
Incendio in residence stranieri a Roma, un morto e tre feriti
Morto carbonizzato e' romeno. 'Noi in appartamenti di 15 mq'
Un extracomunitario è morto carbonizzato ed altre tre persone sono rimaste ferite, di cui due gravi, dopo l'incendio scoppiato in un residence a Roma occupato da stranieri, in zona Monte Mario. Sul posto è intervenuto il 118 di Roma e i vigili del fuoco. Non è stato ancora identificato il corpo della persona trovata carbonizzata. L'incendio, scoppiato nel residence popolato da immigrati in via Pieve di Cadore, potrebbe essere scoppiato a causa dell'esplosione di una piccola bombola di gas ma i vigili del fuoco stanno ancora accertando le cause. Il 118 di Roma ha trasportato due persone in codice rosso al Policlinico Gemelli ed una in codice giallo all'ospedale San Filippo Neri. Una delle due persone trasportate in gravi condizioni è un agente di polizia di 40 anni, ferito durante i soccorsi. Nel residence, formato da una serie di mini appartamenti ognuno di circa 35 metri quadrati, nel 2001 si verificò un incidente simile a causa dello scoppio di una bombola di gas, durante il quale morirono due persone.
E' di un romeno il corpo trovato carbonizzato nell'appartamento del residence a Roma dove è scoppiato un incendio. Gli altri feriti sono invece un uomo originario di Formia di 39 anni, un barese e un foggiano di 50 anni. Si indaga per capire le cause dell'incendio. Mentre l'agente di 40 anni, intervenuto nei soccorsi, non è in gravi condizioni. "Io pago un affitto di 400 euro per stare in 15 metri quadri. Non ho un contratto regolare, registrato. E non c'è alcuna sicurezza. Anche io ho la bombola del gas a casa ma la chiudo bene ogni notte". E' quanto afferma Manoy, un uomo dello Sri Lanka che abita nello stesso stabile dove è scoppiato l'incendio che ha ucciso una persona. Una struttura privata, sostanzialmente un residence, dove vivono soprattutto immigrati, e qualche famiglia italiana, in emergenza alloggiativa, sostenuta da Roma Capitale. "In questo palazzo non c'è il gas centralizzato", aggiunge Manoy. Un'altra inquilina di nome Shirley, filippina, invece sostiene: "Io pago 365 euro di affitto l'estate e 415 l'inverno. Non c'è gas centralizzato: qualcuno usa la bombola del gas, altri l'elettricità. Io uso l'elettricità e il contratto registrato, tutto in regola, tramite l'agenzia". Un italiano presente sul posto spiega: "Io possiedo un appartamento in questo palazzo che affitto regolarmente. Ci sono un centinaio di appartamenti: alcuni sono di un solo proprietario, il vecchio costruttore, che vengono gestiti da un'agenzia. Altri, circa il 40%, sono di proprietari diversi. L'assenza del gas centralizzato è riconducibile ai lavori effettuati per la galleria Giovanni XXIII, realizzata dopo questo palazzo. Chi ci abita dovrebbe utilizzare i fornelli elettrici, perché c'è il divieto ad usare bombole a gas". "Questo non è un residence - gli fa eco un altro italiano che vuole anche lui rimanere anonimo - è un palazzo normale". Un altro uomo dello Sri Lanka di nome Sarath aggiunge: "Ho abitato in questo palazzo per quattro anni, ora mi sono trasferito in quello accanto. In questo stabile - dice riferendosi a quello dove è scoppiato l'incendio - ci sono tanti appartamenti di circa 15 metri quadri, di una sola stanza, e tanti padroni di casa diversi. Anche io pagavo 400 euro di affitto e usavo la bombola a gas per la cucina. Ora mi sono trasferito al palazzo accanto dove abito in un appartamento più grande e ho un affitto regolare"
Incendio in residence stranieri a Roma, un morto e tre feriti - Cronaca - ANSA.it
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