BluIce
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SIAMO I CAMPIONI, SFRUTTIAMOLO
''Siamo i campioni del mondo e non sfruttiamo il trionfo di Berlino. Dovremmo usarlo come un brand per fare marketing''. In un'intervista al Corriere della Sera il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis mescola gli ingredienti della sua vita di imprenditore, calcio e cinema: l'azienda calcio va ''svecchiata'', affrontata come un'azienda cinematografica appunto, anche perche' ''i calciatori sono tutti attori''. ''I nostri giocatori sono pazzeschi - dice - Luca Toni e' un belloccio comunicarolo, che potrebbe recitare con Christian De Sica, Cannavaro ha una faccia straordinaria, s'immagini un western di Sergio Leone con Gattuso...''. ''Oggi i calciatori sono tutti attori, sanno comunicare - continua - E noi che facciamo? Ci perdiamo dietro a problemi vecchi e secondari invece di sederci intorno a un tavolo per far funzionare meglio l'azienda calcio''. Sulla stagione del Napoli in serie B - anno difficile, perche' ''anche Genoa e Bologna sono da promozione...'' - arriva un accenno alla Juventus punita in serie B. ''E' sbagliato, le penalizzazioni colpiscono i tifosi, proprieta' e giocatori non avevano colpa. Io sono contro il vecchio sistema e chi ha permesso che esistesse''. Per il suo Napoli, De Laurentiis spiega di puntare sul bel gioco, magari cambiando il simbolo: ''Basta col ciuccio! Io farei disegnare ai miei scenografi un animale a due teste: un asinello alla Jacovitti, per non prendersi troppo sul serio, e un nobile bellissimo purosangue come il cavallo della Ferrari''. ''Ho amato molto il Napoli di Maradona, ma la mia filosofia mi impone la scelta di un gruppo e non di un solista. Nelle produzioni con tanti attori importanti nascono invidie e gelosie, figuriamoci in uno spogliatoio...''. ''La soddisfazione per me e' coltivare il vivaio e fare una squadra di bravi italiani - aggiunge - non strappare Ronaldinho al Barcellona o una stella a Berlusconi''. In sintesi: ''Vincere col bel gioco e svecchiare il calcio'', che per De Laurentiis, ''e' impostato in modo vecchio perche' per troppo tempo e' stato gestito da vecchi. I 70mila del San Paolo sono una eccezione. Io voglio stadi pieni e funzionali, tifoserie soddisfatte, internazionalizzaizone''. Risultati che si possono ottenere ''raggiungendo il pubblico di tutto il mondo e spalancando le porte dello stadio virtuale alla Cina, all'India, alla Russia, agli Usa: Internet e la telefonia ci porteranno ovunque. C'e' l'Europa unita? C'e' l'euro? E allora facciamo un campionato europeo di idee organizzato per divisioni come l'Nba, con Playoff finali. E creiamo ricchezza per tutti: chi l'ha governato il calcio finora ha avuto solo la bramosia del potere''. Infine, un'ultima provocazione: ''Invece che alla Figc - conclude - dovremmo appartenere alla Confindustria: siamo l'industria sportiva che fattura di piu'''.
Redazione NapoliSoccer.NET
''Siamo i campioni del mondo e non sfruttiamo il trionfo di Berlino. Dovremmo usarlo come un brand per fare marketing''. In un'intervista al Corriere della Sera il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis mescola gli ingredienti della sua vita di imprenditore, calcio e cinema: l'azienda calcio va ''svecchiata'', affrontata come un'azienda cinematografica appunto, anche perche' ''i calciatori sono tutti attori''. ''I nostri giocatori sono pazzeschi - dice - Luca Toni e' un belloccio comunicarolo, che potrebbe recitare con Christian De Sica, Cannavaro ha una faccia straordinaria, s'immagini un western di Sergio Leone con Gattuso...''. ''Oggi i calciatori sono tutti attori, sanno comunicare - continua - E noi che facciamo? Ci perdiamo dietro a problemi vecchi e secondari invece di sederci intorno a un tavolo per far funzionare meglio l'azienda calcio''. Sulla stagione del Napoli in serie B - anno difficile, perche' ''anche Genoa e Bologna sono da promozione...'' - arriva un accenno alla Juventus punita in serie B. ''E' sbagliato, le penalizzazioni colpiscono i tifosi, proprieta' e giocatori non avevano colpa. Io sono contro il vecchio sistema e chi ha permesso che esistesse''. Per il suo Napoli, De Laurentiis spiega di puntare sul bel gioco, magari cambiando il simbolo: ''Basta col ciuccio! Io farei disegnare ai miei scenografi un animale a due teste: un asinello alla Jacovitti, per non prendersi troppo sul serio, e un nobile bellissimo purosangue come il cavallo della Ferrari''. ''Ho amato molto il Napoli di Maradona, ma la mia filosofia mi impone la scelta di un gruppo e non di un solista. Nelle produzioni con tanti attori importanti nascono invidie e gelosie, figuriamoci in uno spogliatoio...''. ''La soddisfazione per me e' coltivare il vivaio e fare una squadra di bravi italiani - aggiunge - non strappare Ronaldinho al Barcellona o una stella a Berlusconi''. In sintesi: ''Vincere col bel gioco e svecchiare il calcio'', che per De Laurentiis, ''e' impostato in modo vecchio perche' per troppo tempo e' stato gestito da vecchi. I 70mila del San Paolo sono una eccezione. Io voglio stadi pieni e funzionali, tifoserie soddisfatte, internazionalizzaizone''. Risultati che si possono ottenere ''raggiungendo il pubblico di tutto il mondo e spalancando le porte dello stadio virtuale alla Cina, all'India, alla Russia, agli Usa: Internet e la telefonia ci porteranno ovunque. C'e' l'Europa unita? C'e' l'euro? E allora facciamo un campionato europeo di idee organizzato per divisioni come l'Nba, con Playoff finali. E creiamo ricchezza per tutti: chi l'ha governato il calcio finora ha avuto solo la bramosia del potere''. Infine, un'ultima provocazione: ''Invece che alla Figc - conclude - dovremmo appartenere alla Confindustria: siamo l'industria sportiva che fattura di piu'''.
Redazione NapoliSoccer.NET