RISOLTO Se cambiando pc, mi cambia anche BIOS

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petrusic

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Finalmente, sto per cambiare pc. Nel frattempo sto cercando di capire cosa mi succederà, quando non avrò a che fare più col caro, vecchio BIOS. Infatti disporrò sicuramente del nuovo UEFI, ma per quanto letto qui, non affidabile, specie dentro una struttura multiboot.
Allora, forse, sarebbe meglio fare funzionare UEFI come se fosse BIOS, se non addirittura, in attesa di tempi migliori, installare BIOS al posto di UEFI.

Ho detto una castroneria? Non lo so, le mie conoscenze sistemistiche sono limitate, ma proprio nella discussione a cui ho fatto riferimento sopra, ho letto
il mio serve a suggerire all'utente di NON installare i suoi sistemi operativi in modalità UEFI in quanto l'avvio da UEFI a molti utenti rimane spesso problematico, soprattutto quando tentano di configurare dualboot o oltre (3-4-5-boot).
Personalmente mi trovo davanti alla necessità di installare Linux da zero su disco SSD nuovo di zecca, privo quindi di S.O. preinstallati. Ora, visto che UEFI risiede in memoria volatile, prima di installare uno o più S.O., dovrò installare anche UEFI?
Poi, come fare per NON installare i S.O. in modaltà UEFI?
 

pabloski

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non avrò a che fare più col caro, vecchio BIOS
Non è proprio esatto. Quasi tutti i firmware UEFI mainstream supportano la modalità CSM, cioè la modalità di compatibilità col BIOS. Questo perchè se volessi installare FreeDOS sul mio PC? Dovrei poterlo fare. I PC sono ancora oggi una piattaforma con un supporto legacy molto radicato.

non affidabile, specie dentro una struttura multiboot.
In quel thread il problema non è il multiboot, ma proprio l'UEFI. Tra un reboot e l'altro avvengono cose turche. Si ferma alcuni secondi, di tanto in tanto, all'avvio. Talvolta spara cazzate tipo "tastiera non trovata" ( capita a me ).

Le implementazioni di UEFI dei computer commerciali non sono proprio il massimo. Nel tempo le hanno migliorate, ma ancora oggi permangono bug più o meno fastidiosi. Per fortuna UEFI è usato solo per avviare il kernel. E prima si toglie dai piedi, meglio è per tutti.

Allora, forse, sarebbe meglio fare funzionare UEFI come se fosse BIOS, se non addirittura, in attesa di tempi migliori, installare BIOS al posto di UEFI.
Non puoi installare un BIOS al post dell'UEFI. Il firmware è cucito su misura per l'hardware. Ci sono tantissime parti del firmware che inizializzano i controller di memoria, i bus pciex e altre cosucce. Non esiste. O il produttore offre direttamente un'opzione del genere ( che io sappia, nessuno lo fa ) o nada.


Ora, visto che UEFI risiede in memoria volatile, prima di installare uno o più S.O., dovrò installare anche UEFI?
Poi, come fare per NON installare i S.O. in modaltà UEFI?
UEFI risiede nella flash rom della scheda madre. Come i vecchi BIOS. Non è cambiato nulla. Quello che cambia è il metodo di bootstrap. Il BIOS esegue il codice che trova nel primo settore di uno dei dischi/ssd. UEFI va a cercare una partizione UEFI, su cui si trovi un file chiamato /BOOT/BOOTx64.EFI o un altro eseguibile EFI aggiunto ad una delle sue boot entry.

Ma in ogni caso il firmware UEFI sta nella rom.

E non ti cambia niente installare il sistema operativo in modalità bios. Tanto il problema non è quello. Il problema sta prima del boot. E comunque non è che le macchine con UEFI vadano a fuoco.

Poi ci sono produttori che sanno realizzare i firmware meglio di altri. Per esempio i NUC di Intel hanno un firmware più che decente.
 

petrusic

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UEFI è usato solo per avviare il kernel.
...
UEFI risiede nella flash rom della scheda madre. Come i vecchi BIOS. Non è cambiato nulla. Quello che cambia è il metodo di bootstrap. Il BIOS esegue il codice che trova nel primo settore di uno dei dischi/ssd. UEFI va a cercare una partizione UEFI, su cui si trovi un file chiamato /BOOT/BOOTx64.EFI o un altro eseguibile EFI aggiunto ad una delle sue boot entry.
Ma in ogni caso il firmware UEFI sta nella rom.
E non ti cambia niente installare il sistema operativo in modalità bios.
Ah, bene. Mi sento più tranquillo.
Però, se il pc contiene un disco SSD assolutamente vergine, come fa a potere ospitare il file del tipo /BOOT/BOOTx64.EFI?

Poi ci sono produttori che sanno realizzare i firmware meglio di altri. Per esempio i NUC di Intel hanno un firmware più che decente.
Questo invece un allarma un pò, perchè ho preso un processore AMD64 per contenere un pò la spesa.
 

BAT00cent

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L'installer del sistema operativo ti crea tutte le partizioni necessarie al boot in modalità UEFI.
Se non lo fa, puoi farlo da te con un normalissimo gestore di partizioni: la partizione UEFI deve avere una dimensione minima di 100 MiB (meglio 250) ed essere formattata FAT32; il tipo di partizione te lo fa definire il gestore di partizioni. Se fai il boot in modalità UEFI, ricorda di impostare una tabella partizioni GPT.
Invece, per installare alla vecchia maniera, e minimizzare così i problemi con qualunque distribuzione Linux (sia moderna che vecchia) ti basta impostare la modalità CSM nell'UEFI (a meno che il produttori non la metta a disposizione, come fa Lenovo per molti notebook) ed impostare la tebella di partizioni MS-DOS.
 

pabloski

Utente Èlite
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Però, se il pc contiene un disco SSD assolutamente vergine, come fa a potere ospitare il file del tipo /BOOT/BOOTx64.EFI?
Come già detto, il sistema operativo crea le partizioni necessarie in fase d'installazione.

Questo invece un allarma un pò, perchè ho preso un processore AMD64 per contenere un pò la spesa.
Non è AMD a realizzare pessimi firmware, sono i produttori di schede madri a buon mercato che in genere lo fanno. Quello dei NUC era un esempio. Ma pure ASUS, per esempio, non dà particolari problemi.
 

petrusic

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Bene. Io sono abituato a partizionare il disco manualmente, però, data la novità di base da affrontare, penso che il prossimo partizionamento, primo con UEFI, mi convenga eseguirlo automaticamente, all'installazione del primo S.O. Linux che metterò in cantiere. Ad esso ne vorrei aggiungere sicuramente un secondo, ma non voglio anticipare niente senza prima rendermi conto del funzionamento del nuovo strumento.
 

petrusic

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Finalmente ho avuto consegnato, ieri, il nuovo pc. Mi è stato consegnato con Windows installato.
Purtroppo, dovendo dedicarmi innanzitutto al sistema col suo firmware di base, non ho potuto spostare anche il mouse, perciò mi sono limitato a guardare il minimo.
Come prima cosa sono entrato nel menù di boot per capire il tipo di configurazione impostata dal fornitore.
Vi ho trovato:
Launch CSM .......................................................... [Enabled]

Boot device control ............................................... [UEFI and Legacy OPROM]
Boot from Network Devices .................................. [Legacy only]
Boot from Starage Devices ................................... [Legacy only]
Boot from NPCI-E Expansion ................................ [Legacy only]
Per quanto poco ne capisca, leggo che è attivo il supporto CSM che simula il funzionamento del vecchio BIOS.

Mi sono preoccupato allora di leggere il partizionamento; l'ho fatto avviando il pc da penna USb, con GParted installato:
partizione file system spazio assegnato
/dev/sda1 ntfs Riservato per il sistema 500.00 MiB
/dev/sda2 ntfs S.O. Windows 476.45 GiB
Dalle vostre precedenti indicazioni ho capito che, essendo abilitato il suppoto CSM, non dovrebbe esserci la partizione sda1 con i 500 MiB riservati a UEFI.
Potrei perciò cancellarla, in modo da disporre della possibilità di aggiungere ancora 2 partizioni primarie.
Cosa mi consigliate?
 

pabloski

Utente Èlite
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Mi è stato consegnato con Windows installato.
E non potevano farsi i cavoli loro? :D


è attivo il supporto CSM che simula il funzionamento del vecchio BIOS.
Non che serva di questi tempi.

Dalle vostre precedenti indicazioni ho capito che, essendo abilitato il suppoto CSM, non dovrebbe esserci la partizione sda1 con i 500 MiB riservati a UEFI.
Compatibility Support Module, significa solo che il computer può fare il boot ANCHE alla vecchia maniera, ma non solo.

Potrei perciò cancellarla, in modo da disporre della possibilità di aggiungere ancora 2 partizioni primarie.
Cosa mi consigliate?
Se c'è la partizione UEFI, è probabile che la tabella delle partizioni sia di tipo GPT e non MBR ( ma non è detto, Gparted ti permette di saperlo, Visualizza -> informazioni sul dispositivo ). La GPT supporta 128 partizioni, non 4.

Io ti consiglio vivamente di lasciar stare la partizione UEFI. E' una delle poche cose buone che hanno fatto. Praticamente può succedere il finimondo e ti basta ripartizionare, creare una partizione UEFI da 128MB o più, ficcarci dentro una directory EFI e dentro quest'ultima, metterci un file BOOTX64.EFI e il sistema, al boot, caricherà quel file.

In genere è il boot loader, ma potrebbe essere qualsiasi binario UEFI.

E' una cosa troppo comoda rispetto al vecchio accrocchio basato su MBR ( di 512 bytes ) che poi deve caricare un altro loader, che magari ne carica ancora un altro e finalmente arriviamo al kernel.

Del resto Linux supporta perfettamente UEFI e va ad aggiungere il boot loader in quella partizione.
 

petrusic

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Se c'è la partizione UEFI, è probabile che la tabella delle partizioni sia di tipo GPT e non MBR ( ma non è detto, Gparted ti permette di saperlo, Visualizza -> informazioni sul dispositivo ). La GPT supporta 128 partizioni, non 4.
Anche se non dispongo ancora di mouse (è connesso ancora al pc vecchio), ho eseguito la visualizzazione che mi hai chiesto.
Allego la foto che ho scattato, perchè io non sono riuscito a capire se la tabella delle partizioni sia di tipo GPT o MBR.
Sicuramente tu capirai al primo quarto di occhiata.:)
 

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è un partizionamento MBR (lo capisci dalla figura dove, a sinistra, c'è scritto MSDOS come tabella delle partizioni).
Se devi reinstallare da capo puoi fare come ti pare, ma se vuoi lascira il sistema attuale aspetta a cancellare la partizione da 500 GB, deve essere la partizione di boot che Win 7/8.x/10 creano automaticamente, se la cancelli non ti parte più Windows (a meno che non ripari il boot a posteriori); se avessero partizionato prima coprendo tutto lo spazio quella partizione non sarebbe stata creata.
Se invece vuoi reinstallare in UEFI+GPT pialla tutto e buonanotte al secchio
 

petrusic

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è un partizionamento MBR (lo capisci dalla figura dove, a sinistra, c'è scritto MSDOS come tabella delle partizioni).
Si, l'ho capito indirettamente, lanciando GParted sul pc, vecchio, che sto ancora usando.

Se invece vuoi reinstallare in UEFI+GPT pialla tutto e buonanotte al secchio
Si, considerando anche che io non uso windows ormai da 12 anni, é quello che potrei fare, però riprendo quanto detto anche da pabloski qualche post fa:
La GPT supporta 128 partizioni, non 4.

Io ti consiglio vivamente di lasciar stare la partizione UEFI. E' una delle poche cose buone che hanno fatto. Praticamente può succedere il finimondo e ti basta ripartizionare, creare una partizione UEFI da 128MB o più, ficcarci dentro una directory EFI e dentro quest'ultima, metterci un file BOOTX64.EFI e il sistema, al boot, caricherà quel file.

In genere è il boot loader, ma potrebbe essere qualsiasi binario UEFI.

E' una cosa troppo comoda rispetto al vecchio accrocchio basato su MBR ( di 512 bytes )
Allora, I miei prossimi passi allora sarebbero:
  1. lasciare la partizione sda1 con i 500 MiB riservati a UEFI;
  2. creare almeno una partizione destinate a S.O. Linux che uso abitualmente;
  3. con un avvio Linux da Live, creare in sda1 una directory EFI, dove aggiungere il file BOOTX64.EFI (vuoto?)
  4. Installare il 1° S.O. Linux.
Ma così facendo a che mi serve il CSM? E i problemi di segnalazioni anomale durante la fase di boot?
O forse non ho capito io, perchè potrei sfruttare la tabella delle partizioni GPT che il CSM mi permetterebbe di usare come se fosse del tipo MBR.
:look:
 

BAT00cent

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ma infatti installando in UEFI il CSM nel BIOS/UEFI devi toglierlo: devi cambiare l'impostazione in UEFI e salvare, poi devi eliminare il partizionamento MSDOS e rifarlo in GPT con annesse partizioni.
 
Ultima modifica:

pabloski

Utente Èlite
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  1. lasciare la partizione sda1 con i 500 MiB riservati a UEFI;
Hai intenzione di continuare ad usare il partizionamento MBR? In caso contrario, quando crei la tabella delle partizioni GPT, tutte le partizioni esistenti scompaiono automaticamente.

E poi 500 MB...Windows è sempre esagerato. 128 MB bastano e avanzano.

  1. con un avvio Linux da Live, creare in sda1 una directory EFI, dove aggiungere il file BOOTX64.EFI (vuoto?)
Non mi è chiaro il perchè di tutto questo. Se hai intenzione di installare solo Linux su quella macchina, allora semplicemente gli fai fare il partizionamento automatico, scegliendo GPT e il resto lo fa lui. Se lasci quello che c'è sul disco, gli dici di installare Linux accanto a Windows. Non ricordo se ridimensiona automaticamente la partizione Windows o se bisogna farlo a mano.

Ma così facendo a che mi serve il CSM?
A niente. Serve per avviare sistemi operativi che non supportano UEFI. E nessuno dei sistemi operativi maggiori ha questa limitazione.

E i problemi di segnalazioni anomale durante la fase di boot?
Si parlava di bug dei firmware UEFI. Ma non è che, ogni volta che accendi la macchina, succedono casini. Però non è raro che compaiano noie in vari momenti e situazioni. Ad esempio, ho un vecchio NUC che, se forzi il reboot del sistema operativo, al successivo riavvio non parte. Devi levare la corrente, farlo scaricare e poi riaccenderlo.

Ma ripeto, sono bug che non si presentano ogni attimo e in ogni situazione.

O forse non ho capito io, perchè potrei sfruttare la tabella delle partizioni GPT che il CSM mi permetterebbe di usare come se fosse del tipo MBR.
GPT e CSM non hanno nulla in comune. GPT e MBR sono due metodi di partizionamento. Il CSM è invece il vecchio BIOS, implementato come modulo UEFI. Alcune implementazioni del CSM non supportano GPT, ma solo MBR. Ma in giro praticamente non ce ne sono. Per questo GPT o MBR non dipende dall'attivazione o meno della modalità CSM. E abilitare CSM non significa perdere UEFI. Significa poter far partire sia sistemi UEFI-compatibili, che sistemi compatibili solo col vecchio BIOS.
 

petrusic

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petrusic ha detto:
  1. con un avvio Linux da Live, creare in sda1 una directory EFI, dove aggiungere il file BOOTX64.EFI (vuoto?)
Non mi è chiaro il perchè di tutto questo. Se hai intenzione di installare solo Linux su quella macchina, allora semplicemente gli fai fare il partizionamento automatico, scegliendo GPT e il resto lo fa lui.
Ho scritto quello che ho capito di dover fare:
Io ti consiglio vivamente di lasciar stare la partizione UEFI. E' una delle poche cose buone che hanno fatto. Praticamente può succedere il finimondo e ti basta ripartizionare, creare una partizione UEFI da 128MB o più, ficcarci dentro una directory EFI e dentro quest'ultima, metterci un file BOOTX64.EFI e il sistema, al boot, caricherà quel file.

In genere è il boot loader, ma potrebbe essere qualsiasi binario UEFI.

E' una cosa troppo comoda rispetto al vecchio accrocchio basato su MBR
Comunque, oggi ho cercato di dare corso all'installazione, perciò ho cercato prima di tutto di personalizzare UEFI boot, cercando di ottenere una tabella delle partizioni con GPT.
Col tasto F2 premuto all'avvio del sistema, sono entrato nelle funzioni di boot e, dentro il menù BOOT, ho impostato:
  • Fast Boot [disabled]
  • Boot Configuration -> CSM -> [disabled]
    ma , in queste condizioni non veniva più vista la porta USB con la penna live montata, quindi ho dovuto impostare
  • Boot Configuration -> CSM -> [auto
  • Secure BOOT -> OSType -> [Other OS]]
In queste condizioni sono riuscito ad avviare il S.O. live dalla penna USB.
Ho percò avviato GParted ed ho
- ridotto la partizione di sistema UEFI a 128 MiB formattondola a FAT32
- creato 3 partizioni primarie ext4.

Finalmente ho potuto provare ad avviare da penna USB fedora-32 live ed ho provato ad installare, ma senza riuscirvi per errore verificatosi nell'avvio del passo relativo al partizionamento automatico (sul controllo dello storage). Stessa cosa selezionando custom, pur dando questa volta "/" come punto di mount.

Ho avviato di nuovo GParted ed ho constatato che la tabella delle partizioni è sempre di tipo msdos.

Non lo credevo un lavoro così duro. Si vede che non ho capito niente.
 
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