Manolo De Agostini
Redazione
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In Usa guariscono due pazienti Affetti da melanoma avanzato, curati grazie a dei linfociti manipolati geneticamente. Appare come una svolta nella lotta ai tumori quella che è stata divulgata dalla prestigiosa rivista Science, una notizia che dà una speranza in più a tutti i malati di melanoma, il terribile tumore della pelle.
Cellule immunitarie "armate" contro il tumore sono risultate efficaci su 17 pazienti con melanoma in stadio avanzato, due dei quali sono rimasti clinicamente liberi da malattia per oltre un anno e mezzo dopo la cura.
La notizia, riportata dalla rivista Science, è frutto del lavoro dell'equipe di Steven Rosenberg al National Cancer Institute di Bethesda, il quale ha dichiarato che è la prima volta che risultati simili si osservano sui pazienti e che questo tipo di terapia con cellule immunitarie modificate con l'ingegneria genetica rappresenta il futuro dell'oncologia.
I linfociti T sono cellule immunitarie deputate a riconoscere e uccidere altre cellule estranee al corpo, come quelle di agenti batterici.
Alcune sottopopolazioni di linfociti T, nei pazienti con tumore, sono in grado di riconoscere in modo specifico le cellule neoplastiche e ucciderle.
Ma il loro numero è troppo esiguo perchè il loro attacco al tumore risulti vincente: per questo, ormai da alcuni anni si pensa all'ingegneria genetica per aumentare nei pazienti il numero di linfociti T in grado di attaccare il tumore.
Gli esperti hanno dunque prelevato linfociti T da 17 pazienti con melanoma (uno dei più feroci tumori della pelle) in stadio avanzato, hanno modificato geneticamente queste cellule sì da renderle in grado di attaccare il cancro, poi le hanno reiniettate nei pazienti.
In questo modo, ha spiegato Rosenberg, i soggetti trattati avevano nel proprio corpo una discreta percentuale di "linfociti T-anti-melanoma", capaci cioè di attaccare il tumore.
In due dei 17 pazienti il trattamento sperimentale è risultato capace di renderli clinicamente liberi da malattia per oltre un anno e mezzo dopo la cura.
In ogni caso, per tutti i pazienti si è osservato che i linfociti anti-melanoma continuano ad essere presenti nel corpo del paziente per un periodo prolungato dopo la loro iniezione.
Una volta che si riuscisse ad aumentarne la percentuale circolante e a produrre "armi" analoghe anche per gli altri tumori, ha concluso Rosenberg, questa tecnica potrebbe davvero rivoluzionare la cura del cancro.
http://www.panorama.it/scienze/scoperte/articolo/ix1-A020001037750
Grande scoperta, potrebbe essere un passo decisivo contro un male del nostro secolo. Speriamo bene.
Cellule immunitarie "armate" contro il tumore sono risultate efficaci su 17 pazienti con melanoma in stadio avanzato, due dei quali sono rimasti clinicamente liberi da malattia per oltre un anno e mezzo dopo la cura.
La notizia, riportata dalla rivista Science, è frutto del lavoro dell'equipe di Steven Rosenberg al National Cancer Institute di Bethesda, il quale ha dichiarato che è la prima volta che risultati simili si osservano sui pazienti e che questo tipo di terapia con cellule immunitarie modificate con l'ingegneria genetica rappresenta il futuro dell'oncologia.
I linfociti T sono cellule immunitarie deputate a riconoscere e uccidere altre cellule estranee al corpo, come quelle di agenti batterici.
Alcune sottopopolazioni di linfociti T, nei pazienti con tumore, sono in grado di riconoscere in modo specifico le cellule neoplastiche e ucciderle.
Ma il loro numero è troppo esiguo perchè il loro attacco al tumore risulti vincente: per questo, ormai da alcuni anni si pensa all'ingegneria genetica per aumentare nei pazienti il numero di linfociti T in grado di attaccare il tumore.
Gli esperti hanno dunque prelevato linfociti T da 17 pazienti con melanoma (uno dei più feroci tumori della pelle) in stadio avanzato, hanno modificato geneticamente queste cellule sì da renderle in grado di attaccare il cancro, poi le hanno reiniettate nei pazienti.
In questo modo, ha spiegato Rosenberg, i soggetti trattati avevano nel proprio corpo una discreta percentuale di "linfociti T-anti-melanoma", capaci cioè di attaccare il tumore.
In due dei 17 pazienti il trattamento sperimentale è risultato capace di renderli clinicamente liberi da malattia per oltre un anno e mezzo dopo la cura.
In ogni caso, per tutti i pazienti si è osservato che i linfociti anti-melanoma continuano ad essere presenti nel corpo del paziente per un periodo prolungato dopo la loro iniezione.
Una volta che si riuscisse ad aumentarne la percentuale circolante e a produrre "armi" analoghe anche per gli altri tumori, ha concluso Rosenberg, questa tecnica potrebbe davvero rivoluzionare la cura del cancro.
http://www.panorama.it/scienze/scoperte/articolo/ix1-A020001037750
Grande scoperta, potrebbe essere un passo decisivo contro un male del nostro secolo. Speriamo bene.