi trattare di file sharing (ed anche di calcolo distribuito) le scritture su disco sarebbero frequenti... pur essendo ottimo il supporto, l'NTFS è comunque proprietario... forse per evitare rogne anche in futuro è da considerare l'opzione di mettere un filesystem nativo per linux...

p.s.:penso comunque di scartare l'opzione ext2ntfs, al limite faccio una partizione per i soli file che mi servono su Windows...
 
ovviamente parlando di performance ext4 è molto meglio di ntfs

operando in ambiente linux è sempre conveniente usare uno dei filesystem propri di linux...ntfs e fat32 ci sono ma stanno lì per aiutare quando proprio non se ne può fare a meno
 
già penso che opererò in questo modo... per fat 32 lo metterei volentieri ma suppongo non ci sia proprio nulla da fare con i file superiori a 4 GB, giusto?

un'altra domanda: se in un disco con partizione unica questa la ridimensiono per ottenerne un'altra, i file allocati di già verranno spostati automaticamente, giusto? non c'è il rischio che vengano "spezzati" tra le due partizioni...
 
già penso che opererò in questo modo... per fat 32 lo metterei volentieri ma suppongo non ci sia proprio nulla da fare con i file superiori a 4 GB, giusto?

nada

un'altra domanda: se in un disco con partizione unica questa la ridimensiono per ottenerne un'altra, i file allocati di già verranno spostati automaticamente, giusto? non c'è il rischio che vengano "spezzati" tra le due partizioni...

no, il programma semplicemente riduce lo spazio della partizione

per questo motivo se la partizione da ridurre è molto frammentata ( tipo ha file piazzati verso la fine ) allora bisogna prima deframmentare e poi ridimensionare, altrimenti il programma che ridimensiona si rifiuterà di ridurla
 
ah quindi nel caso sia deframmentato è il programma stesso ad avvertirvi rifiutandosi di proceguire...

poichè utilizzo jkdefrag dunque prima procedo con l'opzione "forza" (spostando tutto all'inizio della partizione) e poi alla deframmentazione o procedo direttamente a quest'ultima?
 
ah quindi nel caso sia deframmentato è il programma stesso ad avvertirvi rifiutandosi di proceguire...

poichè utilizzo jkdefrag dunque prima procedo con l'opzione "forza" (spostando tutto all'inizio della partizione) e poi alla deframmentazione o procedo direttamente a quest'ultima?

la faccenda è molto semplice

i file sono allocati sul disco in vari blocchi del filesystem....il ridimensionamento senza toccare i file può avvenire solo nelle aree libere

in pratica si guarda qual'è l'ultimo blocco del filesystem occupato da un file e si può ridimensionare da lì in poi

questo significa che se c'è un file verso la fine della partizione, il programma che fa il ridimensionamento potrà guadagnare solo quei pochi megabytes alla fine

quando usi gparted di linux vedrai che lui ti fa ridimensionare la partizione fino ad un certo valore oltre il quale non va....se quel valore è sufficiente allora va bene, altrimenti o il filesystem ntfs è pieno di file o è molto frammentato
 
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