[Recensione] Sharkoon Night Shark - Il mio punto di vista

korer621

Utente Èlite
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Un saluto a tutti gli utenti del forum. Torno a scrivere dopo tempo per un’occasione speciale; ho infatti avuto modo di provare un nuovo case di cui si è parlato tanto online, a causa del suo design e di un layout atipico: sto parlando dello Sharkoon Night Shark, nato per celebrare i 15 anni dell’azienda tedesca. Sarà tutto rose e fiori? Scopriamolo subito.



Sharkoon è un’azienda tedesca nata per l’appunto 15 anni fa; per celebrare questa ricorrenza ha lanciato sul mercato un nuovo case, che si contraddistingue per alcuni particolari: troviamo vetro temperato sul pannello laterale, ma anche sul front (che ospita anche un bay da 5,25” per lettori ottici, pannelli di espansione VR o media reader); in questa sezione del case, emerge subito un particolare: il pannello frontale è stato disegnato in modo tale da richiamare visivamente la pinna di uno squalo, simbolo dell’azienda. Questo è uno dei primi aspetti che notiamo una volta tirato fuori il case dalla sua scatola; scatola che, peraltro, è molto simile nel design a quella di altri case di casa Sharkoon (come M-25, S-25 e TG5); il tutto è ben protetto da due blocchi di polistirolo, che eviteranno rotture in fase di trasporto.

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Per concludere l’analisi dell’esterno del case, notiamo inoltre – come detto – il pannello laterale in vetro temperato; il top è completamente chiuso (ma ne riparleremo più avanti), mentre l’altro pannello laterale è caratterizzato da una griglia con un design a mo’ di nido d’ape, di cui parlerò nel dettaglio in fase di analisi del layout interno. Soffermandoci sul pannello laterale, notiamo delle feritoie alle estremità, in prossimità del pannello frontale, grazie alle quali è garantito un buon passaggio d’aria: una soluzione tanto efficace quanto semplice proposta dai tecnici Sharkoon, peraltro già vista su altri modelli del medesimo brand.

Infine, analizzando la parte posteriore del case, notiamo i soliti copri slot, una griglia per l’installazione di una ventola da 120 mm, ed il foro per l’installazione dell’alimentatore, in alto: una posizione insolita per un case moderno, e colgo questo spunto per passare ad analizzare il layout interno.

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Una volta rimosso il pannello laterale (fissato alla struttura grazie a delle viti poste in posizione posteriore, che garantiscono un design flat sul pannello in vetro), notiamo infatti che il tunnel che ospita l’alimentatore e gli hard disk da 3,5” è posizionato in alto: come mai questa scelta? Sharkoon ha optato per questa soluzione un po’ per osare e stupire con qualcosa di atipico, ma non solo: il case è pensato anche – ma non esclusivamente – per sistemi di raffreddamento a liquido custom; abbiamo infatti la possibilità di installare radiatori (fino a 360 mm) anche sul fondo del case, oltre che sulla parte frontale (massimo 240 mm). Questa posizione risulta ottimale, in quanto le ventole montate su un eventuale radiatore saranno in grado di aspirare aria fresca dal fondo; a proposito di fondo, degno di nota il filtro antipolvere, ad estrazione laterale (finalmente!): scelta da applaudire, in quanto è sicuramente più semplice agire sul filtro dal lato dello chassis, piuttosto che dal retro (come avviene nel 90% dei modelli in commercio), visto che spesso proprio il retro è adiacente il muro e risulta impossibile estrarre il filtro senza spostare il case.

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Ma non è tutto: c’è la possibilità di montare un ulteriore radiatore da 240 mm sul fianco del case, accanto alla scheda madre; basta rimuovere una piastra, fissata con 4 viti. Una soluzione comoda, semplice ed esteticamente piacevole, soprattutto con ventole RGB ben visibili grazie al pannello in vetro; in prossimità della suddetta piastra, notiamo anche un comodo supporto GPU regolabile, una manna dal cielo se siete in possesso di schede video molto pesanti: sarà molto utile per evitare il fenomeno noto come GPU sag e salvaguardare lo slot PCI-E.

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Esaminiamo meglio l’aspetto tecnico: leggendo diversi articoli online, ho notato diverse critiche al layout scelto da Sharkoon per l’ultimo nato dell’azienda tedesca, ma è proprio a causa di queste critiche che ho deciso di voler provare questo case; per chi non avesse seguito la vicenda, il tutto è riassumibile in questa frase: l’alimentatore in alto si vedeva solo nei case di 20 anni fa, i componenti scaldano, vanno in thermal throttling, facendo perdere performance.

Punto di vista da cui prendo spunto, ma ne siamo certi? Partiamo da un presupposto: la tecnologia, per fortuna, ha fatto passi da gigante. Troviamo CPU con performance mostruose e TDP inferiore ai 100 W, come le ultime soluzioni proposte da Intel e AMD; schede video molto potenti che scaldano poco e con consumi e TDP contenuti. Quindi, sebbene questa soluzione possa sembrare obsoleta, dati alla mano non lo è; e quando dico dati alla mano, intendo dire che ho fatto diversi test, utilizzando la stessa configurazione su due case diversi (il Night Shark, appunto, ed un Cooler Master Mastecase Maker 5T).

I risultati sono stati per certi versi sorprendenti, utilizzando entrambi i case nelle loro configurazioni standard, con ventole di serie: sul Night Shark, con il radiatore installato in posizione laterale, la CPU è addirittura risultata più fresca di 3-5 gradi rispetto al Mastercase; il motivo è abbastanza comprensibile: l’aria fresca immessa dalle ventole frontali del Night Shark finisce anche sul radiatore, che viene raffreddato quindi in maniera più efficace e diretta. Tali dati offrono i primi responsi e spunti di riflessione: è chiaro, infatti, che le feritoie laterali fanno un buon lavoro nel garantire un buon airflow; inoltre, le ventole (con alimentazione 3 pin o molex) non sono soltanto estetica, ma anche tanta sostanza: sono abbastanza silenziose, spostano tanta aria, e questi risultati lo confermano.

Passando ad analizzare le temperature della GPU, queste risultano in linea tra i due modelli, con appena un grado di differenza, che rientra nel margine d’errore (i test sono stati condotti nella stessa stanza, cercando di mantenere le condizioni identiche, per quanto possibile); la situazione non può che migliorare, aggiungendo delle ventole intake sul fondo del case (va tenuto presente che questo case può ospitare fino ad 8 ventole, che poche non sono), ma nella sua configurazione di serie i risultati sono incoraggianti: da quanto visto, posso affermare che certe critiche sono senz’altro esagerate. L’unico componente sollecitato più che in altri case è l’alimentatore, la cui ventola interagisce con l’airflow interno del case; ma a meno che non abbiate alimentatori che notoriamente soffrono di problemi di surriscaldamento (Corsair VS o i vecchi CX, ma perché dovreste commettere una tale sciocchezza?), ciò non sarà assolutamente un problema.

Detto questo, è il case perfetto? La risposta è la seguente: non esiste il case perfetto, ma il case giusto in base alle necessità; per quanto visto, è un buon case con buoni materiali, in linea con il prezzo di vendita; buone features e buona dotazione di serie (ottime le ventole in particolare, che offrono diversi effetti di illuminazione).

Lo chassis, è disponibile in diverse varianti: quella presa in esame, dotata di ventole RGB addressable 5 V (gestibili sia dall’hub integrato che dal software della scheda madre, ottima la doppia possibilità, soprattutto per chi è in possesso di hardware un po' datato) ha un prezzo suggerito di 90 €; le altre varianti disponibili sono quella con ventole monocolore (rosse o blu) o la Lite, priva di ventole, particolarmente utile se siete già in possesso di ventole che vorreste riutilizzare, o vorreste acquistare delle ventole prive di illuminazione: per le altre varianti i prezzi sono rispettivamente di 80 € per la variante monocolore e di 70 per la Lite.

Concentriamoci sul modello in esame e analizziamo un altro fattore: delle ventole simili a quelle presenti in dotazione costano almeno 30 € circa; se togliamo il costo delle ventole dal prezzo di vendita, otteniamo un valore di 60 €. Questo case vale ben più di 60 €: ha buoni materiali, è semplice lavorare al suo interno ed offre un bel design fuori dagli schemi; lo spazio per il cable management è adeguato, sebbene sconsigli l’utilizzo di prolunghe sleeved molto lunghe e poco flessibili (ancora meglio, se tenete all’estetica, sarebbe preferibile un alimentatore con cavi sleeved come ad esempio lo Sharkoon Silentstorm Icewind o con cavi a piattina). Rimanendo in ambito estetica, ho particolarmente apprezzato i due pannelli in vetro: leggermente tinti, ma non a tal punto da occultare i componenti, così da poter apprezzare l’illuminazione RGB dei vostri componenti e non abbagliarvi, nel contempo.

Siamo quindi dinanzi ad un case con pochi compromessi e molta flessibilità, adatto a chi vuole qualcosa con un design fresco per distinguersi dalla massa; per quanto espresso sopra, non può che finire tra i modelli consigliati al di sotto dei 100 €.

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Per qualsiasi domanda sono a vostra completa disposizione, tempo permettendo :ops:
 

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MiBSA

Nuovo Utente
Ciao, bella recensione, in vista dell'uscita della rtx 2070 stavo mettendo su una build nuova e dato che prenderò alcuni pezzi della sharkoon come tastiera cuffie alimentatore ecc stavo pensando anche al case.. Fino ad ora sono propenso al tg5 ma il radiatore per il raffreddamento al liquido può essere installato solo davanti togliendo 2 delle ventole anteriori e perdendo in estetica.. Invece in questo night shark può essere installato anche affianco alla scheda madre.... Secondo te tra questo e il tg5 per un aio con radiatore a 240 (il cooler master masterliquid lite 240 per la precisione) quale sarebbe meglio?
 

R3d3x

UTENTE LEGGENDARIO
Utente Èlite
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2,670
Hardware Utente
Rimossa dal rilievo e inserita tra le liste di recensioni.
Korer mi perdonerà, ma non mi sembra il caso di dare corsie preferenziali :death:
 
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