I Ramdisk hanno un problema di fondo, stacchi la corrente e bye bye dati. Quello che tu indichi è un aggeggio composto da una scheda su cui attaccare della ram (MAX 4 Gb quindi scordati il tuo progetto) con delle batterie annesse che alimentano costantemente le stesse, se per qualche motivo non venissero alimentate (es batterie si scaricano causa troppi giorni di non utilizzo) = addio dati. Inoltre quel coso ha una comoda connessione SATA I (velocità massima teorica sotto i 200 mega/s). Quindi è da scartare a meno che non creino qualcosa di più aggiornato e "sicuro".
L'ideale sarebbe della ram che mantiene i dati anche se non alimentata (RE-RAM se non ricordo male, potrei sbagliare), ma ancora siamo in alto mare...
Attualmente la cosa più "sensata" da fare sarebbe (ammettendo di avere una quantità spropositata di RAM, tipo una 64 Gb di ram):
1) SSD che carica in memoria un'immagine del SO
2) quando si spegne il pc viene fatta un'immagine della RAM sull'SSD
Così si otterrebbe la velocità del Ramdrive avendo come contropartita avvii e spegnimenti "lenti" (all'avvio il tempo che l'immagine del SO venga copiata in Ram e allo spegnimento il tempo che la RAM venga copiata sull'SSD).
Windows XP (non so se con win7 o successivi la cosa esiste ancora) aveva qualcosa di simile che consisteva in un layer che si interponeva tra il disco fisico durante la scrittura dei sullo stesso (i dati restavano in Ram e venivano scritti solo al raggiungimento di una certa quantità o allo spegnimento del sistema), se non ricordo male è qualcosa tipo EWF che può essere usata o come sistema "antiifezione/internet Cafe" (nessun dato può venire scritto sul disco, allo spegnimento tutto si perde e al riavvio il pc è nello stato in cui si trovava prima dell'installazione dell'EWF) o semplicemente come sistema per velocizzare windows...