Signoraggio Bancario.

spooky143

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In parole povere, uno Stato, non potendo più spendere a deficit di bilancio, dovrà conseguire il "pareggio" di bilancio, cioè dare 10 e togliere 10, oppure, meglio ancora, il "surplus" di bilancio, dando 10 e togliendo 15, portando cittadini e aziende all'impoverimento "matematico" causato dallo Stato stesso, il quale perderà il controllo sulla spesa pubblica e, di fatto, anche sulla sua funzione democratica.

scusa non ti seguo: se deve andare in pareggio di bilancio come fa a perdere il controllo sulla spesa pubblica? e anche se fosse cosa centra con la funziona democratica?
 

liberato87

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hai presente quando si dice che i comuni, le province, gi enti a tutti i livelli dicono che "non hanno soldi perchè devono rispettare il patto di staiblità?".
bene il patto di stabilità prevede di non superare un determinato indebitamento (3% del pil mi pare).
ora, figurati se dovessero chiudere il bilancio in pareggio!

cosa impossibile per la piega che ha assunto la nostra spesa pubblica con delle voci in disavanzo da sempre (sanità in primis... pensioni, trasporti, costi della burocrazia ecc.. ecc..).
quindi dato che non riuscirebbero MAI a contenere la spesa pubblica e gli sprechi, non possono più fare magheggi con i bilanci.. dove li prendono i soldi secondo te?
e se già oggi abbiamo una pressione fiscale di oltre il 50%.. arriveremo al punto che ci considereremo fortunati di poter stare dentro casa nostra a guardare la tv senza che venga qualcuno a bussare alla porta e a prenderti tavolo e sedie.

lo Stato è da sempre in deficit (con il deficit spending si risollevò il mondo dalla crisi del 29...ma si è anche creato il debito!), ma se tutto funziona allora c'è crescita... è come se lo stato spenda di più di quanto incassa, come se fosse un investimento diciamo.
spende più soldi, ma creando ricchezza questa poi viene comunque immessa di nuovo in circolazione.

perdendo questa possibilità, lo stato non può neanche più erogare i servizi essenziali.. a meno che tutto quello che guadagnamo lo ridiamo allo stato senza metterci niente in tasca... quindi a che serve "lo stato" se non può più svolgere la sua funzione? a pagare gli stipendi di chi ci governa senza poter decidere più niente oppure a pagare la P.A. che non è più in grado di fornire servizi?

questo non vogliono capire. come facciamo a rilanciare l economia se non si arriva a fine mese? se ormai anche mettere benzina sta diventando un lusso?

la coperta è corta! con il salva-italia non hanno fatto altro che inguaiare le nostre generazioni... questo forse non è passato.. altro che lacrime e sangue.. questi ci hanno rovinato. e non dico il governo tecnico, ma dico chi governa questo paese da 20-30 anni, da chi ha fatto la riforma delle pensioni nel 73, mandando in pensione gente con 14 anni e 6 mesi di contributi!!!
CAPITO??? 14 ANNI E 6 MESI!!! e i nostri genitori a lavoro fino a 70 anni per pagare la pensione a loro!! non è demagogia ragazzi sono i conti!
e non avevano neanche fatto i conti con l'età media che aumenta! c'è gente che è andata in pensione a 40 anni, che prenderà 40 anni di pensione e ci sta appunto chi dovrà lavorare 40 anni non per la sua pensione, ma per pagare quella loro!
il piano di andare in pensione a questa età sarebbe dovuto essere attuato in maniera graduale, qui invece abbiamo accelerato di 4-5 anni!!
se prima non avevamo la minima speranza di poter vedere la pensione (anche perchè per avere la pensione bisogna prima lavorare... oggi chi è che lavora e che si paga i contributi? uno su tre?) con il salva italia ce la siamo proprio giocata.. veramente ci vorrebbe la reincarnazione per prendere la pensione...
salva-italia sto paio di palle, ci hanno rovinato a noi!!!
 
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Lore1988

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Attenzione ragazzi a non farvi fregare!
So che le dinamiche economiche e bancarie possono sembrare molto complicate e complesse e quindi uno crede alla prima persona che ti spiega le cose in modo logico ma non sempre le cose sono così difficili e ci vogliono 3 secondi per rendersi conto di cosa uno sta parlando.
Allora gli utili derivati dal signoraggio bancario e (non dimentichiamolo visto il periodo che stiamo vivendo) dal trading di valute estere e di titoli di stato vengono distribuiti in parte ai soci della BCE che sono le banche centrali dei vari paesi.
Ora il capitale sociale delle banche centrali dei vari paesi è vero che è composto da partecipazioni delle banche ordinarie ma basta prendersi un bilancio ad es quello della Banca d'Italia per vedere come viene distribuito l'utile. http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann/rel06/rel06it/bilancio/rel06_19_amm_bilancio.pdf pag 54-55.
Il problema vero delle banche è il to big to fail e il mercato prettamente monopolistico. La regolamentazione del settore bancario è praticamente impossibile vedi il disastro con Basilea III e le normative dell'EBA.
Le problematiche purtroppo sono molto più complicate e non è che c'è sempre un complotto dietro. In Europa ci sono interessi diversi e contrapposti che stanno paralizzando il sistema.
E comunque in teoria il bilancio statale dovrebbe funzionare così per essere sostenibile nel lungo periodo: spesa corrente (spesa per servizi, pensioni ecc..) con il bilancio in pareggio, emettere titoli di debito pubblico solo per investimenti che portando un aumento del PIL e quindi un aumento delle entrate per lo stato porta il pagamento degli interessi e del capitale prestato.
BCE: Sottoscrizione del capitale in fondo alla pagina c'è come viene distribuito l'eventuale utile della BCE.

---------- Post added at 11:34 ---------- Previous post was at 11:15 ----------

solo noi possiamo avere Passera che predica contro l'evasione fiscale quando lui stesso fino a qualche mese fa era a capo di banca intesa e ha evaso otre 250 milioni di euro
Non so a cosa ti riferisci magari mi sono perso qualcosa ma l'evasione di 250 milioni di euro mi pare fosse di unicredit con l'operazione Brontos è il CEO era Profumo e non Passera.
UniCredit, chiusura dell'inchiesta Brontos: ecco i 20 indagati (fra cui Alessandro Profumo) - Il Sole 24 ORE
 

liberato87

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Non so a cosa ti riferisci magari mi sono perso qualcosa ma l'evasione di 250 milioni di euro mi pare fosse di unicredit con l'operazione Brontos è il CEO era Profumo e non Passera.
UniCredit, chiusura dell'inchiesta Brontos: ecco i 20 indagati (fra cui Alessandro Profumo) - Il Sole 24 ORE

guarda non sono solito sparare a 0 e diffamare, se l ho detto è perchè sono fatti di dominio pubblico.

oltre a unicredit altre banche sono state coinvolte tra cui intesa sanpaolo guidata da passera

Marco Travaglio pizzica De Bortoli: "Il Corsera ha nascosto l'evasione di Intesa Sanpaolo" | Accadde Domani

notizia riportata dal fatto quotidiano che ha posto l'accento di come tale notizia non ha avuto risonanza nonostante la sua importanza.

profumo l hanno s*******to, mentre è diventato ministro chi ha fatto le stesse cose.
 
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Booker DeWitt

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Un saluto.

Mi sto occupando attivamente nell'ultimo periodo della crisi. Ho avuto il piacere di conoscere vari esperti di economia in alcune conferenze. A proposito del Signoraggio bancario, vorrei proporvi l'articolo di uno studioso che ho conosciuto, membro del movimento Monetà Proprietà, Vito Zuccato. Buona lettura :)

Cos'è il signoraggio

di Vito Zuccato



Introduzione

Ancora non esistono definizioni ufficiali o ufficiose di “signoraggio” degne di essere tali perché se ne continua a dare di diverse e di contraddittorie, calibrandole strumentalmente e con la frequente pretesa di dimostrare che il mondo in cui viviamo è il meno peggio dei mondi possibili e al massimo da riformare con modifiche periferiche, senza alterarne la struttura portante centrale.

Lo scopo di questo articolo è ricercare un'unica definizione di signoraggio che sia perfettamente coerente con i suoi presupposti teorici, riscontrabile nella pratica e totalmente indipendente dalle convenienze soggettive e dalle emozioni.
Soltanto un'idea di base univoca, neutra e asettica di signoraggio consente di imbastire successivi ragionamenti che possono essere sia corretti che errati, ma che finalmente non ereditano e non propagano più gli errori di cui non sono responsabili.

In generale il termine “signoraggio” non è sinonimo di truffa o di malversazione, ma è un termine tecnico puramente descrittivo sul fenomeno monetario: la moneta ha nel signoraggio una sua peculiarità, mentre ogni proposizione che vede in questa specifica peculiarità qualcosa di positivo o negativo riguarda l'uso privatistico/pubblicistico e autolesionistico/benefico che se ne fa.
Occorre anche in questo caso distinguere lo strumento in sé dal suo utilizzatore, al fine di non criminalizzare oggetti e parole in maniera assoluta e fondamentalista.

La parola “signoraggio” letteralmente significa “guadagno del signore” e più precisamente “guadagno del signore che emette moneta”.
Poiché ogni guadagno corrisponde a un diritto di proprietà o quantomeno al godimento di qualcosa, nel seguito diverrà chiaro che “signoraggio” fa rima con “proprietà della moneta all'atto dell'emissione”.

In questa sede si descrive il signoraggio come fenomeno monetario dal punto di vista aritmetico e se ne fornisce il risultato giuridico, economico e pratico più immediato sia in diritti di proprietà che in capacità di spesa da parte del soggetto che emette moneta.
Si rimandano pertanto ad altri scritti le argomentazioni sull'intero raggio d'azione dell'emissione monetaria e sui correlati effetti a catena economici, sociali e psicologici: quando l'analisi si fa più ampia ha molto più senso parlare di politica della rarità e del costo anziché di signoraggio, poiché quest'ultimo è caratteristica tipica della moneta in senso stretto e caricarlo di significati non suoi porta a farne uso improprio, a personificare lo strumento e a confondere le cause con gli effetti.

Vediamo allora le quattro principali varianti della definizione di questo guadagno fornite in via ufficiale o ufficiosa dall'accademia universitaria e dal sistema bancario e spesso prontamente avvallate dalla legge, per l'occasione arricchite di maggiori dettagli per evitare le sciatterie e le ambiguità con cui solitamente vengono esposte.


Le quattro varianti della definizione ufficiale o ufficiosa di “signoraggio”

Prima variante.
Il signoraggio derivava dalla facoltà esclusiva dei nobili antichi e medievali di emettere moneta metallica con contenuto di metallo inferiore al dichiarato, cioè coniare moneta-merce svilita.
Aritmeticamente ed economicamente, il signoraggio era la differenza tra il valore di mercato della quantità di metallo dichiarata – valore nominale – e il valore di mercato al momento dell'emissione monetaria della quantità di metallo effettivamente utilizzata – valore intrinseco – per la realizzazione di ogni singolo pezzo monetario.
Il signoraggio coincideva con lo sconto che il signore di fatto otteneva sul prezzo di qualsiasi merce vendutagli dai suoi sudditi, per esempio la lastricatura di una strada pubblica o la costruzione della sua residenza privata, senza che le stesse merci subissero una diminuzione di prezzo: il signore che batteva moneta otteneva comunque tale sconto e in anticipo, poiché pagava merci a prezzo pieno usando moneta precedentemente coniata di nascosto con quantità di metallo inferiore a quanto avrebbe dovuto essercene e quindi a prezzo/costo inferiore.
Essendo però il signoraggio anche pari allo svilimento della moneta oltre allo sconto sull'acquisto di merci a vantaggio del signore, una volta entrata in circolazione la moneta subiva anche uno svilimento del valore nominale, poiché, anche se in ritardo rispetto alla spesa del signore, il mercato dopo un po' riusciva a capire (esaminando la consistenza e il peso della moneta circolante) che il reale contenuto di metallo era inferiore al dichiarato e reagiva svalutando la moneta e aumentando i prezzi delle merci: questo fenomeno di inflazione era causato dal fatto che la moneta del signore era concepita dagli operatori del mercato solo come moneta-merce, che come tale aveva valore soltanto perché incorporava una certa quantità di metallo con un certo valore di mercato.
Il signoraggio qui descritto come svilimento della moneta-merce era un signoraggio lordo – pari allo sconto lordo sul prezzo delle merci – poiché il signore doveva per forza sostenere anche il costo di coniazione, costo che poteva portare a un signoraggio netto addirittura negativo se lo svilimento (coincidente col signoraggio lordo) era troppo limitato. Perciò poteva diventare negativo anche lo sconto netto sul prezzo delle merci.
Il signore doveva essere equilibrato in questa pratica di signoraggio-svilimento monetario, sia per non generare fenomeni inflattivi interni e sia per non incorrere in grosse penalizzazioni nel commercio con l'estero.
Ma anche una moneta molto pregiata aveva i suoi svantaggi:
1) accumuli monetari da parte di privati: era nota da tempo quella che poi, nel '500, sarà chiamata “legge di Gresham” (da Thomas Gresham, consigliere finanziario della Corona inglese), secondo la quale la moneta cattiva caccia via quella buona; una moneta fortemente carica di metallo nobile avrebbe servito poco lo scopo di essere mezzo di pagamento e sarebbe stata molto di più riserva di valore;
2) eccessive “grattature” del supporto monetario (da qui la zigrinatura delle monete più moderne);
3) esportazioni di moneta: una moneta molto pregiata sarebbe stata facilmente esportata e trattenuta all'estero (da qui le severissime pene riservate agli esportatori di valuta);
4) se il signoraggio lordo o svilimento monetario era inferiore al costo di coniazione, il signoraggio netto e lo sconto netto risultavano negativi e di conseguenza l'emissione di moneta e la successiva spesa in merci venivano effettuate in perdita.

Seconda variante.
Il signoraggio deriva dalla facoltà esclusiva dello Stato moderno di emettere monete metalliche con costo di produzione inferiore al valore dichiarato per iscritto sulle monete stesse, cioè creare moneta nominale su supporto metallico.
Aritmeticamente ed economicamente, il signoraggio è la differenza tra il valore in cifre riportato in rilievo o per incisione sulla moneta – valore nominale – e il valore di mercato al momento dell'emissione monetaria della quantità di metallo effettivamente utilizzata e della procedura di coniazione – valore intrinseco o costo di fabbricazione del supporto metallico – per la realizzazione di ogni singolo pezzo monetario.
Il signoraggio coincide con lo sconto che lo Stato di fatto ottiene sul prezzo di qualsiasi merce vendutagli dai suoi cittadini, per esempio l'asfaltatura di una strada pubblica o la costruzione della residenza degli organi di governo, senza che le stesse merci subiscano una diminuzione di prezzo: lo Stato battendo moneta metallica ottiene comunque tale sconto e in anticipo, poiché paga merci a prezzo pieno usando moneta precedentemente coniata a prezzo/costo inferiore.
Rispetto alla prima variante vanno sostituiti «signore» con «Stato moderno», «sudditi» con «cittadini» e soprattutto «moneta-merce svilita» con «moneta nominale a supporto metallico», per cui viene a mancare il fenomeno dell'inflazione da svilimento della moneta-merce.
Infatti il valore monetario in questo caso è garantito soltanto dalla consuetudine (tradotta in norma legale) di utilizzare monete metalliche per i tagli più piccoli al valore nominale dichiarato per iscritto, disinteressandosi completamente del valore di mercato della quantità di metallo che costituisce il supporto monetario (o valore intrinseco): il valore monetario è perciò totalmente creato dal nulla e quando ciò si verifica si parla appunto di “moneta nominale”.
Va ricordato che il signoraggio sulle monete metalliche di Stato può anche essere negativo quando il valore nominale non è sufficiente a coprire i costi di fornitura e di conio del metallo, specie per i sottomultipli che misurano i valori più piccoli, diventando così negativo anche lo sconto sulle merci acquistate con l'emissione monetaria: un'eventualità simile a quella vista per il signoraggio netto sulla moneta-merce.
Per la moneta metallica statale non ha senso la distinzione tra signoraggio lordo (considerato il solo costo di fornitura del metallo) e signoraggio netto (considerati tutti i costi di produzione), poiché per definizione la moneta nominale non ha svilimento merceologico.

Terza variante.
Il signoraggio deriva dalla facoltà esclusiva degli Stati Uniti d'America di acquistare merci estere creando moneta nominale – il dollaro USA – e di rifinanziarsi facendo investire in titoli pubblici e privati statunitensi ai produttori esteri la stessa moneta nominale da questi prima avuta in pagamento sul mercato statunitense e posta a riserva presso le banche centrali estere: il reflusso monetario dall'estero agli USA in dollari statunitensi per l'acquisto di obbligazioni statali e titoli aziendali statunitensi fa diventare gratuito (o quasi) l'acquisto in senso contrario di merci estere effettuato dagli USA con la stessa valuta, in quanto gli USA sono esonerati da produzione interna e vendita all'estero di loro merci.
Aritmeticamente ed economicamente, il signoraggio è la differenza tra il valore in cifre riportato in rilievo o per incisione o per stampa o per registrazione elettronica sulla moneta – valore nominale – e il valore al momento dell'emissione monetaria della merce – valore intrinseco o costo di fabbricazione – che costituisce il supporto monetario (metalli coniati, carta filigranata o impulsi elettronici).
Da questo punto di vista gli USA possono essere considerati degli “imperialisti che vivono di rendita”, autocreandosi potere d'acquisto col solo battere moneta (metallica, cartacea o elettronica).
Un discorso simile può essere fatto per qualsiasi altra valuta, non appena per essa si instaurino nei mercati le stesse vantaggiose condizioni di cui gode tuttora il dollaro statunitense.
La posizione ancora oggi dominante del dollaro USA come moneta di riserva mondiale è il risultato inerziale di quanto venne stabilito nel 1944 alla Conferenza di Bretton Woods, giacché soltanto questa valuta venne ancorata al valore dell'oro, assurta a riferimento per tutte le altre, resa convertibile in oro per i portatori non statunitensi e resa obbligatoria come moneta di riserva internazionale.
Con la sospensione degli accordi di Bretton Woods avvenuta il 15 agosto 1971 il dollaro USA perse la convertibilità aurea e diventò moneta nominale puramente convenzionale come tutte le altre, ma ormai si era giocoforza imposta a moneta sistemica e globale per eccellenza, poiché i Paesi esportatori di merci negli USA continuavano ad avere tre fondamentali interessi economici da dover difendere e tutti e tre denominati soltanto in dollari USA: 1) sostenere la compravendita di materie prime energeticamente indispensabili e geopoliticamente strategiche come gli idrocarburi (petrolio e gas naturale) e di storiche merci-rifugio come l'oro; 2) mantenere o aumentare le esportazioni di autoveicoli, elettronica, abbigliamento e altri prodotti nel più importante e ricco mercato del mondo quale è quello statunitense; 3) garantire il valore delle proprie e ormai ingenti riserve di dollari USA investendole in titoli di Stato e di società private statunitensi, a maggior ragione dopo l'abolizione della convertibilità aurea.
La rendita monetaria (su spesa e finanziamento) degli USA, definita “signoraggio del dollaro USA”, viene garantita dall'interesse (su vendita e investimento) dei loro stessi creditori al contempo commerciali e monetari.

Quarta variante.
Il signoraggio deriva dalla facoltà esclusiva del sistema bancario istituzionale – banche centrali – di creare moneta priva di qualsiasi aggancio al valore di eventuali merci costituenti o il supporto monetario (metalli, carta, impulsi elettronici, ecc.) o la riserva accantonata nelle sacrestie (metalli nobili o altre merci), cioè creare moneta nominale su supporto cartaceo o elettronico alla stregua di quanto fa lo Stato su supporto metallico (seconda variante).
Aritmeticamente ed economicamente, il signoraggio è il ricavo per interessi che le banche centrali ottengono sui prestiti di tale moneta da esse erogati alla collettività, solitamente tramite acquisto di obbligazioni pubbliche e private dal mercato finanziario.
Il valore della moneta nominale emessa dalle banche centrali è per definizione e materialmente creato dal nulla perché viene generato dalla pura convenzione comunitaria legalizzata, quindi senza produzione/vendita/possesso di alcuna merce allo scopo sia da parte della comunità che da parte delle stesse banche centrali.


Analisi e conclusioni

Per tutte e quattro le varianti il concetto di signoraggio nasce soltanto dalla speciale correlazione tra un signore, un guadagno e una moneta: il signoraggio è un privilegio esclusivo di chi batte moneta.

Il guadagno costituito dal signoraggio in nessuna delle quatto varianti è un guadagno contabile, cioè un utile: per le prime tre è compreso addirittura in una voce passiva dello stato patrimoniale, per la quarta è un ricavo del conto economico. Perciò il signoraggio è sempre descritto come il guadagno aritmetico-economico che deriva direttamente ed esclusivamente dalla creazione monetaria e sarebbe una pura coincidenza se per caso fosse anche un utile, visto che l'utile di esercizio non è certo un privilegio riservato a chi batte moneta.

Inoltre il signoraggio viene legato sia al diritto gratuito di proprietà su parte dei valori nominali sia al diritto gratuito di proprietà su ulteriori rendite legate agli stessi valori nominali.

Se il signoraggio è considerato il guadagno ottenuto sui valori nominali, esso riguarda:

- il valore nominale dichiarato per una moneta che ha valore solo in quanto costituita da una merce (moneta-merce);
- il valore nominale dichiarato per una moneta che ha valore solo per convenzione (moneta nominale);
- per estensione, il valore delle merci acquistate col valore nominale della moneta;
- per estensione, il valore di particolari merci acquistate col valore nominale della moneta come i debiti.

Se invece il signoraggio è considerato il guadagno ottenuto su ulteriori rendite legate ai valori nominali, esso riguarda gli interessi che si ricevono dopo aver acquistato debiti.

Le prime tre varianti sono sostanzialmente analoghe nonostante le differenze e definiscono il signoraggio ottenuto sui valori nominali, perché per esse il signoraggio è l'auto-creazione gratuita di potere d'acquisto che avviene quando un soggetto emette moneta dichiarandone il valore nominale: chi emette per sé moneta si dichiara automaticamente sempre proprietario della moneta e del suo valore, a prescindere dal fatto che sia o meno anche il vero creatore del valore monetario.
E non occorre che la moneta venga spesa subito in merci dopo l'emissione per dire che si è esercitato il diritto di signoraggio sulla moneta, poiché si è proprietari di qualcosa solo dichiarandosi tali.
Quanto più si riduce il costo di fabbricazione del supporto monetario, tanto più il signoraggio aumenta e tende a coincidere col valore nominale della moneta dichiarato per iscritto o meno sul supporto monetario. E di conseguenza tanto più il signoraggio tenderà a coincidere col valore delle merci acquistate con la moneta, mettendo così completamente in risalto l'auto-creazione di potere d'acquisto.

La quarta variante invece va in contraddizione con le altre tre: salta a piè pari l'acquisto a titolo pressoché gratuito della merce “debito” con la moneta – le banche centrali altro non fanno quando emettono moneta – e lega il signoraggio soltanto al diritto gratuito di proprietà sulla rendita da interessi, considerando l'emissione monetaria un semplice accessorio per fare prestiti.

Ma non è finita qui. La quarta variante va pure ben tre volte in contraddizione con la stessa definizione tecnica di interesse finanziario:
1) la rendita da interessi è riferita unicamente al diritto di proprietà del creditore sul debito e viene maturata proprio in base al valore di mercato e alla tipologia del debito stesso, NON al diritto di proprietà sulla moneta data in prestito, tant'è che il diritto di proprietà sulla moneta prestata viene ceduto automaticamente al debitore fino a quando il prestito giunge alla scadenza prestabilita e il creditore può esigerne il rimborso: le banche centrali ottengono (come chiunque) interessi dal debito che acquistano, NON dalla moneta che emettono;
2) la moneta è un titolo infruttifero, cioè che NON dà diritto ad alcuna rendita da interessi;
3) la rendita da interessi su un debito (di qualsiasi tipologia contrattuale) è prerogativa di chiunque sia proprietario di moneta e acquisti debiti con questa, NON soltanto del soggetto che acquista debiti emettendo moneta.

Riassumendo e legando al concetto di signoraggio queste tre contraddizioni:

1) NON può essere signoraggio ciò che NON è riferito alla moneta, come l'interesse finanziario;
2) NON può essere signoraggio ciò che NON è di per sé possibile per un titolo infruttifero, come l'interesse finanziario;
3) NON può essere signoraggio ciò che NON è prerogativa esclusiva di chi emette moneta, come l'interesse finanziario.

Ne deriva che il signoraggio NON può in alcun modo essere il ricavo per interessi che le banche centrali ottengono dai debiti che acquistano.
Per la rendita da interessi va perciò mantenuto il nome di “rendita” e basta; se è il signore a usufruirne non è altro che un di più oltre a quanto già eventualmente guadagna esercitando il suo privilegio di battere moneta; il concetto di interesse finanziario merita semmai un'analisi a parte.

Ma se il signoraggio esiste, anche in questo quarto caso deve essere sempre qualcosa di relativo al battere moneta, altrimenti non avrebbe senso l'esistenza di questa parola come esclusiva monetaria.
Ci devono comunque essere al contempo un signore, un guadagno e una moneta quando si scrive “signoraggio”.

La forzatura della quarta variante sta tutta nel provare a nascondere – molto maldestramente visto che è tutto scritto nero su bianco ciò che si vorrebbe celare – il fatto cruciale e inoppugnabile che le banche centrali acquistano debiti e quindi merci con l'emissione di moneta creata a costo pressoché nullo, perciò dichiarandosi proprietarie del valore della moneta all'atto dell'emissione e auto-creandosi potere d'acquisto: ecco il guadagno delle banche centrali che manca all'appello.

Anche in questo quarto caso si deve per forza esercitare il signoraggio legato unicamente al diritto gratuito di proprietà su una parte del valore nominale della moneta: per le banche centrali il signoraggio è quasi coincidente con lo stesso valore nominale, visti i costi irrisori sostenuti per fabbricare i supporti cartaceo ed elettronico.

Tale signoraggio esercitato dalle banche centrali può essere definito “signoraggio bancario”. Questa denominazione può essere tranquillamente utilizzata anche per il signoraggio esercitato dalle banche commerciali, non trattato in questa sede poiché non viene preso in considerazione ufficialmente/ufficiosamente e di conseguenza non rientrante nei criteri dell'analisi fin qui fatta.
In particolare, il signoraggio bancario consente alle banche centrali di ottenere a costo pressoché nullo il diritto di proprietà sulla moneta che il debitore deve rimborsare alla scadenza del prestito, proprio perché la merce acquistata dalle banche centrali è il debito: aritmeticamente, il signoraggio bancario è pressoché coincidente col valore nominale della moneta rimborsata.

Si può allora concludere affermando che la corretta definizione di signoraggio è:

signoraggio = valore nominale - valore intrinseco;

dove:
valore nominale = valore monetario dichiarato dall'ente che emette moneta;
valore intrinseco = costo di fabbricazione del supporto monetario per l'ente che emette moneta.

Se così non fosse, o si afferma che è assolutamente giusto utilizzare la definizione di volta in volta più consona al proprio tornaconto, oppure occorre cancellare definitivamente non solo tre delle quattro definizioni di signoraggio, ma anche la stessa definizione di interesse finanziario.

Questa definizione di signoraggio non ha alcuna evidenza a livello contabile, in quanto per l'ente emittente la creazione di valore monetario dal nulla è implicitamente compresa nella voce passiva dello stato patrimoniale riferibile all'emissione di moneta e in ogni caso non è contemplata dalla consuetudine ragionieristica.

Si è dunque riusciti nell'intento di ricavare una definizione di signoraggio finalmente univoca, neutra, asettica, coerente, indipendente e sperimentabile.
Il bello è che si è raggiunto questo risultato semplicemente confrontando le varie definizioni ufficiali o ufficiose ed evidenziandone le falle, senza inventarsi alcunché di nuovo.

Io credo che mai quanto oggi sia ovvia questa truffa.
 

andreabi63

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Diamoci da fare e facciamo sapere e mettiamo fine a questa dittatura delle banche.
Grazie Blume ottimo thread :ok:
 

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Io invece consiglierei di non dar peso a quanto viene riportato da Wikipedia, dato che la loro spiegazione è fuorviante e addirittura contraddittoria.
 

Lore1988

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Il punto credo sia un altro il signoraggio bancario c'è ed esiste di sicuro qualsiasi sia la definizione.
Il punto, secondo me, è che l'ente che percepisce questo guadagno è un ente governato sempre e comunque dalla politica e quindi indirettamente da noi (o almeno si spera).
Poi chi sa come mai ora che si va male tutti parlano di signoraggio bancario indicandolo come il male assoluto invece quando 8-10 anni fa si andava "bene" nessuno si sognava di tirarlo in ballo.
Senza contare che c'è un motivo per cui non si lega più la moneta ai metalli preziosi o alle riserve aurifere.
Se volete informarvi e farvi una base culturale sull'economia, sulla crisi su come uscirne ecc... consiglio di leggere dei testi di Fisher e Keynes (giusto per vedere due tesi contrapposte e farsi un quadro generale delle idee che ancora oggi muovono tutte le manovre economiche e monetarie).
 
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conrad

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Anch'io sono dell'idea che il "signoraggio" (qualsiasi cosa si intenda) non sia il problema o la causa; casomai è un'effetto anche secondario di azioni molto più complesse e vaste.
Keynes è senz'altro il preferito dai politici di tutti i colori, con la sua idea che lo Stato spendendo e spandendo in qualsiasi modo, genera "crescita".
 
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Blume.

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Cos'è la riserva frazionaria.

La riserva frazionaria è legale, come era legale possedere schiavi alcuni anni or sono. La riserva frazionaria permette di prestare 5.000 quando hai solo 100 e di quei 100, nessuno è tuo. Un po’ come Gesù Cristo che da 5 pani e 2 pesci ha sfamato una moltitudine..




Il sistema della “riserva frazionaria” è una truffa. Certo si tratta di una truffa legale, come quasi tutte le truffe economiche e monetarie. Vediamo come funziona concretamente: quando depositiamo €100 in una banca commerciale, questa apre un conto corrente (c/c) a nostro nome e si impegna a custodire la nostra banconota (vedi “signoraggio”) nel suo caveau, al sicuro dai ladri¹.
Il banchiere a questo punto usa una statistica ormai centenaria che gli dice una cosa molto semplice: solo una parte del deposito appena creato verrà usata (“movimentata”) dal cliente. Quindi il banchiere sa che “quasi sicuramente” la maggior parte dei nostri soldi, dati in sua custodia, saranno immobili nel conto (nella cassaforte) per mesi, per anni. Ricordiamo che il banchiere non è proprietario della nostra moneta, dei nostri soldi, ma ne è solo custode. Ciò nonostante il banchiere considera uno spreco questa immobilità e decide di prestare quanto c’è sul nostro c/c. Oltre alla nostra “comoda disattenzione”² il banchiere ha bisogno del politico corrotto che legalizzi questa truffa con una legge creata appositamente.
Si chiama “Misure dell'accantonamento alla riserva obbligatoria” o più semplicemente “riserva frazionaria” ed è smerciata alla pubblica opinione in modo tale che appaia come una forma di tutela per il correntista.
Ormai l’arroganza del binomio banchiere-politico è tale che oltre al danno si aggiunge la beffa: palesando questa legge come un limite al potere del banchiere di creare denaro da prestare, il politico si presenta come tutore dei nostri interessi ma, per fare un esempio, è come se lo stesso politico decretasse “il numero massimo di frustate da somministrare ad uno schiavo” e nel far questo volesse il plauso pubblico per essere stato un paladino dei diritti dell’uomo.
Ma espressamente, cosa dice questa legge? Semplicemente mette un limite alla quantità minima di denaro che i banchieri devono tenere in cassa.
Questo cosa comporta per noi?
Per noi cambia poco, anzi nulla. Se 100 persone versano €100 sarebbe legittimo aspettarsi che in qualsiasi momento TUTTI i 100 neocorrentisti possano ritirare i propri €100, no? Nella realtà, il banchiere, come detto all’inizio, considera uno spreco tutto quel denaro fermo nei suoi caveaux, e dal momento che conosce (statisticamente) quanto denaro viene ritirato in media dai correntisti, presta il resto, come fosse denaro suo. Se statisticamente solo il 10% viene “movimentato” (ritirato, speso, versato, spostato, ecc..) vuol dire che la banca ha 100 c/c con €100 ognuno, quindi €10.000 e di questi €10.000 solo €1.000 servono in contanti (in cassa) per le operazioni quotidiane (il 10% che dice la famosa statistica, ricordate?).
Quindi €9.000 si possono prendere e usare (prestare) anche se non sono di proprietà della banca! Non dimenticate mai questo concetto. Ve lo immaginate il custode del parcheggio dove lasciate l’automobile mentre siete al lavoro che prende la vostra auto va in giro a caricarci della merce (anche illecita) senza dirvi nulla e senza corrispondervi nulla? Sì, è vero, la banca da un “interesse”, se “interesse” si può chiamare lo 0,0005% che danno oggi!
Cosa cambia per il banchiere?
Per il banchiere cambia molto perché più è bassa la percentuale da tenere in contanti più egli può prestare. Nel 1957 le banche erano tenute a tenere in riserva il 25% del deposito, nel 1970 erano scese al (circa) 15% e oggi solo il 2% (in alcuni casi lo 0%). Quindi oggi la banca può ricevere €10.000 e prestarne €9.800 (non suoi!) e questo grazie alla legge sulla “riserva obbligatoria o frazionaria”. Ma la truffa non finisce qui. Quei €9.800 prestati andranno prima o poi versati in un altro conto (magari della stessa banca o di altre banche ma poco cambia dato che il sistema bancario è un ”cartello”, come quello della droga). Nel nuovo c/c basterà tenere contanti per €196 (9.800x2%) e si potranno prestare i restanti €9.604 (9.800–196) e il ciclo continuerà sul nuovo conto corrente. Alla fine della fiera, partendo da €10.000, la banca potrà creare e prestare €500.000, ossia 50 volte di più e incamerare i relativi interessi. Tutto senza avere altro che i €10.000 reali iniziali (e che andavano solo custoditi!).
Ora si capisce la potenza delle banche commerciali che possono creare denaro dal nulla (o meglio: moltiplicare quello dei correntisti) con la complicità dei politici corrotti, che danno legalità alla truffa. Voi pensate che per scoprire il trucco basterà andare in 100 allo sportello per riprendersi i €100, giusto? Sbagliato. Matematicamente basterebbe che i primi 3 clienti pretendessero indietro i propri soldi per far cadere il sistema, poiché con la riserva al 2% solo i primi due [del gruppo dei cento iniziali] troverebbero ancora qualcosina.. il terzo rimarrebbe con un pugno di mosche. E così il quarto e tutti gli altri.. purtroppo il sistema accorrerebbe in soccorso della banca in difficoltà e scenderebbe in campo la Banca Centrale in persona a stampare ciò che non è mai esistito (come accade in questi giorni alla Northern Rock Bank).
Un giorno un tale sfamò un mucchio di persone con 5 pani e 2 pesci e in occasione di un pranzo di nozze dissetò tutti gli invitati mesciando vino da un otre semivuoto, ma questa è la vecchia religione.
La nuova religione del Dio Denaro prevede una nuova figura: il banchiere di Caanan, che crea e moltiplica all’infinito denaro. E debito per noi popolino.

 
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R4z3R

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Mi fa piacere che ci sia un thread che parla di queste tematica che reputo oltremodo interessanti, e ovviamente non sono stupito dal tono e orientamento di certi commenti, quindi mi permetto di aggiungere la mia.

Il regime di riserva frazionaria è un efficace strumento di gestione che permette diverse cose: 1 al correntista di avere il servizio di custodia dei propri risparmi a costo 0 2. Sempre al correntista di essere addirittura pagato per lasciare i propri soldi al sicuro, certo pagato poco, ma sono soldi ritirabili a vista cioè in ogni momento 3. Ad utilizzare tutta una serie di strumenti di pagamento spesso senza sborsare nulla (vedi bancomat) 4. Avere una rete di filiali, che costano, in tutta Italia / ue / mondo da cui disporre dei propri soldi
E da ultimo ma ancora più importante è il principio fondamentale che permette alle banche di fare credito

Nulla fu mai così lontano da una truffa

Se qualcuno volesse avere un confronto sereno e informato sono sempre ben disposto
ciao
 

Blume.

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Mi fa piacere che ci sia un thread che parla di queste tematica che reputo oltremodo interessanti, e ovviamente non sono stupito dal tono e orientamento di certi commenti, quindi mi permetto di aggiungere la mia.

Il regime di riserva frazionaria è un efficace strumento di gestione che permette diverse cose: 1 al correntista di avere il servizio di custodia dei propri risparmi a costo 0 2. Sempre al correntista di essere addirittura pagato per lasciare i propri soldi al sicuro, certo pagato poco,
ma sono soldi ritirabili a vista cioè in ogni momento 3. Ad utilizzare tutta una serie di strumenti di pagamento spesso senza sborsare nulla (vedi bancomat) 4. Avere una rete di filiali, che costano, in tutta Italia / ue / mondo da cui disporre dei propri soldi
E da ultimo ma ancora più importante è il principio fondamentale che permette alle banche di fare credito

Nulla fu mai così lontano da una truffa

Se qualcuno volesse avere un confronto sereno e informato sono sempre ben disposto
ciao
Allora perchè se vado allo sportello bancario, che gestisce il mio conto corrente, dove sullo stesso sono presenti soldi che io ho versato, oppure ho risparmiato, per cui miei e disponibili...e per mè la parola disponibile, vuol dire che ci sono anche fisicamente, e non solo prodotti in maniera telematica, se chiedo di prelevare 3000 euro in contanti per una esigenza personale, manca poco che al cassiere gli viene una paresi facciale per la smorfia che fà? e mi sento dire...sig.B....però avrebbe dovuto avvisarmi che veniva a prelevare questa cifra...lo guardo e gli dico...scusi ma io stammattina ho controllato e sul mio conto on line e sono disponibili, melo dite voi, per cui per mè ogni momento è buono per prelevare, risponde dicendomi che una somma del genere toglie ad altri correntisti la possibilità di prendere soldi...lo guardo e gli dico, non è un problema mio la somma che io chiedo di prendere dal mio conto per me è disonibile, mi servono.
Sono uscito dalla banca con i miei soldi in tasca.
 

Booker DeWitt

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Per la serie: se una folla di persone andasse a ritirare soldi nella propria Banca nello stesso momento, questa il giorno stesso chiuderebbe.
 

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Per la serie: se una folla di persone andasse a ritirare soldi nella propria Banca nello stesso momento, questa il giorno stesso chiuderebbe.
Potrebbero farlo, la banca in un caso del genere è tenuta a soddisfare la richiesta...a costo di telefonare ad altre filiali dello stesso circuito bancario, per raccimolare il necessario e farselo portare, tramite gli istituti di vigilanza.
 

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