Propaganda italiana - Fake accounts, Troll e Bot ???

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Pietro94m

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Ciao ragazzi, vorrei confrontarmi con voi sul periodo difficile che sta attraversando il nostro paese.

Premetto che non apprezzo particolarmente l’attuale governo, ma non sono mai stato un sostenitore dei vari partiti di destra o sinistra.
Ho iniziato a seguire la politica in modo più diretto solo negli ultimi anni, soprattutto dopo i casi legati al COVID, alla situazione in Medio Oriente e dopo aver dedicato molto tempo allo studio della geopolitica e dei mercati finanziari.

Vivo in Svizzera e probabilmente il mio algoritmo è più “aperto”, perché riesco ad accedere a molte informazioni provenienti da canali francesi e inglesi oltre a quelli italiani.

Quello che mi preoccupa davvero è il continuo aumento di ideali estremisti, razzisti e violenti, spesso alimentati da una propaganda governativa che trovo inaccettabile. Sembra che si cerchino costantemente nuovi nemici: musulmani, comunisti, partiti di sinistra, manifestanti, “terroristi”. Basta criticare il governo israeliano per essere etichettati come antisemiti o simpatizzanti del terrorismo, quando il contesto è molto più complesso del teatrino che viene raccontato.

Per mesi ho analizzato il sentiment sui social, ho provato a dialogare con persone con idee diverse, ho cercato di contestualizzare e argomentare. In cambio ho ricevuto solo insulti, mai una risposta ragionata o basata su idee solide.

Seguo diverse pagine ed esponenti della destra e mi sembrano tutti perfettamente allineati: stessi termini, stessi concetti ripetuti a giorni alterni, stesso vittimismo, stessi insulti usati come scudo per trasformare ogni discussione in caos.

Ho spesso la sensazione di parlare con bot, con persone che non hanno più un pensiero proprio né un minimo di empatia. E trovo inaccettabile che chi ci governa sembri più impegnato a creare meme sui social che a rispondere alle domande legittime dei cittadini.

Mi piacerebbe capire come la vedete voi, soprattutto se avete percezioni diverse dalle mie.
Quali dinamiche notate nel dibattito pubblico? Vi sembrano preoccupanti o normali?
Secondo voi esistono ancora spazi per un confronto civile?
Quali sono le cose che vi preoccupano di più… e quali invece vi danno ancora speranza?
 
Chiunque vada al governo promette e poi fa altro

Per i social.. beh si sa da tempo che sono terreni di propaganda, una volta che persone reali, ora magari con l’IA
 
Chiunque vada al governo promette e poi fa altro

Per i social.. beh si sa da tempo che sono terreni di propaganda, una volta che persone reali, ora magari con l’IA
Quindi non c'è speranza e l'Italia è un paese fallito?
Il popolo davvero non ha potere??

Per quanto mi riguarda nell'ultimo anno si è riaccesa la speranza, i movimenti popolari stanno crescendo e a mio parere sono l'unico modo per rompere un sistema marcio fino al collo.

E' un gioco di potere che si regge sull'ignoranza e sullo sconforto del popolo, ma i social oltre ad essere terreno di propaganda si stanno trasformando in un potente mezzo di comunicazione ed organizzazione.

Le tue parole trasmettono sconforto e rassegnazione ma oltre ai bot e troll del governo sto notando anche un crescente numero di profili reali che si stanno mobolizzando per cambiare le cose.

Per chi non lo avesse capito, stiamo assistendo ad un cambio drastico degli equilibri mondiali, mica pensi che il mio discorso si limiti alle promesse dei vari politici?
 
Speriamo

Sicuramente a me preoccupa come vengono gestiti i soldi, eliminando poi tutti gli organi di controllo.
 
Il peggio è alle porte e la melma sale di livello:
Ho analizzato per mesi l'algoritmo di X e Grok e per quanto mi riguarda trovo assurdo che post razzisti ed estremisti vadano virali mentre denunce di ambasciatori ONU o pagine ufficiali di organizzazioni umanitarie vengano silenziate mentre profili estremisti che incitano morte e pulizia etnica possano prosperare e fare numeri da capogiro spinti da un algoritmo a senso unico

X la definisce libertà di espressione, ma la situazione è chiara. L'algoritmo puo creare una censura selettiva, puo segnalare i profili scomodi, puo sponsorizzare una determinata narrativa a sfavore delle altre.

Non so se qualche mese fa avete sentito parlare del "Code of Conduct on Disinformation" dell'UE che nel 2025 è stato integrato nel DSA (Digital Services Act), con l'obiettivo dichiarato di limitare la disinformazione... da qui nascono vari problemi:

-Ambiguità nella definizione di "disinformazione", se non ben delimitata, puo diventare un'area grigia dove opinioni scomode vengono etichettate come "false".

- Dipendenza dalle piattaforme: sono aziende private a implementare il codice, questo puo portare a decisioni opache o arbitrarie.

-Possibile uso politico: Uno stato potrebbe spingere per classificare come "disinformazione" contenuti critici verso il governo.

- Rischio di over-moderation: per evitare sanzioni, le piattaforme potrebbero rimuovere troppo, penalizzando il dibattito pubblico.

L'impatto dipende come viene applicato:
- Se c'è trasparenza, supervisione indipendente e criteri chiari, diventa una protezione democratica.
- Se c'à pressione politica o mancanza di controllo pubblico, puo trasformarsi in un meccanismo di controllo narrativo.


Secondo voi gli attuali governi vogliono rafforzare la democrazia o aumentare il controllo??? Per quanto mi riguarda la risposta è abbastanza ovvia....
 
Sono pochi i governi che possono avere piani seri in tal senso, dubito molto di quello italiano.
Idealmente vorrebbero, questo è sicuro.
Gli eventi degli ultimi anni mostrano segnali chiari di un'erosione dei diritti dei cittadini a favore del controllo dello stato. è tutto abbastanza evidente ma non capisco ancora quali interessi spingono certe persone a supportare la narrativa del controllo e della paura.
Queste persone hanno interessi di potere/economici o semplicemente sono soggiogati e non si rendono conto che stanno supportando un meccanismo pericoloso che ha lo scopo di proteggere l'elite e di opprimere il popolo??

Posso immaginare che i miei discorsi sembrino "complottisti" o "troppo pessimisti", ma se contestualizziamo gli eventi, se analizziamo la corruzione, la repressione, la censura e gli attori principali di questi movimenti allora i puntini si uniscono.

Sono pattern ricorrenti, gia visti in passato... Sono almeno 5 anni che vengo definito pessimista o troppo pesante perchè esprimo le mie paure ed il vero problema è che la realtà è anche peggio delle mie aspettative.
 
Ciao ragazzi, vorrei confrontarmi con voi sul periodo difficile che sta attraversando il nostro paese.

Premetto che non apprezzo particolarmente l’attuale governo, ma non sono mai stato un sostenitore dei vari partiti di destra o sinistra.
Ho iniziato a seguire la politica in modo più diretto solo negli ultimi anni, soprattutto dopo i casi legati al COVID, alla situazione in Medio Oriente e dopo aver dedicato molto tempo allo studio della geopolitica e dei mercati finanziari.

Vivo in Svizzera e probabilmente il mio algoritmo è più “aperto”, perché riesco ad accedere a molte informazioni provenienti da canali francesi e inglesi oltre a quelli italiani.

Quello che mi preoccupa davvero è il continuo aumento di ideali estremisti, razzisti e violenti, spesso alimentati da una propaganda governativa che trovo inaccettabile. Sembra che si cerchino costantemente nuovi nemici: musulmani, comunisti, partiti di sinistra, manifestanti, “terroristi”. Basta criticare il governo israeliano per essere etichettati come antisemiti o simpatizzanti del terrorismo, quando il contesto è molto più complesso del teatrino che viene raccontato.

Per mesi ho analizzato il sentiment sui social, ho provato a dialogare con persone con idee diverse, ho cercato di contestualizzare e argomentare. In cambio ho ricevuto solo insulti, mai una risposta ragionata o basata su idee solide.

Seguo diverse pagine ed esponenti della destra e mi sembrano tutti perfettamente allineati: stessi termini, stessi concetti ripetuti a giorni alterni, stesso vittimismo, stessi insulti usati come scudo per trasformare ogni discussione in caos.

Ho spesso la sensazione di parlare con bot, con persone che non hanno più un pensiero proprio né un minimo di empatia. E trovo inaccettabile che chi ci governa sembri più impegnato a creare meme sui social che a rispondere alle domande legittime dei cittadini.

Mi piacerebbe capire come la vedete voi, soprattutto se avete percezioni diverse dalle mie.
Quali dinamiche notate nel dibattito pubblico? Vi sembrano preoccupanti o normali?
Secondo voi esistono ancora spazi per un confronto civile?
Quali sono le cose che vi preoccupano di più… e quali invece vi danno ancora speranza?
Un confronto civile non puoi pensare di farlo sui social e per social intendo anche sotto i video di Youtube. Queste sono tematiche flame, in molti forum e community bandite da decadi proprio per evitare il generarsi di furibondi flame, insulti e conseguenti bannati ed è così da molto prima dell'avvento dei social (uso internet da prima del '98 e già venti anni fa si capì che queste sono tematiche flame e molti admin già le bandivano allora). Già dal vivo, guardandosi negli occhi, è difficile trovare interlocutori maturi al punto da accettare uno scambio equo di vedute senza malumori, figurarsi farlo con una massa indefinita di persone sconosciute sui social che si sbranano l'una con l'altra. Ho smesso di parlare di queste cose su internet da eoni e non solo su internet, anche sul lavoro e fuori dalle mura di casa in generale, a meno di non aver denotato una tale maturità nell'interlocutore ed è una rarità anche dal vivo trovarne.
 
Ultima modifica:
Un confronto civile non puoi pensare di farlo sui social e per social intendo anche sotto i video di Youtube. Queste sono tematiche flame, in molti forum e community bandite proprio per evitare il generarsi di furibondi flame, insulti e conseguenti bannati ed è così da molto prima dell'avvento dei social. Già dal vivo, guardandosi negli occhi, è difficile trovare interlocutori maturi al punto da accettare uno scambio equo di vedute senza malumori, figurarsi farlo con una massa indefinita di persone sconosciute sui social. Ho smesso di parlare di queste cose su internet da eoni e non solo su internet, anche sul lavoro e fuori dalle mura di casa in generale, a meno di non aver denotato una tale maturità nell'interlocutore ed è una rarità anche dal vivo trovarne.

Ti capisco benissimo. Anche per me è pesante discutere con persone che non vogliono informarsi e rimangono chiuse nelle loro convinzioni. Non parlo di opinioni politiche diverse, ma di persone davvero “compromesse”.

A Natale mi è capitato di litigare con un amico che ha iniziato a dire cose completamente prive di senso. È partito dagli omosessuali, poi è passato ai comunisti, alla Schlein e alla fine è arrivato addirittura a esprimere simpatia per Hitler. Per lui era tutto la stessa cosa, un miscuglio di idee confuse che trasudavano un’ignoranza sconfinata. Considera che questa persona, a 35 anni, non conosce nemmeno il significato della parola omosessuale e non sa rispondere alla domanda se lui stesso lo sia.

Eravamo un gruppo di una decina di amici, tutti impegnati a cercare di farlo ragionare senza nemmeno entrare nella politica, ma non si è spostato di un millimetro dalle sue convinzioni assurde.

La sua “conclusione” è stata: «Metterei tutti gli omosessuali su un’isola e BOOM!» Io gli ho risposto: «Vabbè, una volta che li hai messi sull’isola, perché non lasciarli semplicemente vivere tra di loro?» E lui: «No, non li accetto. Devono morire.»

Alla fine mi ha pure salutato dicendo: «Auguri e figli gay».

Tutto questo era nato dal fatto che aveva sentito dire che nelle scuole vogliono spiegare cosa sia l’omosessualità. Io non ci vedo nulla di strano: la conoscenza non fa male a nessuno. Anzi, evita di arrivare a 35 anni nelle sue condizioni, che a mio parere è molto più grave. Purtroppo certa gente sembra ancora ferma agli inizi del 1900.
 
Ti capisco benissimo. Anche per me è pesante discutere con persone che non vogliono informarsi e rimangono chiuse nelle loro convinzioni. Non parlo di opinioni politiche diverse, ma di persone davvero “compromesse”.

A Natale mi è capitato di litigare con un amico che ha iniziato a dire cose completamente prive di senso. È partito dagli omosessuali, poi è passato ai comunisti, alla Schlein e alla fine è arrivato addirittura a esprimere simpatia per Hitler. Per lui era tutto la stessa cosa, un miscuglio di idee confuse che trasudavano un’ignoranza sconfinata. Considera che questa persona, a 35 anni, non conosce nemmeno il significato della parola omosessuale e non sa rispondere alla domanda se lui stesso lo sia.

Eravamo un gruppo di una decina di amici, tutti impegnati a cercare di farlo ragionare senza nemmeno entrare nella politica, ma non si è spostato di un millimetro dalle sue convinzioni assurde.

La sua “conclusione” è stata: «Metterei tutti gli omosessuali su un’isola e BOOM!» Io gli ho risposto: «Vabbè, una volta che li hai messi sull’isola, perché non lasciarli semplicemente vivere tra di loro?» E lui: «No, non li accetto. Devono morire.»

Alla fine mi ha pure salutato dicendo: «Auguri e figli gay».

Tutto questo era nato dal fatto che aveva sentito dire che nelle scuole vogliono spiegare cosa sia l’omosessualità. Io non ci vedo nulla di strano: la conoscenza non fa male a nessuno. Anzi, evita di arrivare a 35 anni nelle sue condizioni, che a mio parere è molto più grave. Purtroppo certa gente sembra ancora ferma agli inizi del 1900.
E' proprio diversa la filosofia che ho sviluppato negli anni: 1. non siamo fatti tutti per tutti, ci sono persone che non dobbiamo per forza far ragionare e tantomeno dobbiamo averci a che fare. 2. Siamo noi stessi d'esempio e se ciò farà ragionare qualcuno ben venga, 3. accerchiamoci di persone che ci permettano di costruirci e di stare bene. Sul lavoro oltre la metà del colleghi fanno questi discorsi, mi ci mettessi a controbattere finirebbe a litigio o prese per i fondelli antipatiche, non puoi far ragionare chi non vuole farlo, sii d'esempio tu in primis, con le tue azioni e forse qualcuno ne trarrà ispirazione, qualcun altro ti criticherà forse, ma qualcuno forse ragionerà.
 
E' proprio diversa la filosofia che ho sviluppato negli anni: 1. non siamo fatti tutti per tutti, ci sono persone che non dobbiamo per forza far ragionare e tantomeno dobbiamo averci a che fare. 2. Siamo noi stessi d'esempio e se ciò farà ragionare qualcuno ben venga, 3. accerchiamoci di persone che ci permettano di costruirci e di stare bene. Sul lavoro oltre la metà del colleghi fanno questi discorsi, mi ci mettessi a controbattere finirebbe a litigio o prese per i fondelli antipatiche, non puoi far ragionare chi non vuole farlo, sii d'esempio tu in primis, con le tue azioni e forse qualcuno ne trarrà ispirazione, qualcun altro ti criticherà forse, ma qualcuno forse ragionerà.
Ho davvero a cuore il discorso quindi mi sono informato sotto vari aspetti, quello psicologico forse è il piu importante e concordo con i tuoi punti.
In pratica per certe persone, aprire gli occhi vorrebbe dire rinnegare se stessi, sarebbe un percorso troppo impattante dover rimettere in discussione le proprie convinzioni e farsi un esame di coscienza, quindi chiudersi a riccio è una reazione istintiva.

Ci sono alcune azioni che possiamo fare per provare a migliorare le cose ma è davvero impossibile far ragione chi è legato a certi ideali.
L'unica possibilità è piantare un seme in maniera non invasiva, affrontando certi argomenti in maniera indiretta, giusto insinuando dei dubbi che con il tempo potranno portare alcune persone a ragionare.

In pratica se i discorsi sono troppo vicini ad argomenti sensibili per l'interlocutore, questo si chiuderà a riccio e nessun argomento sensato potrà smuovere la sua posizione, il discorso puo cambiare se parliamo dello stesso argomento ma portando come esempio scenari piu "neutrali" che non colpiscono direttamente i "punti sensibili" dell'interlocutore....

Non so se sono riuscito ad esprimere chiaramente il discorso: Quando una persona ha convinzioni molto rigide, affrontare direttamente l’argomento che la tocca da vicino è come puntarle una luce negli occhi: si coprirà il volto e si rifiuterà di guardare. Se invece accendi una piccola lampada nella stanza, senza puntarla su di lei, piano piano gli occhi si abituano e inizia a vedere da sola.
 
Non so se sono riuscito ad esprimere chiaramente il discorso: Quando una persona ha convinzioni molto rigide, affrontare direttamente l’argomento che la tocca da vicino è come puntarle una luce negli occhi: si coprirà il volto e si rifiuterà di guardare. Se invece accendi una piccola lampada nella stanza, senza puntarla su di lei, piano piano gli occhi si abituano e inizia a vedere da sola.
A volte può essere una buona via ma ancor prima di tutto, sii d'esempio facendo le cose come tu credi giusto farle e senza aspettarti che gli altri lo facciano a loro volta. Non dev'essere una strategia, devi semplicemente essere un esempio genuino.
Al di là della rigidità è che questa è un'epoca, dovuta anche alla globalizzazione di internet e social, in cui ci si vergogna sempre di più nel mostrare agli altri di non sapere (che in realtà è una cosa ovvia e scontata, non possiamo essere esperti in tutto) e si tollera sempre meno l'idea di poter essere in torto, dovuto anche alla facilità di informazioni, vere o false che siano, che circolano a quantità industriali ogni giorno sulla rete così di facile utilizzo nei giorni odierni. Ormai tutti dicono la propria su Internet e su qualsiasi cosa, indifferentemente se abbiano o meno formazione e di rimando poi lo fanno anche dal vivo, addirittura sempre di più si vede gente non riconoscere più nemmeno i professionisti di settore, arrivando a criticarli cercando di farla passare che loro sono più competenti, con la quinta elementare e a suon di orrori grammaticali magari, o magari con una laurea anche, ma in tutta un'altra cosa. Senza farti venire il sangue amaro a bisticciare, ripetendomi, la cosa migliore che puoi fare è essere genuinamente d'esempio nelle tue azioni, ti porterai critiche e antipatie, mettilo in conto, ma nel mezzo ci sarà sempre qualcuno che trarrà ispirazione da te. Non possiamo cambiare il mondo e la testa alla gente e onestamente non sta nemmeno a noi farlo, possiamo essere però un esempio da seguire.
 
Ultima modifica:
A volte può essere una buona via ma ancor prima di tutto, sii d'esempio facendo le cose come tu credi giusto farle e senza aspettarti che gli altri lo facciano a loro volta. Non dev'essere una strategia, devi semplicemente essere un esempio genuino.
Al di là della rigidità è che questa è un'epoca, dovuta anche alla globalizzazione di internet e social, in cui ci si vergogna sempre di più nel mostrare agli altri di non sapere (che in realtà è una cosa ovvia e scontata, non possiamo essere esperti in tutto) e si tollera sempre meno l'idea di poter essere in torto, dovuto anche alla facilità di informazioni, vere o false che siano, che circolano a quantità incommensurabili ogni giorno sulla rete così di facile utilizzo nei giorni odierni. Ormai tutti dicono la propria su Internet e su qualsiasi cosa, indifferentemente se abbiano o meno formazione e di rimando poi lo fanno anche dal vivo, addirittura sempre di più si vede gente non riconoscere più nemmeno i professionisti di settore, arrivando a criticarli cercando di farla passare che loro sono più competenti, con la quinta elementare e a suon di orrori grammaticali magari. Senza farti venire il sangue amaro a bisticciare, ripetendomi, la cosa migliore che puoi fare è essere genuinamente d'esempio nelle tue azioni, ti porterai critiche e antipatie, mettilo in conto, ma nel mezzo ci sarà sempre qualcuno che trarrà ispirazione da te. Non possiamo cambiare il mondo e la testa alla gente e onestamente non sta nemmeno a noi farlo, possiamo essere però un esempio da seguire.
Essere genuini non sempre paga, quando si toccano argomenti sensibili serve equilibrio, perché basta una parola fuori posto per ritrovarsi sommersi dagli insulti o vedere il discorso deviato su dettagli irrilevanti, spesso distorti da chi vuole solo attaccare il tuo punto di vista.

L’ignoranza, purtroppo, è un rischio reale: quando non si conosce un argomento si è costretti ad affidarsi a un “esperto”, ma come si fa a distinguere un professionista onesto da qualcuno che sfrutta la propria posizione per lucro?

Parlo per esperienza personale, la mia vita è cambiata proprio quando ho smesso di seguire ciecamente i professionisti che consigliavano di vendere BTC a 15k nel 2023. In quel periodo quasi tutti i “professionisti” annunciavano un crollo imminente, mentre solo pochi appassionati ( non laureati in finanza, non certificati, ma competenti perché seguivano il settore da anni) hanno mantenuto lucidità e visione.

Per questo ti do ragione su alcuni punti, ma credo anche che contestualizzare tutto sia estremamente complesso e, per la maggior parte delle persone, quasi impossibile.

A me non interessa piacere o ottenere approvazione, se sono convinto di qualcosa, la espongo, non per convincere chi è chiuso mentalmente, ma per chi ha la capacità e la volontà di comprendere temi complessi che intrecciano molti aspetti diversi.

In conclusione: non posso cambiare la testa di chi non vuole ascoltare, ma posso essere chiaro, coerente e informato, chi ha la mente aperta capirà, gli altri continueranno a difendere le proprie certezze, spesso fondate su paura ed ignoranza.
 
vorrei confrontarmi con voi sul periodo difficile che sta attraversando il nostro paese.
A me non sembra per niente difficile... in Italia ci sono stati anni ben più "difficili" cruenti, sanguinari.
Stai guardando dalla prospettiva dei tuoi 30 anni solo, penso, gli ultimi dieci (prima, come tutti noi pensavi a cose da "ragazzi)... un periodo troppo breve (in assoluto), ma certamente di maggior contestazione sociale.

Noto delle contraddizioni e, visto che di geopolitica ne sai sicuramente più di me, non credo siano dovute ad ingenuità.
Quando scrivi:

Per quanto mi riguarda nell'ultimo anno si è riaccesa la speranza, i movimenti popolari stanno crescendo e a mio parere sono l'unico modo per rompere un sistema marcio fino al collo.

visto che come diceva mia nonna "nessuna rivoluzione è incruenta", mi sembra che la tua preoccupazione

Quello che mi preoccupa davvero è il continuo aumento di ideali estremisti, razzisti e violenti

sia nello stesso tempo preoccupazione e ciò che vuoi (rompere un sistema marcio fino al collo).

Quindi una contraddizione... non puoi dire di preoccuparti per le violenze crescenti se poi tu esprimi l'opinione: "governo ladro" (generalizzo), aspettandoti che non ci sia contestazione violenta.
E' logico. Un fenomeno sociale che accade (direi ciclicamente) e che NON può essere pacifico. Purtroppo i cambiamenti o le idee diverse dall'establishment, sono sempre, sempre, contrastati/e.

spesso alimentati da una propaganda governativa che trovo inaccettabile
memoria politica corta?

Uno non è che ti dà contro e ti insulta magari agratis, ma... capisci che io che ho più di 50 anni, ne ho viste di contestazioni (qualcuna fatta) e sentite di commemorazioni di attentati e fatti di violenza per contestare la politica di sinistra/destra del momento.

Sembra che si cerchino costantemente nuovi nemici: musulmani, comunisti, partiti di sinistra, manifestanti, “terroristi”. Basta criticare il governo israeliano per essere etichettati come antisemiti o simpatizzanti del terrorismo, quando il contesto è molto più complesso del teatrino che viene raccontato.
La manipolazione dell'informazione è una cosa comune ed è diventata sempre peggio anche grazie ai mezzi di informazione diversi dalla TV (il mezzo principale oltre alle fake news).
Non dico che è giusta, dico che è così.
Stà al pubblico discernere. Ma lo può fare solo una persona che non vive (involontariamente per cultura, o volontariamente per disinteresse) nell'ignoranza.
Tu hai "alzato la testa" o "aperto gli occhi" ora, ma essere manipolati nelle idee lo sono stati già i tuoi genitori da adulti mentre tu giocavi con i
Pokémon.


Seguo diverse pagine ed esponenti della destra e mi sembrano tutti perfettamente allineati: stessi termini, stessi concetti ripetuti a giorni alterni, stesso vittimismo, stessi insulti usati come scudo per trasformare ogni discussione in caos.
I toni sono cambiati negli ultimi 10-15 anni?
Si, anche a mio parere si sono fatti più aggressivi, schietti. C'è molto meno rispetto delle opinioni altrui e si difetta di (una volta si diceva "educazione") dibattito democratico.
Penso che sia lo specchio di tempi diversi rispetto a prima.
C'è più aggressività?
Si.
Perchè?
Il mio modo di vedere le questioni politiche a volte si può rapportare alle dinamiche sociali: alzo la voce perchè il mio discorso è debole.
Quindi, se questo mio modo di vedere le cose è vero - anche in minima parte - sono le idee a mancare e i nostri esponenti politici, privi di contenuti forti.... per cui finisce tutto in bla, bla, bla, ad alta voce.

Per esempio, come te vedo la sincronizzazione perfetta delle dichiarazioni degli esponenti al governo, ma poi vedo che a sinistra, specie il vertice, fà dichiarazioni "contro"; non costruttive e alternative, a sostegno di un punto di vista politico diverso, come i politici di sinistra di qualche tempo fà.
Stò generalizzando, alcuni esponenti invece dichiarano contenuti, ma vedo che poi non c'è un fronte unito verso l'alternativa (magari più valida e seria - a mio parere, poi magari non lo è - proposta).


Mi piacerebbe capire come la vedete voi, soprattutto se avete percezioni diverse dalle mie.

trovo inaccettabile che chi ci governa sembri più impegnato a creare meme sui social che a rispondere alle domande legittime dei cittadini.
Ecco il punto.
Li abbiamo eletti noi.
Riflettono la nostra società... vuol dire che se LORO sono così, probabilmente la maggior parte della nostra società, è così.
Per fortuna non TE non IO, non QUALCUN ALTRO, che riconosciamo/riconoscono "sbagliato" questo atteggiamento.

Che si fà allora?
Se le domande legittime dei cittadini non hanno risposta, che si fà?


Quali dinamiche notate nel dibattito pubblico? Vi sembrano preoccupanti o normali?

Secondo voi esistono ancora spazi per un confronto civile?

Quali sono le cose che vi preoccupano di più… e quali invece vi danno ancora speranza?

Hai parlato di "sentiment sui social" e ti "sento" preoccupato di questa situazione in divenire...

Ma ti chiedo di pensare: questa ansia che senti, o questo aumento di violenza che percepisci, sei sicuro che non provenga essa stessa da una monipolazione dell'informazione?

Stai esprimendo una preoccupazione da giorno del giudizio, "perso il confronto civile", "c'è ancora speranza?"... capisci che questo "clima sociale" (posso definirlo così genericamente), è dovuto in parte a fatti di politica estera, in parte a una precisa volontà di crearlo/mantenerlo all'interno del nostro paese per fini auto-conservativi.

Mi fermo quì.


E' un gioco di potere che si regge sull'ignoranza e sullo sconforto del popolo, ma i social oltre ad essere terreno di propaganda si stanno trasformando in un potente mezzo di comunicazione ed organizzazione.

Si vero. Ma ci sono anche i creduloni e gli ignoranti. Alla fine è uno strumento utile anche a fare disinformazione.
Tu parti dal principio che chi lo usa, lo fà non per scoprire idee diverse e che sembrano più "giuste" ma per
sembri più impegnato a creare meme sui social che a...


Ho letto solo il tuo primo post e di getto ho scritto.
Ora leggo tutto il resto.

Un confronto civile non puoi pensare di farlo sui social e per social intendo anche sotto i video di Youtube. Queste sono tematiche flame, in molti forum e community bandite da decadi proprio per evitare il generarsi di furibondi flame, insulti e conseguenti bannati ed è così da molto prima dell'avvento dei social (uso internet da prima del '98 e già venti anni fa si capì che queste sono tematiche flame e molti admin già le bandivano allora). Già dal vivo, guardandosi negli occhi, è difficile trovare interlocutori maturi al punto da accettare uno scambio equo di vedute senza malumori, figurarsi farlo con una massa indefinita di persone sconosciute sui social che si sbranano l'una con l'altra. Ho smesso di parlare di queste cose su internet da eoni e non solo su internet, anche sul lavoro e fuori dalle mura di casa in generale, a meno di non aver denotato una tale maturità nell'interlocutore ed è una rarità anche dal vivo trovarne.
Cavolo... parlando di persone con cui confrontarsi civilmente, mi hai fatto pensare al nostro compianto amico Marco.
 
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