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onore... :(
qui credo che ci stanno prendendo di mira negli ultimi tempi...
Nassiriya,morto un soldato italiano
Altri 4 feriti in attentato,uno grave
E' di un morto, un ferito grave e tre leggeri il bilancio di sangue di un nuovo attacco contro i soldati italiani a nord di Nassiriya dove un ordigno ha investito il veicolo di testa di una pattuglia della Brigata Sassari. Uno dei cinque militari a bordo è morto. Si tratta del caporal maggiore Alessandro Pibiri, 25 anni, di Cagliari. I quattro italiani feriti nell'attentato sono ricoverati nell'ospedale da campo italiano a Tallil.
In un primo momento la prima informazione dello Stato maggiore della Difesa parlava di cinque feriti, due dei quali in gravissime condizioni. "Uno dei militari è morto", ha detto in seguito un portavoce del ministro Arturo Parisi. Secondo la nota "alle 21.35 ore locali (19.35 ora italiana), lungo una rotabile 100 chilometri a nord di An Nasiriyah una pattuglia del Task Force Alfa del contingente italiano veniva coinvolta dalla esplosione di un ordigno". L'esplosione ha investito il primo veicolo del convoglio, un VM 90 con a bordo cinque militari. Le unità italiane, dice la nota, erano di scorta a un convoglio britannico diretto a Tallil. I soldati italiani coinvolti nell'esplosione sono stati soccorsi prima da personale medico militare che faceva parte del convoglio, poi sono stati caricati a bordo di un elicottero e trasferiti nell'ospedale da campo italiano.
I feriti
Il militare italiano rimasto ferito "in modo grave" nell'attentato di questa sera a Nassiriya è il primo caporal maggiore Luca Daga, nato il 14 maggio 1978 a Carbonia (Cagliari). Il caporal maggiore scelto Fulvio Concas nato a Donnosfanadiga (Cagliari) il 21 novembre 1976, il tenente Manuel Pilia nato a Cagliari il 24 gennaio 1980 e il primo caporal maggiore Yari Contu, nato a Cagliari l'8 luglio 1977 "non risultano in pericolo di vita". Lo rende noto il comando del contingente italiano in Iraq.
L'ordigno e l'ipotesi investigativa
L'attentato contro i soldati italiani è stato compiuto con un ordigno rudimentale (Ied) di tipo tradizionale, e non a carica cava, come quello impiegato nell'attacco del 27
aprile, in cui morirono 4 militari italiani e un romeno. Lo si è appreso da fonti investigative. Questo particolare ha avviato gli investigatori dei servizi segreti italiani su una pista precisa: non ci sarebbe un movente politico dietro l'attacco.