DOMANDA La Differenza Tra Lampade Al Neon E Lampade Al Tugsteno

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lothar_matthaus9

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Salve amici, per favore, la mia prof di scienze mi ha chiesto da fare una ricerca. La differenza tra lampade al neon e lampade al tugsteno. Siccome non ho trovato niente potreste darmi voi una mano? Grazie!

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Salve amici, per favore, la mia prof di scienze mi ha chiesto da fare una ricerca. La differenza tra lampade al neon e lampade al tugsteno. Siccome non ho trovato niente potreste darmi voi una mano? Grazie!

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Le lampade costituite da un filamento di tungsteno, all'interno del bulbo di vetro e collegato ad un attacco, vengono chiamate lampade "ad incandescenza" :sisi:
La corrente elettrica che passa attraverso il filamento ne produce il riscaldamento (effetto Joule), fino ad una temperatura di circa 3000K.
In queste condizioni il tungsteno tende a "sublimare", le particelle anneriscono il bulbo e il flusso luminoso risulta diminuito; ecco perché il bulbo viene riempito con un gas "inerte" :asd:
Nel caso, invece, delle lampade "a scarica di gas", vengono utilizzate alcune sostanze (neon, vapori di mercurio, ecc.) che, sottoposte ad una d.d.p. (differenza di potenziale), si scindono in ioni ed elettroni.
Gli ioni positivi vengono attratti dall'elettrodo negativo della lampada, gli elettroni da quello positivo.
Essendo la lampada alimentata a tensione alternata le polarità ad ogni semiperiodo si invertono, per cui si inverte anche il moto ionico ed elettronico :asd:
L'interazione tra le particelle che si muovono da una parte all'altra del tubo produce l'energia "radiante", che dipende da vari fattori (temperatura, tipo di gas, pressione e così via).
Da notare che all'accensione la tensione (detta di "innesco") è più elevata di quella richiesta in funzionamento "a regime" in quanto durante il normale funzionamento occorre limitare la corrente d'arco :sisi:
Questo è il motivo per cui in serie alla lampada si pone un "reattore" (in pratica un'induttanza L) mentre in parallelo si mette il condensatore di rifasamento.
In questo modo all'accensione la tensione sulla lampada è V mentre a regime tale tensione si riduce a causa della caduta di tensione sulla bobinetta :asd:
Per concludere, vi sono particolari lampade a scarica di gas, denominate lampade "fluorescenti", con vapori di mercurio (Hg) a bassa pressione, che hanno il rivestimento interno del tubo impregnato di una sostanza fluorescente.
Quelle più utilizzate sono le lampade "a catodo caldo" (temperatura degli elettrodi di circa 1000°C), in cui l'accensione (tramite il cosiddetto "starter") è facilitata dal "preriscaldamento" degli elettrodi.
Le lampade a catodo freddo hanno elettrodi che funzionano a circa 150°C ;)
A presto :)
 
Le lampade costituite da un filamento di tungsteno, all'interno del bulbo di vetro e collegato ad un attacco, vengono chiamate lampade "ad incandescenza" :sisi:
La corrente elettrica che passa attraverso il filamento ne produce il riscaldamento (effetto Joule), fino ad una temperatura di circa 3000K.
In queste condizioni il tungsteno tende a "sublimare", le particelle anneriscono il bulbo e il flusso luminoso risulta diminuito; ecco perché il bulbo viene riempito con un gas "inerte" :asd:
Nel caso, invece, delle lampade "a scarica di gas", vengono utilizzate alcune sostanze (neon, vapori di mercurio, ecc.) che, sottoposte ad una d.d.p. (differenza di potenziale), si scindono in ioni ed elettroni.
Gli ioni positivi vengono attratti dall'elettrodo negativo della lampada, gli elettroni da quello positivo.
Essendo la lampada alimentata a tensione alternata le polarità ad ogni semiperiodo si invertono, per cui si inverte anche il moto ionico ed elettronico :asd:
L'interazione tra le particelle che si muovono da una parte all'altra del tubo produce l'energia "radiante", che dipende da vari fattori (temperatura, tipo di gas, pressione e così via).
Da notare che all'accensione la tensione (detta di "innesco") è più elevata di quella richiesta in funzionamento "a regime" in quanto durante il normale funzionamento occorre limitare la corrente d'arco :sisi:
Questo è il motivo per cui in serie alla lampada si pone un "reattore" (in pratica un'induttanza L) mentre in parallelo si mette il condensatore di rifasamento.
In questo modo all'accensione la tensione sulla lampada è V mentre a regime tale tensione si riduce a causa della caduta di tensione sulla bobinetta :asd:
Per concludere, vi sono particolari lampade a scarica di gas, denominate lampade "fluorescenti", con vapori di mercurio (Hg) a bassa pressione, che hanno il rivestimento interno del tubo impregnato di una sostanza fluorescente.
Quelle più utilizzate sono le lampade "a catodo caldo" (temperatura degli elettrodi di circa 1000°C), in cui l'accensione (tramite il cosiddetto "starter") è facilitata dal "preriscaldamento" degli elettrodi.
Le lampade a catodo freddo hanno elettrodi che funzionano a circa 150°C ;)
A presto :)
:luicera:.....:asd:
 
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