briele
Utente Attivo
- Messaggi
- 84
- Reazioni
- 0
- Punteggio
- 28
NON TUTTI SANNO COSA HA VERAMENTE FATTO CRISTO GESU’ PER NOI…
La storia di Gesù Cristo la conosciamo tutti, chi più, chi meno. Quello che sappiamo tutti è che Lui è “l’unigenito figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli; generato non creato delle stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine” (come nel “Credo domenicale”). Gesù quindi è morto sulla croce per salvare l’uomo dal peccato. Ma in che modo Egli morendo ci ha liberato dal peccato? Cosa vuol dire veramente questa affermazione? Non tutti se lo domandano, accettando questo fatto forse senza nemmeno capirlo fino in fondo. Io l’ho domandato diverse volte a me stesso, restando nell’incomprensione per molto tempo. Ho acquisito questa conoscenza solo per grazia di Dio, ascoltando un frate francescano durante un omelia domenicale; non tutti i sacerdoti danno una tale spiegazione a questo atto di amore infinito, forse perchè danno per scontato il suo significato: prima della venuta di Gesù, l’uomo era diviso da Dio ed era ancora schiavo del peccato originale. Non esisteva la redenzione come la conosciamo oggi noi attraverso la confessione sacramentale. Quindi egli (l’uomo) per ricevere il perdono dei peccati soleva fare dei sacrifici a Dio uccidendo e poi bruciando in parte un animale, che il più delle volte era una pecora, un ariete o un agnello. La spiegazione parte tutta da questa consuetudine. Infatti Dio Padre, nella sua infinita misericordia, ci ha voluto donare il suo unico Figlio affinché venisse sacrificato dagli uomini per la redenzione dei peccati di tutti gli uomini del mondo, di ogni lingua, popolo e nazione. Gesù Cristo è, infatti, anche definito “l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” proprio per questo motivo.
Questo suo sacrificio è, ancora oggi, celebrato dalla Chiesa nell’eucaristia (che Egli stesso istituì). “Fate questo in memoria di me!”. Cos’è la memoria? Spesso questa parola viene associata a quella di ricordo. Ma in realtà il termine memoria nella Sacra Scrittura viene presentato come qualcosa in più del semplice ricordo: infatti “il memoriale non è soltanto il ricordo degli avvenimenti del passato, ma la proclamazione delle meraviglie che Dio ha compiuto per gli uomini. La celebrazione liturgica di questi eventi, li rende in certo modo presenti e attuali”(Catechismo della Chiesa Cattolica). Cioè, il pane e il vino che noi presentiamo sull’altare divengono, grazie all’onnipotenza dello Spirito Santo, vero corpo e vero sangue di Gesù Cristo che si “rioffre” per liberarci dal peccato. Quindi non è un semplice ricordo, ma un sacrificio vero e proprio, quello eucaristico ovvero di Gesù Cristo, il Salvatore.
Di cosa allora abbiamo paura?
“Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo”. (Giovanni Paolo II)
Pace e gioia a tutti voi...:)
La storia di Gesù Cristo la conosciamo tutti, chi più, chi meno. Quello che sappiamo tutti è che Lui è “l’unigenito figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli; generato non creato delle stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine” (come nel “Credo domenicale”). Gesù quindi è morto sulla croce per salvare l’uomo dal peccato. Ma in che modo Egli morendo ci ha liberato dal peccato? Cosa vuol dire veramente questa affermazione? Non tutti se lo domandano, accettando questo fatto forse senza nemmeno capirlo fino in fondo. Io l’ho domandato diverse volte a me stesso, restando nell’incomprensione per molto tempo. Ho acquisito questa conoscenza solo per grazia di Dio, ascoltando un frate francescano durante un omelia domenicale; non tutti i sacerdoti danno una tale spiegazione a questo atto di amore infinito, forse perchè danno per scontato il suo significato: prima della venuta di Gesù, l’uomo era diviso da Dio ed era ancora schiavo del peccato originale. Non esisteva la redenzione come la conosciamo oggi noi attraverso la confessione sacramentale. Quindi egli (l’uomo) per ricevere il perdono dei peccati soleva fare dei sacrifici a Dio uccidendo e poi bruciando in parte un animale, che il più delle volte era una pecora, un ariete o un agnello. La spiegazione parte tutta da questa consuetudine. Infatti Dio Padre, nella sua infinita misericordia, ci ha voluto donare il suo unico Figlio affinché venisse sacrificato dagli uomini per la redenzione dei peccati di tutti gli uomini del mondo, di ogni lingua, popolo e nazione. Gesù Cristo è, infatti, anche definito “l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” proprio per questo motivo.
Questo suo sacrificio è, ancora oggi, celebrato dalla Chiesa nell’eucaristia (che Egli stesso istituì). “Fate questo in memoria di me!”. Cos’è la memoria? Spesso questa parola viene associata a quella di ricordo. Ma in realtà il termine memoria nella Sacra Scrittura viene presentato come qualcosa in più del semplice ricordo: infatti “il memoriale non è soltanto il ricordo degli avvenimenti del passato, ma la proclamazione delle meraviglie che Dio ha compiuto per gli uomini. La celebrazione liturgica di questi eventi, li rende in certo modo presenti e attuali”(Catechismo della Chiesa Cattolica). Cioè, il pane e il vino che noi presentiamo sull’altare divengono, grazie all’onnipotenza dello Spirito Santo, vero corpo e vero sangue di Gesù Cristo che si “rioffre” per liberarci dal peccato. Quindi non è un semplice ricordo, ma un sacrificio vero e proprio, quello eucaristico ovvero di Gesù Cristo, il Salvatore.
Di cosa allora abbiamo paura?
“Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo”. (Giovanni Paolo II)
Pace e gioia a tutti voi...:)