DOMANDA Come lavora un installer

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Zar Marco

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Ciao ragazzi, spesso nei forum delle distro senza installer o comunque gli esperti delle installazioni da riga di comando, tendono a snobbare chi usa la via "facile", anche perché dicono che effettivamente non si sa come lavori l'installer.
Da qui la mia curiosità.
Essendo le distro gnu/linux soggette al dover rispettare la Gpl, immagino che il tutto sia facilmente reperibile.
Se io volessi sapere come lavora l'installer di Ubuntu, oppure calamares od ancora quello di suse, dove potrei documentarmi?
Prendere ad esempio calamares, usato da alcune delle base arch, e conoscendo abbastanza bene l'installazione di arch, credo che risulti per me quello di più facile comprensione

Inviato da VKY-L09 tramite App ufficiale di Tom\'s Hardware Italia Forum
 
Io non ho mai usato la riga di comando, nemmeno quando installai la mia prima distro secoli fa. Se oggi, 19 maggio 2018 qualcuno parla ancora di installazione da riga di comando, beh, si faccia curare.
 
Per quanto l'installazione grafica sia più comoda e pratica, ci sono tutt'ora distro nelle quali non la si può usare, tipo gentoo, o che hanno una installazione minimale che obbliga ad usare la riga di comando post installazione, tipo void, o anche freebsd.
Poi diventa anche una questione di ottimizzazione degli spazi.
Faccio un esempio, io uso arch da un bel po', installata via terminale, chiaramente, installando solo ciò che mi serve ottengo un 650 pacchetti installati. Installo arcolinux, stessi pacchetti installati da me, ma mi trovo 1050 pacchetti installati.
Ora la curiosità sta nel capire questi 300 pacchetti di differenza dove sono.
Qui nasce la mia curiosità rispetto a come lavora un installer

Inviato da VKY-L09 tramite App ufficiale di Tom\'s Hardware Italia Forum
 
L'installer grafico non ha nulla a che vedere con ciò che verrà poi installato in via definitiva, dipende dalla distro. Se una distro è orientata alla produttività casalinga, probabilmente ti installerà molto software aggiuntivo senza darti la possibilità di scegliere nulla. Un'altra può darti la possibilità di scegliere la configurazione iniziale, senza interfaccia grafica, con interfaccia grafica e ambiente grafico minimale, ecc. Un'altra ancora potrebbe darti la possibilità di scegliere i singoli pacchetti da installare, risolvendo in automatico le dipendenze. Poi, dipende se l'installazione parte da una versione live oppure da una versione solo installazione. Nel primo caso dubito che si abbia qualche possibilità di scegliere i pacchetti da installare.
Per quanto riguarda Gentoo, alcuni aspetti della distro sembrano interessanti, ma partirei comunque da una live, sinceramente oggigiorno non sono più propenso a complicarmi la vita per nulla, come anche non mi attirano più di tanto le distro rolling.
 
automatizza quelle 4 cavolate che fai installando arch.

tutto qua, partizionamento, montaggio partizioni, file di configurazione, chroot, installazione pacchetti, bootloader, uscita dall chroot , smontaggio e riavvio
 
Immagino che alla fine non faccia niente di assurdo, ma volendo crearmi uno specie di script per installarmi automaticamente arch, volevo più o meno capire come indirizzarmi. So che è una stupidata ma voleva essere una prova.

Inviato da VKY-L09 tramite App ufficiale di Tom\'s Hardware Italia Forum

Beh ovviamente il codice sorgente è l'unico modo per sapere cosa fanno esattamente https://github.com/calamares/calamares/tree/master/src


https://github.com/linuxmint/ubiquity

https://github.com/rhinstaller/anaconda

Però si, ha scritto bene centoventicinque, alla fin fine le operazioni sono le stesse che fai installando una gentoo o una arch. Arch in verità nasconde una parte delle operazioni dietro arch-chroot.

Complessivamente gli step sono:

  1. avere già pronto un tarball con dentro i file necessari ad un boot minimale ( kernel, libc, init system, userland, varie configurazioni relative a questi componenti )
  2. creare i filesystem e le partizioni
  3. copiare i file del tarball sulle partizioni di destinazioni
  4. fare il bind mount di proc, dev, sys
  5. fare il chrooting sulla nuova partizione root
  6. configurare /etc/fstab, eventuali servizi, l'hostname, il fuso orario, ecc...
  7. installare il boot manager
  8. riavviare
Chiaro che il numero e il contenuto degli step dipende dalla distribuzione, cosa installa, quali configurazioni post-installazione deve fare, ecc...
 
Per quanto riguarda l'install di openSUSE, ma credo anche di altre distribuzioni, è possibile visualizzare ogni singola operazione che fa l'install.
Mi spiego meglio, ieri ho installato Leap 15 e l'install ha una parte che visualizza come se fosse un terminale ogni operazione, ovviamente non puoi intervenire se non per le classiche configurazioni, ma vedi ogni operazione fatta dall'install.
 
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