RHA T20i

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RHA T20i


Apro questa recensione innanzi tutto ringraziando RHA AUDIO e nello specifico Marina che ha permesso tutto ció inviandomi il prodotto in oggetto. Ricordo che comunque non sono in alcun modo stato pagato e che questa è, come sempre, la mia sincera opinione. Lascio il link al sito del produttore: https://www.rha-audio.com/it

Oggi parliamo delle RHA T20i, che ho sovente consigliato in questa fascia di prezzo (attualmente vendute a 210€ su amazon) come cuffietta in ear. Disponibili sia in argento che in nero, sia con il microfono e controlli in linea che senza, sono state per lungo tempo le ammiraglie dell’azienda, prima dell’introduzione della nuova CL1 ceramic, che condivide in parte il design ma adotta significative migliorie al driver e ai cavi, risultando molto più difficile da pilotare. Il rivoluzionario driver proprietario delle T20i prende il nome di dualcoil, dovuto al fatto che impiega proprio due bobine concentriche per muovere la membrana, ciascuna dedicata ad una porzione dello spettro, nel tentativo di fornirne una più corretta ed estesa riproduzione nonché maggior dettaglio, nello specifico la voice coil più al centro è deputata alla riproduzione delle frequenze basse e mediobasse, mentre quella più esterna viene sfruttata per le medioalte e le alte, il tutto funzionante grazie ad un magnete ad anello posto sul retro - in pratica unisce i vantaggi del doppio driver con quelli del singolo. Per una più intuitiva comprensione del funzionamento vi lascio il video press release che mi è stato inviato e che lo mostra bene.


Ho usato le T20i abbastanza intensamente in questo periodo, in vari ambienti e collegate a vari dispositivi nella speranza di ottenere condizioni d’uso il più variegate possibili, le ho usate a casa, in treno, in universitá, per strada, collegate a cellulari e dac. Tutti i test circa il suono salvo dove indicato diversamente, sono stati effettuati attraverso il DAC/AMP ammiraglio di TEAC, l’UD-503, un’eccellente elettronica completamente dual mono venduta attualmente a 1000€, probabilmente un po’ overkill, ma il tentativo era quello di tirare fuori il massimo possibile dalle rha, per dare un giudizio il più possibile assoluto. Tutte le tracce ovviamente sono in FLAC 44.1kHz/16 bit o superiori, ma questo è scontato.

SPECIFICHE

Drivers DualCoil™ dynamic
Frequency range 16-40,000Hz
Impedance 16 ohms
Sensitivity 90 dB
Rated/max power 2/5mW
Weight 41g
Cable 1.35m, multicore OFC
Connections 3.5mm, gold plated

PACKAGING E ACCESSORI

Aperta la scatola di cartone a libro appaiono belle esposte le cuffiette e tutti gli accessori che sono davvero tanti considerando anche la concorrenza. Oltre alle cuffie abbiamo infatti 9 set di tips (+1 giá montato sulle cuffie) accuratamente riposti in un espositore in alluminio di ottima fattura, una pregevole custodia in pelle morbida delle dimensioni di 11.5 x 7.5 x 3 (HxWxD) dove poter conservare le T20 nonché i tips oppure un DAP di dimensioni medie (dotata di due elastici in stoffa per fermare il portatips e di una retina) e una delle peculiaritá di queste in ear della quale discuteremo dopo: i filtri, con il relativo portafiltri sempre in metallo. Insomma, la presentazione è davvero ben curata. Viene fornita anche una molletta per fissare le cuffiette ai vestiti.



QUALITÁ COSTRUTTIVA

RHA si è sempre distinta in questo campo: le loro cuffiette sono le più solide e ben costruite cuffiette probabilmente sul mercato, il corpo è infatti composto da due parti di metallo ottenute mediante lavorazione ad iniezione, interrotto sul retro da una piccola griglia che serve per ventilare il driver. Anche il design del jack e dello split a Y non sono stati lasciati al caso: sono entrambi in metallo, sul jack placcato in oro è presente la marca RHA e una molla che evita di strappare il cavo e al contempo aggiunge un tocco in più di design, mentre sullo split regolabile abbiamo la firma del designer. Il cavo lungo 1.35m è di ottima qualitá, antigroviglio e con conduttori in rame OFC; nella versione i sulla cuffietta destra è presente un controllo volume+risposta per iphone, sempre in metallo, con i tasti in gomma. Purtroppo su android funziona solo il comando di chiamata, il mio Oneplus One non risultava controllabile tramite i due tasti volume. Il cavo termina lato cuffie con una estensione da 10cm di cavo memory che ha la funzione di mantenere la forma dell’orecchio grazie a una molla in metallo, anche se alcuni utenti hanno riportato rotture in questa parte. La custodia come detto in precedenza è di ottima fattura, morbida e con la lampo che scorre bene. Insomma, per quanto riguarda la costruzione, si può tranquillamente pensare di aver davanti una in ear da 1000€, l’aspetto è decisamente premium e si sente in mano, di gomma c’è solo il cavo e i tips.



COMODITÁ

RHA non si limita a darvi i tre classici set di tips S, M, L, ma vi da ben 6 tips normali, due a doppia flangia (piccolo e grande) e due in memory foam, tutti di ottima qualitá, morbidi ma robusti abbastanza da sopportare molti cambi. Trovare quello adatto per il proprio orecchio non è affatto difficile, e una volta indossate, spariscono: nonostante infatti l’ampio uso di metallo, rimangono leggere e comode da indossare, e il cavo in memory contribuisce a rendere la calzata ancora più ferma. Possono tranquillamente essere usate anche durante l’attivitá fisica, è infatti impossibile toglierle dall’orecchio involontariamente. Ricordo che il tip è quello giusto solo se sigilla in condotto uditivo: non vale infatti usare tip più grandi che non garantiscono una perfetta tenuta, pena la perdita incontrollata di bassi; la sensazione dev’essere quella dell’apnea. L’unica critica che avrei da fare è il fatto che si poteva inclinare leggermente il nozzle per garantire un miglior inserimento, ma posso comprendere che dipenda anche da orecchio ad orecchio.




SUONO

Cattura2.JPG
Dopo averle lasciate suonare per una ventina di ore con del rumore bianco come mio solito, le collego al Teac per valutarne il suono. È bene notare che queste in ear vengono vendute con un sistema di filtri intercambiabili direttamente dall’utente, che modificano il timbro e la risposta in frequenza della cuffietta. Questi filtri sono tre e vanno avvitati nell’apposito filetto posto tra il tip in gomma e il corpo della cuffia, e su di essi viene fissato il tip. Il primo, quello che si trova giá montato di fabbrica, è il filtro reference, identificato dal colore argento, che fa suonare la cuffia per come è stata intesa e progettata. Il filtro bronzo è invece il “treble filter”, che permette di alzare di 1-2dB la risposta a partire da 2.5kHz, mentre quello nero è il filtro bassi, che ne alza la risposta sempre di 1-2dB da 350-400Hz in giú. Indossate con il filtro reference, appare subito evidente come con reference non sia inteso il riferimento assoluto nel suono, quanto piuttosto il riferimento tra i tre timbri possibili: utilizzando questo infatti si ottiene un suono abbastanza Y shaped e non lineare. La mia preferenza assoluta va al filtro bassi, incrementando leggermente questa porzione di spettro si ottiene non solo un kick più simile a quello a cui sono abituato io con le cuffie magnetoplanari (sebbene ancora lontano dall’estensione e dalla purezza delle HE-560), ma anche un leggero avanzamento dei medi che contribuisce a bilanciare maggiormente la cuffia e a fornire una migliore resa tonale, non ho ad ogni modo notato alcuna perdita significativa di dettaglio né problemi di sovrapposizione dei bassi sulle altre frequenze. Il filtro alti aggiunge un po’ di brillantezza che ricorda le beyerdynamic di fascia alta, senza peró risultare di una durezza eccessiva o sibilanti; viene anche aggiunto un pizzico di dettaglio in più, ma l’aumento è abbastanza marginale. Con questo filtro le ho trovate troppo “thin sounding”, prendendo in prestito un termine anglofono, anche perché le mie preferenze personali sono più sul neutro caldo, sul musicale. Il breve prospetto qui di seguito è riferito al filtro reference.

Alti: Essendo abituato ad una cuffia abbastanza neutra e lineare, ho percepito subito un aumento dei registri alti senza comunque percepire alcun fastidio. Sono estesi, ariosi e puliti, delicati, non suonano mai forti o sibilanti e sono ben integrati con la gamma media.

Medi: a mio parere bilanciati nella porzione mediobassa e media, verso la medioalta iniziano a salire seguendo l’incremento degli alti, intorno ai 4-5kHz. Le voci vengono rese in maniera abbastanza accurata e precisa, sia le maschili che le femminili, cosí come gli strumenti, in particolare il pianoforte e la chitarra acustica.

Bassi: veloci e puliti, senza sbavature e con una buona estensione. Si sente che il driver è dinamico, non fraintendete, ma la qualitá è assolutamente buona, se usato il filtro bassi acquistano ulteriormente kick e diventano corposi, pur mantenendo sempre un ottimo ordine.

Dettaglio: a mio parere elevato, non le più risolutive nel microdettaglio ma comunque presente in ottima quantità, è quello che mi aspetterei da una in ear in questa fascia di prezzo.

Soundstage: Ok, parliamone, qua siamo davanti ad una delle migliori rese nella fascia sub 400, sicuro. Il suono è davvero tridimensionale, è “fuori dalla testa” e non “dentro le orecchie”, è un suono che circonda e avvolge, ottimo sia in larghezza che in profonditá, tanto che si possono percepire tutti i vari layer strumentali.

Imaging: come il soundstage, molto preciso, probabilmente avvantaggiato dagli alti ariosi, è possibile individuare ogni strumento anche di una complessa orchestra, senza alcun problema. Durante l’ascolto mi è capitato di seguire involontariamente con gli occhi la direzione del suono, che è resa pertanto in maniera molto accurata e nitida.

Dinamica: realistica, i colpi di tamburo sono dei tamburi, il piano suona in maniera naturale cosí come i violini, che hanno tutti un’ottima escursione dinamica che riporta in vita la musica, non suonano assolutamente piatti.

Decisamente un miglioramento a confronto della T10 quindi, che invece suona più bassosa, con meno dettaglio e soundstage, ma non risulta ugualmente lineare e dotata di estremo microdettaglio come la DUNU DN-2000. Rimane comunque una cuffia davvero godibile e divertente per quanto riguarda il suono, con una tonalitá che con il bass filter ricorda abbastanza la DT770 pro 80 ohm.



UTILIZZO IN MOBILITÁ E PILOTABILITÁ

Visto che le cuffie vengono fornite anche con un controllo in linea, significa che sono state progettate anche per essere eventualmente collegate direttamente ad un telefono. Ed è quello che ho fatto, collegate al mio Oneplus One la potenza è più che sufficiente, permettendomi di tenerle a 3-4 tacche lontano dal massimo, cosí come la qualitá: l’impressione che ho avuto è quella di cuffie che scalano molto bene al variare del dispositivo, sebbene si percepisca distintamente che non sono più connesse al Teac, la qualitá rimane infatti davvero alta e fruibile ugualmente, senza produrre alterazioni timbriche dovute alla scarsitá dell’amplificazione (quindi niente scomparsa dei bassi o indurimento degli alti). Collegate al telefono diciamo che si ottiene un buon 70% di quello che sono in grado di offrire, e, data la facilitá estrema di pilotaggio, per ottenere il massimo è sufficiente un comodo e tascabile dragonfly black che, peraltro, sta anche alla perfezione dentro la custodia fornita da RHA. Non è infatti davvero il caso di prendere un amp portatile full size come ad esempio il FiiO Q1 MKII, un buon dac formato chiavetta è tutto quello di cui avete bisogno, se lo vorrete, per sfruttarle adeguatamente. Come giá anticipato prima, dei controlli in linea funziona solo il tasto centrale su Android, non ho alcun dispositivo Apple per provare il controllo volume ma al tatto anche loro risultano essere comandi solidi e ben costruiti. Anche il microfono funziona bene, la qualitá di registrazione è molto buona, e non ho riscontrato nessun problema in chiamata.



ISOLAMENTO

L’isolamento è davvero molto buono una volta trovato il giusto tip, ed è un isolamento bidirezionale: voi non sentirete ció che c’è fuori e gli altri, a dispetto del foro di ventilazione sul retro, non sentiranno quel che ascoltate. Avere una in ear che isoli bene è a mio parere fondamentale in giro per non ridursi ad ascoltare a volumi troppo elevati e di conseguenza arrecare danno all’udito, senza contare il piacere di lasciar fuori ad esempio il rumore del treno e rilassarsi a fine giornata. Sono adatte anche per un uso in biblioteca, a volume normale.

UTILIZZO IN GAME

Il soundstage e l’imaging mi hanno convinto a tal punto da volerle provare anche in game. Le ho utilizzate sia con l’ormai famoso mio benchmark War Thunder, dotato di estremo realismo nella resa dei suoni e nella loro provenienza, sia con Dead Space, versione per PC e per cellulare. Nel primo caso le in ear restituiscono una scena veramente molto ampia e di netto superiore alle HD598, generando di fatto l’illusione di una immersione totale nel gioco. I colpi, gli spari e i vari rumori di gioco sono resi in maniera molto realistica ed accurata, soprattutto nella gamma bassa (ho montato il filtro bassi per questo tipo di utilizzo). Ed è sempre di realismo che voglio parlare a proposito di Dead Space, un gioco che richiede alle cuffie e al sistema audio un’eccellente escursione dinamica per rendere al meglio i rumori improvvisi che dovrebbero spaventare il giocatore. Le T20i offrono una resa di primo livello, e nonostante non siano progettate specificamente per il gaming, sono una scelta davvero valida che si presta bene, specie per quello in mobilitá (Dead Space per Android ad esempio), riconfermandosi cuffiette molto versatili.

CONCLUSIONI

Che dire, conoscendo la marca giá potevo immaginarlo ma ora è confermato: sotto i 250€ queste sono le migliori in ear che possiate comprare se siete amanti della firma V shaped. Costruttivamente dei carri armati, e qualitativamente veramente ben suonanti, rappresentano un’ottima scelta nell’ormai vasto panorama mondiale delle in ear. Uno svantaggio di questa cuffia? Probabilmente il cavo non sostuibile, davvero un peccato considerando il costo, ma evidentemente l’azienda ha voluto riservare il privilegio solo alla flagship CL1. I voti, espressi in decimi e rapportati alla fascia di prezzo nella quale si collocano, sono i seguenti:

  • Qualitá costruttiva/accessori: 10
  • Comoditá: 8.5
  • Suono: 9
  • Facilitá di pilotaggio: 9
 
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Sono stato molto indeciso tra queste e le pinnacle p1, preso le ultime per il cavo removibile e per il suono più lineare, ma le rha sono un'ottima scelta, non si discute

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Sono stato molto indeciso tra queste e le pinnacle p1, preso le ultime per il cavo removibile e per il suono più lineare, ma le rha sono un'ottima scelta, non si discute

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per me l'altra alternativa possono essere le dunu DN2000, se noti l'ho scritto a metá review, guadagnano qualcosa nel microdettaglio e sono piú lineari ma perdono in qualitá costruttiva, quella delle rha é semplicemente un'altra storia.
 

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Sono stato molto indeciso tra queste e le pinnacle p1, preso le ultime per il cavo removibile e per il suono più lineare, ma le rha sono un'ottima scelta, non si discute

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ci inventeremo qualcosa :sisi:
 
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per me l'altra alternativa possono essere le dunu DN2000, se noti l'ho scritto a metá review, guadagnano qualcosa nel microdettaglio e sono piú lineari ma perdono in qualitá costruttiva, quella delle rha é semplicemente un'altra storia.
Già le dunu sono un po' deludenti sotto quell'aspetto, forse anche più difficili da trovare qui.
Anche per le iem cmq esistono miriadi di modelli, forse è pure più difficile districarsi rispetto alle cuffie normali

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